A Borgo San Michele, frazione di Latina, a un’ora di macchina o di treno da Roma, nel cuore della Pianura Pontina la “Chantal’s House”, un’oasi di pace e di benessere mentale e spirituale in una terra ricca di Cultura, tradizioni, Storia, Arte e suggestive bellezze naturali e paesaggistiche

Arte e Natura in uno splendido connubio

A settanta chilometri a Sud di Roma, a Borgo San Michele, in provincia di Latina, nel cuore della Pianura Pontina, terra ricca di Storia, di tradizioni, di Cultura e di bellezze artistiche e naturali, c’è un’oasi di pace,  la “Chantal’s house”, dove con affitto turistico o breve è realmente possibile soggiornare ritemprando il corpo e lo spirito, in un ambiente e in un contesto particolarmente accoglienti e confortevoli. Situata nel cuore di uno dei territori più ricchi di arte, cultura e bellezze naturali e paesaggistiche d’Italia, dalla “Chantal’s House” si possono raggiungere a brevissima distanza e in pochissimo tempo i borghi medievali situati sui Monti Simbruini di Cori, Norma (l’antica Norba),Sermoneta, con il castello, e Bassiano, con le mura ciclopiche, l’abbazia di Valvisciolo, l’Oasi di Ninfa, con l’antico borgo e il fiume e il lago omonimi, il Museo storico di Piana delle Orme, l’Abbazia gotica-cistercense di Fossanova, Terracina, con il tempio di Giove Anxur, San Felice Circeo con il suo promontorio ricco di leggende e storia e l’omonimo Parco Nazionale e Sabaudia con l’incantevole spiaggia e la suggestiva Torre Paola, il lago di Fogliano dalle atmosfere fatate e magiche in un ambiente lagunare unico in Italia costituito da un sistema di quattro lagune costiere del Circeo (Fogliano, Monaci, Caprolaci e Paola).. Proprio partendo dalla “Chantal’s House” di Borgo San Michele è possibile tracciare e imparare a conoscere e apprezzare una geografia della bellezza che non potrà non coinvolgere profondamente e rimanere indelebilmente impressa nei cuori e nelle menti dei visitatori.

L’Oasi di Ninfa (foto di Luca Carbonara)

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Giancane, Lili Refrain, Malafama tra gli artisti ospiti de La Manifestival la prima edizione del festival del quotidiano il manifesto, dal 10 al 12 ottobre a Roma

Roma, 7 ottobre 2025 – Giancane, Lili Refrain, Malafama tra gli artisti ospiti de La Manifestival. 

Dal 10 al 12 ottobre lo storico quartiere della Garbatella, a Roma, ospita la prima edizione de La Manifestival, la rassegna culturale gratuita ideata e promossa dal quotidiano il manifesto. Una tre giorni di incontri, mostre, musica e teatro, per aprire nuove finestre sull’attualità e vivere insieme momenti di comunità.

Non solo dibattiti: La Manifestival sarà anche festa. Venerdì 10 ottobre dalle 21:30 a Villetta Social Lab il cantautore Giancane si esibirà nello spettacolo-concerto Come un Giancane in chiesa, accompagnato dai disegni live del vignettista Maicol&Mirco. A partire dalle 22:00 al circolo Arci Angelo Mai dj-set Infestante: una sonora manifesta: alla console Malafama, Marco Boccitto, Don Pasta e La Diferencia. Sabato 11 ottobre (ore 21.30 – Villetta Social Lab) spazio a percussioni, synth e chitarra sulla voce di Lili Refrain con Rituali sonori per tempi disastrati.

Corpi, suoni, risate

Lo sviluppo tecnologico non è una linea retta. Delle implicazioni dell’Ia ne parleranno il Collettivo N.i.n.a (Beatrice Gobbo e Simone Renza) con Mema, l’Ai del manifesto (Matteo Bartocci, Guido Vetere, Robert Alexander) durante Intelligenze artificiali: macchine di potere, macchine di comunità (sabato 11, ore 19 Villetta Social Lab). L’Ia si è affacciata anche nelle relazioni, sentimentali e d’amicizia. Dei suoi usi, tra solitudini, fragilità e amori digitali parlano Alessandra Pigliaru e Shendi Veli, del manifesto, in Cuore e algoritmo (domenica 12, ore 18 Villetta Social Lab).  L’uso della scienza sui corpi, tra biotecnologia, sperimentazioni postumane e performance artistiche è al centro di Cambiare corpo, tra arte e scienza (venerdì 10, ore 21.45 La Mescita), un dialogo tra Arianna Di Genova e Andrea Capocci, del manifesto.

I corridoi dei palazzi di giustizia, di questure e procure, raccontano la società nelle sue pieghe giudiziarie. Di questi luoghi, tra l’attualità della cronaca nera e i racconti dei romanzi, parlano Mario Di Vito e Guido Caldiron, del manifesto, in Il noir e la nera (sabato 11, ore 21 La Mescita). Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ed Eleonora Martini, del manifesto, dialogano in Carcere e cantastorie (domenica 12, ore 18.45 La Mescita). Di fenomeni underground, musica e culture dai margini parlano Alberto Piccinini e Giuliano Santoro, il manifesto, con Castro X (Ak47) in Dalle controculture alla trap (domenica 12, ore 20 Villetta Social Lab). Durante il pranzo di domenica ci sarà Guido Farinelli, storico dell’alimentazione, con lo spettacolo Forchetta e martello (domenica 12, ore 14 Casetta Rossa), un viaggio tra cibo e lavoro che ha segnato la storia del movimento operaio e contadino. In scena anche Arturo Cirillo e Marche Teatro con Scende giù per Toledo (domenica 12, ore 21 Teatro Palladium), la travolgente invenzione letteraria di Giuseppe Patroni Griffi su un travestito napoletano, emblema di stravaganza e fragilità. Per le vie del quartiere che ospita il festival accompagnano i lettori Francesca Romana Stabile, docente Roma 3 e Claudio D’Aguanno giornalista, durante Alla scoperta di Garbatella (domenica 12, ore 15 Casetta Rossa) passeggiata tra i lotti discutendo di architettura e storia, letteratura e cinema, sport e altro. Anche nei tempi disastrati che viviamo, la satira ha un suo spazio. Zerocalcare, fumettista, e Paola Michelini, attrice, dialogano moderati da Lucrezia Ercolani, il manifesto, durante Ridere alla fine del mondo (domenica 12, ore 19 Teatro Palladium).

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Durante gli incontri del festival sarà presente un servizio di interpretariato LIS.

La rassegna si avvale del contributo del Comune di Roma, Roma Creativa 365, Zètema – progetto cultura.

UFFICIO STAMPA

Luciana Cimino +39 333 632 7955

Michele Gambirasi +39 392 507 3343
Martino Matarazzo +39 334 733 9149

Albertina Sanchioni +39 348 450 0663

Per accrediti al festival: stampa@ilmanifesto.it

  • Per Contrattacco, quale sinistra davanti all’onda nera con Jeremy Corbyn, Your party, Jean-Luc Mélenchon, La France insoumise, Irene Montero, Podemos e Jan van Aken, Link è necessario un accredito separato con oggetto specifico entro e non oltre le ore 12 di domenica 12 ottobre.

L’ufficio stampa è a disposizione per concordare interviste con gli ospiti, previa disponibilità degli interessati.

