Rosso su bianco. Save The Date. Sabato 30 agosto alle 17 Inaugurazione della mostra collettiva d’arte contemporanea a Fara In Sabina

Rosso su bianco

Mostra d’arte contemporanea

30 agosto – 30 settembre 2025

L’inaugurazione a Fara In Sabina sabato 30 agosto alle 17.00

Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina

Roma, 12 agosto 2025 | “Nella pratica psicoanalitica siamo sollecitati a guardare indietro, a cercare scavando in noi stessi la fonte del disagio. Ma più riportiamo alla luce ciò che era occultato e rimosso, più proviamo a scoprire quale verità si nasconda ancora più sotto, così come l’archeologo che scava fra i ruderi e li libera da scorie e detriti, ci si rivela un mondo alterato, frammentato, un resto. E cercando ancor più in profondità – una profondità anteriore – troviamo che le fondamenta sono modellate di sostanza indistinta e alienante. Infine, superate a ritroso scene, figure, racconti, conflitti, tolto il velo fino all’essenziale, cosa ci verrebbe finalmente incontro? che manca ancora? troviamo solo terra disfatta, terra bruciata, vuoto. Se ci approssimiamo a un’origine, ci viene restituita l’immagine di una carenza, di un’inaugurale primo nulla che è l’unica parvenza che avremmo potuto specchiare veramente. Ma da questa privazione germinale siamo stati subito strappati via, senza conoscerla per ciò che è: un presentimento. Guardando indietro, verso una materia composta di smemoratezza, solo un’arte può tradurre tale congerie di frammenti e di nulla in un limpido esercizio della connessione. «Chi ama le strofe ama anche le catastrofi – così Gottfried Benn -, chi è per le statue dev’essere anche per le macerie». Ogni traguardo è un bilico, un equilibrio provvisorio, una bellezza provvisoria, prima di tuffarsi ancora più indietro, sulla via del ritorno. Ogni dissipazione prelude a un nuovo ordine ma tutto sta nella forza tagliente di chi si volta a guardare indietro. Verso un limite puramente formale che non può essere raggiunto con un atto conoscitivo, che non si spiega”.

Interpreta così Antonio Capaccio il viaggio di conoscenza i cui esiti approdano in questa mostra collettiva di arte contemporanea di fine estate, che vedrà esporre i lavori di Pippo ALTOMARE, Giancarlino BENEDETTI CORCOS, lo stesso Antonio CAPACCIO, Michele DE LUCA, Salvatore DOMINELLI, Elena GRISCIOLI Adelaide INNOCENTI MERLETTI, Enrico LUZZI, Salvatore PUPILLO, Ilaria RACCA, Federica RICCA, Nelio SONEGO, Nicola SPEZZANO, Giuseppe TABACCO, Giulio XIE e Gaetano ZAMPOGNA. Sedici tra artiste e artisti si metteranno a nudo, rosso su bianco, nell’esposizione realizzata in collaborazione con il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina, a Fara In Sabina, luogo da sempre in bilico tra storia, arte, natura ed enogastronomia. Un itinerario nell’itinerario nel paese di origine medievale nella provincia di Rieti, abitato fin dalla preistoria, ricco di reperti antichissimi, e poi patria di nobili famiglie rinascimentali e tappa spirituale del cammino di Francesco. 

A raccontare questa lunghissima storia Il Museo che accoglie la collettiva e che ospita i reperti delle due importanti civiltà sabine di Cures ed Eretum rinvenuti nei territori della Valle del Tevere. Il titolo della mostra, “Rosso su Bianco”, nasce da un ideale accostamento, ma all’inverso, alla tecnica “white on red”, disegni bianchi su fondo rosso della ceramica di influenza etrusca. Rosso su bianco quindi per ciascuna delle opere in mostra.

I 16 artisti sono naturalmente molto diversi, ma abituati a dialogare tra loro lungo i diversi sentieri che il cammino dell’arte contemporanea li invita ad esplorare. Diversi i materiali, diverso l’uso del colore, diverse le tecniche, a generare un mix di moderna espressione artistica, a risaltare sullo sfondo della memoria antica conservata nel Museo. 

Rosso su bianco | Mostra d’arte contemporanea. Dal 30 agosto al 30 settembre 2025. Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina a Fara In Sabina (RI) – Piazza del Duomo 3 (tel.0765-277321. Orari: dal giovedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00.  Vernissage: sabato 30 agosto 2025 alle ore 17.00.

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Promozione del patrimonio culturale a artistico all’estero: ENCONTEURS FROM AFAR. Dal Piemonte alla Cina, per la prima volta in mostra i capolavori della GAM di Torino – Un progetto di Palatina Group

“Encounters from Afar”: la mostra di capolavori dalla GAM di Torino

Chengdu, 4 agosto 2025 – Oltre sessanta opere provenienti dalla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM) saranno esposte per la prima volta in Cina presso il Chengdu Art Museum dall’8 agosto al 16 novembre 2025.

La mostra Encounters from Afar: Masterpieces from the Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino è un’iniziativa nata in occasione del 55esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Repubblica Popolare Cinese. Ideato e prodotto da Palatina Cultural Group in collaborazione con Villaggio Globale International, il progetto è stato concepito con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale italiano all’estero e realizzare un progetto di collaborazione tra Fondazione Torino Musei, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, e Chengdu Art Museum. Sotto la guida dell’Ufficio di Beni Culturali della Provincia del Sichuan e dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Città di Chengdu, l’iniziativa è patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Pechino, dal Consolato Generale d’Italia a Chongqing, dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e dalla Città di Torino.

Francesco Trombadori – Natura morta

Encounters from Afar intende raccontare l’arte moderna italiana ed europea dalla fine dell’Ottocento fino alla metà del Novecento, partendo dal romanticismo e dall’impressionismo e arrivando alle avanguardie del ventesimo secolo. La mostra, curata dal Professore Alessandro Botta, porterà il visitatore in un viaggio affascinante attraverso le grandi trasformazioni della pittura moderna, guidati da dipinti e opere grafiche che rappresentano oltre 100 anni della storia dell’arte, dal Ritratto di Carolina Zucchi di Francesco Hayez (c. 1825) fino a Gente in strada di Renato Guttuso (1956-1957). Le opere provenienti dalla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, una delle principali e più rinomate collezioni sul territorio italiano, sono le più celebri e identificative di artisti italiani quali Giovanni Boldini, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico e Giorgio Morandi, esposte insieme a maestri europei come Pierre-Auguste Renoir, Johannes Itten, Pablo Picasso, Marc Chagall e molti altri ancora. L’accurata e attenta selezione dei capolavori viaggerà in Cina per la primissima volta, portando un’opportunità unica per il pubblico cinese di relazionarsi di persona con l’importante collezione della GAM e di dialogare con gli artisti del passato, condividendo sensazioni e pensieri di quotidianità di un tempo culturale che ha segnato la storia dell’arte europea. 

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Il Giubileo dei Giovani cambia Roma: mobilità green e consumi responsabili

Il Giubileo dei Giovani 2025 ha portato a Roma milioni di pellegrini da tutto il mondo. Oltre al significato spirituale, l’evento si è rivelato una sfida logistica, urbana e ambientale. Le autorità sono intervenute su viabilità, mobilità sostenibile e accoglienza, mentre cittadini e strutture hanno dovuto gestire consumi energetici elevati, soprattutto nei mesi estivi.

Una Roma trasformata: viabilità e infrastrutture al servizio dei pellegrini

La città eterna ha affrontato un cambiamento infrastrutturale senza precedenti per accogliere il Giubileo dei Giovani. Secondo quanto riportato da Abitare a Roma, la viabilità è stata rivoluzionata con:

  • nuove corsie preferenziali

  • percorsi pedonali dedicati

  • un piano straordinario per i trasporti pubblici

L’obiettivo è stato duplice: facilitare l’arrivo dei pellegrini e ridurre l’impatto ambientale del traffico veicolare.

Sono stati previsti investimenti significativi nella mobilità sostenibile, tra cui l’ampliamento delle stazioni metro e il potenziamento dei mezzi elettrici. Il collegamento tra i “luoghi della speranza”, tra cui San Pietro, San Giovanni e Piazza Vittorio — è stato reso più efficiente, promuovendo un’idea di città più inclusiva, accessibile e meno inquinante.

