Domenica 14 settembre alla libreria Feltrinelli di Viale Libia di Roma primo firma copie della nuova silloge di racconti della scrittrice e attrice Mariella Lo Sardo “Possibilandia” edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore.

Domenica 14 settembre alla libreria Feltrinelli di Viale Libia 186 di Roma dalle 10,30 fino a chiusura primo firma copie della nuova silloge di racconti della scrittrice e attrice Mariella Lo Sardo, Possibilandia edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore. Vi aspettiamo!!

Si tratta di un nuovo importante ed evocativo tassello della nostra ricerca semantica estilistica in quell’altalena di epifanica ricerca di senso che Renzo Pavese definiva argutamente come una sorta di continuo deambulare “dal vero fantastico al fantastico vero”. Temi cruciali da un lato la realtà con le sue dinamiche, i suoi (possibili) testimoni, i personaggi, con le loro luci e le loro ombre, le loro miserie e le loro nobiltà (l’autrice è anche attrice), scandagliati ognuno nella sua più vera e fragile essenza e (dis)umanità, protagonisti dei racconti dal diverso tasso di veridicità e/o verosimiglianza, dall’altro l’immaginazione la portentosa artefice, una sorta di deus ex machina foriera di quell’elemento disturbante il solo capace, capovolgendone i canoni, di disvelarne la vera essenza e natura. Da segnalare la splendida e significativa copertina di Clarissa La Viola..

Mariella Lo Sardo

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Cloud e sostenibilità: Google Italia scommette sul futuro green

L’evoluzione digitale e la transizione ecologica si incontrano sempre più spesso, e Google Italia rappresenta uno degli esempi più significativi di questa convergenza. La filiale del colosso statunitense ha visto crescere i propri ricavi, in particolare nel settore del cloud, e parallelamente ha avviato iniziative legate alla sostenibilità energetica. Tra data center più efficienti, partnership con start-up italiane e strategie globali di neutralità climatica, la società consolida la propria presenza sul mercato nazionale rafforzando anche il proprio ruolo nella sfida verso un futuro a basse emissioni..

Ricavi in crescita e centralità del mercato italiano

Il 2024 ha segnato un anno positivo per Google Italia, con un incremento dei ricavi dell’8,4%, una crescita significativa, trainata in particolare dal settore del cloud, che si conferma uno degli asset strategici per l’azienda nel nostro Paese. La domanda di soluzioni digitali da parte delle imprese italiane continua infatti ad aumentare, soprattutto per la necessità di migliorare la resilienza operativa e ridurre i costi attraverso servizi scalabili e tecnologicamente avanzati. La performance di Google Italia si inserisce in un contesto competitivo complesso, dove il mercato della pubblicità online ha mostrato segni di rallentamento, mentre il cloud ha assunto un ruolo sempre più rilevante. La filiale italiana ha quindi saputo sfruttare la spinta della trasformazione digitale, garantendo non solo un aumento dei ricavi, ma anche un consolidamento della propria posizione tra i principali operatori tecnologici attivi sul territorio. L’importanza strategica del mercato italiano non è solo economica, ma anche simbolica. Google considera l’Italia un hub chiave per l’adozione di tecnologie innovative, e l’espansione dei servizi cloud rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione di un ecosistema digitale più sostenibile e competitivo, strettamente legato anche alla crescente attenzione verso l’energia rinnovabile da parte di imprese e cittadini.

Data center e tecnologie per ridurre i consumi

Parallelamente alla crescita economica, Google ha rafforzato il proprio impegno nella sostenibilità energetica. I data center, infrastrutture cruciali per l’erogazione dei servizi digitali, rappresentano uno dei settori più energeticamente intensivi al mondo. Per questo motivo, l’azienda ha avviato investimenti mirati per migliorare l’efficienza dei propri impianti, riducendo consumi elettrici e impronta ambientale. Le tecnologie implementate spaziano da sistemi avanzati di raffreddamento fino all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di ottimizzare i flussi energetici e ridurre gli sprechi. Questi interventi hanno già portato a una diminuzione significativa del fabbisogno energetico, consentendo di gestire in modo più sostenibile il crescente volume di dati. La strategia punta inoltre a rafforzare la resilienza dei data center, rendendoli meno dipendenti dalle fluttuazioni dei costi del mercato energetico.Non si tratta solo di innovazione tecnica, ma anche di un messaggio chiaro: il settore digitale non può più prescindere da una responsabilità a mbientale. Le iniziative italiane si inseriscono in un piano globale che vede Google impegnata a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030, in linea con una crescente attenzione anche verso il consumo medio di luce e consumo medio di gas.

Partnership italiane per l’innovazione verde

Un altro capitolo fondamentale riguarda la collaborazione con le start-up italiane. L’investimento di Google in Energy Dome, azienda milanese specializzata nello stoccaggio energetico tramite anidride carbonica, rappresenta un passo strategico per garantire un approvvigionamento costante di energia rinnovabile. Questa tecnologia innovativa consente infatti di immagazzinare elettricità prodotta da fonti pulite e rilasciarla nei momenti di maggiore domanda, riducendo la dipendenza dalle risorse fossili.

  • L’accordo rafforza la strategia energetica di Google

  • Supporta l’ecosistema italiano dell’innovazione

  • Sfrutta una tecnologia competitiva e a basse emissioni

La scelta di puntare su un’azienda locale dimostra come il tema della sostenibilità sia ormai indissolubilmente legato a quello della crescita economica. Google non si limita a implementare soluzioni interne, ma contribuisce a costruire un tessuto industriale orientato alla transizione ecologica. Per l’Italia, questo significa attrarre investimenti, favorire nuove competenze e rafforzare il ruolo delle tecnologie verdi e dei distributori nel percorso verso un’economia a zero emissioni.