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Il festival si svolge nel quartiere di Garbatella, raggiungibile mediante:

– bus: N° 716, 715, 792, 679, 23 fino alle ore 23.30 circa. A seguire presente linea notturna N716

– metro: linea B, fermata Garbatella. La linea B si connette con la linea A nella stazione di Termini. La linea A si connette con la linea C nella stazione di San Giovanni. Il servizio è operativo dalle 5.30 alle 23.30 con prolungamento il venerdì e il sabato fino all’1:30. In caso di disservizi sono presenti linee autobus sostitutive

– taxi: 063570 – 06551 – 060609 (e molte altre)

– Monopattino e bike sharing Lime, Dot e Bird

Se vai in bici puoi scaricare l’app Roma corre in bici per le informazioni su ciclabili e viabilità

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Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365.Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

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Torna Alternativo: il Club del Libro del Tempio del Futuro Perduto, 18 ottobre 2025

Tempio del Futuro Perduto e Alternativo presentano:

“CHIMICA DELLA NOTTE – Utilizzo di sostanze nel clubbing”.

Un incontro che unisce libri, meditazione a arte

Perché utilizziamo le sostanze stupefacenti? Cosa apportano alla vita notturna? In che modo utilizzarle in maniera consapevole? Solo alcune delle domande che verranno poste alla tavola rotonda insieme a Tobia D’Onofrio, autore del libro “Guida stupefacente, autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze”, Tommaso Dapri, fondatore e direttore artistico del Tempio del Futuro Perduto e Wavers Project, collettivo impegnato nella limitazione dei rischi.

La serata sarà arricchita da:

🧘🏻Pratiche di meditazione a cura di Silvia Colella, attivista, danzatrice e membro di Urban Dancing Prophets (network di artisti multidisciplinari)

🎨Disegno creativo condiviso: sarà possibile dare libero sfogo alla propria creatività su una tela da disegno che rimarrà appesa per tutta la durata del party.

Guida stupefacente, autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze. 

Discutere di “Guida stupefacente” significa aprire un dialogo reale e non moralistico sull’uso delle sostanze: un tema che attraversa la vita notturna, la creatività e la libertà personale. Il libro di Tobia D’Onofrio non promuove né condanna, ma offre strumenti per comprendere, autoregolarsi e ridurre i rischi. Parlarne in comunità significa riportare al centro la responsabilità individuale, il rispetto del corpo e la possibilità di vivere l’esperienza in modo più consapevole e collettivo.

🥟Il bar e il food saranno attivi durante tutta la durata dell’evento

Per accedere agli spazi del Tempio è richiesta la tessera associativa gratuita.

Quando: Sabato 18 ottobre ore 20.00
Dove: Tempio del Futuro Perduto, Via Luigi Nono 7, Milano
Info: alternativocdl.art@gmail.com

Aggiornamenti:
Instagram: @alternativo.space
Sito web: www.tempiodelfuturoperduto.art

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Industrie Fluviali e Polimera presentano Outdoor exhibition & Wide Night

Il 9 ottobre a Roma una giornata di performance, incontri e live set con gli artisti Geometric Bang e Manano & Nanni Saudade.


GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 2025 | ORE 16.00 – 23.00
Industrie Fluviali, Via del Porto Fluviale, 35, Roma
Ingresso gratuito
Ulteriori informazioni su wide.industriefluviali.it

Roma, 7 ottobre 2025 – Con una sfilata di bandiere e una giornata di performance e incontri, giovedì 9 ottobre, dalle 16.00 alle 23.00, si celebra la chiusura della quarta edizione di WIDE – Art Based Spots, il cantiere artistico che ogni anno porta arte e partecipazione nello spazio urbano del quartiere Ostiense di Roma.
L’edizione 2025, dal titolo WIDE – Bandiere Narranti, ha esplorato il concetto di identità condivisa, ribaltando il significato simbolico della bandiera: da segno a linguaggio di incontro.

Nella giornata di giovedì 9 ottobre il pubblico potrà assistere alla sfilata delle bandiere realizzate dai partecipanti ai laboratori condotti dall’artista Geometric Bang, che attraverseranno Ostiense dalle Industrie Fluviali al Ponte della Scienza e ritorno. Sul ponte, alle 16.30, si terrà un dialogo aperto con gli autori e le autrici delle opere, i curatori del progetto e i rappresentanti del TAM Tower Art Museum di Matera, dove il progetto è nato e dove troverà una futura declinazione espositiva. La giornata si concluderà con il live set di Manano & Nanni Saudade negli spazi delle Industrie fluviali.

Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

IL PROGRAMMA — Sfiliamo, raccontiamo, celebriamo: l’evento finale di WIDE 2025

re 16.00 – Sfiliamo | Industrie Fluviali, Via del Porto Fluviale 35, Roma
Le bandiere realizzate dai partecipanti ai workshop curati dall’artista Geometric Bang sfileranno per il quartiere Ostiense, dalle Industrie Fluviali al Ponte della Scienza e ritorno.
Un momento di restituzione collettiva, aperto a tutti.

Ore 16.30 – Raccontiamo | Ponte della Scienza “Rita Levi Montalcini”, Lungotevere Vittorio Gassman 18, Roma
Sul Ponte della Scienza, l’artista Geometric Bang, insieme ai rappresentanti del TAM Tower Art Museum di Matera, racconterà l’origine del progetto Bandiere Narranti in un dialogo aperto con autrici e autori delle bandiere.

Ore 18.00 – Celebriamo | Vernissage – Industrie Fluviali
Dalle 18 presso Industrie Fluviali, le bandiere – divenute opere – si uniranno ad altre bandiere precedentemente realizzate per inaugurare ufficialmente l’esposizione, che resterà aperta fino al 15 ottobre.

Ore 21.00 – Live set “Wide Night” – Industrie Fluviali
Le voci e i suoni elettronici di Manano & Nanni Saudade apriranno scenari sonori in continuo cambiamento: diverse pulsioni di una stessa forza generativa.

La partecipazione all’evento è gratuita. 

CONTATTI STAMPA

Paola Mungo
Comunicazione Polimera
+39 3454105751 | paola@polimera.it | pm@paolamungo.it

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Cultura | Roma, a Palazzo Merulana dal 10/10 al 19/12 la rassegna “IN TUTTI I SENSI” II edizione | Ingresso libero

Nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture presenta

10 ottobre | 19 dicembre 2025

IN TUTTI I SENSI

II edizione

Ingresso Libero

Progetto vincitore dell’Avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte progettuali per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione capitolina in occasione del Giubileo 2025, promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

 Roma

Via Merulana 121

 Portare teatro, musica e cinema in un museo per vivere un’esperienza immersiva e scoprire non solo la bellezza che abbiamo intorno ma anche dentro noi stessi. Dopo il tutto esaurito della prima edizione, torna a Roma dal 10 ottobre al 19 dicembre 2025 ‘IN TUTTI I SENSI’, una rassegna di teatro, musica e cinema con la direzione artistica di Eleonora Di Fortunato nel museo dell’Esquilino nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture.