Questi interventi hanno coinvolto anche i cittadini romani, che si sono adattati a nuove abitudini di spostamento e consumo energetico. Le opere realizzate hanno lasciato un’eredità positiva in termini di vivibilità urbana e consapevolezza ambientale. Roma si è così proposta come esempio di sostenibilità urbana, anche oltre l’evento.

Estate rovente e consumi energetici: il nodo della climatizzazione

L’estate romana, con le sue temperature elevate, ha messo alla prova il sistema energetico cittadino. L’arrivo di milioni di giovani in pieno luglio ha comportato un forte aumento della domanda elettrica, legata in particolare all’uso diffuso dei condizionatori in:

  • case vacanza

  • strutture religiose

  • alberghi e spazi pubblici

Durante il Giubileo, molte famiglie e strutture hanno anche avuto l’esigenza di comprendere meglio il costo reale del kWh nel mercato energetico, per tenere sotto controllo i consumi e ottimizzare le spese in un periodo ad alta intensità di utilizzo.

Infatti, il picco di consumi ha stressato la rete elettrica, aumentando i rischi di sprechi energetici. Oltre al raffrescamento, si sono aggiunte le esigenze di illuminazione straordinaria, supporto logistico e servizi digitali attivi 24 ore su 24. L’efficienza energetica è diventata un obiettivo imprescindibile.

Molte strutture hanno scelto di:

  • installare sistemi fotovoltaici

  • adottare climatizzatori a basso consumo

  • promuovere comportamenti di risparmio energetico

Anche molti visitatori temporanei hanno optato per fornitori di energia green. La gestione intelligente delle utenze e l’adozione di scelte consapevoli hanno reso possibile affrontare l’emergenza energetica senza compromettere il comfort, offrendo anche un’occasione per educare al consumo energetico.

Il Giubileo dei Giovani 2025, oltre al suo valore spirituale, ha evidenziato la necessità di un nuovo modello di consumo energetico: più consapevole, digitale e sostenibile.

Fonte: papernest.it

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Centro Ceramico Museo Fornace Pagliero 1814. Tutte le mostre dal 23 agosto all’autunno

In concomitanza con l’edizione 2025 della Mostra della Ceramica di Castellamonte, dal 23 agosto al 14 settembre, il “Centro Ceramico Museo Fornace Pagliero 1814”, in frazione Spineto, 61, a Castellamonte (To) propone un carnet di mostre eccezionali tra cui scegliere.
Per Daniele Chechi, presidente del Centro Ceramico Fornace Pagliero, è un importante momento per fare il punto della situazione: “Continua il progetto iniziato da oltre venti anni per la conservazione dei fabbricati per uso artistico, culturale e museale di un sito d’eccellenza del territorio castellamontese. Con il massimo impegno lavoriamo per attivare sinergie e scambi mirati a valorizzare sempre più una cornice eccezionale dal punto di vista architettonico”. Tornerà visitabile l’allestimento dedicato a “Giorgio Moiso: “Colore, Materia, Gesto”, con testo critico a cura del dottor Domenico Iaracá, curato da Antonella Gulli, che, dal 29 novembre, si sposterà a Savona, presso la Galleria Gulli Arte. Dopo l’apertura di maggio, la mostra torna a stupire con il maestoso Tappeto da viaggio: un pannello monumentale di circa trenta metri quadrati che rinsalda, nel luogo in cui è stato cotto, i rapporti con la città di Albisola in cui era stato plasmato. Il grande pannello sarà esposto per la mostra e rimarrà poi in permanenza negli spazi del Museo! L’antologica ripercorre i punti salienti della sua attività. Un documento inviato dalla famiglia, riporta le parole di Moiso “Per me l’arte è una maniera di vivere. La mia più grande opera è la mia vita… le persone che ho conosciuto… i miei amici… la mia famiglia… le mie passioni… il mio lavoro. Distruzione e rinnovamento sono fondamentali nel mutevole percorso dell’arte…”. Sempre dalla Galleria Gulli Arte, con testo critico e presentazione a cura di Domenico Iaracá e curatela di Antonella Gulli, arriva l’XI edizione di “Kéramos”. La ceramica, per il suo collocarsi tra artigianato e arte, è stata spesso relegata ad un ruolo minore, ma quante volte da un ambito artigianale sono scaturite esperienze artistiche di altissimo livello? Kéramos si prefigge, una volta di più, di rivendicare alla ceramica quel ruolo comprimario fra le arti che le compete. Il percorso di Kéramos in questi undici anni si è sviluppato negli spazi di Gulli Arte a Savona, con mostre collettive e personali, con collaborazioni con Musei, in eventi espositivi nazionali e non solo. “Kéramos In Grés” propone artisti storici, museali e artisti contemporanei: Leonardo Bartolini, Carlos Carlé, Evandro Gabrieli, Adriano Leverone, Sandro Lorenzini, Ylli Plaka, Atsushi Shimanda, Alessio Tasca, Vittore Tasca, Carlo Zauli. Al primo piano della Fornace, negli spazi recentemente restaurati, sarà ospitata la mostra del Maestro Domenico Asmone con una personale intitolata “Cromatismi Materici”. Un’esposizione di opere in ceramica, sculture, altorilievi dai cromatismi magici, le quali interagiscono con tele materiche, in una visuale complessiva d’allestimento cromatico. Questa mostra si trasferirà in galleria Gulli Arte dall’11 ottobre al 23 novembre. Nella rara se non isolata opera, prevalentemente bianca, le tracce di altri colori e i chiaroscuri della forma molto movimentata creano giochi di luce e d’ombra che rompono la monocromia. L’aspetto è ancora più evidente in opere in cui colori diversi si accostano gli uni agli altri. Indifferentemente in opere in due o tre dimensioni. Nelle opere pittoriche è il colore stesso che, in assenza di disegno o
linee di contorno, crea la forma dei rari rimandi mimetici delle opere, con temi figurativi accennati dai titoli. Ad un romanticismo di matrice nordica, attento al medioevo e alle sue rovine, potrebbe a prima vista rimandare pure la citazione dei paesaggi culturali delle città in cui è vissuto, dalla nativa Bologna a Pistoia, paesaggi culturali richiamati negli stemmi e negli architravi scolpiti delle chiese dalle facciate bicrome, a fasce bianche e nere. Di fronte a questa esplosione di energia e vita, che trasuda dalle sue opere e interagisce con i paesaggi urbani citati senza tuttavia obliterarli, si è trascinati e animati. Approda al Centro Ceramico di Spineto anche Alberto Schiavi, originario del modenese ma allievo
dell’Istituto d’Arte “Felice Faccio” di Castellamonte, classe 1960, che ha avuto il privilegio di lavorare con i grandi personaggi della terracotta locale: Angelo Pusterla, Renzo Igne, Adriano Filippi e Guglielmo Marthyn. Le sue opere hanno una lavorazione leggermente patinata che si esprime con bassorilievo o a tutto tondo in stile classicheggiante. Molte opere sono ispirate a grandi capolavori del passato, ma non mancano ritratti ispirati a volti noti dell’arte, dello spettacolo o della spiritualità. Esporrà alla Fornace anche Dante Fuoco con “Riletture del mondo, dal passato mitico all’oggi” e testo critico di Domenico Iacarà che scrive: “È stato detto più volte che gli artisti servono per aiutare tutti noi a leggere in modo più consapevole il mondo che ci circonda. Se l’affermazione può apparire troppo astratta, penso che il caso specifico della ricerca di Dante Fuoco possa renderla al
contrario più tangibile e immediatamente comprensibile. Utilissimo il contributo dell’artista per farci rileggere i miti classici, per guidarci in particolare in una comprensione più profonda dell’aspetto umano delle vicende di chi, per definizione, umano lo era solo in parte. Semi-divini, ma in quanto tali allo stesso tempo semi-umani sottoposti all’umanissima condizione del dolore. Arrivando alla mostra odierna non possiamo che spostare la nostra attenzione alla quotidianità di tutti noi tramite un