Fonte: https://www.papernest.it/

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Alla Mostra del Cinema di Venezia si accende il dibattito sul valore didattico del cortometraggio

Alla Mostra del Cinema di Venezia si accende il dibattito sul valore
didattico del cortometraggio

M. Pozzan e G. Poggi ricevono il premio ClasseViva Extra_© foto credit Mike Illuzzi

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Dall’evento dedicato alla Media Education parte l’appello di dirigenti scolastici e istituzioni culturali: dall’extracurricolare al curricolare, per sviluppare pensiero critico e ridurre la dispersione. Durante l’incontro conferito il Premio ClasseViva Extra al corto Next One sulla violenza di genere per l’impegno civile e il valore educativo dell’opera. Alla Mostra del Cinema di Venezia si è acceso il dibattito su come il cortometraggio possa diventare uno strumento didattico capace di emozionare, coinvolgere e contribuire a ridurre la dispersione scolastica. Già utilizzato in alcune scuole italiane, è oggi per lo più confinato ad attività extracurricolari. La sfida emersa dall’evento “Media Education: il potere didattico del cinema breve” è trasformarlo in pratica curricolare, per sostenere le nuove generazioni nello sviluppo di competenze trasversali già all’interno delle ore di lezione. Durante l’incontro è stato proiettato il cortometraggio Next One di Guglielmo Poggi e Marta Pozzan, a cui è stato conferito il Premio ClasseViva Extra per l’impegno civile e il valore educativo. L’opera, che affronta il tema della violenza di genere, è ora accessibile a tutte le scuole italiane grazie alla collaborazione tra Gruppo Spaggiari Parma e WeShort, attraverso la piattaforma ClasseViva Extra, che raccoglie contenuti innovativi e buone pratiche da condividere con la comunità educante.
“Negli anni la nostra missione è stata quella di servire la scuola– dirigenti, docenti, famiglie e studenti – offrendo strumenti per supportare i percorsi didattici. Accanto ai servizi quotidiani, ci siamo accorti che esiste anche una parte extra-ordinaria, fatta di esperienze che meritano di essere raccontate”, ha spiegato Nicola De Cesare, CEO di Gruppo Spaggiari Parma, sottolineando come proprio da questa intuizione sia nata ClasseViva Extra, la piattaforma dove dare voce alla buona scuola offrendo agli istituti la possibilità di valorizzare le proprie esperienze e di accedere a strumenti didattici innovativi come il cortometraggio.
“Il cinema breve ha il potere di arrivare al cuore delle persone senza richiedere i tempi di un film tradizionale”, ha spiegato Alex Loprieno, fondatore di WeShort, la cui mission è portare i corti in maniera accessibile e strutturata in quante più scuole possibili, dalla primaria alla secondaria. “La collaborazione con Gruppo Spaggiari Parma ci permette di concretizzare questo progetto”. Attraverso ClasseViva Extra, infatti, gli studenti possono accedere ai corti selezionati da WeShort, a partire da Next One, premiato a Venezia.
L’evento ha dato voce a dirigenti scolastici e operatori culturali che hanno condiviso esperienze e prospettive sul futuro della scuola. Il pensiero comune emerso dal dibattito è che il cinema breve può essere una delle chiavi che restituisce alla scuola la capacità di coinvolgere, offrendo ai ragazzi strumenti per interpretare il mondo con pensiero critico.
I dirigenti scolastici invitati sul palcoscenico a Venezia hanno confermato il valore educativo del cinema breve. Amanda Ferrario, dirigente dell’Istituto “Tosi” di Busto Arsizio, ha sottolineato che “se la scuola non emoziona, rischia di ridursi a una stazione di passaggio”, ricordando come cinema e immagini possano restituire ai ragazzi la capacità di sognare e creare. Daniele Barca, dirigente dell’Istituto Comprensivo 3 di Modena, ha raccontato come abbia portato nel curricolare attività nate come extracurricolari, “per tenere tutti dentro al cerchio”. Un approccio condiviso anche da Salvatore Giuliano, dirigente dell’IISS “Majorana” di Brindisi, per il quale la priorità resta difendere creatività e pensiero divergente, spesso soffocati dall’uniformità. Anche il mondo della cultura e delle imprese ha ribadito il valore della media education. Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha richiamato l’importanza dell’educazione all’immagine in
un’epoca dominata da linguaggi visivi; il Giffoni Film Festival ha portato l’esempio di come da oltre cinquant’anni coinvolga migliaia di studenti come giurati attivi; il Lago Film Fest ha mostrato come il cinema breve possa diventare linguaggio di comunità e occasione di benessere sociale. In questa cornice anche La Fabbrica, Società Benefit parte di Gruppo Spaggiari Parma, ha sottolineato la necessità di rafforzare l’alleanza educativa tra scuola, imprese e istituzioni culturali, per trasformare i giovani da consumatori passivi a creatori consapevoli e responsabili dotati di senso critico.
Gruppo Spaggiari Parma è il punto di riferimento per l’innovazione scolastica, un partner di fiducia da un secolo per scuole, istituzioni e aziende che credono nella trasformazione dell’educazione attraverso la digitalizzazione. Fondato nel 1926 con l’invenzione del
registro scolastico cartaceo, ha trasformato il modo in cui le scuole gestiscono l’insegnamento, l’organizzazione e la comunicazione, evolvendo in un ecosistema digitale completo al servizio di studenti, famiglie, docenti, dirigenti, aziende e istituzioni. Attraverso infrastrutture e tecnologie avanzate, contenuti per la didattica, formazione e consulenza specializzata, prodotti e servizi per la scuola, il Gruppo supporta il mondo dell’istruzione nella gestione e nello sviluppo di un sistema scolastico più efficiente, inclusivo, connesso e sostenibile, capace di formare generazioni pronte ad affrontare il futuro con consapevolezza, competenze e spirito critico. Con il registro elettronico ClasseViva ha creato la più grande community educativa in Italia, con oltre 2,5 milioni di utenti unici al giorno. Inoltre, ClasseViva EXTRA è l’ecosistema che integra la solidità di Gruppo Spaggiari Parma, i progetti educativi de La Fabbrica e la nuova app che estende la relazione oltre l’aula, attraverso proposte e strumenti per il supporto alla crescita di studenti e famiglie. Per offrire un supporto a 360° a tutta la comunità educante, negli anni il Gruppo ha ampliato il proprio portafoglio con l’integrazione di La Fabbrica Società Benefit, che collega aziende, istituzioni e mondo della scuola attraverso progetti educativi e formativi ad alto impatto sociale e reputazionale; ItaliaScuola, che supporta dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo nell’aggiornamento normativo, ed EUservice, che offre consulenza e soluzioni per sicurezza, privacy e ambiente.
Dal 2023, Ambienta SGR, uno dei più grandi ed esperti asset manager europei interamente focalizzato sulla sostenibilità ambientale, ha investito in Gruppo Spaggiari Parma per accelerarne la crescita nel settore EdTech, rafforzandone il ruolo nella digitalizzazione e dematerializzazione dell’ecosistema scolastico. In linea con la propria mission di ridurre l’impatto ambientale nei processi amministrativi e didattici, il Gruppo si inserisce perfettamente nella strategia d’investimento di Ambienta, che punta su aziende
capaci di migliorare l’efficienza delle risorse naturali e il controllo dell’inquinamento.

