Dal corporate storytelling alla graphic novel: REMAX celebra trent’anni con “XAMER”.

Presentato alla convention “MERAVIGLIA”, il progetto di branded storytelling utilizza i codici della cultura pop per raccontare l’evoluzione del brand

Milano, 12 maggio 2026 – REMAX Italia sceglie il linguaggio della graphic novel per raccontare la propria evoluzione, trasformando trent’anni di modelli organizzativi, innovazioni di marketing e cultura aziendale in un universo narrativo ispirato all’immaginario pop. Nasce così “XAMER e la bussola del futuro”, il progetto editoriale presentato durante la Convention Nazionale “MERAVIGLIA”, andata in scena al Lido di Venezia tra il Palazzo del Cinema e il Palazzo del Casinò.XAMER rappresenta un’operazione di corporate storytelling che utilizza i codici della cultura pop e del superhero storytelling per reinterpretare tre decenni di evoluzione del brand e del mercato immobiliare italiano. Il titolo stesso racchiude la chiave narrativa del progetto: XAMER è infatti REMAX letto al contrario, un alter ego simbolico che richiama la visione pionieristica del fondatore e CEO Dario Castiglia e, allo stesso tempo, l’intera community di broker e consulenti che hanno contribuito alla crescita del network in tre decenni di presenza in Italia.

Nel progetto, la collaborazione tra agenti immobiliari diventa una “rete” da ricostruire, mentre il sistema MLS – basato sulla condivisione di immobili, informazioni e clienti tra professionisti – viene trasformato in un’infrastruttura narrativa capace di connettere persone e opportunità. Anche l’Open House, format di marketing immobiliare introdotto in Italia da REMAX, viene reinterpretato come uno strumento capace di “portare luce” e aprire simbolicamente gli immobili al mercato, mentre l’iconica mongolfiera REMAX diventa il simbolo del viaggio attraverso le trasformazioni del settore immobiliare.

XAMER lavora sulla contaminazione tra linguaggi corporate e immaginario pop, trasformando concetti normalmente associati al business – collaborazione, formazione, identità di rete – in elementi di worldbuilding e storytelling visuale. Un approccio innovativo nel real estate, dove la comunicazione utilizza tradizionalmente registri più convenzionali. Il progetto è stato realizzato coinvolgendo professionisti del mondo fumettistico e creativo: la sceneggiatura è firmata da Roberto Gagnor, i disegni da Irene Innocente, con colori di Emanuele Aluigi e grafica di Manfredi Toraldo.

Il racconto si inserisce nel percorso di evoluzione della brand identity REMAX, che dal 2025 ha avviato una nuova fase di rebranding digital-first pensata per rafforzare la presenza del marchio negli ambienti online e sui social media. In questo contesto, XAMER rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di linguaggi e format capaci di ampliare il racconto del brand anche al di fuori dei codici tradizionali del real estate.

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Il “Fiume di Jane” inonda il Parco Vita.

Il “Fiume di Jane” inonda il Parco Vita: arte e condivisione per abbattere lo stigma sociale
PONTE SAN NICOLÒ – Un’onda di partecipazione, versi e riflessioni ha attraversato ieri il Parco Vita, trasformandolo in un palcoscenico a cielo aperto. L’associazione “I Fiumi di Jane” ha dato vita a un percorso artistico ed esistenziale profondo, coinvolgendo la cittadinanza in un’esperienza di “umanizzazione” degli spazi pubblici.                           