Nata dalla convinzione che un museo non è una fredda sequenza di opere, ma un luogo in cui diverse espressioni di pensiero, sensibilità e culture dialogano tra di loro, la rassegna enfatizza questo elemento allargando il dialogo allo spettacolo dal vivo, per favorire la promozione e la diffusione dei principi della solidarietà e della condivisione. Convivenza e inclusione sono infatti i temi del cartellone proposto con spettacoli teatrali, concerti, film e talk, tutti ad ingresso gratuito, capaci di attrarre chi è già interessato allo spettacolo dal vivo e di avvicinare nuovo pubblico per i temi e gli artisti coinvolti.

“In un momento storico in cui il rumore di fondo è senz’altro la paura è forte l’esigenza di costruire luoghi di incontro e di confronto, dove trovare insieme il coraggio di vivere e di convivere, sentendosi meno soli e ricordando che gli esseri umani sono in grado di produrre non solo morte, ma anche senso e bellezza” dichiara la direttrice artistica Eleonora Di Fortunato. Quest’anno, in occasione della rassegna, Palazzo Merulana metterà a disposizione dei pubblici fragili e dei loro accompagnatori il 70% dei biglietti disponibili prenotabili attraverso un call center dedicato a cui risponderanno operatori museali formati ed in grado di illustrare ogni strumento per l’accessibilità presente al museo. Altresì, le associazioni di categoria a cui questi biglietti sono riservati verranno coinvolte per una diffusione congiunta, a vantaggio dei propri soci, del calendario della rassegna e della modalità di prenotazione ad essi dedicata. Gli spettatori della rassegna potranno visitare liberamente la collezione permanente e le mostre temporanee del museo. Saranno inoltre disponibili visite guidate tattili per gli spettatori con disabilità visive. Gli spettacoli saranno resi fruibili anche al pubblico degli ipoacusici e dei sordi grazie a tecnologie innovative.

‘IN TUTTI I SENSI’ è vincitore dell’Avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte progettuali per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione capitolina in occasione del Giubileo 2025, promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Ingresso libero fino d esaurimento posti Prenotazione consigliata su www.palazzomerulana.it

PROGRAMMA “IN TUTTI I SENSI”

Gli spettacoli avranno inizio alle ore 20

Venerdì 10 ottobre | n-Ego

Un film di Eleonora Danco. Un’intensa e libera esplorazione della condizione umana, un viaggio attraverso le strade, dove la regista affronta una profonda crisi creativa ed esistenziale. In cerca di autenticità si immerge in luoghi diversi, incontra personaggi che con le loro storie rispecchiano le sue paure e i suoi desideri. Ogni incontro diventa un riflesso dei suoi demoni interiori, trasformando le vite di questi individui in tessere di un mosaico emotivo. “Tutti siamo capaci di essere felici. Tutti siamo dei possibili sprechi”. La proiezione sarà preceduta da una conversazione tra Eleonora Danco e Gianluca Marziani, critico e curatore d’arte.

Sabato 11 ottobre | Prog-project

SteelWind Chamber Saxophone Quartet & Paolo Zampini al flauto reinterpretano Jethro Tull, King Crimson, Rainbow, Dream Theater, PFM. La musica che ha fatto la storia del rock e del progressive, arrangiata per quartetto di sassofoni e flauto con un impatto e un risultato timbrico incredibile.

Venerdì 17 ottobre | Processo a Matteotti

Di e con Alessandro Blasioli.

Alessandro Blasioli usa la Commedia dell’Arte per rappresentare il processo-farsa, durato appena 10 giorni, voluto da Mussolini a Chieti, perché si potesse risolvere tutta la  questione Matteotti lontano dai clamori. Tuttavia la presenza di Roberto Farinacci rende il processo un vero e proprio show: gli oltre 60 giornalisti provenienti da tutto il mondo assistettero ad uno spettacolo ai limiti della decenza, in quello che oggi definiremmo ‘un circo mediatico’, creato ad hoc dallo stesso Farinacci con la connivenza degli organi istituzionali e delle autorità cittadine, affinché il processo diventasse una strenua difesa e celebrazione degli ideali del fascismo e una condanna delle opposizioni. Lo spettacolo ha ricevuto nel 2021 l’Encomio d’Onore della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Elogio della Soprintendenza Archivistica di Abruzzi e Molise ed è patrocinato dalla Fondazione Giacomo Matteotti.

Venerdì 24 ottobre | Luna 57

Scritto e diretto da Noemi Francesca, con Alessandra Masi.

Due giovani talenti del teatro italiano portano in scena una situazione emblematica: una ragazza hikikomori nel giorno del funerale di suo padre. Un affondo sulla solitudine, un tentativo di andare oltre la retorica del ritratto di un isolamento privo di valore e di senso, esponendo la ricchezza di un mondo interiore che, nella sua incapacità di relazionarsi su un piano politico, si manifesta come una tensione, un atto mancato, un gesto incompiuto.

Venerdì 31 ottobre | Le mille bolle blu

Scritto da Salvatore Rizzo, diretto e interpretato da Filippo Luna.

Una storia d’amore omosessuale clandestina nata nella Palermo degli anni Sessanta, che va avanti, parallela ad una vita cosiddetta ‘normale’, per trent’anni. L’amore non sempre vince su tutto. È incidentale che nello spettacolo si parli di omosessualità, si potrebbe anche parlare di colore diverso della pelle. Ma è sicuramente importante che le identità, i diritti, i diversi modi di essere siano accettati e tutelati.

Venerdì 7 novembre | A little gossip never killed nobody

Di Chiara Arrigoni, con Giulia Gallone, Ottavia Orticello, Chiara Arrigoni, regia di Francesca Caprioli.

Tre operaie Klara, Agnese e Martha. Il lavoro in fabbrica è logorante, soprattutto per le donne. Un giorno, però, succede qualcosa: Martha inizia una relazione clandestina con il loro capo, e da quel momento le tre donne cominciano ad ottenere dei piccoli miglioramenti sul lavoro, guidate dal sogno di Klara di una ribellione contro il sistema.  Mentre ottengono sempre di più da una realtà prima ostile, le tre donne si spingono a desiderare cose sempre meno innocue, sempre più proibite. Vincitore del Premio Scintille 2023.

Sabato 15 novembre | La tana

Di e con Marco Paparella, con Piero Delle Monache (sax ed elettroniche). Una performance installativa che dialoga scenicamente con le opere in mostra per raccontare il tema della reclusione (che sia volontaria o forzata), del riparo, dell’ossessione, della paranoia, della fragilità dell’uomo di fronte all’uomo e di fronte al mondo

Domenica 23 novembre | To love or not to love. Omaggio ad Alberto Moravia

Cettina Donato Quartet.

Cettina Donato è una pianista, compositrice e direttrice d’orchestra tra le più visionarie della scena jazz contemporanea. Il titolo riecheggia Shakespeare, ma la voce è quella di Alberto Moravia: il dubbio sull’amore, l’assenza che brucia, la passione come sogno in rovina. La musica non può dare risposte, ma coltiva i semi della speranza e annaffia i fiori tra le macerie. Con Cettina Donato al pianoforte, la voce di Michela Lombardi, Vito Di Modugno al basso elettrico, Mimmo Campanale alla batteria e Dario Cecchini ai sassofoni.

Venerdì 28 novembre | La malattia dell’ostrica

Di e con Claudio Morici.