Pinkommunication srl – Ufficio stampa di Gruppo Spaggiari Parma
Cristina Cortellezzi – Laura Premoli – Claudia Valerani
info@pinkommunication.it
T. 02 89077160 – M. 340 1044227

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Annunciati i film lunghi e corti in concorso al “Lucca film Festival 2025” – 20/28 Settembre

LUCCA FILM FESTIVAL 2025

XXI edizione

Annunciate le selezioni ufficiali dei concorsi internazionali di lungometraggi e cortometraggi del Lucca Film Festival 2025.

Ecco i dodici film in concorso lungometraggi con la giuria formata da Michele D’Attanasio, Paola Freddi e Mimmo Calopresti e i dodici del concorso cortometraggi con la giuria formata da Chiara Caselli, Lamberto Bava e Fabrice Du Welz.

Annunciati i titoli dei concorsi internazionali di lungometraggi e cortometraggi della ventunesima edizione del Lucca Film Festival, che si terrà nella città toscana dal 20 al 28 settembre 2025, con la direzione artistica di Nicola Borrelli. Il festival è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Al Lucca Film Festival saranno dodici i film in anteprima italiana presentati nel concorso di lungometraggi, e sempre dodici i cortometraggi da tutto il mondo animeranno il concorso a loro dedicato. L’ingresso a tutte le proiezioni è gratuito e – oltre ai premi delle giurie – i due concorsi avranno un Premio del Pubblico che potrà man mano votare il proprio film preferito.

Il Concorso internazionale lungometraggi, curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino propone una selezione di dodici film, presentati dal 20 al 26 settembre, provenienti da tutto il mondo, dalla Russia alla Germania, dagli Stati Uniti alla Cina a Taiwan e Argentina, molti dei quali già premiati nei festival internazionali più prestigiosi, che compongono una selezione che unisce opere prime di giovani registi emergenti e titoli già consacrati nei principali festival internazionali, tutte voci originali e innovative del cinema mondiale. Dal cinema intimo e autobiografico ai racconti politici e sociali, dalle esplorazioni poetiche della natura alle narrazioni che intrecciano realismo e dimensione onirica. Una sezione che abbraccia formati e stili diversi, capace di restituire un panorama complesso e sfaccettato delle nuove tendenze del cinema d’autore. La giuria lungometraggi 2025 è formata dal direttore della fotografia Michele D’Attanasio, dalla video editor Paola Freddi e dal regista, sceneggiatore e produttore Mimmo Calopresti. Opere prime che spaziano dal russo A Place Far From Home, di Diana Mashanova girata presso un orfanotrofio sul Lago Bajkal al tedesco Im Haus meiner Eltern diretta da Tim Ellrich, Special Jury Award della giuria Tiger a Rotterdam, film intimo che esplora con rigore tematiche familiari, passando per East of Wall della statunitense Kate Beecroft, presentata al Sundance Film Festival 2025, storia ambientata in un ranch fatiscente nelle Badlands, dove Tabatha fatica a mettere in tavola il cibo per sé, sua madre e i loro vicini, un gruppo di adolescenti ribelli che sta proteggendo, ma anche Under the Burning Sun di Yun Xie premiato con l’Audience Award – Best Narrative Feature

EEL

allo Slamdance Film Festival 2025, dramma distopico sulla clandestinità dell’aborto. Altre opere prime presentate: Eel per la regia del taiwanese Chu Chun-Teng, dove un uomo incontra una donna misteriosa su un’isola vicino a Taipei e lo statunitense In The Mouth diretto da Cory Santilli, premiato con la Honorable Mention allo Slamdance 2025, black-and-white comedy noir che intreccia ansia sociale e surreale nella storia di un uomo perennemente ansioso, che ha vissuto tutta la sua vita in completo isolamento e si ritrova impossibilitato dall’uscire di casa dopo aver scoperto una versione gigante di se stesso che sporge dal terreno nel suo giardino… Sempre tra le numerose opere prime del festival, la Cina è rappresentata da The Botanist di Jing Yi, già alla Berlinale 2025, ambientato nella Cina rurale dello Xinjiang, elogio alla natura visto attraverso gli occhi di un ragazzo kazako in cerca di un amico speciale. Lo statunitense Atropia per la regia dell’attrice-regista Hailey Gates, opera prima presentata al Sundance (dove ha vinto il Grand Jury Prize) prodotta da Luca Guadagnino e interpretata da Alia Shawkat e Callum Turner, mescola satira militare e commedia ambientata in una città inventata, costruita per simulare una zona di guerra irachena, abbastanza vicina a Los Angeles da fungere anche da set cinematografico… Charliebird è invece l’esordio alla regia di Libby Ewing, presentato in concorso al Tribeca Film Festival 2025 e interpretato da Samantha Smart e Gabriela Ochoa Perez, racconta il legame inaspettato fra una terapista musicale e una giovane paziente ribelle. Debutto anche per Constanze Klaue, regista del tedesco Punching the World, alla Berlinale 2025, esplora la storia drammatica di due fratelli nell’ex Germania dell’Est. Dall’Argentina, The Message (El mensaje) scritto e diretto da Iván Fund, Orso d’Argento – Premio della Giuria alla Berlinale 2025, road-movie su una ragazzina medium per animali attraverso l’Argentina rurale. Infine, dagli Stati Uniti, More Beautiful Perversions, secondo lungometraggio di Pavli Serentsky vincitore del Best Narrative Feature all’Athens Film Festival 2025. Girato in 16mm e con trattamento ecologico della pellicola, il film esplora l’intreccio fra natura, sessualità e identità queer.

