Da oggi, 5 dicembre, la mostra ‘ITACA’ Installazioni e sculture di Nino Ventura a cura di Gina Ingrassia alla Pinacoteca Civica di Follonica | Ingresso libero

Itaca
Souvenir e appunti di viaggio del Capitano Angel Ventura de
Aguadulce e della Duchessa Felicia Schirò Filangeri
Installazioni e sculture
di Nino Ventura
a cura di Gina Ingrassia
5 dicembre 2025 | 22 febbraio 2026
Pinacoteca Civica di Follonica
Piazza del Popolo 1, Follonica (GR)
Ingresso libero
Opening venerdì 5 dicembre, ore 17

Arrivano dal mare – particolare – carretto di ferro e vasi in terracotta 2022 – Foto Enzo Zucco

Un viaggio per mare in sette tappe verso una leggendaria Itaca a tu per tu con la vastità e profondità di un Mediterraneo, crocevia di culture e religioni, leggende e memorie, speranze e utopie che si intrecciano in un’immaginaria narrazione lungo una trama tessuta da oggetti e parole. “ITACA. Souvenir e appunti di viaggio del Capitano Angel Ventura de Aguadulce e della Duchessa Felicia Schirò Filangeri”, mostra inedita dell’artista Nino Ventura, sarà esposta per la prima volta nella Pinacoteca Civica di Follonica dal 5 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026, organizzata dal Comune di Follonica con il supporto organizzativo di Comediarting.

Entrando nella mostra, a cura di Gina Ingrassia, si entra in uno spazio fuori dall’ordinario
tra creature improbabili di eco antica, esseri immaginari che richiamano leggende odissee e luoghi fantastici, archetipi e simboli di un viaggio ciclico che abbraccia passato e presente. Prendono vita le sculture in terracotta e bronzo, i vasi canopi e officinali, le maschere e gli dei, escono dai confini di una tela colorata i due avventurosi protagonisti dai nomi altisonanti, ogni cosa o oggetto si anima, assume densità e presenza al soffio vitale dell’artista. In quel mare indefinibile, miscuglio di razze e culture, si apre il palcoscenico dell’arte.