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simbolo, la metafora dalla gabbia del nostro vivere quotidiano, materiale o immateriale che sia. Qui interviene un altro aspetto che contraddistingue la creatività tipica dell’artista, il suo utilizzo innovativo se non addirittura spiazzante dei repertori iconografici comuni. Per millenni l’uovo è stato utilizzato come simbolo di nascita e, da qui, addirittura di rinascita dopo la morte. In Dante Fuoco questa forma si trasforma inaspettatamente in un viluppo mortifero di spire, nella gabbia che dà il nome a diverse serie di suoi disegni e sculture. Artista versatile, Fuoco non fa differenza tra materiali utilizzati. Passa dalle due alle tre dimensioni, senza escludere le installazioni con una più marcata componente concettuale”. Viaggia tra Oriente e Occidente la mostra “Nel segno della continuità”. La mostra raccoglie le opere di nove ceramisti del “Gruppo Arti Visive Granerolo”, nato nel cuore del Verbano-Cusio Ossola. Attorno alla figura di Giovanni Crippa, ceramista e scultore di lungo corso, che torna a Castellamonte dopo vent’anni, si è formato un nucleo coeso di autori che, pur con linguaggi distinti, condividono la scelta di lavorare con la tecnica della ceramica ad alta temperatura. Il risultato è una costellazione di opere che affondano le radici in una tradizione globale e artigiana, ma parlano con voce assolutamente contemporanea. Saranno alla Fornace Andrea Bassino, Gabriella Bertinotti, Massimo Brusa, Salvatore Coi, Giovanni Crippa, Gregorio Della Vedova, Giuseppe Fiori, Roberta Maraviglia e Rossella Schiavini. “L’espressione di un’artista è la sua anima resa manifesta” vuole essere un omaggio postumo a una grande artista canavesana: Anna Borrattaz. Il suo è un percorso contraddistinto dalla ricerca,
dall’amore per la terra e la sensibilità verso la materia. La sua esperienza ha abbracciato il mondo dell’arte astratta minimalista concettuale e le sue opere, coronate dal riconoscimento di numerosi premi, sono esposte in Italia e all’estero. Per volontà dell’artista, le installazioni esposte dal 23 agosto al 14 settembre presso la Fornace di Castellamonte saranno oggetto di asta silente e il ricavato verrà interamente devoluto a Casainsieme Odv (hospice per malati terminali e centro diurno per malati di Alzheimer a Salerano). Non poteva mancare nella città famosa per le stufe, una sezione dedicata alle stufe elettriche…ovviamente in ceramica! Alla Fornace Pagliero la stufa è sempre stata un punto di forza della propria produzione. Particolare attenzione va prestata alle stufe elettriche a partire dall’avvento dell’energia elettrica in quasi tutte le abitazioni. Queste stufe erano e sono di dimensioni ridotte rispetto alle loro sorelle a legna, gas, petrolio o pellet, in quanto non hanno bisogno di camera di combustione e nemmeno di canna fumaria, ma come quelle hanno una forte valenza decorativa con motivi prevalentemente Liberty. Venivano, come le altre, realizzate a stampatura manuale e colorate, in seconda cottura, con vernici piombiche a base di Ossido di Manganese, che conferiva loro il
classico color caramello, tipico di tutte le stufe di quell’epoca e prodotte a Castellamonte fino agli anni Sessanta del secolo scorso. Recentemente, visti i progressi tecnologici, sono tornate ad essere economicamente convenienti portandosi appresso tutti i requisiti decorativi e le misure contenute unite alle novità tecnologiche. Autentici gioiellini d’arredo funzionale. La Fornace Pagliero, per il 2025, ha dato avvio ad una produzione di nicchia chiamando alcuni artisti locali a produrre degli interventi personali, dando una veste originale e unica, facendo di una produzione seriale dei veri pezzi unici ed irripetibili: “Stufe elettriche d’artista”. Sono stati chiamati a produrre i loro interventi gli artisti: Brenno Pesci, Maria Teresa Rosa e Nino Ventura. Il produttore, per il prossimo futuro, si prefigge di invitare ad intervenire, lasciando il loro segno personale sulle stufette, anche artisti di altre regioni italiane. Le mostre saranno aperte al pubblico secondo gli orari della 64esima Mostra della Ceramica dal martedì al venerdì dalle 16 alle 20, il sabato e la domenica dalle 10 alle 20. Per la parte museale ingresso gratuito per chi ha l’abbonamento Torino Musei. Per informazioni telefonare al numero 3774390604, consultare il sito www.fornacepaglierocastellamonte.it o scrivere a ceramichecielle@libero.it.

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Basilicata, terra di potenzialità straordinarie: a Senise la tappa conclusiva del viaggio con Simone Rugiati e il lancio del format “Senise in Cluster”

Con un emozionante convegno tenutosi l’11 luglio nella struttura adiacente ai Ruderi delle
Logge del Mercato di Senise, aperta al pubblico per la prima volta grazie alla visione e alla caparbietà di Giusy Chiaradia, ideatrice del progetto Senise in Cluster, si è concluso il viaggio di tre giorni che ha portato in Basilicata lo chef e food influencer Simone Rugiati. Un’esperienza intensa e immersiva, partita il 9 luglio da Pisticci, che ha attraversato paesaggi mozzafiato, aziende d’eccellenza e comunità accoglienti, unendo territori, istituzioni e operatori in un unico racconto autentico e coinvolgente. A promuovere il progetto l’Associazione Sinapsi Basilicata, con il supporto di APT Basilicata, che ha sposato l’idea di costruire un nuovo modello di promozione territoriale fondato sulla sostenibilità, l’esperienzialità e la narrazione vera.

Dal Museo esperienziale Essenza Lucano, passando per i calanchi di Pisticci, fino alle
spiagge di Policoro e ai vigneti di Nova Siri, Rugiati ha vissuto l’essenza della Lucania più
autentica. Dalla costa ionica al cuore della Basilicata, tra degustazioni, incontri con produttori e momenti di pura adrenalina come il celebre Volo dell’Angelo sulle Dolomiti Lucane, ogni tappa è stata un’occasione per riscoprire un territorio ricchissimo di storie e sapori. “La Basilicata è come una caccia al tesoro – ha dichiarato Rugiati – piena di diamanti grezzi da scoprire. Qui ho trovato un legame profondo tra le persone e un calore umano che raramente vedo altrove. È una terra che merita molto di più di quanto oggi riceva”. La tappa finale, a Senise, ha visto lo chef protagonista in una delle aree simbolo
dell’agroalimentare lucano: quella della produzione del Peperone IGP di Senise. Dopo la
visita ai campi e alle aziende del territorio, Rugiati ha ricevuto in dono, in un momento dal
forte valore simbolico, i semi del peperone, come segno di riconoscenza e impegno a custodire e promuovere questa eccellenza agricola.

Questo gesto acquista un significato ancora più profondo alla luce dell’ambizioso progetto che Simone Rugiati sta attualmente conducendo in Kenya, dove è impegnato nello sviluppo di riserve idriche e nella creazione di terreni coltivabili per migliorare la disponibilità di acqua e cibo in aree colpite da forte stress climatico. Al centro del progetto vi è anche la sperimentazione di semi italiani, tra cui quelli del peperone di Senise, per testare la loro adattabilità in contesti agricoli differenti e favorire la diversificazione colturale e la sicurezza alimentare.

“Ricevere questi semi è una responsabilità e un onore – ha dichiarato Rugiati – perché dentro ci sono storie, fatica, passione e futuro. Li porterò con me anche in Kenya come simbolo di tutto ciò che ho vissuto qui, proiettati verso un futuro prospero”. Il convegno conclusivo ha sancito anche l’apertura ufficiale del format “Senise in Cluster”, un modello replicabile di promozione territoriale e rigenerazione basato su innovazione, radicamento locale e sinergia tra attori pubblici e privati. Presenti all’evento istituzioni locali, partner di progetto e numerosi cittadini. Giusy Chiaradia ha annunciato l’avvio della seconda fase del progetto: “Abbiamo acceso una luce: questa è stata la nostra festa inaugurale, il nostro esperimento forte. Ora parte la Fase 2: monitoraggio, raccolta dati e analisi per perfezionare il modello e renderlo replicabile anche altrove. L’ingresso nel Cluster di Bioeconomia regionale come subcluster riconosciuto ci dà la forza per costruire una rete solida, fatta di università, imprese e territori. È solo l’inizio”. Il progetto si consolida così come una piattaforma di sviluppo sostenibile e di cooperazione interregionale e internazionale, offrendo nuovi strumenti per rilanciare i territori attraverso modelli partecipativi e resilienti.