Il Concorso internazionale cortometraggi, curato da Laura Da Prato e da Dario Ricci, alla sua undicesima edizione, ha visto convogliare a Lucca oltre 800 lavori provenienti da tutto il mondo, per una selezione di proiezioni, tra il 25 e 26 settembre, di 12 anteprime tra cui 2 anteprime mondiali e 1 anteprima europea e – per la prima volta – un documentario, che saranno presentati dai rispettivi registi. Oltre ai corti in concorso, saranno organizzati eventi speciali a loro dedicati e la proiezione di 4 corti fuori concorso. A premiare i migliori film brevi, una giuria d’eccezione, composta dall’attrice e regista Chiara Caselli, dal regista e sceneggiatore Lamberto Bava e dal regista e sceneggiatore belga Fabrice Du Welz. Primo corto documentario a essere presentato in concorso al Lucca Film Festival, l’inglese Beyond Eden, diretto e fotografato da Al Johnstone, che racconta – cinquant’anni dopo – la storia di un gruppo di lesbiche negli anni Settanta, provenienti da tutti gli angoli degli USA, che si rifugiò nella natura selvaggia e incontaminata per costruire un mondo senza uomini. Anteprima mondiale per The Cat Ice, produzione cinese/giapponese diretta da Hang Yang, che racconta di un detective che, intento a scoprire la verità dietro un caso di uxoricidio, riporta alla luce un incidente avvenuto dieci anni prima. Altra anteprima mondiale per il franco-statunitense Chloé, per la regia di Madeline Stephenson, che torna indietro nell’estate del 1944, in Normandia, quando una bambina di 10 anni uccide un uccellino e viene punita dalla nonna, sullo sfondo degli echi della guerra che si avvicina minacciosa. Dal Belgio, Daniel Van Den Berg is dead, scritto, diretto e montato da Ali Baharlou. La storia kafkiana di Daniel Van den Berg dichiarato morto per errore dal sistema pensionistico, che dovrà dimostrare di essere ancora vivo. Il regista Farid Aziz dirige il film russo Do Whatever, che sottolinea quanto esistano due tipi di persone: gli uccelli e gli altri. Ma non tutti nascono con la capacità di volare. E quando due persone completamente diverse finiscono nella stessa famiglia e poi si ritrovano confinate insieme, prima in una macchina, poi in una casa nel bosco e infine di nuovo in macchina, ognuna cerca di trascinare l’altra dalla propria parte. Dalla Germania, The good woman, diretto da Masha Mollenhauer, che racconta di una artista, rimasta incinta senza volerlo, costretta a non avere scelta dalla proibitiva legge polacca sull’aborto. Dalla Francia, En Beauté, scritto e diretto da Rémi Mardini: dopo cinquant’anni insieme, Anne e Léon hanno deciso di porre fine alle loro vite e di farlo con stile. Vestiti con i loro abiti più eleganti, la coppia attende la fine, mano nella mano… ma i loro piani vanno in fumo quando un’innocente chiacchierata si trasforma in un acceso litigio. Altro corto francese, Papya, scritto e diretto a quattro mani da Constance Delorme ed Erwan Dean, che racconta di un nonno appassionato di ornitologia che riceve la visita dei suoi quattro nipoti per le vacanze. Andrà tutto bene…. In anteprima europea, il corto indiano Moti, scritto e diretto da Yash Saraf è la storia di un cane, Moti, che un giorno si trasforma in un ragazzo. Secondo gli scienziati, ha cominciato a evolversi, ma, nel diventare umano, sta perdendo qualcosa di vitale lungo il cammino: il suo incredibile fiuto, il suo modo canino di orientarsi nel mondo. Il regista taiwanese Kevin Tsung-Hsuan Yeh propone Stills Moving, in cui una diagnosi di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) fa perdere progressivamente il controllo del proprio corpo a una scultrice. Di fronte all’imminente condanna, l’artista riversa cuore e anima nella sua prossima opera: la statuina di una bambina. Co-produzione statunitense, messicana e olandese, Synthesize Me è scritto, diretto, montato e musicato da Bear Damen ed è la storia della giovane figlia di un elettricista vedovo, che si rifugia nel trascurato studio musicale della madre per suonare e ricordarla. Quando provoca un blackout in tutta la zona, la tensione tra padre e figlia sale, portando il loro dolore al limite. Infine, il corto inglese Watch Me Burn, co-sceneggiato e diretto da Sofia Spotti, racconto di Rue che, a seguito di un incidente che l’ha resa quasi sorda, si trasferisce in un villaggio sperduto coi suoi genitori, dove stringe amicizia con un gruppo di ragazze che la convincono a commettere un atto di crudeltà come prova di accettazione nel gruppo.

Il Lucca Film Festival ha già annunciato la presenza di due grandi personalità del cinema italiano. L’attore, regista e sceneggiatore Michele Riondino e il regista e sceneggiatore Pietro Marcello, che presenteranno rispettivamente La valle dei sorrisi, horror diretto da Paolo Strippoli, e Duse, dedicato alla leggendaria attrice italiana. Spazio anche al concorso LFF For Future, a cura di Leonardo Galeassi, nato nel 2023 in collaborazione con il Gruppo Sofidel, azienda leader nella produzione di carta per uso igienico e domestico, nota nel mondo per il marchio Regina. Lo spazio espositivo di Palazzo Guinigi ospiterà a Palazzo Guinigi, dal 10 al 28 settembre l’esposizione “Art Fiction”, curata da Alessandro Romanini, di Giuseppe Veneziano. Figura di spicco del movimento New Pop del gruppo Italian Newbrow, l’artista siciliano (classe 1971) espone 20 dipinti che intrecciano riferimenti cinematografici, cultura pop, arte classica e cronaca contemporanea, mantenendo la sua cifra stilistica audace e riconoscibile.