L’arte come ponte contro l’isolamento.
Ad aprire la serata è stato lo psicoterapeuta Paolo Russo, Presidente dell’associazione, che ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa prima di declamare i propri versi. «Essere qui oggi significa dare un senso umano ai luoghi di aggregazione, ha dichiarato Russo, Spesso l’assenza di comunicazione sociale viene etichettata come patologia o stigma; noi vogliamo che questi spazi diventino luoghi dove i vissuti individuali si intrecciano per farsi collettività».Dall’archeologia al mito
L’evento ha vissuto momenti di grande suggestione intellettuale e scenica:
L’archeologa Rossella Brera ha offerto un parallelismo toccante tra la ricerca archeologica e l’introspezione: scavare nella terra per ritrovare la storia è come guardarsi dentro per riscoprire la propria essenza.
Gino De Pauli ha incantato il pubblico interpretando il Signore di Montagnon. Con abiti di scena e simboli d’impatto, ha ridato vita alla leggenda di Berta, connettendo il presente alle radici mitiche del territorio.
Poesia, Musica e Saggezza Popolare
Il cuore della serata è stato il reading poetico, dove le parole di Paolo Russo, Michele Ponchia, Anita Russo, Monica Babolin, Marco Giacomazzi e Mariya Terzieva sono state cullate dalle note del pianoforte del Maestro Enrico Corvi.
In chiusura, l’antropologa Maria Tietto ha arricchito l’incontro distribuendo ai presenti dei cartoncini tematici: un invito concreto a riflettere sulla saggezza popolare veneta e sul valore delle radici culturali come bussola per il presente.
Danza e spontaneità
Particolarmente emozionante è stata la performance di teatro-danza di Anita, Capo Junior dell’associazione. Il suo intervento è stato un duplice appello: un invito ai bambini a unirsi nel nome della creatività e un monito agli adulti affinché non dimentichino mai l’importanza della spontaneità e dell’autenticità.

Associazione I Fiumi di Jane
Email: ifiumidijaneassociazione@gmail.com

Telefono. 371 6543 231

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In scena a Fortezza Est dal 7 al 9 maggio “C.A.T.T.I.V.O. Cose Apparentemente Trascurabili Trasformate In Vicende Orribili”, uno spettacolo del Gruppo Kapushka che indaga il concetto di cattiveria nel mondo contemporaneo.

Gruppo Kapushka

presenta

C.A.T.T.I.V.O.
Cose Apparentemente Trascurabili Trasformate In Vicende Orribili

di e con Antonio Careddu, Michele Puleio e Michele Scarcella
Finalista Theatrical Mass 2025
Vincitore di Inventaria 2025 (Sezione Demo)

In scena a Fortezza Est dal 7 al 9 maggio “C.A.T.T.I.V.O. Cose Apparentemente Trascurabili Trasformate In Vicende Orribili”uno spettacolo del Gruppo Kapushka che indaga il concetto di cattiveria nel mondo contemporaneomettendone in discussione definizioni, immagini e responsabilità.

In scena tre attori: Antonio Careddu, Michele Puleio e Michele Scarcella, uno spazio quasi completamente spoglio e un dispositivo teatrale che rinuncia alla narrazione tradizionale per costruire un mosaico di voci, frammenti, aneddoti e verità scomodeChe cos’è davvero la cattiveria? Una parola che gli adulti usano per spiegare il male ai bambini. Poi quei bambini crescono.

Lo spettacolo nasce da un lungo lavoro di ricerca condotto con gruppi di età e provenienze diverse. Da questo confronto emerge un dato comune: la cattiveria non è più incarnata dalle figure archetipiche delle fiabe o dai grandi mostri della Storia. Il suo significato muta continuamente, seguendo l’evoluzione individuale e collettiva della società. A volte cambia, a volte no. E spesso assume il volto più vicino e disturbante: quello dei nostri ex compagni di scuola, delle relazioni quotidiane, di noi stessi.

C.A.T.T.I.V.O. si pone domande dirette e necessarie: come si diventa i cattivi della storia?
che cosa significa essere cattivi oggi? siamo stati educati alla cattiveria? è cambiata la nostra percezione del male?

Attraverso una struttura post-drammatica, lo spettacolo rifiuta personaggi e trama unitaria per restituire la complessità del tema: non una sola storia, ma molte; non un solo protagonista, ma una moltitudine di punti di vista. Le cattiverie raccolte vengono esposte, smontate e ricomposte in immagini sempre nuove, proprio come accade nella realtà.

Elemento centrale del progetto è il rapporto con il pubblico, chiamato non solo a osservare ma a prendere posizione, a spostare lo sguardo, a sperimentare il punto di vista di chi sta “dalla parte sbagliata”. C.A.T.T.I.V.O. è insieme spettacolo, indagine e gioco condiviso: perché la cattiveria non si può solo raccontare, bisogna imparare a maneggiarla per riconoscerla. E non si può farlo da soli.