                                                                                                              Lidia Lavecchia

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In valle d’Aosta nasce “Livres ad Alta Quota”: il primo Festival letterario più alto d’Europa debutta il 14 agosto 2025 a Saint Barthélemy(Ao).

Debora Bocchiardo

Dal 14 agosto la letteratura si incontra a 1600 metri sul livello del mare. Nella splendida cornice naturale di Saint Barthélemy – area Leyssé di Nus – prende vita la prima edizione del Festival “Livres ad alta quota”, il più alto d’Europa. L’iniziativa – proposta da Edizioni Pedrini – nasce grazie anche alla collaborazione con il manager culturale Alberto Dassisti, titolare del ristorante “Al Sazio” di Lodi e già organizzatore di eventi culturali e enogastronomici di successo in tutta Italia. L’appuntamento si inserisce nel calendario del “Saint Barthélemy Summer Festival”, in calendario da venerdì 8 a domenica 24 agosto, kermesse che animerà l’estate valdostana con concerti, serate blues, degustazioni, incontri culturali e spettacoli di arte varia. Giovedì 14 agosto sarà interamente dedicato alla letteratura: sette presentazioni di libri con la partecipazione diretta degli autori con numerosi momenti di confronto con il pubblico. Tra gli ospiti figurano nomi del panorama culturale e letterario italiano e valdostano, tra cui segnaliamo lo storico Ezio Emerico Gerbore, Laurent Sarteur vincitore del “Premio Images 2024”, Davide Giglio Tos giovane autore di Ivrea e la scrittrice Debora Bocchiardo. Ospite della giornata sarà il maestro Oreste Valente, attore di fama internazionale che chiuderà il Festival con lo spettacolo teatrale “Il Dante della pace”, seconda tappa del suo nuovo tour dopo il debutto di Roma e Nizza. Il direttore editoriale di Edizioni Pedrini – casa editrice che celebra nel 2025 il suo 75° anniversario – aggiunge: “Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di portare la letteratura in quota. Organizzare una manifestazione a 1600 metri di altezza comporta una sfida logistica e culturale, ma anche un’opportunità unica per autori e pubblico. Questa prima edizione è un banco di prova, ma crediamo nella forza dei contenuti e nella bellezza del contesto”. Durante la giornata non mancheranno momenti conviviali come l’aperitivo letterario, un book corner informativo e sessioni di firma copie con i vari autori. Inoltre, una rappresentanza del gruppo “Historique ChatelArgent”, accoglierà il pubblico in abiti medievali, offrendo approfondimenti sulla storia e sulla cultura di Nus – Saint Barthélemy. Un evento quasi da non perdere per chi ama la lettura, la natura e le esperienze fuori dall’ordinario. “Livres ad Alta Quota”, dove la lettura e la cultura toccano il cielo. Maggiori informazioni al numero 3939988875, per il programma dettagliato visitare il sito www.edizionipedrini.it.
Staff Comunicazione Edizioni Pedrini
eventistampa@gmail.com – robertoeventistampa@gmail.com

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Importante evento alla Mostra del Cinema di Venezia. Dal linguaggio filmico al linguaggio scolastico: il cinema come strumento pedagogico.

Alla Mostra del Cinema, l’evento organizzato da Gruppo Spaggiari Parma accende i riflettori sulla media education come leva per una nuova alleanza educativa tra cinema, cultura e didattica.

Alla Mostra del Cinema di Venezia, la scuola incontra il linguaggio filmico con “Media education: il potere didattico del cinema breve”, un appuntamento che propone una riflessione su una nuova alleanza educativa tra cinema e didattica. Un approccio in cui l’educazione visiva si intreccia con la cultura e le nuove tecnologie. L’incontro vedrà il contributo di docenti, esperti di cinema e innovazione didattica, impegnati a esplorare il rapporto tra giovani e immagini in un contesto mediale sempre più complesso. Ampio spazio sarà dedicato anche alle opportunità offerte dal bando CIPS – Cinema e Immagini per la Scuola, così come agli scenari futuri della media education, tra intelligenza artificiale, playlist personalizzate e nuovi modelli di fruizione interattiva.

La media education si conferma oggi una priorità per contrastare la disinformazione e promuovere una cittadinanza visiva consapevole. L’obiettivo è la costruzione di un modello di collaborazione scalabile tra scuole, istituzioni culturali e piattaforme streaming, per stimolare lo sviluppo di competenze trasversali come il pensiero critico, la capacità di lettura e decodifica dei contenuti audiovisivi e la consapevolezza digitale.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione sarà riservata al cortometraggio come strumento didattico efficace adatto alla scuola contemporanea, in grado di dialogare con le nuove generazioni attraverso un formato a loro familiare, con linguaggi educativi immediati e coinvolgenti. A testimoniarlo sarà la proiezione di Next One, cortometraggio distribuito da WeShort sul tema della violenza di genere, diretto da Guglielmo Poggi, con protagoniste Marta Pozzan e Celeste Dalla Porta.
Focus anche sul tema dell’educazione finanziaria a scuola, con l’intervento di Nunzio Lella, Presidente di AIEF (Associazione Italiana Educatori Finanziari) che parlerà dell’importanza del cinema e dei cortometraggi per raccontare e diffondere le buone prassi della cultura finanziaria nel mondo della scuola.

L’iniziativa è promossa da Gruppo Spaggiari Parma, realtà storica leader nell’Education Technology in Italia, in collaborazione con WeShort, piattaforma di streaming on-demand dedicata al grande cinema breve. Alla base della collaborazione, l’offerta di cortometraggi didattici e percorsi guidati pensati per studenti e docenti.

L’evento si terrà durante la mattinata di martedì 2 settembre, presso la Match Point Arena alla Mostra del Cinema di Venezia, e sarà fruibile sia in presenza che in live streaming.

SCHEDA EVENTO
Titolo: “Media education: il potere didattico del cinema breve”
Quando: Martedì 2 settembre 2025, ore 10:30-12:30
Dove: Match Point Arena – Mostra del Cinema di Venezia
Partecipazione: in presenza o in live streaming
Per accreditarsi in presenza scrivere a: info@pinkommunication.it

Per registrarsi al live streaming compilare il form al seguente link: https://www.spaggiari.eu/eventi/media-education-il-potere-didattico-del-cinema-breve

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I premi finali del Pop Corn Festival del Corto VIII Edizione

Porto Santo Stefano Monte Argentario (GR)

25, 26, 27 luglio 2025

Premi ai corti italiani Marcello di Maurizio Lombardi e all’animazione di Playing God, di Matteo Burani. Miglior corto internazionale il neozelandese Rochelle di Tom Furniss. Premio Raffella Carrà per il corto

POP CORN FESTIVAL DEL CORTO 2025 locandina Levita’ di Marco Lovisatti

con l’idea più originale a Il Taglio di Jonas di Rosario Capozzolo. Premiati anche Pinocchio reborn di Matteo Cirillo, Sette minuti di Alessia Bottone, Dietro la rezza di Arianna Cavallo e lo spagnolo Yo voy con migo di Chelo Loureiro.

Ospiti del festival il regista, attore e sceneggiatore Massimiliano Bruno, la music supervisor Anna Collabolletta e l’attrice e regista Yvonne Sciò.

Si è tenuta in Piazzale dei Rioni a Porto Santo Stefano Monte Argentario (GR) il 25, 26 e 27 luglio 2025 – a entrata gratuita fino a esaurimento posti – l’ottava edizione del Pop Corn Festival del Corto, evento di cortometraggi diretto da Francesca Castriconi, organizzato dall’Associazione Argentario Art Day APS e realizzato con il patrocinio e il contributo del Comune di Monte Argentario e della Regione Toscana. Il festival è stato presentato nelle tre serate dall’attore Andrea Dianetti (già allo Zecchino d’Oro e Tale quale show) e ha visto tra gli ospiti il regista, attore e sceneggiatore Massimiliano Bruno, intervistato sul palco da Dianetti e dalla giornalista e scrittrice Claudia Catalli. Quindi, la music supervisor Anna Collabolletta. Il Pop Corn Festival del Corto ha avuto una preview, la sera del 24 luglio, con la proiezione di Womeness, terzo docu-film scritto e diretto dall’attrice e regista Yvonne Sciò, che lo ha presentato al pubblico del festival con un incontro moderato da Claudia Catalli. Diciotto cortometraggi in concorso divisi nelle tre categorie: nove Corti Italiani, cinque Corti Internazionali e quattro Corti d’Animazione. Il tema proposto dal festival per questa edizione, “Impronte, tracce di vita”, ha voluto raccontare le impronte indelebili, a volte invisibili, le testimonianze di incontri. I corti sono stati valutati da una Giuria Artistica capitanata dallo scrittore, sceneggiatore e regista Federico Moccia e composta dal montatore Marco Spoletini, dall’esperta di marketing di 01 Distribution Manuela Rima, dal giornalista e critico cinematografico Carlo Griseri, dal direttore artistico del Sudestival, Michele Suma, da Manuela Pasqualetti per Cinecittà Panalight e Panalight spa e dal costumista e scenografo Stefano Giovani.