Negli anni, il Lucca Film Festival ha ospitato grandi nomi del cinema internazionale, ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Susan Sarandon a Isabelle Huppert, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe, da Chiara Mastroianni e Paul Schrader a Matthew Modine e Ruben Östlund ma anche Ethan Hawke e Gaspar Noè, diventando un punto di riferimento culturale in Toscana. L’evento è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Con la partecipazione del Comune di Lucca e Vivi Lucca Eventi e con la compartecipazione di Lands of Giacomo Puccini e Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest. Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i Main Sponsor della manifestazione e delle mostre. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM. Il festival si avvale inoltre del supporto di Ministero della cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, Sofidel, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum – Casa Natale, Audi Center Terigi, Lions Club Lucca Le Mura, Tenuta del Buonamico, Martinelli Luce, Naturanda, Futuro3D, è in collaborazione con SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e si avvale della co produzione di Tecno Servizi, Ristorante Giglio, Palazzo Pfanner, Over The Real, Teatro del Giglio di Lucca, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Accademia di Belle Arti di Carrara, Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia, Liceo Classico N. Machiavelli, ISIS Pertini, Associazione 50&PIÙ, ACLI Lucca. Si ringraziano anche ANSA, Rai Toscana, Rai Radio 3, Movieplayer.it, Film4Life, Festival Scope, A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani,  Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Trenitalia, Fic, Uicc, Cinit, Ucca, Arci, Fedic, Corte Tripoli, Circolo del Cinema di Lucca,  Cineforum Ezechiele 25:17, Cinema Centrale, Astra e Moderno, Cinema Arsenale, Università di Pisa, Università degli Studi Firenze, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Pisa al Cinema, Cinema Arsenale, Cineteca Bologna, Cineteca Nazionale, Istituto Musicale Luigi Boccherini, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Associazione Donne all’Ultimo Grido, SPAM! Rete per le arti contemporanee, Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Classica Music Festival.

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“Luce” a Napoli. La sorprendente e illuminante realtà di una libreria emotiva

Luce Libreria Emotiva

Uno spazio in cui si torna a dare valore alle emozioni.

Luce è una libreria indipendente nata dall’incontro tra la visione di Lorenzo Marone, scrittore, e Roberta Nicodemo, counselor e mediatrice familiare. Ma Luce è molto più di una semplice libreria: si propone come un rifugio, un abbraccio, una soglia. È uno spazio pensato per chi sente il bisogno di prendersi cura di sé attraverso le parole, le storie, la lentezza e l’ascolto.

Qui i libri non si scelgono solo per trama o autore, ma per ciò che si muove dentro di noi. La selezione segue il principio della biblioterapia: ogni titolo è pensato per entrare in risonanza con un’emozione, un momento della vita, una domanda che ancora non ha trovato voce. Gli scaffali sono ordinati secondo quattro macroemozioni — gioia, rabbia, ansia e tristezza — alle quali si affiancano sezioni dedicate a temi profondi e attuali come il femminismo, la genitorialità, i rapporti familiari e d’amore, l’infanzia, la poesia. È una mappa emotiva fatta di libri, che aiuta le persone ad orientarsi dentro di sé.

Ma Luce non è solo lettura. È anche incontro, relazione, scambio. Ogni settimana, la libreria si anima di voci e mani: abbiamo un ricco programma di presentazioni di libri, ospitiamo laboratori poetici, workshop di scrittura, attività per bambini, percorsi guidati da neuropsichiatri infantili, cerchi di ascolto per le donne.

 Sono momenti in cui le parole curano, la condivisione alleggerisce, e il silenzio si fa spazio sicuro. Ogni persona qui può sentirsi a casa. Nonostante sia una realtà giovane, tanti hanno già riconosciuto in Luce un punto da cui ripartire: ripartire da un libro, ripartire dall’ascolto, ripartire dalla condivisione. Luce crede in una cultura che non si impone, ma si offre. Che non giudica, ma accompagna. In un tempo che ci vuole sempre connessi, veloci e performanti, Luce propone l’alternativa più radicale: fermarsi. Fermarsi per ascoltare e ascoltarsi. Questa libreria emotiva è un gesto d’amore verso chi legge, verso chi scrive, verso chi cerca. È un invito a vivere la lettura non solo come svago, ma come possibilità di cura, di comprensione, di trasformazione.

Speriamo che l’incontro tra le libraie, Lorenzo, Roberta e chi entra da Luce sia sempre qualcosa di simile ad un piccolo inizio.

                                                                                                               Fabiana Russo

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Media Education: il potere didattico del cinema breve. la registrazione completa dell’incontro che si è svolto il 2 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia.

Dal cortometraggio Next One alla tavola rotonda con scuole e professionisti: l’evento ha mostrato come il cinema breve possa diventare un linguaggio educativo efficace, immediato e coinvolgente. Di seguito il link per rivedere la registrazione completa dell’incontro che si è tenuto il 2 settembre u.s. alla Mostra del Cinema di Venezia.

https://dj-42c04.eu1.hubspotlinks.com/Ctc/GI+113/dj-42c04/VX3j218nD4cjW748QT_5xBYKfW7Pgndt5C48TxN9k7Mbb3qn9qW7Y8-PT6lZ3mKW5wrWhw8Ly8VgW9hbKBD6p-Ym3W7420rH2bvgfZVJ9CxF7yRL9KVTWBWG7CslmQW85Nptw1M5PcGW8MN-RC39Nc2ZW7r0VyR20r0_KW6TxVCt5k7YT0N54TpzVp7q83N2lmBqnpjQWxV Km1qz1HFbWwW171dgC1gJTD9W2FYRhx5Sr_SPW7rrCv03CDgbHVNNtVY4Qs5 K0W4sQzRj2mWQtyW2bhzlN7XrktLN5dL5_fmPfY8W62zs2B79V2FfW4M-Zgl9lD9GfW18ktx02SHQ4-W5mZzPH2C8n0QW9f13st1fgSc7W7dNYkZ4CBqksW8PpXh13flZCxf29KTW804

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La letteratura può cambiare il nostro rapporto con il pianeta? Quando i libri diventano strumenti per l’ambiente. Torna in libreria “Ecologia letteraria” di Serenella Iovino

Torna in versione riveduta e ampliata “Ecologia letteraria” di Serenella Iovino per Edizioni Ambiente,

il libro che ha introdotto l’ecocritica in Italia e che indaga il potere ecologico della letteratura.

Antonio Scurati: Uno studio fondamentale per comprendere quello che la letteratura può fare per il nostro pianeta.

Milano, 5 settembre 2025 – La letteratura può cambiare il nostro rapporto con il pianeta? Può diventare uno strumento ecologico per combattere le crisi – ecologiche, sociali, culturali – del nostro tempo?