Forse, alla fine, emergerà una consapevolezza semplice e inquietante: in qualche momento della vita, ognuno di noi è stato il cattivo della storia. Di qualcun altro.

C.A.T.T.I.V.O.

7-8-9 maggio 2026 | h. 20:30

POETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est

via Francesco Laparelli, 62 Roma – Tor Pignattara

Orario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30

biglietto unico 14.00€

www.fortezzaest.com

info e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com

| whatsapp 329.8027943| 349.4356219

Ufficio Stampa: Eleonora Turco eleonoraturco.press@gmail.com 

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Martedì 12 maggio dalle 10 alle 14 nuovo firma copie di e con Chiara Panzini alla libreria Feltrinelli di Via Vittorio Emanuele Orlando di Roma.

I firma copie sono sempre interessanti e preziose occasioni di incontri tanto imprevedibili quanto piacevoli. Appuntamento martedì 12 maggio dalle 10 alle 14  alla libreria Feltrinelli di Via Vittorio Emanuele Orlando, 78/81 (piazza della Repubblica) di Roma con Chiara Panzini e i suoi libri gialli con protagonista la giovane e brillante detective Judith Lay editi per i tipi di Cultura e dintorni Editore Sotto anestesia, giunto alla terza ristampa, La testimone e Incidente sulla Kings Avenue. Un appuntamento con la narrativa gialla e non solo da non perdere .

La scrittrice Chiara Panzini

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Scuola e lavoro: sei studenti su dieci non si sentono preparati a scegliere.

6 maggio 2026 – Il 60%  dei giovani non si sente sufficientemente informato per scegliere il proprio futuro, il 75% fatica a comprendere concretamente il mondo del lavoro. È quanto  emerge dall’Indagine sull’educazione alla scelta 2023-2026, realizzata  nell’ambito del progetto “Le scelte possibili”, promosso da Città metropolitana di Torino in collaborazione con La Fabbrica Società Benefit del Gruppo  Spaggiari Parma. Il lavoro quadriennale  ha coinvolto circa 250 scuole secondarie di primo e secondo grado del  territorio e centinaia di docenti e studenti, con l’obiettivo di comprendere  come accompagnare ragazze e ragazzi nei momenti di scelta e prevenire fenomeni di dispersione scolastica e disallineamento tra formazione e  lavoro.

Studenti e docenti: cosa raccontano i dati

Dall’indagine emerge con forza il bisogno di esperienze concrete e di un accompagnamento più continuativo. Oltre l’82% degli studenti indica, infatti, come prioritario l’accesso a laboratori, attività pratiche e momenti di confronto diretto con professionisti e mondo del lavoro. Allo stesso tempo, il 60% non ritiene adeguate le informazioni ricevute per orientarsi tra studio e professione. Accanto agli aspetti informativi emerge anche una dimensione emotiva spesso trascurata. Studenti e studentesse raccontano incertezza e disorientamento rispetto al futuro, soprattutto nei momenti di transizione tra un ciclo scolastico e l’altro, evidenziando la necessità di un accompagnamento più continuativo e strutturato.

Nelle scuole secondarie di secondo grado si osserva, inoltre, un divario tra informazione e realtà professionale. Il 75% degli studenti dichiara difficoltà nel comprendere concretamente le professioni, mentre il 57% ritiene che le esperienze di Formazione Scuola-Lavoro non siano state sufficienti a colmare questo divario. Anche i docenti mettono in luce alcune criticità, in particolare nel rapporto con le famiglie e nel dialogo con il mondo del lavoro. Il 33% evidenzia la necessità di una formazione più strutturata, mentre il 65% sottolinea l’urgenza di percorsi più inclusivi, capaci di supportare studenti con bisogni educativi speciali e disabilità.

Nel complesso, l’analisi restituisce un quadro che, pur partendo da un’esperienza territoriale, intercetta una criticità diffusa a livello nazionalel’accompagnamento alla scelta non può più limitarsi alla trasmissione di informazioni, ma deve evolvere in un processo continuo, esperienziale e relazionale.