“Itaca non è una mostra convenzionale, è un’esperienza sensoriale e intellettuale che
incoraggia ad attraversare le acque della vita, a immergersi nelle sue profondità e a lasciarsi catturare da una storia condivisa e senza tempo per riscoprire il valore del ritorno, il senso di appartenenza e di ricerca, tra le acque di un mare che non smette mai di raccontarsi. Itaca è un viaggio che conduce dritti al cuore della produzione di Nino Ventura, una metafora della sua ricerca artistica, fatta di esplorazione e di immersione nella materia e nelle infinite possibilità di plasmarla e in parallelo una riflessione sull’arte, le sue potenzialità e manifestazioni, condotta con la consueta profondità e con la scanzonata e picaresca leggerezza che distingue l’artista” spiega la curatrice dell’esposizione Gina Ingrassia. Il percorso che l’artista propone è metafora dell’esistenza, un cammino lungo anni verso quella terra di ritorno, scoperta, speranza che si presenta come miraggio all’orizzonte ma anche simbolo di ricerca incessante, desiderio di approdo in un mare di contraddizioni e storie millenarie. Un’isola, Itaca, che non deve essere necessariamente raggiunta ma avvicinata, desiderata, simbolo di un viaggio dove quel che conta non è la meta ma gli incontri. Le opere di Nino Ventura diventano così un ponte tra passato e presente, tra mito e realtà e invitano a partecipare a questa avventura visionaria che vede protagonisti tutti, ‘Nessuno’ e ciascuno di noi. Chiudono la grande parata i suggestivi uomini faro, emblemi di luce e speranza, un porto sicuro in un mare di incertezza.
“Itaca è un viaggio immaginario di due persone che si amano in un Mediterraneo misterioso e fantastico, nato dall’emozione delle mille storie raccontate a noi bambini da mia nonna materna, la sera, seduti ai piedi dell’Etna. Il viaggio e il saper fare sono gli elementi che concretizzano questa esposizione. Ricordi, oggetti, souvenir che restano a testimonianza di questo fantastico viaggio e delle storie vissute dai protagonisti ad ogni approdo. La scelta dei materiali e la forma stessa delle sculture, che compongono l’allestimento, sono strettamente legate a questi luoghi fisici. Non sono reperti archeologici ma oggetti che ci appartengono e che per questo ci sono familiari” fa sapere Nino Ventura.
L’artista racconta una nuova storia mediterranea, quella della duchessa Felicia Schirò
Filangeri, che nel 1639, passeggiando sulla spiaggia di Mondello, trovò una bottiglia con
dentro un foglietto di carta. Quella bottiglia e quel messaggio avrebbero cambiato la sua vita. Neanche il capitano Angel Ventura de Aguadulce poteva immaginare che il suo messaggio,
‘Vieni con me, partiamo. Andiamo dove ci porta l’onda, per vedere da vicino il Nostro Mare’, affidato a una bottiglia, avrebbe dato vita a quel lungo viaggio nel Mediterraneo. Non si sa come i due riuscirono ad incontrarsi, ma la leggenda vuole che pochi mesi dopo il Capitano era a Palermo per imbarcare la duchessa e partire per quel viaggio. Sarebbero tornati trentasei anni più tardi. C’è chi dice che questo viaggio fu possibile perché, tutti e due, vedevano la vita con gli occhi dei pesci che abitano il mare.
“Tutti conosciamo Itaca, l’isola abbandonata da Ulisse, con Penelope, Telemaco e il cane
Argo che lo attendono per vent’anni. Riferimenti lontanissimi, e al tempo stesso vicini,
all’opera di Nino Ventura che, novello Omero, racconta una nuova storia non solo con le
parole, ma con la materia grezza che diventa scultura, plasmando allo stesso tempo argilla e poesia. Così incontriamo due nuovi personaggi: lui spagnolo di Aguadulce in Almeria, lei
duchessa diciottenne, siciliana di Palermo. Un viaggio d’amore lungo trentasei anni nel
Mediterraneo, proprio come l’eroe più celebre. Lasciamoci trasportare dalla magia di questa nuova avventura, dove gli incontri diventano sculture, talvolta divine, talvolta terapeutiche, oppure oggetti preziosi da riportare a casa. Perché prima o poi la nostalgia della terraferma ci fa ritornare e ci fa comprendere che ogni viaggio è soprattutto un viaggio dentro sé stessi” dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Follonica Stefania Turini.
L’inaugurazione della mostra è in programma venerdì 5 dicembre, alle ore 17, alla presenza dell’artista Nino Ventura e dell’assessore alla Cultura del Comune di Follonica Stefania Turini.
Biografia di Nino Ventura
Nato ad Acireale nel 1959, si trasferisce in Piemonte nel 1967, dove vive e lavora. La sua
attività artistica, dal 1979 ad oggi, si è sviluppata attraverso l’utilizzo di mezzi espressivi
diversi: teatro, cinema, televisione, scultura. Dal 1994 le sue opere sono state esposte in diverse città tra cui Torino, Milano, Nizza, New York, Firenze, San Francisco, Saragozza, Barcellona, Montecarlo, Bologna, Roma, Parigi, Praga, Perugia, Bilbao, Madrid, Gent e sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private. Nel 2002 la sua opera “Angeli- Evoluzione della Specie”, una serie di 12 grandi sculture in terracotta, è entrata a far parte della collezione del Museo de los Angeles – Arte Contemporanea di Lucia Bosè a Turegano in Spagna. Nel 2006 il Centro Culturale Tomás y Valiente di Fuenlabrada a Madrid ospita la sua mostra «Pressioni», in parallelo a quella dedicata a Joan Miró: «Las maravillas». Sempre nel 2006 realizza tre grandi Arcangeli in terracotta e bronzo: Gabriele, Raffaele e Michele, che vengono esposti a Castel Sant’Angelo a Roma, nell’ambito del progetto “Angeli e Angeli”. A gennaio del 2010 viene inaugurata a Fuenlabrada la sua opera “Liquidas convergencias”, una fontana monumentale di 28 metri con 18 pesci in bronzo e 72 piastre in vetrofusione (catalogo Umberto Allemandi). A settembre del 2011, il direttore del Padiglione Italia, Vittorio Sgarbi, lo invita a partecipare alla 54ma Biennale di Venezia – Padiglione Piemonte. Nel 2014 la Città di Castellamonte (TO) gli conferisce la cittadinanza onoraria per i meriti artistici, dopo Umberto Mastroianni, Arnaldo Pomodoro e Ugo Nespolo. Nello stesso anno, su segnalazione della Fyr Navan Global Group, partecipa con mostre personali agli eventi culturali organizzati a Firenze, Shanghai, al progetto “Artour_o – Il Mus” che si svolge a Merida in Spagna nel 2014 e nel 2015 a Praga. Nel 2018 il Ministero dei Beni Culturali – Polo Museale del Piemonte organizza, al Forte di Gavi, la sua mostra personale “Ad occhi chiusi” (catalogo Mondadori Electa). Nel 2023 il Circolo degli Artisti di Albissola Marina gli dedica una personale ed espone per tutto il periodo estivo, sul lungomare degli artisti, la sua installazione “L’Esercito del Piccolo Pesce”. Nello stesso anno il Museo del Parco – Centro internazionale di scultura di Portofino, acquisisce nella collezione la sua opera in bronzo “Tre Pesci”.
Informazioni
Titolo: ITACA
Artista: Nino Ventura
Curatrice: Gina Ingrassia
Organizzazione: Comune di Follonica con il supporto organizzativo di Comediarting
Quando: dal 5 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026
Opening: venerdì 5 dicembre, ore 17
Dove: Pinacoteca Civica di Follonica, Piazza del Popolo 1, Follonica (GR)
Ingresso gratuito
Orari: Tutti i giorni, festivi compresi, da martedì a domenica dalle 15.30 alle 19.00
(giorno di chiusura 25 dicembre)
Contatti:
0566.59027 (Museo Magma)
0566.59246 (Biblioteca)
www.comune.follonica.gr.it
www.magmafollonica.it
cultura@comune.follonica.gr.it
frontofficemagma@comune.follonica.gr.it
Ufficio Stampa per Comediarting
Monia Giannetti
Cell. +39 3383898673
moniagiannetti.ufficiostampa@gmail.com

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Il primo incontro di orientamento vocazionale nel Centro di pastorale giovanile ad Albano Laziale.