Sono le domande che guidano l’ecocritica, la disciplina che studia i rapporti tra letteratura e ambiente e che invita a leggere i testi come parte di un ecosistema, in cui natura e cultura si intrecciano. Non è solo teoria: è una critica militante, un attivismo culturale che ci spinge a immaginare futuri diversi.

In Italia, questo dibattito è stato introdotto e consolidato dal libro Ecologia letteraria di Serenella Iovino pubblicato da Edizioni Ambiente, opera che è diventata un punto di riferimento per studiosi, scrittori e lettori interessati al legame tra storie e ambiente. Pubblicato per la prima volta nel 2006, il volume torna oggi in un’edizione riveduta e ampliata, arricchita da un’appendice che affronta i temi più urgenti del presente: dal material ecocriticism al concetto di Antropocene, fino al ruolo pubblico della cultura ambientale e alle pratiche artistiche dei media digitali.

L’autrice, Serenella Iovino, è una delle voci più autorevoli a livello internazionale nel campo delle scienze umane per l’ambiente. Il volume raccoglie inoltre i contributi di importanti studiosi e scrittori. Antonella Anedda, poetessa, autrice della prefazione alla nuova edizione, e due delle figure storiche dell’ecocritica americana: Cheryll Glotfelty e Scott Slovic, che firmano rispettivamente la prefazione e la postfazione alla prima edizione.

“Insieme al clima del pianeta è cambiato anche il clima culturale”, scrive Iovino. “È infatti sempre più chiaro che l’ecologia interpella la cultura a tutti i livelli. Questo è visibile nel modo prepotente in cui si è fatta strada nelle terze pagine dei giornali e nei cataloghi delle case editrici. E non solo nella saggistica, ma anche nella narrativa e nella poesia. In questi vent’anni anche l’accademia ha recepito il messaggio. Le scienze umane e l’ambiente sono sempre più connessi ed è ufficialmente nato un campo di studi specifici: le environmental humanities”

“Studiare la letteratura oggi non significa semplicemente esplorare gli intrecci tra opere letterarie e motivi ecologici”, continua. “Bensì constatare che la letteratura non è più sola in questo intreccio, perché è accompagnata dalle altre discipline che rendono solido e interessante il terreno della cultura ambientale: la storia, l’antropologia, la filosofia, e tutti gli altri campi di studio che riflettono sulla materia ecologica del nostro esserci. La letteratura è parte di un ecosistema della mente in cui c’è anche tanto altro”.

Chi è Serenella Iovino

Serenella Iovino è James G. Hanes Distinguished Professor alla University of North Carolina at Chapel Hill, dove insegna Environmental Humanities e dirige il dottorato in Italian Studies. Voce di riferimento nel dibattito ambientale internazionale, ha pubblicato, tra gli altri, Paesaggio civile. Storie di ambiente, cultura e resistenza (2022; menzione speciale al Premio Mazzotti-Gambrinus 2024; la versione inglese nel 2016 ha vinto il Book Prize dell’American Association for Italian Studies e il premio della Modern Language Association), Gli animali di Calvino. Storie dell’Antropocene (2023; vincitore del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica – Sezione Scienze umane, e del Premio letterario Green Book).

Scrive per il quotidiano la Repubblica e per il suo supplemento culturale Robinson. Per il suo contributo alle scienze umane per l’ambiente, nel 2025 ha ricevuto il Premio “Seres Puentes” dello Humanities for the Environment North American Observatory, attivo alla Arizona State University sotto il patrocinio dell’Unesco.

Annamaria Duello
Ufficio Stampa Edizioni Ambiente
ufficiostampa@edizioniambiente.it
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“Voci di case vuote”. Sei artisti internazionali in residenza a Sasso di Castalda tra pratiche artistiche, ascolto e rigenerazione dei margini

Non è una mostra. Non è un festival. Non è una celebrazione folkloristica dell’abbandono.

“Voci di case vuote. Vissuti e racconti futuri” è una residenza artistico-antropologica che ha scelto di lavorare dentro l’incompiuto. Dentro le case chiuse, le storie sospese, i vuoti abitati da possibilità. Dal 11 al 22 settembre 2025, Sasso di Castalda, borgo lucano nel cuore dell’Appennino, ospita sei artisti e artiste selezionati attraverso una call internazionale da Francesco Marano (antropologo, Università della Basilicata) e Claudia Portioli (curatrice e ricercatrice indipendente). La selezione è avvenuta su incarico dell’Università della Basilicata, partner scientifico del progetto. I nomi scelti rivelano con chiarezza il taglio dell’iniziativa: nessun artista di maniera, ma ricercatori visivi e performativi capaci di muoversi sul confine tra pratiche artistiche, etnografia, attivazione territoriale, ecologie relazionali.

Ecco chi sono:

Maria Chiara Calvani (Perugia, 1975), artista e architetta, lavora da anni sulla ritualità nelle diverse culture e sulla permanenza dell’immaginario popolare nei comportamenti contemporanei. Ha preso parte a numerose residenze internazionali (Macedonia, Ucraina, Estonia, Slovacchia) esponendo in gallerie, istituti di cultura e spazi pubblici.

Concepción Garcia Sanchez, artista visiva e arteterapeuta, nata in Messico e formata tra la UNAM di Città del Messico e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha lavorato con comunità migranti, donne, anziani e in ambito psichiatrico e scolastico, unendo tecniche artistiche e pratiche di cura. Ha esposto in Italia e all’estero (Manchester, Madrid, CDMX).

Ilaria Castaldi (Napoli, 1998), artista visiva formatasi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, lavora sull’intersezione tra arte e quotidianità, tempo e trasformazione. La sua pratica si esprime tra scultura, fotografia e videoinstallazioni. Nel 2024 ha partecipato alla residenza Il tempo del grano (Stigliano) realizzando la videoinstallazione Pane.

Lorena Ortells (Noci, 1998), scultrice, laureata all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Indaga il rapporto tra uomo e natura, con particolare attenzione al paesaggio olivicolo pugliese colpito dalla Xylella. La sua personale RI-COSTRUIRE INNESTI è stata inaugurata nella Riserva Naturale di Torre Guaceto. Ha partecipato a progetti espositivi e residenze, tra cui Ossana Artist Residency (TN) e Osservatorio Futura.