Dai risultati alle azioni: sportello e Centro C.I.A.O.

Parallelamente alla raccolta dei dati e delle interviste, il progetto “Le scelte possibili” ha sperimentato e sviluppato proposte di attivazione per studenti e comunità educante basate sulle metodologie della facilitazione delle conversazioni, del coaching e del life design, attraverso strumenti partecipativi come unconference e laboratori.

Questo lavoro di ascolto e attivazione trova oggi una prima applicazione concreta, come sottolinea la consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco annunciando che Città metropolitana di Torino aprirà due nuovi spazi dedicati a questo tema. A maggio, presso la sede dell’Ente, verrà inaugurato un nuovo sportello dedicato all’educazione alla scelta: un punto di riferimento per studenti e famiglie, pensato per offrire supporto e strumenti utili ad affrontare uno dei momenti più delicati del percorso formativo. Accanto allo sportello è già in fase di progettazione il Centro Incontro Apprendimento Opportunità (C.I.A.O.), che avrà sede all’interno di un istituto scolastico del territorio e che sarà aperto a studenti, famiglie e docenti. Uno spazio permanente di confronto e accompagnamento, in cui ragazze e ragazzi potranno esplorare le proprie attitudini e costruire in modo più consapevole il proprio percorso.

Le due iniziative rappresentano l’evoluzione del progetto “Le scelte possibili” e saranno sviluppate e gestite da La Fabbrica Società Benefit, che continuerà ad affiancare Città metropolitana di Torino nello sviluppo delle metodologie e nella costruzione di un modello innovativo di educazione alla scelta.

Un modello replicabile

L’esperienza avviata a Torino si propone oggi come un modello replicabile, in grado di offrire indicazioni concrete per rafforzare il ruolo dell’educazione alla scelta e contribuire a ridurre dispersione e disallineamento tra formazione e lavoro. “La collaborazione con Città metropolitana di Torino ci ha permesso di sperimentare e perfezionare un approccio all’educazione alla scelta che tiene conto della complessità del presente e del futuro e che sposta la domanda orientativa dal cosa fare al chi sono”, spiega Angela Mencarelli, amministratrice delegata di La Fabbrica, sottolineando come accompagnare alla scelta oggi significhi aiutare le e i giovani a leggere il cambiamento, riconoscere i propri talenti e trasformare le incertezze in possibilità. “Il nostro impegno sul tema riconosce l’urgenza di supportare i giovani nel diventare adulti che sanno decidere e agire in un mondo che cambia e nel quale devono poter immaginare un futuro”.

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Il nuovo numero del nostro periodico di informazione culturale “Cultura e dintorni” N° 38. Un numero speciale, monografico, “Cultura e dintorni marini”.

Il nuovo numero del nostro periodico di informazione culturale “Cultura e dintorni” N° 38. Un numero speciale, monografico, “Cultura e dintorni marini” ispirato e dedicato al mare. Muovendo dalla rievocazione storica delle vicende del piroscafo “Polluce” che nel 1841 naufragò tragicamente col suo prezioso carico al largo dell’isola d’Elba, questo numero speciale approfondisce la propria analisi allargando la ricerca al mare e ai suoi miti esplorandolo sia come ambiente fisico che metafisico. 

Per info su ordini e disponibilità scrivere a: redazione@culturaedintorni.it

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“Echi di Terra – forme al confine”. Arte contemporanea tra natura, memoria e materia a Torrita Tiberina dal 9 maggio al 14 giugno 2026. Seconda edizione 2026 a cura di Anna Maria Angelucci.

Nel cuore della Valle del Tevere, a Torrita Tiberina, presso il Castello Baronale-Palazzo Savelli, dal 9 maggio al 14 giugno 2026 prende avvio la seconda edizione di Echi di Terra – forme al confine, mostra collettiva ideata e curata da Anna Maria Angelucci, artista visiva multimediale impegnata in una ricerca che intreccia arte, natura e dimensione antropologica, con inaugurazione sabato 9 maggio dalle 16:30 alle 20.