Ecco tutti i premi consegnati dal Pop Corn Festival 2025 e le relative motivazioni.

MIGLIOR CORTO ITALIANO – premio di 1.000 euro a: Marcello di Maurizio Lombardi, con la seguente motivazione: “La vita sbandata di un ragazzo che improvvisamente rimane affascinato dal meraviglioso mondo del cinema e si

MARCELLO

allontana dalla violenza della strada trovandovi un rifugio momentaneo. Un racconto complesso e completo, emozionante che racconta la vita attraverso la metafora del cinema”.

MIGLIOR CORTO INTERNAZIONALE – premio di 1.000 euro a: Rochelle di Tom Furniss (Nuova Zelanda). La motivazione recita: “Un’eccellente regia ha saputo emozionarci raccontando la storia di una macchina, una corsa, ma soprattutto un’amicizia che non può essere dimenticata. Il ballo unico e speciale nel finale è un inno alla vita”.

MIGLIOR CORTO DI ANIMAZIONE – premio di 1.000 euro e Trofeo Pop Corn Festival a: Playing God di Matteo Burani (Italia). La motivazione recita: “Il mistero della vita, lo sguardo su di essa, il disperato bisogno di autodeterminazione sono gli ingredienti di una storia traslata in una dimensione stilistica eccellentemente governata, che tocca i grandi interrogativi sulla creazione e sul destino dell’Uomo”.

PREMIO RAFFELLA CARRA’ al corto con l’idea più originale – premio di 4.000 euro e proiezione al Sudestival a: Il Taglio di Jonas di Rosario Capozzolo (Italia). La motivazione del premio: “Abbiamo assistito alla scoperta di un rapporto importante, quello tra una madre e un figlio. L’imbarazzo, la curiosità ma anche la possibilità di un nuovo futuro tra questa madre e un figlio così bisognoso d’amore. Per la sua originalità, per come ci conduce fino alla fine con leggerezza facendoci scoprire all’improvviso una vera e propria rivelazione”.

I PREMI PANALIGHT scelti da Manuela Pasqualetti, rental and sales manager per Cinecittà Panalight e Panalight Spa sono stati consegnati a due cortometraggi, che vincono ognuno buoni per il noleggio di attrezzatura cine-televisiva del valore di 4.000 euro.

PREMIO PANALIGHT a: Marcello di Maurizio Lombardi (Italia). La motivazione recita: “Perché racconta con sincerità e profondità il dietro le quinte del cinema, una storia che parla di passione, precisione e fatica creativa. È il corto che più valorizza il lavoro cinematografico con una fotografia curata e che mette in primo piano ogni aspetto : i movimenti macchina sono studiati per immergere lo spettatore nel processo creativoe e la luce valorizza l’atmosfera di ogni scena. Marcello dimostra come la qualità dei mezzi e la consapevolezza tecnica siano fondamentali per dare vita a una storia autentica e coinvolgente e di come mezzi tecnici ,visione e maestranze si fondano per costruire il cinema vero!”.

PREMIO PANALIGHT a: Sette minuti di Alessia Bottone (Italia). La motivazione recita: “Il film affronta un tema sociale attuale con grande rigore e misura. La scelta del bianco e nero richiama un’estetica d’epoca che si sposa perfettamente con il contesto narrativo, restituendo autenticità e profondità. La macchina a mano, sempre controllata, accompagna la storia con discrezione, mentre fotografia e luce, essenziali ma curate, rafforzano il realismo del racconto. ‘Sette minuti’ dimostra come, anche con un impianto tecnico sobrio ma consapevole, si possa raggiungere un risultato potente ed efficace”.

PREMIO MUJERES NEL CINEMA al corto incentrato su una tematica legata all’universo femminile, scelto dalla sua presidentessa, Giulia Rosa D’Amico a: Dietro la rezza di Arianna Cavallo (Italia). La motivazione recita: “Un corto delicato e potente allo stesso tempo, che svela l’universo nascosto della protagonista attraverso le fasi della vita con grazia e accuratezza, attraverso una troupe composta da tante professioniste che sostengono la regista nella narrazione di questo splendido affresco visivo che avvolge lo spettatore e lo fa riflettere, su quanto ognuna di noi possa sentirsi ‘Dietro la rezza’ e di quanto sia difficile ma allo stesso tempo necessario trovare la forza per uscire di là. E di quanto sia importante che l’audiovisivo assuma su di sè la responsabilità di raccontare al pubblico le nostre piccole e grandi battaglie quotidiane”.

MENZIONE MOSCERINE FILM FESTIVAL a: Yo voy con migo di Chelo Loureiro (Spagna). La motivazione recita: “In una società che ci spinge a cercare approvazione dall’esterno, in cui l’omologazione ci fa sentire accettati, una bambina cerca di essere vista da un bambino che le piace rinunciando a tutto quello che la rende unica, ottiene il suo interesse e si rende conto di aver perso sè stessa. Con la semplicità dei bambini e un’animazione poetica, questo corto ci ricorda che l’importante nella vita non è piacere agli altri ma a sè stessi. La felicità è fatta di consapevolezza e libertà”.

MENZIONE VISION 2030 festival di Cinema Ecosostenibile della città di Noto a: Pinocchio reborn di Matteo Cirillo (Italia). La motivazione recita: “L’unicità di ognuno di noi è l’unica forma di sopravvivenza dell’essere umano intero, per un mondo più onesto e gentile”.

PREMIO COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ del Comune di Monte Argentario a: Pinocchio reborn di Matteo Cirillo (Italia). La motivazione recita: “Abbiamo deciso di premiare ‘Pinocchio reborn’ di Matteo Cirillo per aver trasformato una favola classica in una denuncia silenziosa, ma eloquente e per la forza con cui riesce a rileggere una favola universale trasformandola in una riflessione attualissima sull’identità, sull’autenticità e sul dolore dell’esclusione. In un linguaggio intimo e potente, il cortometraggio racconta la difficoltà di essere sé stessi in una società che spesso premia l’omologazione e punisce la verità. La reazione del protagonista di conformarsi, tornando burattino pur di sentirsi accettato, diventa una metafora potente della solitudine e dell’emarginazione che spesso colpiscono chi sceglie di restare autentico. Un linguaggio simbolico che riesce a rendere visibile il disagio invisibile di molti”.

PREMIO CREW UNITED che consiste in una membership con formula video+ (upload di clip/showreel) al corto vincitore del miglior corto italiano a: Marcello di Maurizio Lombardi (Italia).

PREMIO CREW UNITED che consiste in una membership con formula video+ (upload di clip/showreel) al corto vincitore del Miglior Corto Internazionale a: Rochelle di Tom Furniss (Nuova Zelanda).

PREMIO CREW UNITED che consiste in una membership con formula video+ (upload di clip/showreel) al corto vincitore del Miglior Corto d’Animazione a: Playing God di Matteo Burani (Italia).

Dalla scorsa edizione partner del festival, Crew United è il più ampio network di professionisti dell’industria dell’audiovisivo in Europa, fondato alla fine degli anni Novanta e ora disponibile anche in Italia, risorsa essenziale per chi lavora in produzione.

Per il primo anno, il Premio Inlusion Creative Hub, consegnato ai tre corti vincitori dei premi della giuria.

PREMIO INLUSION CREATIVE HUB per il Miglior Corto Italiano consistente in 3 giorni di color grading con colorist del valore commerciale di circa 3.600 euro a: Marcello di Maurizio Lombardi.