Dal 5 al 7 dicembre 2025 si terrà ad Albano Laziale il primo incontro di orientamento vocazionale, promosso dai Missionari del Preziosissimo Sangue in collaborazione con le suore Adoratrici del Sangue di Cristo. L’appuntamento, pensato per i giovani dai 18 ai 30 anni, si svolgerà presso il Centro di pastorale giovanile e vocazionale, annesso al santuario di San Gaspare del Bufalo – chiesa di San Paolo. Il percorso, dal titolo evocativo “E tu che storia sei?”, è guidato dal Servizio di pastorale giovanile e vocazionale e intende offrire ai partecipanti uno spazio privilegiato di ascolto, riflessione e confronto, in un clima di amicizia e accompagnamento spirituale.
«Non un accumulo di informazioni, ma la possibilità di instaurare una relazione viva con il Signore Gesù. È questo quello che pensiamo possa arricchire la vita dei nostri ragazzi», così descrive questi giorni don Valerio Volpi, direttore del Servizio di pastorale giovanile e vocazionale dei Missionari del Preziosissimo Sangue. «Viviamo in un tempo in cui, a  partire dai social, si propongono una enorme quantità di contenuti anche in ambito di fede, – continua don Valerio – ma l’esperienza di Gesù non è un accumulo di stuzzicanti informazioni, non è questione di contenuti. Ci vogliono spazi, tempi e luoghi dedicati al silenzio e ad una relazione che va coltivata». Durante le tre giornate, i giovani saranno coinvolti in momenti di meditazione, preghiera sulla Parola di Dio, spazi di silenzio, laboratori, testimonianze e dialoghi personali, strumenti pensati per aiutarli
a leggere la propria storia alla luce della fede e a compiere passi significativi nel discernimento vocazionale.

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San Gaspare del Bufalo (1786–1837), sacerdote romano, dedicò la sua vita alla missione evangelizzatrice e alla diffusione della devozione al Preziosissimo Sangue di Cristo. Il 15 agosto 1815 fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue presso l’Abbazia di San Felice, a Giano dell’Umbria (PG). Conosciuto per il suo ardore apostolico e per la predicazione nelle zone rurali d’Italia, affrontò anche la prigionia durante il periodo napoleonico poiché si rifiutò di giurare fedeltà all’imperatore. Fu canonizzato da Papa Pio XII nel 1954. Presso la rettoria di Santa Maria in Trivio, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, sono custodite le spoglie di san Gaspare del Bufalo e del beato Giovanni Merlini, quest’ultimo terzo Moderatore generale dell’Istituto e primo beato del Giubileo.
Roma, 04/12/2025

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Da Antonio e Xavier Bueno a Paola Campanella, fino ai grandi nomi del secondo Novecento come Mimmo Paladino ed Emilio Scanavino. Si chiudono con grande successo di pubblico gli eventi espositivi di SATURA Palazzo Stella.

Paola Campanella, Terrazzo a Genova, 1993, acrilico su tela, cm 130×180 low

Finissage sabato 6 dicembre 2025, dalle ore 15, delle mostre aperte nella splendida cornice di Palazzo Stella, accomunate dal desiderio di offrire al pubblico un panorama articolato e aggiornato delle ricerche artistiche contemporanee. Un panorama caratterizzato dal successo di “Antonio e Xavier Bueno. La realtà è moderna”, a cura di Mario Napoli, focus in cui sono state illustrate le principali tappe dell’itinerario artistico dei due fratelli: dal realismo degli anni Quaranta alle sperimentazioni astratte e neometafisiche di Antonio, fino alle opere di forte intensità emotiva con cui Xavier affrontò il tema dell’infanzia come simbolo di vulnerabilità sociale. Ottimo riscontro di pubblico anche per la pittura sospesa tra iperrealismo e dimensione metafisica
di Paola Campanella, nella personale “Soglie del silenzio” curata da Mario Napoli e inserita nel progetto CALC – Casa degli Artisti Liguri Contemporanei, così come per Nicola Ingravallo, che con “Affordance” – curata da Flavia Motolese – ha coniugato pratica pittorica e sensibilità psicologica. Grande interesse anche per il dialogo fra Guido Annunziata e Luisella Grondona, nella bipersonale “Geografie della mente” curata da Andrea Rossetti. Si conferma il buon riscontro della sezione “Artisti in permanenza”, che da anni rappresenta uno dei pilastri dell’identità di SATURA. Curata dallo staff critico, la selezione riunisce autori individuati per qualità, continuità e rilevanza nel panorama contemporaneo: Silvia Brambilla, Gerolamo Casertano, Franco Dallegri, Walter Di Giusto, Maurizio Forno, Stefano Grondona, Jaekyeong Kim, Carlo Merello, Peter Nussbaum, Paola Pastura, Anna Rocco, Scarella, Antonella Stellini, Nevio Zanardi. Il progetto di valorizzazione affianca esposizione, promozione e rappresentanza professionale strategica.