“Il progetto espositivo è inserito nel contesto di Art Side Torrita Tiberina  -riferisce la sindaca Rita Colafigli – un nuovo spazio culturale nato all’interno del Castello Baronale con la finalità di promuovere eventi artistici e creare connessioni tra artisti, artigiani e territorio sabino”.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Comune di Torrita Tiberina, di Art Side Torrita Tiberina e della Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa, a sottolineare il forte legame tra il progetto artistico e il territorio.

La mostra si presenta come un racconto corale in cui materia, gesto e memoria si intrecciano con tecniche e visioni differenti dando vita a un percorso espositivo che attraversa natura e cultura, tradizione e sperimentazione. Echi di Terra è una piattaforma di ricerca artistica e territoriale, capace di attivare relazioni tra artisti, luogo e comunità, riflettendo sull’urgenza di ristabilire un legame autentico con la natura e con i materiali originari attraverso pratiche contemporanee.

«Echi di Terra nasce dal desiderio di ristabilire un dialogo profondo con la natura e con la materia. Ogni artista coinvolto porta con sé un sapere, un gesto, una visione che affonda le radici nella terra ma si apre a nuove possibilità espressive. Il confine, in questo progetto è lo spazio fertile in cui le differenze si incontrano e generano nuove forme di senso e di arte», afferma la curatrice Anna Maria Angelucci.

Le opere si radicano in un dialogo con la terra e i suoi elementi, attraverso materiali naturali come argilla, legno e fibre tessili, e si esprimono attraverso una pluralità di linguaggi, dalla ceramica all’affresco a strappo, dalla scultura alle installazioni, dal legno alle fibre tessili, dall’opera in corda all’installazione mix media, dalla tecnica iperrealista alla lavorazione in midollino, fino alla fotografia digitale e alla videoarte, includendo pratiche artigianali e multimateriali. Il percorso restituisce al pubblico esperienze sensoriali e riflessioni sulla relazione tra essere umano e ambiente, sul radicamento alla terra e sul superamento dei confini tra arte applicata e arte concettuale.

Opera di Maurizio Gualdi

Dieci gli artisti in mostra, provenienti da discipline diverse: Anna Maria Angelucci, Simonetta Imperiali, Eleonora Colletti, Patrizia Fenucci, Daniele Giacomini, Maurizio Gualdi, Anna Netri, Alessandra Cecca, Thomas Spielmann e Sergio Capilupi, ciascuno portatore di una ricerca autonoma che contribuisce a costruire un intreccio ricco e articolato di alfabeti e visioni.

Ad arricchire ulteriormente il contesto espositivo è la presenza del Me.Mo.-Archivio storico e Centro di documentazione dedicato ad Aldo Moro, che conferisce alla mostra una significativa profondità storico-culturale, rafforzando il legame tra arte contemporanea e identità del territorio.

In contemporanea, nelle giornate del 12, 13 e 14, in uno dei locali del Castello, si terrà il Tevere Book Festival, organizzato dalla Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa: tre giorni di incontri letterari. Il progetto espositivo proseguirà dal 20 al 28 giugno 2026 presso la Sala Mostre temporanee del Museo del Fiume di Nazzano (Piazza della Rocca), con inaugurazione sabato 20 giugno dalle 18 alle 20.

La curatrice Anna Maria Angelucci opera in contesti internazionali con una ricerca eterogenea per linguaggi, che predilige la scultura e l’installazione, sviluppando una riflessione su tematiche ontologiche e sulla relazione tra essere umano e ambiente. I suoi progetti, dall’arte pubblica all’installazione, si configurano come dispositivi esperienziali in cui la materia diventa campo di relazione tra dimensione individuale e collettiva.

Evento
Echi di Terra – forme al confine

Date
9 maggio – 14 giugno 2026, Torrita Tiberina
20 – 28 giugno 2026, Nazzano

Inaugurazione
Sabato 9 maggio 2026
ore 16:30 – 20:00

Sede
Castello Baronale – Palazzo Savelli
Via Aldo Moro 1
Torrita Tiberina (Roma)

Orari di apertura
Sabato ore 9:30 – 12:30 (con visita guidata)
oppure su appuntamento

Infoline
T +329 8544445

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Arte sociale: Giusy Giambertone a Roma a “Unique Contaminazioni Artistiche”: quando l’arte racconta la cura. Roma, 7 e 8 maggio.