Dopo aver studiato decine di biografie, Morici ha un’illuminazione: gli scrittori sono tutti matti. Attraverso incursioni nella vita dei grandi e delle grandi della letteratura, Morici compirà un viaggio a ritroso nella propria ‘età a rischio’, riportando alla memoria come i libri lo hanno curato. Perché gli scrittori ci salvano la vita.

Venerdì 5 dicembre | Sgrìoban Dìomhair

Il concerto è il risultato del tour creativo attraverso la Scozia del violoncellista Riccardo Pes, con il sostegno dell’Arts Council England. Ispirato all’abbattimento illegale dell’iconico albero di Sycamore Gap, il progetto Music & Nature di Riccardo Pes attinge alla musica popolare tradizionale e classica per esplorare le emozioni profonde e complesse che legano le persone ai luoghi, alla natura e all’umanità.

Domenica 14 dicembre | Nodo alla gola

Cinema e musica si fondono in un’esperienza immersiva: il celebre film di Hitchcock prende vita grazie alla musica dal vivo del Quintetto Focus, composto da musicisti d’eccezione: Marco Ortolani e Susanna Pasquariello, membri storici dell’Orchestra della Toscana; Martina Bellesi e Neri Nencini, attivi con il Leviosa Quartet; Francesco Oliveto, compositore e sound artist attivo nel cinema e nelle arti visive. Un viaggio sonoro tra passato e presente, un omaggio alle origini del cinema, quando le immagini mute erano accompagnate da musica dal vivo per restituire alle scene una profondità emotiva e narrativa.

Venerdì 19 dicembre | Il mondo a colori

I musicisti di Arlem Ensemble si alterneranno in varie formazioni per raccontare, attraverso musica e parole, il momento in cui gli artisti reagirono alla violenza e al grigiore del mondo industriale cercando rifugio nella bellezza e nel colore. Glinka, Debussy, Puccini e Ravel arrangiati per trio e quartetto, per raccontare la nascita del colore nella musica.

Ufficio Stampa di Palazzo Merulana

Leeloo Comunicazione

ufficiostampa.leeloo@gmail.com

Patrizia Notarnicola | 331 6176325

Bruno Bruni | 388 1066358

Monia Giannetti | 338 3898673

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Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. “Peace School” a Napoli in onore di Mario Paciolla: da Emergency all’ONU quattro giorni sulle professioni di pace e sulla crisi del sistema umanitario. Dall’8 all’11 ottobre, sala G. Galasso dell’Istituto di Storia Patria nel Castelnuovo (Maschio Angioino)

“Conto alla rovescia per la prima edizione della “Peace School Mario Paciolla”, il corso intensivo di orientamento alle professioni della pace che si terrà a Napoli dall’8 all’11 ottobre presso la sala “G. Galasso” dell’Istituto di Storia Patria nel Castelnuovo (Maschio Angioino). L’iniziativa, promossa dall’Università di Napoli L’Orientale e dal Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, di cui la Peace School è anteprima, onora la memoria dell’operatore napoletano tragicamente scomparso in Colombia, offrendo un orientamento concreto ai giovani universitari verso le professioni della solidarietà e della cooperazione internazionale. L’obiettivo è formare una nuova generazione di “Operatori di Pace”, trasformando il ricordo di Mario in un’eredità vivente e affermando che la Pace “è anche un lavoro” e un’opportunità di vita dignitosa.”

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Corbyn, Mélenchon, Montero, van Aken alla festa del quotidiano il Manifesto: La Manifestival, dal 10 al 12 ottobre a Roma.

Al via la prima edizione della Manifestival

Corbyn, Mélenchon, Montero, van Aken alla festa del quotidiano il Manifesto 

“Il mondo al tempo di Gaza” dal 10 al 12 ottobre a Roma 

Roma, 20 settembre 2025 – Ci saranno Jeremy Corbyn (Your party), Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise), Irene Montero (Podemos) e Jan van Alken (Die Linke) alla prima edizione de La Manifestival che dal 10 al 12 ottobre attraverserà il quartiere Garbatella, a Roma. Nell’anno dell’80esimo anniversario della Liberazione dal nazifascimo e in vista del 55esimo compleanno del quotidiano, il collettivo del Manifesto lancia la sua prima rassegna culturale. Il festival è stato ideato e promosso dalla redazione del giornale per restituire a una platea più larga dei suoi lettori parte del complesso patrimonio di conoscenze e relazioni accumulato dal quotidiano nella sua lunga storia.

«In oltre mezzo secolo di vita, il manifesto ha organizzato praticamente di tutto, compresi un paio di partiti e grandi manifestazioni – dice il direttore Andrea Fabozzi – Eppure un festival internazionale gratuito e aperto non lo avevamo ancora fatto. Siamo emozionati e siamo felici di esserci riusciti, perché la dimensione di bene comune è quella nella quale più ci ritroviamo. Siamo una cooperativa, il giornale è di proprietà dei giornalisti e dei tecnici che ci lavorano, non abbiamo altri padroni. Cerchiamo ogni giorno di essere all’altezza di un compito grande per un giornale indipendente: provare a cambiare il mondo mentre lo raccontiamo. Per questo abbiamo bisogno delle nostre lettrici e dei nostri lettori. Speriamo di incontrarne tanti e nuovi nella manifestival».

La prima edizione de La Manifestival porterà tra le strade dello storico quartiere capitolino della Garbatella incontri, mostre, approfondimenti, musica e spettacoli, grazie al contributo di ospiti internazionali e artisti e con la redazione del manifesto. Racconteremo le guerre in corso, i fenomeni migratori e le possibilità di riscatto per una società più giusta e inclusiva. Il festival sarà anche un’occasione di confronto con la comunità larga del manifesto per cercare risposte alle grandi questioni dell’attualità radicalmente diverse da quelle che oggi ci vengono imposte. Non mancheranno, infatti, momenti di incontro tra il collettivo del manifesto e i lettori.

«Il confronto, lo scambio, il flusso di comunicazione continuo con i lettori è un elemento costitutivo della storia del manifesto – afferma Micaela Bongi, vicedirettrice del quotidiano – Che è parte del mondo largo della sinistra sul quale il nostro quotidiano mantiene sempre finestre e porte aperte. Niente  chiusure, dunque,  e niente  settarismi ma nuove domande che non hanno bisogno di risposte apodittiche ma di angolature ampie, originali, sorprendenti. La Manifestival ci permette di farci queste domande e di cercare  queste risposte  insieme  condividendo uno spazio fisico, e mentale, che ci aspettiamo sarà ricco di sollecitazioni. E anche di emozioni».

Il mondo al tempo di Gaza

“Il mondo al tempo di Gaza” è il titolo di questa prima edizione de La Manifestival. La prima giornata sarà interamente dedicata al genocidio in corso a Gaza, con un focus sulla questione palestinese anche nel resto del fine settimana.

«Non potevamo che partire da Gaza. Dal genocidio commesso da Israele davanti al mondo intero, dalla pulizia etnica e deumanizzazione dei palestinesi, dai crimini di guerra del governo Netanyahu su cui la comunità internazionale ha taciuto per due anni – dice Chiara Cruciati, vicedirettrice del manifesto –  La giornata dedicata alla Palestina nasce dal lavoro quotidiano di racconto e analisi che caratterizzato da sempre il nostro giornale. La questione palestinese, a cui il 6 giugno scorso abbiamo dedicato un’edizione speciale con il titolo lo speciale “Questo è Gaza”, ha sempre superato i suoi confini, è un paradigma che ci aiuta a leggere la nostra società. Ce lo dicono le piazze, gli scioperi e la mobilitazione globale di questi due anni e ce lo dicono le misure di repressione del dissenso assunte dai governi europei e dagli Stati uniti».

