{"id":2159,"date":"2022-05-21T14:46:48","date_gmt":"2022-05-21T13:46:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/?p=2159"},"modified":"2022-05-21T14:46:50","modified_gmt":"2022-05-21T13:46:50","slug":"il-segno-come-parola-linstallazione-site-specific-di-franco-nuti-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/il-segno-come-parola-linstallazione-site-specific-di-franco-nuti-a-roma\/","title":{"rendered":"&#8220;Il segno come parola&#8221; l&#8217;installazione site-specific di Franco Nuti a Roma"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Venerd\u00ec 3 Giugno 2022, alle ore 18.00<\/strong> il Progetto STORIECONTEMPORANEE, a cura di Anna Cochetti, nello spazio\nStudio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16\/B ospita l\u2019installazione <em>site-specific\n<\/em>di <strong>Franco Nuti, <em>\u201cIl segno come parola\u201d,<\/em><\/strong> che presenta una\nrilettura, in funzione dello spazio romano, del work in progress <strong><em>\u201cSpecula\u201d,\n<\/em><\/strong>iniziato nel 2018, a partire dall\u2019intervento nella Chiesa rupestre di\nSanta Maria in Grotta, Roncolise (BN).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong><em>\u201cIl segno come parola\u201d<\/em><\/strong> <strong>Franco Nuti<\/strong> ritorna &#8211; per\napprofondirli alla luce delle riflessioni che i due anni di pandemia hanno reso\nineludibili &#8211; su alcuni temi nodali della sua ricerca, quali la relazione tra\nla conoscenza razionale e la conoscenza emotiva nella ricerca e nella tensione\nverso la \u201cverit\u00e0\u201d, da esercitarsi intorno alla centralit\u00e0 della Natura Naturans\ne alla funzione che in essa occupa il genere umano, inteso nelle sue diverse\naccezioni, religiose, filosofiche, politiche, economiche, sociologiche,\npsichiche. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl punto di osservazione da cui soppesiamo un fenomeno determina la\ndinamica dello stesso\u201d: cos\u00ec l\u2019artista dichiara a introduzione del suo viaggio\ndi conoscenza <em>sub specie aesthetica,<\/em> in cui ha scelto di essere\naccompagnato dalle parole di Epicuro, Lucrezio, Ovidio, ma anche di Marx e\nFreud. Laddove le parole sono <strong><em>il segno<\/em><\/strong> che costituisce il\npercorso stesso dell\u2019installazione, costruita come una sorta di spazio sacro &#8211;\nin quanto individuato e definito rispetto al resto, a ci\u00f2 che \u00e8 intorno &#8211;\nattraverso l\u2019assemblaggio di disegni, carte veline, terrecotte e oggetti, in\ncui \u00e8 posto in essere il processo di conoscenza razionale\/emozionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il video <strong><em>\u201cVerit\u00e0\u201d <\/em><\/strong>(2022) che accompagna l\u2019installazione ne\nsottolinea l\u2019<em>incipit<\/em> concettuale e le scelte linguistico-formali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gioved\u00ec 16 Giugno<\/strong>, in occasione del <em>finissage,\n<\/em>verr\u00e0 presentato il Libro d\u2019artista, realizzato in edizione limitata,\nnumerato e firmato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Franco Nuti<\/strong> \u00e8 nato a Roma e vive e lavora\ntra Roma e Napoli. Dopo la formazione all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma,\nesordisce, nel 1988, esponendo una serie di lavori all\u2019Accademia di Romania. Di\npoco successiva \u00e8 la personale presso il Centro di Ricerca Artistica Luigi di\nSarro, in cui l\u2019artista ripropone l\u2019uso di carte veline increspate a creare\nrapporti di ombra e luce. La partecipazione al progetto \u201cCivitella D\u2019Agliano\u201d,\na cura di Massimo Carboni, Beat Streuli e Cristoph Gallioe, che prevedeva una\ncollaborazione tra artisti italiani e stranieri, unitamente ai diversi\nsoggiorni a New York, portano l\u2019artista verso la realizzazione dei primi\nAssemblaggi, esposti in seguito in una personale a cura di Giuditta Villa.\nUn\u2019ulteriore indagine sui materiali porter\u00e0 Nuti a creare involucri trasparenti\nin PVC contenenti frammenti di pitture, opere che saranno esposte nella\nrassegna \u201cSacrifici\u201d, curata nel 1998 da Mario de Candia e Sandro\nCappelletto.Nel 1998 inizia ad insegnare presso il Centro di Salute Mentale di\nRoma, svolgendo un programma riabilitativo sull\u2019uso del colore, esperienza che\nlo porter\u00e0, diversi anni pi\u00f9 tardi, alla creazione insieme a Barbara Tosi di un\nBiennio per la Specialistica in Arte per la Terapia presso l\u2019Accademia di Belle\nArti di Roma.Nelle diverse esposizioni personali degli anni successivi, Franco\nNuti continuer\u00e0 a lavorare sui temi della memoria e del vissuto, che ancora\ncaratterizzano la sua ricerca estetica. Unendo ricerca pittorica,\ninstallazione, riflessione gestuale, Nuti d\u00e0 vita ad opere dotate di una\nparticolare risonanza, capaci di esprimere, come ha ricordato Barbara Tosi, \u201cla\nsegretezza\u201d del processo artistico. Tra le mostre pi\u00f9 recenti, le personali\n\u201cSpecula\u201d, progetto-mostra work in progress, Chiesa di Santa Maria in Grotta,\nRoncolise (BN), a cura di Giuseppe Rago, 2018; \u201cLa grammatica dell\u2019esistenza\u201d\nFondazione Umberto Mastroianni di Arpino (FR), a cura di Loredana Rea, 2017;\n\u201cRimandi\u201d, Biblioteca Nazionale di Napoli \u2013 Sezione Papiri \u2013 Palazzo Reale,\nEnywhere Art Company, Napoli, a cura di Marco Amore, 2015; \u201cIl colore e il\nmovimento\u201d, Minigallery, Assisi (PG), a cura di Paolo Dalbasso, 2015. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 3 Giugno 2022, alle ore 18.00 il Progetto STORIECONTEMPORANEE, a cura di Anna Cochetti, nello spazio Studio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16\/B ospita l\u2019installazione site-specific di Franco Nuti, \u201cIl segno come parola\u201d, che presenta una rilettura, in &hellip; <a href=\"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/il-segno-come-parola-linstallazione-site-specific-di-franco-nuti-a-roma\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2159","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2159"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2159\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2160,"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2159\/revisions\/2160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturaedintorni.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}