Roma, 4 maggio 2026 – Ci sarà anche Giusy Giambertone, questa volta nelle vesti di artista, alla rassegna “Unique Contaminazioni Artistiche”, ideata e realizzata da Zavanella Event e Fabrizio E. Malin, in programma il 7 e 8 maggio 2026 alle ore 17.30 presso la Galleria Plus Arte Pulse, in Viale Mazzini 1, a Roma.

Unique Contaminazioni Artistiche si configura come un percorso integrato tra moda, pittura, scultura e presentazioni letterarie, unito da un filo conduttore comune: la comunicazione. La rassegna celebra la contaminazione come motore di creatività contemporanea, offrendo uno spazio di confronto tra talenti e sensibilità differenti. Non una semplice esposizione, ma un vero laboratorio di idee, in cui le diversità si trasformano in armonia, aprendo a nuove prospettive culturali, umane e sociali.

“Dalla fragilità alla forma”: arte sociale e identità

In questo contesto, Giusy Giambertone presenta alcune delle parrucche-scultura della collezione MATERIKA – Dalla fragilità alla forma, opere di forte impatto visivo e sociale che intrecciano materia e identità, trasformando la fragilità in presenza e racconto.

Programma Unique Contaminazioni Artistiche – 7-8 maggio 2026 – Roma

I manufatti sono stati realizzati interamente con materiali riciclati ed sono parte del più ampio progetto Materika, già presentato alla Vaccheria di Roma. Il progetto include una prima mostra di parrucche-scultura, molte delle quali create insieme a pazienti oncologiche, ciascuna portatrice di una storia unica, documentata all’interno del catalogo ufficiale.

Presidente di Tricostarc ETS, ente del Terzo Settore, e pioniera della tricologia solidale, nonché fondatrice di Azienda Tricologica Italiana, Giusy Giambertone ha costruito nel tempo un ponte tra scienza, arte e umanità. Attraverso iniziative come il Calendario artistico Tricostarc, ha trasformato l’esperienza delle donne sottoposte a terapie oncologiche – e gli effetti, tra cui la perdita dei capelli – in un racconto visivo potente e condiviso. Il suo lavoro si traduce oggi in una missione concreta: restituire forza, bellezza e identità a chi attraversa un momento di fragilità.

La parrucca come mantello, la cura come protezione

«Ricordo un quadro di Giotto, in cui il ricco dona il mantello al povero» racconta Giusy Giambertone. «Ecco, la tricologia solidale è quel mantello. La parrucca è protezione, è un gesto di cura che accoglie. Come un manto nevoso al mattino, prima che il primo sciatori scivoli sopra: tutto è pulito, pronto a ricominciare. La protezione rigenera». Un’immagine poetica e potente che restituisce il senso profondo di un progetto nato nel 2009 con la Banca della Parrucca e la donazione capelli Hair Smile, esempi concreti di green economy e sharing economy, fondati sul principio del passaggio dal possesso all’accesso, grazie al supporto della comunità. «La tricologia solidale» aggiunge Giambertone «è una forma di economia circolare che va difesa dalla logica del profitto, per rispondere concretamente ai bisogni reali». I progetti Tricostarc rappresentano anche importanti momenti di sensibilizzazione: tra gli obiettivi, la diffusione su scala nazionale delle Banche della Parrucca, accessibili gratuitamente alle pazienti oncologiche e gestite da personale specializzato in tricoprotesi. Fondamentale, in questo percorso, è la costruzione di una rete tra istituzioni, operatori sanitari, Terzo Settore e volontari, affinché la cura sia sempre più centrata sulla persona nella sua interezza.

Dalla fragilità alla forma” Giusy Giambertone.