Dopo l’inaugurazione de La Manifestival (con i saluti del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del rettore di Roma 3, Massimiliano Fiorucci, del presidente dell’VIII municipio, Amedeo Ciaccheri, da Legacoop Nazionale e del direttore del manifesto, Andrea Fabozzi), Ghassan Abu Sittah, chirurgo in diversi teatri di guerra, tra cui Gaza, e docente all’università di Glasgow e Raji Sourani, avvocato e direttore del Centro palestinese per i diritti umani, con Chiara Cruciati, vicedirettrice del manifesto, racconteranno cosa accade in Palestina in Prima e dopo Gaza (Teatro Palladium, venerdì 10, ore 16). A seguire Michele Giorgio, corrispondente del manifesto da Gerusalemme dialogherà con Sahar Francis, avvocata palestinese e già direttrice dell’Addameer Prisoner Support e Neve Gordon, docente di diritto internazionale alla Queen Mary University durante Dalla Striscia alla Cisgiordania: Palestina negata (Teatro Palladium, venerdì 10, ore 19.15). In serata (ore 20.30, Villetta Social Club) lo spettacolo di Eva Cambiale Racconta Palestina: l’attrice farà risuonare le voci delle persone di Gaza accompagnata dall’oud del musicista palestinese Tareq Abu Salamah. Come la stampa nazionale e internazionale ha raccontato la questione palestinese fino ad oggi? Se ne parlerà in Il giornalismo ai tempi del genocidio (sabato 11, ore 16, Teatro Palladium): Lucia Goracci, inviata del Tg3 dialogherà con Orly Noy, giornalista della rivista israeliano-palestinese +972mag e attivista del partito politico palestinese Balad, Lenaig Bredoux della testata francese Mediapart e Cyrus Salimi-Asl del quotidiano anticapitalista tedesco Neues Deutschland. Nel contesto attuale, tra giornalisti embedded e visti negati, come si racconta una guerra? Lo spiegheranno domenica 12 Alberto Negri e Sabato Angieri del manifesto durante Inviati di guerra (ore 19, Villetta Social Lab). Le immagini hanno un ruolo fondamentale per far comprendere i costi umani dei conflitti. Il genocidio dei gazawi ha segnato un punto di svolta nell’etica del fotogiornalismo. Ne discuteranno le photoeditor Nora Parcu e Veronica Daltri con Roberto Ciccarelli della redazione del manifesto durante Etica e immagini (sabato 12, ore 22, La Mescita).

Tempi moderni  

L’avanzata dei governi di destra con programmi xenofobi e neoevangelici impone una riflessione alle sinistre globali. Durante La Manifestival si incontreranno gli esponenti dei partiti di sinistra europei per provare a trovare una risposta politica e di massa all’ondata neoconservatrice. Jeremy Corbyn (Your party), Jean-Luc Mélenchon (La France insoumise), Irene Montero (Podemos) e Jan van Aken (Linke) ne discuteranno durante Contrattacco, quale sinistra davanti all’onda nera (domenica 12 ottobre, ore 16.30, Teatro Palladium) con il direttore del manifesto, Andrea Fabozzi e la direttrice di Radio Popolare, Lorenza Ghidini. Di destre globali si parlerà anche nell’appuntamento con gli editorialisti del manifesto, Marco Bascetta e Mario Ricciardi durante Liberalismo e neofascismi (venerdì 11, ore 20.45, La mescita). Non poteva mancare un focus sulla presidenza di Donald Trump: i corrispondenti dagli Stati Uniti del manifesto, Marina Catucci e Luca Celada riannoderanno il filo di quanto sta succedendo nell’ex democrazia al di là dell’Atlantico durante Usa: anatomia di una sovversione (sabato 11, ore 19.30, La Mescita). Intanto in Italia il centrosinistra cerca di trovare unità per contrapporsi al governo Meloni. A che punto sono? Faranno un quadro Adriana Pollice e Andrea Carugati, della redazione politica del manifesto con Daniela Preziosi del quotidiano Domani in Tra centro e sinistra (domenica 12, ore 19.45, La mescita). Uno sguardo anche a quanto accade nei rapporti internazionali. Il nuovo corso mondiale ha accantonato l’obiettivo di combattere la catastrofe climatica come una priorità. Se ne parlerà durante Cina, Usa, Europa: che fine ha fatto la transizione verde (sabato 11, ore 16.15, Biblioteca Moby Dick) con Chiara Campione, direttora Greenpeace e Simone Pieranni, giornalista e scrittore esperto di Cina, moderati da Giovanna Branca, il manifesto. Durante l’incontro sarà proiettato il documentario sulla crisi climatica Il prezzo che paghiamo, prodotto da Greenpeace Italia e ReCommon, realizzato dal collettivo FADA e diretto da Sara Manisera.

Diritti e mobilitazioni 

Per tentare di fermare le migrazioni, il governo ha ingaggiato una fallimentare lotta contro i “trafficanti” ma spesso a farne le spese sono i rifugiati. Ne discuteranno Maysoon Majidi, attivista e artista curdo-iraniana, Mahamat Daoud, Refugees in Libya e il presidente nazionale dell’Arci Walter Massa, moderati da Michele Gambirasi del manifesto, durante Oltre la frontiera (sabato, ore 15.30, Villetta Social Lab). Il piano per i respingimenti e i centri di detenzione in Albania voluti dall’esecutivo, sono stati bocciati più volte dalle corti italiane e internazionali, suscitando l’ira della maggioranza contro i giudici. In Non si tratta dello straniero. Lo scontro su diritti e garanzie (sabato 11, ore 18, Biblioteca Moby Dick) Silvia Albano, giudice e presidente di Magistratura democratica e Luigi Ferrajoli, filosofo ed ex docente Roma 3, moderati da Giansandro Merli, del manifesto, ne parleranno con i lettori. Il lavoro povero e intermittente non è un destino. I lavoratori che si organizzano lo dimostrano e questo vale anche per i colossi della tecnologia. L’argomento sarà affrontato da Chris Smalls, sindacalista e fondatore Amazon Labor Union che ha guidato i lavoratori del magazzino Amazon JFK8 di Staten Island nella storica votazione per la sindacalizzazione, e Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams Cgil, moderati da Luciana Cimino, il manifesto, durante Davide contro Golia: battaglie sindacali nelle big tech (sabato 12, Teatro Palladium, ore 18.30). L’ansia è una delle conseguenze del clima di competizione indotto dal liberismo, ne soffrono soprattutto i più giovani. A Diritto a stare bene, per tutti (venerdì 10, ore 18 Villetta Social Lab) si parlerà della campagna Coop “Dire fare amare” per l’educazione scolastica alle relazioni e della raccolta firme “Diritto a stare bene” per un servizio pubblico di psicologia. Con Maura Latini, presidente Coop Italia , Francesco Maesano, giornalista Tg1/coordinamento Diritto a star bene e Alessandra Pigliaru, il manifesto.