PREMIO INLUSION CREATIVE HUB per il Miglior Corto Internazionale consistente in 3 giorni di color grading con colorist del valore commerciale di circa 3.600 euro a: Rochelle di Tom Furniss (Nuova Zelanda).

PREMIO INLUSION CREATIVE HUB per il Miglior Corto d’Animazione consistente in 3 giorni di sala mix con fonico del valore commerciale di circa 3mila euro a: Playing God di Matteo Burani (Italia).

PREMIO DEL PUBBLICO giuria popolare a: Pinocchio reborn di Matteo Cirillo (Italia). Durante il festival è stato anche consegnato il PREMIO SPECIALE POP CORN FESTIVAL. Istituito la scorsa edizione (premiato allora il regista Daniele Ciprì) e dedicato a una figura professionale nel campo del cinema che sostiene i festival e i registi emergenti, quest’anno il Premio è stato consegnato a Manuela Rima, esperta di marketing di 01 Distribution. La motivazione del premio recita: “Per la sua passione, dedizione e impegno a sostegno dei nuovi talenti nel mondo del Cinema, contribuisce alla divulgazione dei cortometraggi al grande pubblico. Per aver sostenuto fin dagli inizi il Pop Corn Festival, diventando per noi una figura di riferimento, ma soprattutto un’amica”.

Al Pop Corn Festival 2025 anche la presentazione, alla terrazza del Ristorante La Pace, del libro “Ho 50 anni e allora? 5 Dive contro l’age shaming” (edito da Bietti Fotogrammi) di Carlo Griseri, alla presenza dell’autore, moderato da Michele Suma. Come sempre attenta alla comunicazione, il festival si è fregiato di una locandina dell’artista Marco Lovisatti, quest’anno intitolata “Levità”.

Il Pop Corn Festival del Corto 2025 è stato realizzato con il patrocinio e contributo del Comune di Monte Argentario, della Regione Toscana e del Consiglio della Regione Toscana, Fondazione CR Firenze. Partner: Raffaella Carrà, AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema, Panalight, Mujeres nel Cinema, Crew United, Inlusion Crea ve Hub, Coming Soon, Taxidrivers, Sudes val di Monopoli, Moscerine Film Festival Vision 2030 – Festival di Cinema Ecosostenibile, Lifebox, Popcorn Podcast. Commissione Pari Opportunità del Comune di Monte Argentario. Sponsor economici OHANA production, Immobiliare di Nazareno Orsini, Village di Tommasini, Ditta Orsini, Studi dentistici Tambelli, Great Estate & Great Stays, Scotto Palmiro, Off.meccanica Ambrogetti, Maregiglio, Gisa, Molo 26, Carrefour Market, Banca Tema, impresa Sirio Rosi, Impresa artigiana Fiorenzo Visconti. Partner tecnici: Joint Media, Rifipack, Torre di Cala Piccola, Verdissimo, Hotel la Caletta, Hotel Alfiero, M&M Guesthouse, Cantina Fratelli Mantellassi, Secopack, Bar Giulia, Solari antincendio, Boobee.it, NCC di Andrea Schiano.

Per maggiori informazioni:

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Bologna Jazz Festival 2025. 9 ottobre – 15 novembre 2025. Save the date

Dall’attivismo sensuale di Dee Dee Bridgewater all’avanguardia intellettuale di Mary Halvorson, dai ritmi vertiginosi di Billy Cobham a quelli altrettanto virtuosistici e per di più esotici di Monty Alexander: l’edizione 2025 del Bologna Jazz Festival, con la sua durata record di 38 giorni (dal 9 ottobre al 15 novembre) si preannuncia sovrabbondante per numeri (più di 50 concerti con nomi di primo piano della scena jazz internazionale), varietà estetica e di contenuti. Le proposte del BJF vanno ben oltre i live, con un ampio spazio riservato alla didattica e alle arti figurative, oltre a incontri divulgativi, proiezioni cinematografiche…). Ampia è anche la geografia del festival, che oltre a espandersi sull’intero tessuto cittadino (tra grandi teatri e numerosi club) si estende nell’area metropolitana sino a raggiungere le province di Ferrara e Forlì. Ancora una volta il BJF sarà caratterizzato da un’immagine assai distintiva grazie a un progetto visivo creato ad hoc per questa edizione dall’illustratrice Sarah Mazzetti. Le sue opere, rese possibili dalla collaborazione con l’associazione Hamelin, personalizzeranno tutti i materiali del festival (manifesti, locandine, sito…) e saranno esposte nelle bacheche storiche di CHEAP on Board e sull’Autobus del Jazz. Il Bologna Jazz Festival è organizzato dalla Fondazione Bologna in Musica ETS con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna – Bologna Città della Musica UNESCO, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol, Coop Alleanza 3.0, TPER, Marketing01, Emilsider, Città Metropolitana di Bologna, del main partner Gruppo Hera e con il sostegno del Ministero della Cultura. Il BJF fa parte di Jazz Italian Platform.

I fantastici 4 del BJF

Billy Cobham

Le quattro serate principali del BJF 2025 si apriranno, letteralmente, a rullo di tamburi. Quelli del batterista Billy Cobham, che si esibirà il 23 ottobre al Teatro Celebrazioni. Impossibile pensare alla grande stagione fusion degli anni Settanta senza il drumming di Cobham, che di quel genere è stato uno dei padri fondatori oltre che il più emblematico batterista. Dalla band elettrica di Miles Davis alla creazione della Mahavishnu Orchestra, seguita poi dall’avventura solistica: la carriera di Cobham è stata inarrestabile, sospinta dal suo stile possente, ipercinetico, tumultuoso, figlio al contempo del jazz (con le sue sottigliezze e complessità), del rock (con la sua martellante irruenza), del funk (coi suoi groove arabescati).

Mary Halvorson

Il 28 ottobre all’Unipol Auditorium arriverà il sestetto Amaryllis della chitarrista statunitense Mary Halvorson. Nel campo della nuova musica improvvisata, ai confini tra avanguardia jazz e rock, Halvorson è passata dallo status di artista di cui si parla con sempre maggiore attenzione a vera e propria icona della musica più libera da schemi. Tanto da vincere per tre anni consecutivi (2017, 2018 e 2019) e poi ancora nel 2023 e 2024 il referendum dei critici di DownBeat come miglior chitarrista.

Dee Dee Bridgewater (di Kimberly M Wang)

Il 4 novembre, il Teatro Auditorium Manzoni ospiterà la cantante Dee Dee Bridgewater. Una grande diva non fa mai le cose per caso. Il suo progetto “We Exist!” vede all’opera un quartetto tutto femminile dal cast internazionale, una formazione assemblata per lanciare un grido di battaglia e riscoprire brani di protesta. Arte e attivismo si materializzano, in un’ottica totalmente femminile, nella poliedrica, raffinata e potente vocalità di una leggenda della musica jazz.

Il 13 novembre sarà un’iniezione di adrenalina. Monty Alexander, che si esibirà in trio all’Unipol Auditorium, è uno dei rari pianisti capaci di trasformare ogni esecuzione musicale in momento travolgente, tenendo l’ascoltatore col fiato sospeso in attesa della risoluzione delle sue volate sui tasti. Nel tratteggio dei temi e soprattutto nello sbalzo ritmico di Alexander si percepiscono istantaneamente le sue origini caraibiche, che conferiscono alla musica una vivacità incontenibile e colori solari.

I live club di Bologna

Monty Alexander Studio (di Joe Martinez)

Bologna è celebre per i numerosi jazz club del suo centro cittadino. Locali capaci anche di aprirsi ad altri generi musicali, configurandosi quindi come dei live music club ad ampio raggio di esplorazione. In essi si svolge una parte consistente del programma del BJF.

Strettamente focalizzata sul jazz senza divagazioni è l’offerta del Camera Jazz & Music Club, dove si ascolteranno artisti di primo piano: il trio del pianista Sullivan Fortner (17 ottobre); il quintetto del batterista Johnathan Blake (il 24); il trio del decano dei pianisti jazz italiani, Franco D’Andrea (1 novembre); il chitarrista Lage Lund, norvegese ma ormai di base a New York, come dimostra il suo quartetto (l’8); il trio del trombonista Samuel Blaser (il 15).