UNIQUE CONTAMINAZIONI ARTISTICHE: una cornice di valore

L’evento romano si distingue per la ricchezza e varietà delle presenze artistiche e culturali. Tra gli espositori, oltre a Giusy Giambertone, figurano stilisti, pittori, scultori e designer, affiancati da esponenti del mondo letterario, giornalistico e dello spettacolo. Un panorama composito che restituisce un orizzonte condiviso di ricerca e dialogo tra discipline, in cui ogni voce trova il proprio spazio. Tra queste, quella della tricologia solidale, capace di portare nell’arte un messaggio di cura, dignità e rinascita.

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Ufficio stampa:

Diana Daneluz

📧 dianadaneluz410@gmail.com

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Assemblea Testaccio inaugura a Roma “Il bicchiere mezzo pieno”. La meraviglia della cianotica nelle fotografie di Sveva Bellucci.

“Il bicchiere mezzo pieno”

Una mostra fotografica di Sveva Bellucci

a cura di Matteo Giacomelli

8 – 30 maggio 2026

Inaugurazione sabato 8 maggio 20926 ore 17.00

La mostra di Sveva Bellucci “Il bicchiere mezzo pieno”, presenta circa 50 fotografie realizzate secondo la tecnica analogica della cianotipia cioè senza macchina fotografica né negativo, partendo da oggetti ed elementi della vita quotidiana, bicchieri, acqua e fiori.

L’esposizione sarà inaugurata presso ASSEMBLEA TESTACCIO, in via Alessandro Volta 22, sabato 8 maggio 2026 dalle ore 17.00 e resterà visitabile fino al 30 maggio. 

Nella cianotipia, l’impossibilità di un controllo assoluto da parte dell’autore del processo fotografico affidato all’acqua, al sole e al tempo, apre la via all’imprevisto e all’errore facendo sì che l’imperfezione, proprio come nell’artigianato, diventi un punto di forza dell’immagine finale conferendole carattere. I cinquanta cianotipi in mostra, ottenuti secondo viraggi naturali d’antica erboristeria, vengono presentati accanto agli oggetti reali, i bicchieri in vetro soffiato o industriale, utilizzati dalla fotografa per comporre le proprie nature morte, prima di fissarle per sempre in fotografie.Si tratta di un omaggio alla vita e alla città di Roma, eterna e barocca, giocando tra coppie di opposti, la luce e il buio, la trasparenza e l’opacità, la fragilità e l’infrangibilità attraversando il paesaggio domestico e quotidiano, tra il particolare e l’universale. Qui l’esistenza viene celebrata nella sua interezza, contemplando anche il tempo della malattia e della guarigione. Le stesse scatole dei medicinali, una volta aperte e utilizzate come carta fotografica, si aprono come ali di farfalle per mostrare sul verso, immagini che sfuggono alla gravità e al peso. L’acqua e il vetro invece offrono la trasparenza che fa vedere dall’altra parte, oltre l’apparenza. I petali dei fiori, il luccichio dei cristalli, la presenza delle ombre e la consistenza dei corpi /fantasma degli oggetti, non sono mai statici, ma sembrano sempre pronti a mutare.La fissità della registrazione fotografica si dispone alla poesia e sembra quasi echeggiare Giovan Battista Marino che dice: È del poeta il fin la meraviglia.

Parte del ricavato della mostra sarà devoluto ai progetti di prevenzione di Komen Italia.

OPENING: sabato 8 maggio 2026 dalle h. 17

MOSTRA: 8 maggio – 30 maggio 2026

ORARI: martedì/mercoledì/sabato 10.30 – 13.30 e 15.30 – 19.30

giovedì 10.30 – 13.30 e venerdì 15.30 – 19.30

LUOGO: Assemblea Testaccio, via Volta n. 22, Roma

E-mail: svevabellucci@gmail.com

Web site: www.svevabellucci.com

Telefono: +39 3331787715

Facebook: Sveva Bellucci

Instagram: @svevabellucci

Instagram: @assemblea_testaccio

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GBIM JAZZ Experience: atmosfere ambient e sonorità elettroacustiche con il trio Anodic Breath giovedì 7 maggio a Milano.