La nave corsara: parliamo del manifesto 

Il quotidiano raccontato da chi lo ha fondato e da chi continua ogni giorno a portarlo in edicola. Lo sguardo del nostro collettivo sulle notizie: due caporedattori del manifesto, Giulia Sbarigia (Europa/esteri) e Rocco Vazzana (politica e società)  ci conducono, in modo interattivo, nelle prime pagine dei quotidiani nazionali con le principali notizie dall’Italia e dal mondo. Rassegna stampa (domenica 12, ore 9 Casetta Rossa). Il manifesto è molto più della sua redazione, è soprattutto la sua comunità di lettori e lettrici: della fase politica in corso e del ruolo del quotidiano ne parleremo durante un’ Assemblea di lettor*, collaborator* e giornalist* (domenica 12, ore 10 Casetta Rossa). Quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita di uno dei fondatori del giornale, Luigi Pintor, che abbiamo ricordato con un inserto speciale “Essenzialmente Pintor”. Della sua figura ne parleranno durante Cento anni di Luigi Pintor (domenica 12, ore 12.15 Biblioteca Moby Dick) Andrea Fabozzi, direttore del manifesto, Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, Francesca Borrelli, Responsabile Alias domenica, Tommaso Di Francesco, già condirettore del manifesto, Davide Luccini, curatore della mostra “Luigi Pintor 25”. Cinquantacinque anni dopo aver dato vita all’avventura corsara del quotidiano, Luciana Castellina dialoga con le vicedirettrici del manifesto, Micaela Bongi e Chiara Cruciati, durante Una vita comunista (sabato 11, ore 20.30 Teatro Palladium).

Corpi, suoni, risate

Lo sviluppo tecnologico non è una linea retta. Delle implicazioni dell’Ia ne parleranno il Collettivo N.i.n.a (Beatrice Gobbo e Simone Renza) con Mema, l’Ai del manifesto (Matteo Bartocci, Guido Vetere, Robert Alexander) durante Intelligenze artificiali: macchine di potere, macchine di comunità (sabato 11, ore 19 Villetta Social Lab). L’Ia si è affacciata anche nelle relazioni, sentimentali e d’amicizia. Dei suoi usi, tra solitudini, fragilità e amori digitali parlano Alessandra Pigliaru e Shendi Veli, del manifesto, in Cuore e algoritmo (domenica 12, ore 18 Villetta Social Lab).  L’uso della scienza sui corpi, tra biotecnologia, sperimentazioni postumane e performance artistiche è al centro di Cambiare corpo, tra arte e scienza (venerdì 10, ore 21.45 La Mescita), un dialogo tra Arianna Di Genova e Andrea Capocci, del manifesto.

I corridoi dei palazzi di giustizia, di questure e procure, raccontano la società nelle sue pieghe giudiziarie. Di questi luoghi, tra l’attualità della cronaca nera e i racconti dei romanzi, parlano Mario Di Vito e Guido Caldiron, del manifesto, in Il noir e la nera (sabato 11, ore 21 La Mescita). Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ed Eleonora Martini, del manifesto, dialogano in Carcere e cantastorie (domenica 12, ore 18.45 La mescita). Di fenomeni underground, musica e culture dai margini parlano Alberto Piccinini e Giuliano Santoro, il manifesto, con Castro X (Ak47) in Dalle controculture alla trap (domenica 12, ore 20 Villetta Social Lab). Durante il pranzo di domenica ci sarà Guido Farinelli, storico dell’alimentazione, con lo spettacolo Forchetta e martello (domenica 12, ore 14 Casetta Rossa), un viaggio tra cibo e lavoro che ha segnato la storia del movimento operaio e contadino. In scena anche Arturo Cirillo e Marche Teatro con Scende giù per Toledo (domenica 12, ore 21 Teatro Palladium), la travolgente invenzione letteraria di Giuseppe Patroni Griffi su un travestito napoletano, emblema di stravaganza e fragilità. Per le vie del quartiere che ospita il festival accompagnano i lettori Francesca Romana Stabile, docente Roma 3 e Claudio D’Aguanno giornalista, durante Alla scoperta di Garbatella (domenica 12, ore 15 Casetta Rossa) passeggiata tra i lotti discutendo di architettura e storia, letteratura e cinema, sport e altro. Anche nei tempi disastrati che viviamo, la satira ha un suo spazio. Zerocalcare, fumettista, e Paola Michelini, attrice, dialogano moderati da Lucrezia Ercolani, il manifesto, durante Ridere alla fine del mondo (domenica 12, ore 19 Teatro Palladium).

ManiFeste!  

Concerti, musica e dj set accompagnano la tre giorni de La Manifestival. Giancane suona accompagnato dai disegni di Maicol&Mirco in Come un Giancane in chiesa (venerdì 10, ore 21.30 Villetta Social Lab). Percussioni, synth e chitarra si fondono nella voce melodiosa di Lili Refrain con Rituali sonori per tempi disastrati (sabato 11, ore 21.30 Villetta Social Lab). Alla console Malafama, Marco Boccitto, Don Pasta e La Diferencia durante Infestante: una sonora manifesta (venerdì 10, ore 22 circolo Arci Angelo Mai).

Piccoli lettori

Per i bambini dai 6 anni in su, due appuntamenti con il laboratorio Lasciamo in pace i bambini sulle tavole di Maicol&Mirco a tema guerra, condotto dal vignettista in collaborazione con Artivismo (venerdì 10, ore 18 e sabato 11, ore 16.30 Villetta Social Lab)

Mostre

Tutti i giorni, tutto il giorno, tre esposizioni nel quartiere sui temi che hanno sempre caratterizzato il manifesto.

Archivio manifesto reloaded – Nove artisti contemporanei reinterpretano l’archivio fotografico del quotidiano attraverso manifesti affissi per le strade di Garbatella

Facciamo pace? – A Villetta Social Lab le tavole originali del fumettista del manifesto Maicol & Mirco sui temi della guerra e della pace

Luigi Pintor 25 – Alla biblioteca Moby Dick venticinque manifesti originali ispirati da venticinque editoriali di Luigi Pintor, a cura di Davide Luccini

Informazioni 

Tutti gli eventi sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti.

Per i talk al Teatro Palladium: si entra fino a 5 minuti prima dell’inizio; saranno disponibili traduzione simultanea e Lis.

La serata all’Angelo Mai (venerdì 10, ore 23-3) è a ingresso gratuito con tessera Arci

Durante il festival sarà possibile mangiare:

  • Casetta Rossa (ore 13-14.30 e 20-22.30). Per info e prenotazioni: 0689360511

  • Villetta Social Lab (dalle ore 20). Per info e prenotazioni: +39 333 596 9954

UFFICIO STAMPA

Luciana Cimino +39 333 632 7955

Michele Gambirasi +39 392 507 3343
Martino Matarazzo +39 334 733 9149

Albertina Sanchioni +39 348 450 0663

Per accrediti al festival: stampa@ilmanifesto.it

  • Per Contrattacco, quale sinistra davanti all’onda nera con Jeremy Corbyn, Your party, Jean-Luc Mélenchon, La France insoumise, Irene Montero, Podemos e Jan van Aken, Link è necessario un accredito separato con oggetto specifico entro e non oltre le ore 12 di domenica 12 ottobre.

L’ufficio stampa è a disposizione per concordare interviste con gli ospiti, previa disponibilità degli interessati.