Arba Bekteshi, artista ambulante e antropologa urbana albanese. La sua pratica unisce etnografia sensoriale, psicogeografia e mappatura partecipata. Attraverso performance, schizocartografie e co-creazione, lavora sulle ecologie vernacolari e la giustizia spaziale. Tra le sue opere: 21 Contemporary Pasts, intervento site-specific alle rovine del Museo di Scienze Naturali di Tirana.

Néstor Sebastián García Pérez, artista visivo messicano, formato alla Escuela Nacional de Pintura, Escultura y Grabado “La Esmeralda” (CDMX). Indaga con approccio multidisciplinare la relazione tra spazio, emozione e trasformazione urbana. Ha esposto in numerosi centri culturali e nel 2024 ha partecipato al festival Poliniza Dos – Art Urbà (UPV, Valencia) con il murale Todos los Tiempos.

Questi sei artisti non arriveranno a Sasso per lasciare un’opera, ma per aprire un processo. Per dieci giorni vivranno il borgo, cammineranno con chi lo abita, esploreranno paesaggi, assenze, storie. Le loro pratiche sono mobili, situate, spesso effimere. In cambio, restituiranno interventi, gesti, narrazioni, installazioni e camminate pubbliche che interrogheranno il senso delle case vuote come dispositivo collettivo.

Questa residenza è parte di una visione più ampia, che il Comune di Sasso di Castalda sta costruendo con pazienza e determinazione: non rendere il borgo un contenitore di eventi, ma trasformarlo in un luogo generativo, dove arte e ricerca contribuiscono a ripensare il senso dell’abitare oggi nei territori fragili.

Il programma completo delle attività aperte al pubblico sarà reso noto nei prossimi giorni.

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“Tirannia & Chiringuito” – Satira, potere e un libro open source che non si compra, si condivide

È questo lo spirito di “Tirannia & Chiringuito – 99 storie di ordinaria oppressione”, il nuovo esperimento editoriale firmato dal torinese Francesco Signor,
giornalista, autore e ideatore dell’omonima newsletter su Substack. Un progetto fuori dagli schemi che racconta secoli di potere, dal faraone al capo condominio, con uno
stile corrosivo e documentato, tra fatti storici, ironia e riflessioni affilate. Un libro che appartiene a tutti “Tirannia & Chiringuito” è un’opera open source, distribuita gratuitamente in formato digitale (PDF ed EPUB) e pubblicata sotto licenza Creative Commons. Niente prezzo di copertina, niente paywall. C’è solo una regola, semplice e geniale: “Scaricalo e fallo conoscere ad almeno 5 persone. Sui social o come ti pare. Basta che giri.” Un modello che ribalta la logica editoriale tradizionale: non un lettore che acquista, ma una comunità che condivide.
Dalla newsletter al libro
Il libro prende le mosse dall’omonima newsletter pubblicata su Substack, che
per alcuni mesi ha offerto ai lettori una selezione di storie, riflessioni e provocazioni satiriche sul tema del potere. Da lì è nata l’idea di raccogliere e ampliare quel materiale in un’opera più strutturata, integrando nuovi contenuti e approfondimenti. Il risultato è un lavoro imponente: quasi 500 pagine di racconti storici, aneddoti e satira pungente che attraversano secoli di dominio assoluto, dalle grandi dittature del passato alle micro-prepotenze della quotidianità. Tirannia & Chiringuito si presenta così non solo come un libro, ma come una vera e propria guida narrativa all’oppressione in tutte le sue forme, grandi, piccole e surreali.
Perché un progetto “open source”
La scelta di rendere Tirannia & Chiringuito un libro libero e gratuito parte da un dato di realtà difficile da ignorare: oggi i libri si vendono poco e spesso si leggono ancora meno. “Piuttosto che inseguire un mercato in ritirata – racconta l’autore – ho deciso di sperimentare un’altra strada: considerare il libro come un bene comune, un patrimonio culturale da far circolare, non da vendere.” Niente logiche commerciali, ma un modello basato sulla condivisione virale:  l vero obiettivo non è vendere copie, ma innescare idee, dialoghi, relazioni. Un libro che si diffonde come pretesto per pensare, confrontarsi e, si spera, ridere insieme. Anche questo, in fondo, è un atto di resistenza.
Satira contro il potere: dalla clava all’algoritmo
Tirannia & Chiringuito è una guida satirica attraverso secoli di dominio e sopraffazione, in cui il potere, grande o minuscolo che sia, viene raccontato con ironia, rigore e un pizzico di farsa. Il sottotitolo parla chiaro: “99 storie di ordinaria oppressione: dalla clava all’algoritmo”. Non un saggio accademico, ma una raccolta che intreccia episodi storici e
scene di vita quotidiana, mettendo sullo stesso piano faraoni divinizzati e manager dispotici, dittatori novecenteschi e capi condominiali, fino alle più subdole forme di controllo digitale. Con uno stile che unisce documentazione precisa e ironia corrosiva, il libro mostra come il potere, in ogni epoca, sappia reinventarsi pur restando fedele a sé stesso: autoritario, narcisista, spesso ridicolo. “Se c’è una cosa che la tirannia non sopporta, è il ridicolo. La satira, con la sua capacità di trasformare il dramma in farsa, diventa l’arma più efficace per smascherare il potere. Un dittatore può tollerare le critiche,
ma un popolo che ride di lui lo sta già destituendo.”
Un titolo paradossale (ma non troppo)
Il titolo stesso, Tirannia & Chiringuito, nasce da un paradosso: cosa c’entra la forma più brutale di potere con un bar da spiaggia? Molto più di quanto sembri. La tirannia, come scrive Signor, “è un fiume carsico: scorre invisibile e riemerge ogni volta con una nuova veste”. Può assumere forme tragiche (i gulag, le purghe, i genocidi), ma anche surreali
e apparentemente leggere, come le micro-prepotenze che incontriamo al lavoro, a scuola, in vacanza. Il chiringuito diventa così metafora delle tirannie minori: quelle che sorridono mentre impongono, che si mascherano da regole di convivenza e che finiscono per colonizzare la quotidianità.
Una copertina “AI made”
Anche la copertina del libro ha la sua storia curiosa: non è stata disegnata da un grafico, ma generata da DALL·E, l’intelligenza artificiale integrata in ChatGPT. “Nessun grafico è stato maltrattato. L’AI, decisamente sì.” si legge nella presentazione, a conferma del tono ironico e dissacrante del progetto.                                                                                                      Dal digitale al vivo: incontri e collaborazioni                                                                       Il progetto non si ferma al digitale. Tirannia & Chiringuito è pensato anche per essere portato dal vivo con incontri interattivi che alternano letture e dialoghi con il pubblico, la possibilità di distribuire gratuitamente l’ebook in versione personalizzata per scuole, fondazioni o associazioni e la co-creazione di percorsi tematici, storici, politici e sociali, da inserire nei programmi culturali o formativi. Un libro che vuole contaminare spazi diversi: dal teatro alla spiaggia, dalla biblioteca alla serata tra amici.
Dove trovarlo
Il libro è disponibile gratuitamente a questo link https://francescosignor.substack.com/p/tirannia-and-chiringuito-il-libro