Programmazioni di rilievo, ancora da definire, sono attese anche alla Cantina Bentivoglio, al Bravo Caffè e al Locomotiv Club.

Partnership urbane

Per il BJF le relazioni con le altre istituzioni culturali del territorio sono un elemento strategico per creare occasioni di notevole valore. È così che il festival entra in contatto con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, che sarà protagonista di due serate (10 e 11 ottobre) al Teatro Auditorium Manzoni con un programma di jazz sinfonico su musiche da film arrangiate e dirette da Vince Mendoza e con le parti solistiche affidate ai sax di Joe Lovano e la tromba di Flavio Boltro. La partnership con la Fondazione MAST porta alla realizzazione di 2 concerti al MAST. Auditorium: un solo del pianista brasiliano Amaro Freitas (10 novembre) e lo stellare quartetto del pianista Aaron Parks (il 14). Anche l’inaugurazione del festival, il 9 ottobre, sarà un esempio di integrazione urbana: un aperitivo musicale presso il WP Store con il dj set a base di 78 giri, grammofoni a manovella e hi-tech “La Maquina Parlante” di Matteo Scaioli.

BJF per i giovani

Uno stretto rapporto con il conservatorio e il liceo musicale cittadini, attività didattiche e divulgative in quantità: BJF è un festival pensato per i giovani, sia in veste di futuri musicisti che di futuri ascoltatori. Anche alcune location per i live sono selezionate appositamente per andare a cogliere la gioventù nei suoi abituali luoghi di ritrovo e aggregazione. Qui si ascolta un jazz ampiamente collegato ai linguaggi e le forme espressive più attuali. Emblematico esempio di spazio per la musica dal vivo con un forte connotazione giovanile è il Binario69, dove si ascolteranno ricercate sperimentazioni italiane: il trio G.E.A. con l’aggiunta del pianista Fabrizio Puglisi in un omaggio all’ethio-jazz di Mulatu Astatke (14 ottobre); il rock lisergico da western nostrano dei Guano Padano (il 21); le ricercatezze tra rock, jazz e contemporanea del quartetto tellKujira (11 novembre). Sempre un passo oltre la normalità sono gli ascolti musicali allo Sghetto Club: si inizia col deflagrante trio “Capatosta” del sassofonista Tim Berne, icona dell’avant jazz (2 novembre); poi spazio alla gioventù jazzistica italiana col quartetto del pianista Vittorio Solimene (il 6); quindi il punk jazz all’elettronica del trio She’s Analog (il 7).

Jazz in regione

La relazioni ‘diplomatiche’ con i principali operatori del territorio si estendono ben oltre i confini cittadini e portano il BJF a espandersi sino a Ferrara e Forlì. Nel capoluogo estense il BJF prende casa all’interno del Torrione Jazz Club, sede di concerti per intenditori ed esploratori della scena jazzistica più attuale, con una speciale attenzione per le novità ma anche la grande storia d’oltre oceano. Ne sono perfetto esempio le presenze del quartetto del trombettista Jason Palmer (11 ottobre); del trio del chitarrista britannico Tom Ollendorff (il 17); di Sullivan Fortner in trio (il 18); di Johnathan Blake in quintetto (il 25). E poi ancora il trio “Capatosta” di Tim Berne (1 novembre); il quartetto di Lage Lund (il 7); il campione dei pianisti dell’avant jazz Uri Caine (l’8); il trio del chitarrista tedesco Pete Roth, con la propulsione ritmica del batterista Bill Bruford (l’11); il trio di Samuel Blaser (il 14) e poi il quartetto di Aaron Parks (il 15). In rappresentanza del jazz italiano ci sarà la rigogliosa Tower Jazz Composers Orchestra (9 novembre). In Romagna il BJF conferma la stretta sinergia con Jazz a Forlì, del quale copromuove i concerti principali, prodotti dall’Associazione Culturale “dai de jazz”. Questa parte di programmazione è ancora in via di definizione.

Attività didattiche e divulgative

Il Progetto Didattico e Divulgativo, sostenuto dal Bando Jazz del Ministero della Cultura e dalla Fondazione del Monte, è la punta di diamante della ricca proposta formativa che è parte fondamentale del BJF. Per questa edizione il workshop con gli studenti del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale “L. Dalla” di Bologna sarà affidato alle cure della regina delle cantanti jazz italiane: Maria Pia De Vito. Il percorso formativo culminerà in un saggio finale con i combo del Conservatorio e del Liceo Musicale al Camera Jazz & Music Club (30 ottobre). In questa occasione verranno assegnate due borse di studio per i corsi internazionali di perfezionamento estivi 2026 della Fondazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz e del Berklee College of Music a Umbria Jazz. Durante la sua residenza bolognese la De Vito salirà anche sul palco in due occasioni: per la presentazione del suo nuovo disco con il suo rinnovato progetto in quartetto “core/coração” (29 ottobre, Museo internazionale e biblioteca della musica) e come voce solista assieme alla Martini Big Band diretta da Michele Corcella in un omaggio a Joni Mitchell (31 ottobre, Sala Bossi del Conservatorio “G. B. Martini”). Nel programma ‘educativo’ (ancora in via di sviluppo) si inseriranno tra le altre attività anche jam session, presentazioni editoriali in apertura dei concerti al MAST affidate a noti musicologi (Stefano Zenni e Marcello Piras), proiezioni cinematografiche.

PROGRAMMA

Giovedì 9 ottobre, ore 18

Bologna, WP Store

aperitivo inaugurale

“La Maquina Parlante”

dj set a cura di Matteo Scaioli

Venerdì 10 ottobre, ore 20:30

Bologna, Teatro Auditorium Manzoni

Jazz on Symphony – Vince Mendoza: Jazz on Film

Joe Lovano, sassofoni; Flavio Boltro, tromba

Orchestra Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna

Vince Mendoza, direzione e arrangiamenti

Una produzione di Teatro Comunale di Bologna

Sabato 11 ottobre, ore 20:30

Bologna, Teatro Auditorium Manzoni

Jazz on Symphony – Vince Mendoza: Jazz on Film

Joe Lovano, sassofoni; Flavio Boltro, tromba

Orchestra Sinfonica del Teatro Comunale di Bologna

Vince Mendoza, direzione e arrangiamenti

Una produzione di Teatro Comunale di Bologna

Sabato 11 ottobre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Jason Palmer Quartet

Jason Palmer, tromba; Mark Turner, sax tenore; Michael Janisch, contrabbasso; Jeff Ballard, batteria                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Martedì 14 ottobre, ore 21:30

Bologna, Binario69

G.E.A. feat. Fabrizio Puglisi

“Plays the music of Mulatu Astatke”

Cosimo Fiaschi, sax soprano; Fabrizio Puglisi, pianoforte; Stefano Zambon, contrabbasso; Pierluigi Foschi, batteria

Venerdì 17 ottobre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Tom Ollendorff Trio

Tom Ollendorff, chitarra; Conor Chaplin, contrabbasso; Jeff Ballard, batteria

Venerdì 17 ottobre, ore 22

Bologna, Camera Jazz & Music Club

Sullivan Fortner Trio

Sullivan Fortner, pianoforte; Tyrone Allen II, contrabbasso; Kayvon Gordon, batteria

Sabato 18 ottobre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Sullivan Fortner Trio

Sullivan Fortner, pianoforte; Tyrone Allen II, contrabbasso; Kayvon Gordon, batteria

Martedì 21 ottobre, ore 21:30

Bologna, Binario69

Guano Padano

Alessandro “Asso” Stefana, chitarra; Danilo Gallo, basso elettrico; Zeno De Rossi, batteria

Giovedì 23 ottobre, ore 21:15

Bologna, Teatro Celebrazioni

Billy Cobham Time Machine

Billy Cobham, batteria; Antonio Baldino, tromba; Andrea Andreoli, trombone; Bjorn Arko, sax; Rocco Zifarelli, chitarra; Gary Husband, tastiere; Victor Cisternas, basso

Venerdì 24 ottobre, ore 22

Bologna, Camera Jazz & Music Club

Johnathan Blake

“My Life Matters”

John Ellis, sax tenore; Jalen Baker, vibrafono; Fabian Almazan, pianoforte; Ben Street, contrabbasso; Johnathan Blake, batteria

Sabato 25 ottobre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Johnathan Blake

“My Life Matters”