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Il festival si svolge nel quartiere di Garbatella, raggiungibile mediante:

– bus: N° 716, 715, 792, 679, 23 fino alle ore 23.30 circa. A seguire presente linea notturna N716

– metro: linea B, fermata Garbatella. La linea B si connette con la linea A nella stazione di Termini. La linea A si connette con la linea C nella stazione di San Giovanni. Il servizio è operativo dalle 5.30 alle 23.30 con prolungamento il venerdì e il sabato fino all’1:30. In caso di disservizi sono presenti linee autobus sostitutive

– taxi: 063570 – 06551 – 060609 (e molte altre)

– Monopattino e bike sharing Lime, Dot e Bird

Se vai in bici puoi scaricare l’app Roma corre in bici per le informazioni su ciclabili e viabilità

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Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365.Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Il nuovo manifesto società cooperativa editrice / 06687191 / lamanifestival@ilmanifesto.it

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Le mirabolanti possibilità del reale nei dodici racconti della silloge di Mariella Lo Sardo “Possibilandia” edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore. La recensione di Galliano Maria Speri.

Mariella Lo Sardo ha una laurea in Lingue e Letterature straniere, un diploma in pianoforte, una carriera da attrice di teatro, cinema e televisione con registi di prima grandezza e, ci permettiamo di aggiungere, anche di esploratrice, non in senso geografico, però. Le sue esplorazioni le fanno scandagliare, invece, le profondità di creature estremamente complesse, contraddittorie, odiose e amorevoli, egoiste e generose, ributtanti e attraenti: gli appartenenti alla specie umana. Molti critici ritengono il racconto come un genere meno riuscito all’interno della tradizione letteraria italiana, mentre gli scrittori anglo-sassoni eccellono nel settore. Forse è così, anche se non dovremmo trascurare i risultati raggiunti da due autori diversissimi tra di loro, come Luigi Pirandello e Italo Calvino, che ci hanno lasciato racconti che sono veri e propri capolavori. Né possiamo dimenticare il ruolo cruciale giocato dalla novella nello sviluppo della letteratura italiana che ha visto nel Decameron di Boccaccio la creazione di quella che è una vera e propria Commedia Umana.

Il racconto, in realtà, si presta benissimo per sondare gli abissi che un romanzo narra nei dettagli, approfondisce, disvela. A causa della sua necessaria brevità, il racconto non è costretto a sviscerare, scrutare, esplicitare ma può accennare, lasciar intuire, far balenare qualcosa che ogni lettore fa proprio a modo suo. La tavolozza espressiva fornita dalla struttura stessa del racconto è uno strumento utilissimo, se usato con perizia, per ottenere risultati narrativi di grande fascino. Anche se questa silloge rappresenta il suo esordio nel campo letterario, Mariella Lo Sardo mostra la capacità di muoversi agilmente tra diversi generi e tipologie narrative. La maggior parte dei racconti è accomunata dalla descrizione dei rapporti all’interno della famiglia, le complicate relazioni tra sorelle e fratelli, i genitori, le cose dette, quelle supposte, quelle che non saranno mai confessate. I personaggi, sia maschili sia femminili, sono scontenti, anelano a superare il loro stato attuale, sognano qualcosa di diverso, hanno alle spalle matrimoni insoddisfacenti che non hanno consentito loro di sviluppare tutte le loro potenzialità. Sono però tenacemente impegnati a combattere per un futuro migliore; la vita non è stata generosa con loro ma non si sono dati per vinti. Nonostante tutto, non si arrendono di fronte all’incedere dell’esistenza e continuano caparbiamente a sperare in una felicità possibile.

La lingua dei racconti è essenziale, levigata, fattuale, senza svolazzi che potrebbero distogliere l’attenzione di chi legge dalla materia descritta. In Ogino & Knaus, il racconto che apre la raccolta, viene descritta la contrastata relazione di due sorelle, profondamente diverse e cresciute abbandonate a sé stesse perché i genitori, una mamma bellissima e sensuale e un padre adorante della consorte, erano troppo presi dal loro amore perfetto per curarsi delle figlie, venute al mondo per errore e mai pienamente accettate. C’è il profondo contrasto tra l’amore ideale dei genitori e la solitudine incredula delle sorelle, che si fanno largo nella vita come possono. In un’altra storia, Miko, che aspira a diventare un fotografo importante e aprire un suo studio, viene licenziato perché a un matrimonio ha fotografato la persona sbagliata ed è costretto a sbarcare il lunario lavorando nel bar dello zio. Sarà l’incontro fortuito con una donna di una certa età che gli aprirà una nuova possibilità lavorativa e, forse, anche una stabilità sentimentale. In un altro racconto conosciamo una violinista che viene mandata via da tutte le camere in affitto perché disturba i vicini con i suoi esercizi ma trova finalmente posto in una grande stanza dove può esercitarsi a suo piacimento e sviluppa una strana relazione con Arianna, la ragazza che gestisce la casa. Quando entrambe dovranno andarsene, la violinista, che intende intraprendere la carriera concertistica, bussa alla porta di Arianna per salutarla definitivamente ma scopre che la stanza è vuota e che non potrà mai dirle le parole che aveva preparato.

Il racconto Mucche non indaga i sentimenti e le relazioni tra le persone ma narra una storia in cui il protagonista spiega a un gruppo di amici la ragione per la quale non mangia più la carne. Non ci sono motivazioni etiche o filosofiche ma la causa è qualcosa che era accaduta anni prima e che, ovviamente, non intendiamo rivelare. Due racconti si staccano dagli altri e sono Il Club del Libro e Possibilandia, che chiude e dà il titolo alla raccolta. Nel primo, alcune lettrici appassionate decidono di creare un gruppo che si riunisce nella veranda del giardino di una delle donne per leggere e commentare libri di vario genere. Proseguendo nel racconto, si scopre che esiste un libro che descrive esattamente la nascita di un club dove delle donne si riuniscono in una veranda a leggere e commentare testi letterari e la realtà sfuma poeticamente in qualcosa di diverso che non ci consente di distinguere tra la narrazione romanzesca e quello che accade nella vita reale. Possibilandia inizia come un inquietante racconto di fantascienza che si svela, però, come il sogno di Ricki, un quarantenne aspirante scrittore che convive con una splendida donna che crede di non meritare. Alla fine si capirà invece che Vingh, il protagonista del racconto di fantascienza, non è un sogno ma appartiene a una cultura superiore che riesce a infiltrarsi nelle menti degli umani per studiarne i comportamenti.

Il disegno di Leonardo che illustra il trattato De Divina Proportione di Luca Pacioli (dalla copia conservata presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano)

Un discorso a parte merita la bella copertina di Clarissa La Viola che riprende uno dei sessanta disegni realizzati da Leonardo da Vinci per il trattato De Divina Proportione di Luca Pacioli, la cui redazione terminò nel 1498. La figura, la numero XXVIII, èdenominata  «Duodecedron planus vacuus». Lo splendido disegno leonardesco è però riempito da scale, pavimenti, stanze situate su piani diversi, come avviene nei disegni di Maurits Cornelis Escher, richiamati esplicitamente. I lavori di Escher, in cui convivono l’alto e il basso, il centrale e il laterale, interrogano lo spettatore su quale sia il corretto punto di vista per decifrare l’immagine che abbiamo davanti. Anche i racconti di Mariella Lo Sardo, in un certo qual modo, pongono la stessa domanda senza scegliere posizioni prefissate, schemi etici o convenzioni sociali accettate acriticamente. La realtà è, a volte, ostile e sgradevole, ci sono accenni alla pandemia di Covid 19, a violenze sessuali subite da due donne. Rimane però aperta la possibilità di reagire, di alzare lo sguardo verso orizzonti nuovi, di ipotizzare un futuro diverso e, finalmente, gratificante.