Nicola Ingravallo – Note per trasformazioni pittoriche – 2023 – olio, smalto e carta su tela, cm 60×50

In chiusura, il progetto della Casa degli Artisti Liguri – CALC continua nella sua missione, proponendo e valorizzando artisti che hanno scritto la storia dell’arte regionale contemporanea, tra cui Edoardo Arvigo, Rocco Borella, Aurelio Caminati, Claudio Costa, Giovanni Fasce, Plinio Mesciulam, Giovanni Profumo, Anna Ramenghi, Mario Rossello, Antonio Sabatelli.
SATURA Palazzo Stella
centro per la promozione e diffusione delle arti APS
Piazza Stella 5/1 – 16123 Genova
tel. 010 2468284 / cell. 338 2916243
e-mail: info@satura.it web: www.satura.it

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“Somewhere story” di Oscar Del Barba OX Quartet, la nuova edizione musicale di nusica.org. Dal palcoscenico al suono: un nuovo sguardo musicale su “West Side Story” di Leonard Bernstein.

Trentottesima pubblicazione per nusica.org, etichetta che da oltre dieci anni indaga i linguaggi del jazz e dell’improvvisazione contemporanea. In “Somewhere Story”, l’Oscar Del Barba OX Quartet rilegge l’eredità di Bernstein con uno sguardo nuovo: un viaggio sonoro
tra acustico ed elettronico, dove la musica nata per il teatro diventa materia viva di esplorazione. Il disco sarà disponibile su tutte   le piattaforme digitali dal 18 novembre 2025,
preceduto dal singolo “America”, in uscita il 14 novembre.