CHI È FRANCESCO SIGNOR
Giornalista e autore satirico torinese. Ho collaborato per diversi anni con
Panorama Economy, Espansione e Prugna, un progetto di satira online 2.0. Le
cronache mi indicano tra i fomentatori dell’esperienza torinese della casa
editrice Giudizio Universale. Prima ancora, Bookmark, l’inserto settimanale
di cultura del quotidiano il Riformista, che ho curato per tre anni. Non mi
sono fatto mancare nemmeno il teatro e la televisione con Enrico Montesano
(in coppia con il compianto Amleto De Silva) e Beppe Braida. Sempre come
autore di vario umorismo, ho lasciato un segno impercettibile su Cuore (il
settimanale di resistenza umana), Comix, Zapata, Pippol, Amlo.it e
Affaritaliani.it. Inoltre, compaio nella raccolta satirica Carognate di
Natale (Gremese, 2008) e ho pubblicato diverse opere, tra cui i romanzi
Tutto l’amore in un bicchiere rotto (Editrice Zona) e Lo strano caso dei tre
nubiani (Round Midnight edizioni).
CONTATTI: Margot Cisiano [M] 335 786 4927 [E]
tiranniachiringuito@gmail.co

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Filming Italy Producer Italian Award, a Venezia la consegna dei premi che raccontano l’eccellenza dei produttori

Domenica 31 agosto presso l’Hotel Excelsior si premieranno i produttori di film e serie tv  

Il Filming Italy  Producer Italian Award giunge alla Mostra del Cinema di Venezia, per premiare l’eccellenza dei produttori di film e serie tv. “Abbiamo inserito anche il Filming Italy Producer Italian Award, perché come PGE di Los Angeles occorre dare visibilità ai produttori che comunque investono, e si occupano di tutta la filiera produttiva – afferma la fondatrice del Premio, Tiziana Rocca – Quando un prodotto ha successo, i riflettori sono indirizzati sul regista e attori, e i produttori sono citati di meno. Per me è fondamentale invece accendere un faro proprio sui produttori: il premio dà risalto a coloro che rischiano con i progetti, che possono andar bene o male. Ci tenevo a realizzare questo premio proprio per mostrare il panorama  globale di ciò che è la produzione audiovisiva”.

La consegna avverrà domenica 31 agosto presso l’Hotel Excelsior. Il Producer Italian Award va al produttore Guglielmo Marchetti, di Notorious Pictures, che ritirerà il premio per il film Il Nibbio. La storia è ambientata nel 2005, nei ventotto giorni precedenti il 4 marzo, quando Nicola Calipari (Claudio Santamaria), Alto Dirigente del SISMI, sacrifica la propria vita per salvare quella della giornalista de “il manifesto” Giuliana Sgrena (Sonia Bergamasco), rapita in Iraq da una cellula terroristica.

Federica Vincenti riceverà il Goldenart per Eterno Visionario, diretto da Michele Placido. Nel 1934 lo scrittore Luigi Pirandello (Fabrizio Bentivoglio) si muove in treno verso Stoccolma: qui riceverà il premio Nobel per la letteratura. Mentre è in viaggio, rivive i personaggi che hanno animato la sua vita e ispirato la sua arte: dalla follia della moglie Antonietta (Valeria Bruni Tedeschi) all’incerto legame con i figli, schiacciati dal genio del padre e incapaci di imporsi da soli; dal rapporto con il fascismo allo scandalo del suo teatro, definito sovversivo e troppo moderno per il perbenismo borghese. Emerge anche l’amore per Marta Abba, la giovane attrice che fu la sua musa ispiratrice.

Iginio Straffi ritirerà il Filming Italy Producer Italian Award per i trenta anni della società Rainbow, che ha prodotto serie tv come Fate: The Winx Saga – nate dai suoi personaggi ideati nel 2007 – a Gladiatori di Roma, al recente Tiro libero.

Roberto Proia riceverà il Filming Italy Producer Italian Award  – anche per la Miglior Sceneggiatura – per Il Ragazzo dai pantaloni rosa di Eagle Pictures. La storia è di Andrea Spezzacatena (Samuele Carrino), un ragazzo che ha appena compiuto 15 anni. Il giovane indossa dei pantaloni rossi – regalo della madre Teresa Manes (Claudia Pandolfi) – che a causa di un lavaggio sbagliato sono diventati rosa. Da tale incidente scatenante, nascono a scuola episodi di bullismo e cyber bullismo. Afflitto da quanto sta accadendo, Andrea non riesce ad affrontare la situazione, e decide di togliersi la vita.

“È un onore per me premiare questi produttori, perché con costanza e creatività hanno saputo imporre una loro visione nel panorama audiovisivo, che ha conseguito un successo anche all’estero” conclude Rocca.
Il Filming Italy Producer Italian Award è organizzato da Agnus Dei – Tiziana Rocca, in partnership con Fondazione Marche Cultura, Film Commission Marche, Ministero del Turismo, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Anica, Anec, Agis.

È realizzato in collaborazione con Associazione Produttori Audiovisivi, Centro Sperimentale di Cinematografia, SNCCI – Sindacato nazionale critici cinematografici italiani, Associazione 100 Autori, Italy For Movies.

Informazioni per la stampa: info@giovannimenicocci.com

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