Musica, design e cultura d’impresa si intrecciano nel nuovo format organizzato da Gruppobea e Imola Ceramica: i protagonisti del terzo appuntamento sono Vijaya (pianoforte e voce), Ludovico Elia (tromba, effetti) e Myra (sound design, elettronica).

MILANO – È in programma giovedì 7 maggio, a Milano, il terzo evento del format GBIM JAZZ Experience, il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività. Il tutto intrecciando architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa. L’iniziativa è nata dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, instancabile tessitore di relazioni culturali e artefice di stagioni musicali di rilievo nazionale (tra cui l’AHUM Milano Jazz Festival).

Come i primi due, anche il terzo appuntamento della rassegna GBIM JAZZ Experience sarà ospitato da Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti del design, dell’architettura e dell’edilizia: nello showroom divia Voghera 6 (zona Porta Genova) si esibirà il trio Anodic Breath (Vijaya, pianoforte e voce; Ludovico Elia, tromba, effetti; Myra: sound design, elettronica), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Il concerto inizierà alle ore 19: l’ingresso è libero, ma per partecipare occorre prenotarsi inviando una email a direzione@ahumjazzfestival.com (posti limitati, i più veloci riceveranno conferma sempre via email).

Come detto, Anodic Breath è un trio elettroacustico ambient. La tromba di Ludovico Elia attinge a una matrice classica, lavorando su dinamiche e timbro; Vijaya Trentin costruisce campi armonici e organizza lo spazio sonoro tra evocazioni jazz e reminiscenze cinematografiche; Myra innesta texture elettroniche ed elaborazioni digitali. Muovendosi tra composizione e improvvisazione, il gruppo sviluppa paesaggi sonori lenti e immersivi, pensati per un ascolto profondo e attento.

Vijaya è pianista, cantante e compositrice. La sua ricerca attraversa il jazz, la scrittura cantautorale e il pop contemporaneo. Nel 2023 pubblica Chrysalis, il suo primo album in trio jazz, e presenta al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano un omaggio a Chick Corea (Children’s Song). Dal 2024 porta la sua musica in rassegne e contesti di rilievo, tra cui la Casa del Jazz di Roma e la manifestazione Piano City Palermo. È attualmente impegnata nella promozione del nuovo album indie-pop Acqva e nello sviluppo del progetto strumentale Del mare.

Ludovico Elia è architetto e musicista formato in Conservatorio, specializzato in tromba rinascimentale e barocca. Collabora stabilmente con istituzioni di rilievo nel panorama della musica antica. La sua identità artistica si definisce nella sinergia tra spazio fisico e spazio sonoro. Negli ultimi anni la sua ricerca si è estesa al jazz e alla musica elettronica, dando vita a progetti ibridi e contemporanei.

Myra è DJ e performer. Il suo sound nasce dalla raccolta di suoni e memorie, trasformati in narrazioni che prendono vita sul dancefloor. Texture acid, echi disco, flussi progressive e accenti rock si fondono in percorsi ibridi, liberi da confini di genere. I suoi DJ set sono modellati dallo spazio e dal contesto, in un dialogo costante tra presenza, suono e pubblico.

GBIM JAZZ Experience si concluderà giovedì 16 luglio presso la sede del Gruppobea di via Toffetti, sempre a Milano, con l’esibizione della formazione vincitrice della prima edizione della rassegna. Il gruppo vincitore sarà scelto da una giuria composta da esperti del settore dell’architettura e del design, tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano. Oltre a eseguire i brani dal proprio repertorio, le formazioni selezionate sono state invitate a presentare una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. Tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.

Da segnalare, infine, che GBIM JAZZ Experience vede la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.

GBIM JAZZ EXPERIENCE – PRIMA EDIZIONE

Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026

Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00

DJANGOBOP VIBES -Bebop e swing manouche

Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).

Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00

MARTHA J. & CHEBAT -Folk e jazz song

Martha J. (voce), Francesco Chebat (fender rhodes).

Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00

ANODIC BREATH -Jazz elettroacustico ambient

Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).

Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
FINALE E PREMIAZIONE

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa CCI – carlotta.gollini@ccimola.it
Ufficio stampa GBIM JAZZ Experience – andreaconta1968@gmail.com
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