Oscar Del Barba OX Quartet
Oscar Del Barba – pianoforte, synth, electronics, arrangiamenti
Achille Succi – clarinetto, clarinetto basso, sax contralto
Giacomo Papetti – basso elettrico, electronics
Andrea Ruggeri – batteria
Il nuovo progetto discografico dell’Oscar Del Barba OX Quartet nasce quasi per caso, come spesso accade alle idee più felici. L’occasione fu la Festa dell’Opera organizzata dal Teatro Grande di Brescia nel 2018, che quell’anno celebrava l’anniversario della nascita di Leonard Bernstein. Invitato a rendere omaggio al grande compositore, il quartetto decide di affrontare West Side Story, una delle opere più iconiche del Novecento, rielaborandone alcuni estratti e arricchendo la tavolozza sonora con l’inserimento di suoni elettronici che dialogano con i colori acustici del gruppo. Il concerto, accolto con grande entusiasmo, portò i musicisti a registrare il repertorio in studio in un’unica giornata, catturando la spontaneità e l’energia di quell’esperienza. Dopo essere rimasto nel cassetto per alcuni anni, il progetto vede oggi la luce grazie a nusica.org, che ne firma la pubblicazione discografica. Somewhere Story restituisce al pubblico quella freschezza originaria, trasformando quell’omaggio a Bernstein in una rilettura personale e appassionata, sospesa tra memoria e invenzione.
La formazione — Oscar Del Barba (pianoforte, synth, electronics, arrangiamenti), Achille
Succi (clarinetto, clarinetto basso, sax contralto), Giacomo Papetti (basso elettrico,
electronics) e Andrea Ruggeri (batteria) — dà vita a un dialogo serrato e creativo, in cui
ogni strumento contribuisce alla costruzione di una dimensione sonora ampia e sfaccettata. Con Succi, in particolare, Del Barba rinnova una collaborazione già sperimentata in un precedente progetto dedicato a Giuseppe Verdi. Cuore concettuale del progetto è la ricontestualizzazione: l’Oscar Del Barba OX Quartet affronta i temi bernsteiniani come materiale vivo, liberandoli dal testo e dalla scena per farli rivivere in un nuovo spazio musicale, svincolato dalla narrazione teatrale. La scrittura di Bernstein, così ricca di ritmo, colore e teatralità, si presta naturalmente a questa visione collettiva, in cui la melodia diventa materia d’improvvisazione e di continua trasformazione. L’uso dell’elettronica, introdotto con misura e consapevolezza, amplia la gamma dei suoni senza mai snaturare l’essenza acustica dell’ensemble, che costruisce una drammaturgia autonoma ma fedele allo spirito originario di Bernstein, dove libertà e forma si incontrano e si rispecchiano.
«Abbiamo voluto togliere West Side Story dal palcoscenico e riportarla alla sua essenza
musicale, trattando i brani come standard jazz aperti all’improvvisazione e al colore. Già dalle prime prove abbiamo lavorato su piccoli adattamenti armonici e ritmici per lasciare a ciascun musicista lo spazio di intervenire liberamente, costruendo il suono insieme. Bernstein ha sempre dialogato con il jazz e con la musica latina, e noi abbiamo proseguito quel dialogo, cercando un equilibrio tra rispetto dell’originale e libertà interpretativa. L’elettronica ci ha permesso di ampliare ulteriormente la gamma dei timbri, senza mai perdere il respiro acustico del gruppo. È un progetto vivo, che si trasforma ogni volta che lo suoniamo: ogni brano è un piccolo mondo da esplorare, dove la memoria di Bernstein si intreccia alla nostra voce e al piacere di suonare insieme.»
— Oscar Del Barba
I sette brani del disco ripercorrono alcuni dei momenti più intensi di West Side Story, ognuno reinterpretato con libertà e fantasia. America apre l’album con un’energia trascinante, dove la forza ritmica si intreccia a un senso di vitalità quasi rock. Cool alterna atmosfere sospese e improvvisazioni dal carattere spiccatamente jazzistico, mentre I Feel Pretty rievoca con leggerezza e ritmo danzante i colori della musica sudamericana. In Maria il lirismo del tema originario si dilata in un dialogo tra timbri acustici ed elettronici, creando un paesaggio sonoro ricco di contrasti. One Hand, One Heart si muove su registri più intimi e sognanti, con un suono rarefatto e meditativo. Somewhere richiama le sonorità del jazz-rock anni Ottanta, fondendo melodia e improvvisazione in un equilibrio sempre dinamico, mentre Tonight chiude il percorso con un crescendo di tensione e intensità che restituisce tutta la potenza drammatica e l’emozione della partitura bernsteiniana. Il risultato è un viaggio musicale che attraversa stili e sensibilità — dal jazz alla musica latina, dal rock al lirismo contemporaneo — restituendo a West Side Story la sua natura più profonda: quella di un racconto di contrasti, di tensioni e armonie, di emozioni che trovano nella musica la loro lingua universale. Somewhere Story non è solo un tributo, ma una dichiarazione d’amore per la libertà espressiva. È la storia di un incontro — tra epoche, generi e sonorità — che continua a parlare al presente con la vitalità del jazz e la poesia di Bernstein. Il disco sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 18 novembre 2025,preceduto dal singolo “America”, in uscita il 14 novembre.
Profili
OSCAR DEL BARBA. Pianista, compositore e arrangiatore bresciano, diplomato in pianoforte e jazz con il massimo dei voti, vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali tra cui il Premio Gorni Kramer, il Premio Valentino Bucchi e il Concorso “Scrivere in Jazz” di Sassari. Ha collaborato con musicisti come Markus Stockhausen, Dave Liebman, Javier Girotto e Francesco Guccini, esibendosi in Europa e America Latina. Autore di oltre dieci album come leader — tra cui Two Suites for Jazz Orchestra (Dot Time Records), Giuseppe Verdi Entangled (Da Vinci Records) e In Fabula (nusica.org) — insegna pianoforte jazz al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano.
ACHILLE SUCCI. Clarinetto basso e sassofono contralto tra le voci più originali del jazz
europeo, Achille Succi è tra i principali improvvisatori italiani della sua generazione. Ha
collaborato con Kenny Wheeler, Uri Caine, Ralph Alessi, Franco D’Andrea e Furio Di
Castri, partecipando a numerosi festival internazionali. Noto per il suo linguaggio personale e la capacità di fondere jazz, avanguardia e musica contemporanea, ha pubblicato diversi album acclamati dalla critica e insegna jazz in varie istituzioni italiane tra cui Siena Jazz University e il Conservatorio di Ferrara.                                                            GIACOMO PAPETTI (Brescia 1984). Bassista elettrico, contrabbassista, compositore, ,
attivo nel jazz contemporaneo e nel pop-rock alternativo così come nella musica
sperimentale. Ha inciso oltre 35 album tra cui diversi come leader/co-leader con gruppi quali The Loom (con F. Sigurtà, A. Succi, N. Bandello) e Small Choices (con E.Maniscalco e G.Rubino), Mopoke (con Michele Bonifati e Filippo Sala), Dimidiam (con Massimiliano
Milesi) e altri. Ha tenuto centinaia di concerti presso teatri, club e festival italiani e
internazionali. Attualmente insegna contrabbasso jazz presso il Conservatorio Verdi di
Milano e basso elettrico pop-rock presso il Marenzio di Brescia.
ANDREA RUGGERI. Batterista e compositore attivo tra jazz, world music e ricerca sonora, ha collaborato con Paolo Fresu, Ralph Alessi, Stefano Battaglia, Furio Di Castri, Rita Marcotulli, Gianluigi Trovesi e Elena Ledda. Ha partecipando a numerosi festival in Europa e nel Mediterraneo e ha inciso oltre quaranta dischi per etichette come Dodicilune, Da Vinci Jazz, S’Ard Music e Caligola Records. Membro di progetti che hanno vinto premi come la Targa Tenco e il Premio Nazionale Città di Loano, è tra i migliori talenti del Top Jazz 2023. È fondatore dell’ARE Andrea Ruggeri Ensemble e membro stabile dell’Oscar Del Barba OX Quartet.
Oscar Del Barba OX Quartet
Somewhere Story
Tracklist
America
Cool
I Feel Pretty
Maria
One Hand, One Heart
Somewhere
Tonight
Musiche: Leonard Bernstein
Arrangiamenti: Oscar Del Barba
Produzione
Registrazione, mix e mastering effettuati a Mantova, il 24 ottobre 2018, da Carlo Cantini
presso il Digitubestudio.
Prodotto da Oscar Del Barba OX Quartet
Pubblicato da nusica.org, 2025
Per informazioni
www.nusica.org – info@nusica.org
Ufficio stampa e comunicazione
Giuseppe Bettiol – comunicati@giuseppebettiol.it – +39 349 1734262

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Debutta a Fortezza Est dal 4 al 6 dicembre “Samar – folie à la sicilienne” di e con Giovanni Alfieri e Sergio Beercock, in scena con un esperimento di teatro partecipativo, radicato nel suono, fra racconti popolari, canti tradizionali e musica elettronica dal vivo.