Galliano Maria Speri

Mariella Lo Sardo
Possibilandia
Cultura e dintorni, pp. 198, € 1

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Crisi energetica a Gaza: la Flotilla e il diritto alla luce.

Energia tagliata, vite sospese: Gaza al limite della sopravvivenza

L’energia elettrica a Gaza continua a essere insufficiente per soddisfare le esigenze quotidiane. I blackout regolari lasciano ospedali, scuole e abitazioni senza corrente, con gravi conseguenze sui servizi essenziali. La mancanza di elettricità riguarda anche acqua potabile, refrigerazione dei farmaci e funzionamento dei generatori negli ospedali. La popolazione vive con poche ore di corrente al giorno, una situazione che mette in crisi la sopravvivenza e l’accesso ai servizi fondamentali.

La crisi elettrica ha impatti diretti su:

  • le pompe idriche,

  • gli impianti di desalinizzazione,

  • la conservazione di alimenti e farmaci

In contesti normali, la gestione dell’energia elettrica prevede un accesso continuo e regolamentato ai servizi essenziali, con strutture che garantiscono distribuzione e consumo equilibrati. In media, una famiglia italiana consuma circa 2.700 kWh di elettricità all’anno e 1.150 metri cubi di gas naturale, valori che permettono di coprire tutte le esigenze domestiche. Questi numeri aiutano a comprendere quanto sia critica la situazione a Gaza, dove tali standard di consumo sono impossibili da raggiungere.

La dimensione energetica del potere israeliano

Dietro a questa emergenza si nasconde un uso politico dell’energia come strumento di controllo. La dipendenza della Striscia da Israele rende Gaza vulnerabile, limitando la possibilità di sviluppo e autonomia.

Il controllo delle risorse impedisce a Gaza di ottenere autonomia energetica. Le dinamiche del potere energetico includono:

  • controllo delle infrastrutture,

  • limitazione dell’accesso all’energia,

  • uso politico dell’elettricità.

Per un confronto, nei Paesi senza restrizioni è possibile scegliere liberamente i fornitori di energia elettrica, mentre sono i distributori a occuparsi della gestione della rete e a garantire la fornitura continua di energia alle abitazioni.

La Flotilla e il diritto alla luce: energia come resistenza

La Global Sumud Flotilla aveva raggiunto le acque di Gaza con un carico di aiuti per Gaza. La Flotilla simboleggiava:

  • la resilienza dei civili,

  • la lotta per un diritto umano universale,

  • la ricerca di un futuro basato giustizia.

La Flotilla ricordava al mondo che la sostenibilità non è solo un tema ambientale, ma anche un diritto umano. L’energia non deve essere un’arma, ma un ponte verso dignità e autonomia, mentre Gaza continua a vivere una crisi energetica drammatica.

Fonte: papernest.it

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Priverno si prepara alla Missione popolare dei Missionari del Preziosissimo Sangue

Dal 12 al 26 ottobre nelle parrocchie Santa Maria e Sant’Antonio Abate il tempo forte di
evangelizzazione dal titolo «Chi è freddo non riscalda!».

Priverno – Missione popolare

Don Flavio Calicchia con giovani

Seminarista con missionari laici

Dal 12 al 26 ottobre 2025, nella parrocchia Concattedrale Santa Maria ed in quella di Sant’Antonio Abate di Priverno (LT), si terrà una Missione popolare predicata dai Missionari del Preziosissimo Sangue, dal titolo: «“Chi è freddo non riscalda!” (San Gaspare del Bufalo) – Sangue di Cristo, fermento di missione». Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, in un messaggio rivolto ai
fedeli sottolinea: «La Missione popolare è da tempo immemorabile una forma straordinaria di evangelizzazione e di animazione pastorale della vita di fede nelle comunità cristiane. La decisione di promuoverne una a Priverno, con la collaborazione dei religiosi Missionari del Preziosissimo Sangue, offre una occasione preziosa di rilancio dell’impegno per una vita cristiana sempre più autentica e coinvolgente. Se c’è una cosa di cui abbiamo particolarmente bisogno in questo tempo è l’entusiasmo della fede e la solidità delle convinzioni e delle motivazioni destinate ad alimentare la vita di fede dei
singoli fedeli e della comunità ecclesiale tutta. Tutto questo assume un significato peculiare nel corso dell’Anno giubilare, che invita alla speranza nel cuore e nell’azione di singoli e di comunità. In questo impegno volto al rilancio del senso cristiano della vita non si perdano di vista gli orientamenti che la Chiesa diocesana ha intrapreso in questi anni, con la cura delle giovani generazioni in tutte le fasce di età, dall’infanzia alla giovinezza, e con la costituzione di gruppi di parrocchie chiamate a collaborare in unità di intenti e di azione». «La Congregazione fondata da san Gaspare del Bufalo il 15 agosto 1815, fedele allo spirito del Fondatore e alla lunga tradizione delle Missioni popolari, porta avanti ancora oggi – dopo oltre due secoli – un servizio prezioso alla Chiesa attraverso la predicazione e l’impegno missionario» – afferma don Flavio Calicchia, direttore del Centro per l’Evangelizzazione della Provincia Italiana. «La Missione popolare – continua don Flavio – è un’occasione straordinaria in cui la Chiesa sceglie di “uscire”, di farsi pellegrina tra le persone, per portare il Vangelo là dove la vita quotidiana si svolge. Non è riservata a pochi, ma aperta a tutti: famiglie, giovani, anziani, malati, realtà associative, scuole, ambienti sportivi e culturali. Nessun ambito dell’esistenza è escluso, perché in ciascuno di essi batte il cuore della vita umana, con le sue speranze e le sue fatiche. La presenza dei missionari si radica nella concretezza delle comunità, ascoltando i bisogni reali del territorio e incontrando le persone negli spazi pubblici e nei momenti semplici della vita di ogni giorno. Al centro c’è la vicinanza, riflesso della logica del Vangelo: Gesù si è fatto prossimo, condividendo la storia e donando la sua presenza come sorgente di speranza. La Missione non è un programma organizzativo, ma un dono di grazia: un tempo in cui lo Spirito Santo rinnova le comunità e apre sentieri di incontro tra Chiesa e società, ricordando che la fede costruisce relazioni, promuove la dignità e ridona speranza». Il parroco di Priverno, don Alessandro Trani, aggiunge: «È da circa un anno che ci prepariamo a vivere la Missione popolare che raggiungerà ogni realtà specifica del nostro paese. La missione vuole donare un messaggio di vita, di rinascita, di speranza e di fede rinnovata, che possa sensibilizzare ogni cuore verso una condivisione del vivere civile e del rispetto umano, per crescere nella fede in un Dio, che ci ama per quello che siamo: figli e figlie».
Roma 06/10/2025

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