Samar

– folie à la sicilienne –

canti, rime e testi scritti o recuperati da

Giovanni Alfieri e Sergio Beercock

produzione Babel

con il sostegno di Spin Time Labs – LaMaMa Umbria

ideazione artistica La Mandria | libero consorzio di individui artistici

 Fortezza Est

4-5-6 dicembre 2025 | h. 20:30

Debutta a Fortezza Est dal 4 al 6 dicembre “Samar – folie à la sicilienne” uno spettacolo di canti, rime e testi scritti o recuperati da Giovanni Alfieri e Sergio Beercock, in scena con un esperimento di teatro partecipativo, radicato nel suono, che invita a ripensare la comunità, la cura e il tempo.

Samar è un rituale di teatro musicale che festeggia, nostro malgrado, il lutto delle tradizioni: “Un popolo muore quando gli tagliate la lingua”. Buio. SAMAR è una veglia performativa, un’esperienza teatrale collettiva che si consuma di notte, intorno a una tavola, tra il racconto e il canto, tra il rito e la presenza. Il titolo stesso, tratto dall’arabo “samàr”, evoca la parola detta nella notte, la narrazione che si prolunga fino all’alba, nella condivisione di storie.

Due compàri accolgono convitati e convitate ad una tavolata con pane e vino. Fra un brindisi e un temporale improvviso, la notte si trasforma in una evocazione poetica di antichi fools mediterranei e orlandi furiosi, canti di galera e parodie religiose. Fra i canti tradizionali e l’elettronica dal vivo si dispiega un duello all’ultimo sangue, folle e ubriaco: il semplice banchetto diventa una briscola apocalittica fra pupo tradizionale e puparo contemporaneo, dove il puparo finisce per rompere il pupo per eccesso di entusiasmo

La voce e il corpo dei performer, affiancati da strumenti tradizionali (tamburo a cornice, friscaletto, marranzano) e da un tessuto sonoro elettronico elaborato dal vivo, generano un paesaggio immersivo, in cui convivono passato e presente, oralità arcaica e tecnologia. La narrazione si rigenera ogni sera, affidata anche all’ascolto delle storie vere raccolte in anni di interviste a donne e uomini del Sud, le cui voci entrano in scena sotto forma di registrazioni originali, riportando alla luce memorie dimenticate e formule rituali.

Samar non è solo uno spettacolo, ma un patto: ogni spettatore è invitato a prendere parte attiva, offrendo un gesto, un dono, un detto, un canto, un brindisi: un frammento di sé. Pane e vino diventano strumenti di connessione, piccoli sacramenti laici che sigillano un legame: diventare compàri e comàri, per la durata di una notte, o forse per sempre.

Samar – folie à la sicilienne –

4-5-6 dicembre 2025 ore 20:30

POETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est

via Francesco Laparelli, 62 Roma – Tor Pignattara

Orario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30

biglietto unico 14.00€

Abbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€

www.fortezzaest.com

info e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com

| whatsapp 329.8027943| 349.4356219

Ufficio Stampa: Eleonora Turco eleonoraturco.press@gmail.com

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Il trio di Alessio Lega ed Enrico Intra omaggiano Enzo Jannacci sabato 6 dicembre alla Camera del Lavoro di Milano

L’auditorium Di Vittorio ospiterà un concerto-spettacolo che vuole mantenere viva la memoria di una grande personalità della canzone d’autore italiana. Ingresso libero fino a esaurimento posti 

 MILANO – Come fuori programma della XXXI edizione dell’Atelier Musicale, l’associazione culturale Secondo Maggio presenta uno spettacolo dedicato al mondo di Enzo Jannacci, ideato e interpretato da Alessio Lega con il suo trio e in programma sabato 6 dicembre alla Camera del Lavoro di Milano (inizio live ore 17.30, ingresso libero fino a esaurimento posti), con la partecipazione straordinaria del pianista Enrico Intra.

Cantautore dal forte impegno sociale ed esistenziale, Lega è anche interprete di canzoni popolari e di autori italiani del passato e realizza adattamenti in traduzione italiana di pagine di Brel, Brassens e Ferré. Nel 2004, nel suo esordio discografico con il cd Resistenza e amore, ha vinto la Targa Tenco (nel 2019 ha fatto il bis nella categoria “interpreti di canzoni non proprie”). Questa volta il suo sguardo si rivolge a Enzo Jannacci come figura di cantore delle vite degli ultimi, di artista dall’immaginazione surreale, di protagonista di una Milano della canzone che era culturalmente vivacissima.

Il programma che Lega proporrà con Rocco Marchi alle tastiere e Guido Baldoni alla fisarmonica, sul palco dell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, riprende integralmente quello, ormai storico, che nel 1964 consacrò Jannacci: 22 canzoni, concepito per lui da Dario Fo, andato in scena al Teatro Gerolamo e poi documentato su disco. Un recupero storico straordinario, che si arricchirà della significativa  testimonianza di Pietro Colaprico, giornalista e scrittore, oggi direttore dello storico teatro milanese Gerolamo, oltre che autore di diversi romanzi, tra cui i racconti del maresciallo Binda, con i primi tre volumi scritti a quattro mani con Pietro Valpreda. Colaprico è anche l’inventore del termine “Tangentopoli”.

Altrettanto importante sarà l’intervento di Enrico Intra, uno dei grandi maestri europei del jazz, che di Jannacci era amico e con cui, fin dalla nascita del Derby Club (fondato proprio da Intra, nel 1962, con il nome di Intra’s Derby Club) ha più volte collaborato, anche in epoche recenti.

Quello di sabato 6 dicembre sarà, dunque, un concerto-spettacolo che mantiene viva, senza alcuna retorica, la memoria di una grande personalità della canzone d’autore italiana.

 Sabato 6 dicembre 2025, ore 17.30

Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, Milano.

Fuori Atelier – Jannacci e la “sua” Milano

Alessio Lega (chitarra e voce), Rocco Marchi (tastiere), Gudio Baldoni (fisarmonica).

Con la partecipazione straordinaria di Enrico Intra (pianoforte).

Interverrà  lo scrittore Piero Colaprico, direttore del Teatro Gerolamo.

Programma

Ohè sunt chi (Dario Fo – Enzo Jannacci);

Ma mi (Giorgio Strehler – Fiorenzo Carpi);

Quella cosa in Lombardia (Franco Fortini – Fiorenzo Carpi);

Qualcosa da aspettare (Fausto Amodei);

Sopra i vetri (Dario Fo – Fiorenzo Carpi);

La luna è una lampadina (Dario Fo – Fiorenzo Carpi);

E l’era tardi (Enzo Jannacci);

La forza dell’amore (Dario Fo – Enzo Jannacci);

Veronica (Dario Fo/Sandro Ciotti – Enzo Jannacci);

L’Armando (Dario Fo – Enzo Jannacci);

Aveva un taxi nero (Dario Fo – Fiorenzo Carpi);

Prete Liprando e il giudizio di Dio (Dario Fo – Enzo Jannacci);

Sei minuti all’alba (Dario Fo – Enzo Jannacci);

Sfiorisci bel fiore (Enzo Jannacci);

El purtava i scarp del tennis (Enzo Jannacci).

In occasione del concerto verrà presentato il libro di Alessio Lega e Giangilberto Monti Strà Milano, lo stradario cantato della città (Altreconomia).

 Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Per informazioni: 348-3591215 02-5455428.

Email: secondomaggio@alice.it, eury@iol.it;

On line: www.secondomaggio.org

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Doppio appuntamento oggi 29 novembre con gli autori e i libri di Cultura e dintorni Editore.

Doppio appuntamento oggi con gli autori e i libri di Cultura e dintorni Editore. Alle 14,00 appuntamento con Chiara Panzini per il firma copie dei suoi tre libri gialli Sotto anestesia , La testimone e Incidente sulla Kings Avenue alla libreria Feltrinelli di Viale Libia 186 di Roma. Alle 19,00 appuntamento con Mariella Lo Sardo per la presentazione del suo libro di racconti Possibilandia alla libreria Feltrinelli di Messina in via Ghibellina 32.

Chiara Panzini

 

 

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“Shadowland” in concorso al 43° Torino Film Festival

Shadowland: un mondo occulto svela i segreti di un regista cult

Tra stregoneria e fenomeni sociali, dove la verità può essere distorta per ricercare potere e influenza. Il film è in concorso al 43° Torino Film Festival

In un enclave pirenaico di magia e stregoneria, i cercatori del Sacro Graal affrontano verità oscure sul regista hollywoodiano Richard Stanley, che si proclama profeta. Il film Shadowland è in concorso alla 43ª edizione del Torino Film Festival.

Shadowland, diretto da Otso Tiainen e prodotto da Kalle Kinnunen, sarà presentato ufficialmente nella sezione Documentari del Torino Film Festival il 26 novembre 2025. Il film esplora una comunità enigmatica di cercatori del Sacro Graal e praticanti di stregoneria, indagando al contempo la controversia pubblica che circonda il regista cult Richard Stanley. Mescolando un approccio investigativo a una narrazione atmosferica, Shadowland indaga il confine sfumato tra ignoto, immaginario e la passione spirituale che spinge le persone a cercare modi di vita alternativi.

Il documentario conduce lo spettatore in una valle isolata dove un gruppo eclettico di cacciatori del Graal, seguaci di Maria Maddalena e che si definiscono stregoni, ha creato un mondo in netto contrasto con la società convenzionale.

Tra loro c’è Richard Stanley, ex regista hollywoodiano che aspira a diventare una guida spirituale. Quando emergono dal suo passato accuse scioccanti di abusi domestici, i suoi seguaci locali sono costretti a confrontarsi con la complessità della loro comunità. La regione è davvero un luogo di trasformazione o sono stati manipolati da un falso profeta? “La nostra intenzione era esplorare una comunità nascosta, al tempo stesso affascinante e inquietante”, spiega il regista Otso Tiainen. “Le persone che vivono qui si sono allontanate dalla società per abitare un mondo di immaginazione e creare nuove identità. Questa contraddizione — tra apparenza e realtà — è il cuore del film”.

Shadowland doveva inizialmente raccontare la storia di Stanley come regista eccentrico in un ritorno inatteso. Negli anni ’90 Stanley si era fatto conoscere con film cult horror come Hardware (1990) e Dust Devil (1992), per poi sparire dall’industria cinematografica, fino al sorprendente ritorno con Color Out of Space (2019), con Nicolas Cage.

“Questo mondo di cercatori del Graal in queste valli remote sembrava quasi troppo meraviglioso per essere vero — e con Stanley al centro, era una storia che doveva essere raccontata”, afferma il produttore Kalle Kinnunen.

Con l’emergere del passato oscuro di Stanley, la narrazione ha subito una svolta radicale. “Invece di documentare un mondo felice di fantasia, abbiamo dovuto cambiare completamente prospettiva e indagare una realtà fatta di segreti e menzogne”, aggiunge Kinnunen. Pur raccontando un gruppo di persone alla ricerca di un significato spirituale, come la sacerdotessa Anaiya e l’elettricista diventato stregone cristiano Uranie, Shadowland si trasforma in un’esplorazione inquietante della fede, dell’evasione e del potere silenzioso della manipolazione spirituale. Offre uno sguardo raro su un mondo dove mito, identità e verità si intrecciano, invitando il pubblico a riflettere su cosa spinge le persone a cercare un senso oltre i confini della vita ordinaria.

Informazioni sul film Shadowland. Il film, girato in inglese e francese nell’arco di sette anni, ha debuttato al Beyond Fest, il festival di genere più frequentato negli Stati Uniti, ed è stato selezionato per i concorsi internazionali di documentari al Krakow Film Festival (Polonia) e al Nordisk Panorama (Svezia).

Prodotto dalla società Bufo, nota per film come The Other Side of Hope (2017) e Fallen Leaves (2023) di Aki Kaurismäki, e per co-produzioni in concorso a Cannes come Cairo Conspiracy (2022) e Eagles of the Republic (2025), Shadowland vanta tra i produttori esecutivi Sam Lake, creatore di videogiochi come Max Payne, Alan Wake e Control.

La fotografia è firmata da Peter Flinckenberg, direttore della fotografia di serie come Dune: Prophecy e Westworld, e da Max Smeds, collaboratore di Juho Kuosmanen e Pirjo Honkasalo. Shadowland è stato il documentario non in lingua inglese con il maggior incasso nelle sale finlandesi nel 2024, oltre a essere un successo sulle piattaforme VOD in Finlandia.

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Sabato 29 novembre, dalle 14 in poi, alla libreria Feltrinelli di viale Libia 186 di Roma nuovo firma copie dei libri gialli di Chiara Panzini “Sotto anestesia”, “La testimone” e “Incidente sulla Kings Avenue” editi per i tipi di Cultura e dintorni Editore

La ristampa è la rinascita, il risorgere a nuova vita di un libro… è appena uscita la terza ristampa del giallo di Chiara Panzini Sotto anestesia. Indagine di una detective per caso. Un traguardo importante, segno tangibile di qualità e valore di un’opera, da segnalare e a cui plaudire. Vi aspettiamo sabato 29 novembre, dalle 14 in poi, alla libreria Feltrinelli di viale Libia 186 di Roma per un nuovo entusiasmante firma copie. Ci saranno anche i due successivi libri della serie dedicata alle indagini della giovane detective Judith Lay La testimone e Incidente sulla King’s Avenue.

Chiara Panzini

 

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Sabato 29 novembre alle ore 19,00 alla libreria Feltrinelli di Messina presentazione della silloge di racconti della scrittrice e attrice Mariella Lo Sardo “Possibilandia”, edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore.

Sabato 29 novembre alle ore 19,00 alla libreria Feltrinelli di Messina in Via Ghibellina, 32 presentazione della silloge di racconti della scrittrice e attrice Mariella Lo Sardo Possibilandia, edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore. Dialogherà con l’autrice Milena Romeo (Pres. Cara beltá -Sicilia, dir. art. Cento Sicilie, pres. ass. Antonello da Messina). Non mancate!

per info su ordini e disponibilità del volume scrivere a: redazione@culturaedintorni.it

Si tratta di un nuovo importante ed evocativo tassello della nostra ricerca semantica e stilistica in quell’altalena di epifanica ricerca di senso che Renzo Pavese definiva argutamente come una sorta di continuo deambulare “dal vero fantastico al fantastico vero”. Temi cruciali, nel campo delle infinite possibilità evocato dall’autrice, da un lato la realtà con le sue dinamiche, i suoi (possibili) testimoni, i personaggi, con le loro luci e le loro ombre, le loro miserie e le loro nobiltà (l’autrice è anche attrice), scandagliati ognuno nella sua più vera e fragile essenza e (dis)umanità, protagonisti dei racconti dal diverso tasso di veridicità e/o verosimiglianza, dall’altro l’immaginazione la portentosa artefice, una sorta di deus ex machina foriera di quell’elemento disturbante il solo capace, capovolgendone i canoni, di disvelarne la vera essenza e natura. Da segnalare la splendida e significativa copertina di Clarissa La Viola, un pentagono dodecaedro a voler simboleggiare proprio la multiformità di una realtà tanto complessa e difficile da decifrare, misteriosa, in cui ciascun personaggio, i protagonisti delle dodici storie di questa composita e anche enigmatica raccolta, è chiamato a interrogarsi e a compiere una scelta sempre dirimente e decisiva.

 

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