John Ellis, sax tenore; Jalen Baker, vibrafono; Fabian Almazan, pianoforte; Ben Street, contrabbasso; Johnathan Blake, batteria

Martedì 28 ottobre, ore 21:15

Bologna, Unipol Auditorium

Mary Halvorson Amaryllis Sextet

Mary Halvorson, chitarra; Adam O’Farrill, tromba; Jacob Garchik, trombone; Patricia Brennan, vibrafone; Nick Dunston, basso; Tomas Fujiwara, batteria

Mercoledì 29 ottobre, ore 18

Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica

Maria Pia De Vito

“core/coração”

Maria Pia De Vito, voce; Roberto Taufic, chitarra; Roberto Rossi, batteria e percussioni

Giovedì 30 ottobre, ore 21:30

Bologna, Camera Jazz & Music Club

Saggio finale in forma di concerto del Progetto Didattico

a cura degli allievi del Liceo Musicale e del Conservatorio di Bologna

direzione di Maria Pia De Vito

Al termine della serata consegna borse di studio

Venerdì 31 ottobre, ore 21

Bologna, Sala Bossi del Conservatorio “G. B. Martini”

Martini Big Band feat. Maria Pia De Vito

“A Case of You” – Omaggio a Joni Mitchell

Maria Pia De Vito, voce;

Michele Corcella direzione e arrangiamenti

In collaborazione con Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna

Sabato 1 novembre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Tim Berne “Capatosta” TRIO

Tim Berne, sax alto; Gregg Belisle-Chi, chitarra; Tom Rainey, batteria

Sabato 1 novembre, ore 22

Bologna, Camera Jazz & Music Club

Franco D’Andrea Trio

Franco D’Andrea, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Roberto Gatto, batteria

Domenica 2 novembre, ore 21:30

Bologna, Sghetto Club

Tim Berne “Capatosta” TRIO

Tim Berne, sax alto; Gregg Belisle-Chi, chitarra; Tom Rainey, batteria

Martedì 4 novembre, ore 21:15

Bologna, Teatro Auditorium Manzoni

Dee Dee Bridgewater Quartet

“We Exist!”

Dee Dee Bridgewater, voce; Carmen Staaf, pianoforte; Rosa Brunello, basso; Shirazette Tinnin, batteria

Giovedì 6 novembre, ore 22

Bologna, Sghetto Club

Vittorio Solimene Quartet

Lorenzo Simoni, sax alto; Vittorio Solimene, pianoforte; Alessandro Bintzios, contrabbasso; Michele Santoleri, batteria

Venerdì 7 novembre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Lage Lund Quartet

Lage Lund, chitarra; Danny Grissett, pianoforte; Orlando le Fleming, contrabbasso; Jeff Ballard, batteria

Venerdì 7 novembre, ore 22

Bologna, Sghetto Club

She’s Analog

Luca Sguera, pianoforte, tastiere; Stefano Calderano, chitarra; Giovanni Iacovella, batteria

Sabato 8 novembre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Uri Caine Trio

Uri Caine, pianoforte; Mark Helias, contrabbasso; Ben Perowski, batteria

Sabato 8 novembre, ore 22

Bologna, Camera Jazz & Music Club

Lage Lund Quartet

Lage Lund, chitarra; Danny Grissett, pianoforte; Orlando le Fleming, contrabbasso; Jeff Ballard, batteria

Domenica 9 novembre, ore 21:30

Ferrara, Torrione San Giovanni

Tower Jazz Composers Orchestra

Alfonso Santimone, pianoforte e direzione; Piero Bittolo Bon, sax alto, flauto, clarinetto e direzione; Sandro Tognazzo, flauto;

Daniele D’Alessandro, clarinetti; Tobia Bondesan, sax alto; Filippo Orefice, sax tenore e clarinetto; Giulia Barba, sax baritono e clarinetto basso;

Paolo Malacarne, Michele Tedesco, Pasquale Paterra, Francesco Assini, tromba; Federico Pierantoni, Lorenzo Manfredini, Giulio Tullio, Valentino Spaggiari, trombone;

Glauco Benedetti, tuba; Federico Rubin, pianoforte; Luca Chiari, chitarra; Stefano Dallaporta, contrabbasso; Simone Sferruzza, batteria; Andrea Grillini, batteria

In collaborazione con Istantanea

Lunedì 10 novembre, ore 21:30

Bologna, MAST. Auditorium

Amaro Freitas Solo

Amaro Freitas, pianoforte

In collaborazione con Fondazione MAST

Ingresso gratuito

Martedì 11 novembre, ore 21:30

Bologna, Binario69

Tellkujira

Ambra Michelangeli, viola; Federico Guerri, violoncello; Francesco Diodati, chitarra; Stefano Calderano,chitarra

Martedì 11 novembre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Pete Roth Trio feat. Bill Bruford

Pete Roth, chitarra; Mike Pratt, basso elettrico; Bill Bruford, batteria

Giovedì 13 novembre, ore 21:15

Bologna, Unipol Auditorium

Monty Alexander

“D-Day”

with Luke Sellick & Jason Brown

Monty Alexander, pianoforte; Luke Sellick, contrabbasso; Jason Brown, batteria

Venerdì 14 novembre, ore 21:30

Bologna, MAST. Auditorium

Aaron Parks Quartet

Dayna Stephens, sax tenore; Aaron Parks, pianoforte; Ben Street, contrabbasso; Billy Hart, batteria

In collaborazione con Fondazione MAST

Ingresso gratuito

Venerdì 14 novembre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Samuel Blaser Trio

Samuel Blaser, trombone; Marc Ducret, chitarra; Peter Brunn, batteria

Sabato 15 novembre, ore 21:30

Ferrara, Torrione Jazz Club

Aaron Parks Quartet

Dayna Stephens, sax tenore; Aaron Parks, pianoforte; Ben Street, contrabbasso; Billy Hart, batteria

Sabato 15 novembre, ore 22

Bologna, Camera Jazz & Music Club

Samuel Blaser Trio

Samuel Blaser, trombone; Marc Ducret, chitarra; Peter Brunn, batteria

Informazioni:

Fondazione Bologna in Musica ETS

tel.: 334 7560434

email: info@bolognajazzfestival.com

www.bolognajazzfestival.com

Presidente e Direttore artistico: Francesco Bettini

Ufficio Stampa: Daniele Cecchini

cell. 348 2350217

email: dancecchini@hotmail.com

Biglietti:

Billy Cobham Time Machine

tutti i settori 41,80 euro

Mary Halvorson Amaryllis Sextet

tutti i settori 30 euro

Dee Dee Bridgewater “We Exist!”

tutti i settori 48 euro

Monty Alexander

tutti i settori 35 euro

I biglietti sono soggetti a diritto di prevendita

Riduzioni*:

Riduzione del 20% riservata a: possessori Bologna Jazz Card; giovani under 26

(i possessori BJC possono prenotare, esclusivamente tramite il BJF, anche nei giorni precedenti)

Riduzione del 10% riservata a:

-soci COOP, soci Touring Club, abbonati annuali TPER, possessori della Card Cultura

-abbonati Teatro Celebrazioni (solo per il concerto al Teatro Celebrazioni)

Studenti del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale “L. Dalla” di Bologna: prezzo speciale 10 euro (solo su prenotazione e con acquisto la sera stessa presso il teatro). I biglietti soggetti a riduzione sono acquistabili solo il giorno dell’evento presso la biglietteria del luogo dell’evento.

*Le scontistiche non sono cumulabili

Prevendite:

– sul sito www.vivaticket.it e su tutto il circuito VivaTicket

– presso la biglietteria di Teatro Celebrazioni

Bologna Jazz Card:

under 26: 10 euro

standard: 25 euro

sostenitore: 50 euro

acquistabile o rinnovabile online nell’area dedicata del sito www.bolognajazzfestival.com

Vantaggi esclusivi per i possessori della Bologna Jazz Card:

– possibilità di sottoscrivere, a tariffe convenienti e prive di diritti di prevendita, l’abbonamento ai quattro concerti principali del Festival

– area riservata nei migliori posti dei teatri

– speciali convenzioni con i jazz club e i teatri affiliati al Festival

Abbonamenti riservati ai possessori della Bologna Jazz Card:

Billy Cobham, Mary Halvorson, Dee Dee Bridgewater, Monty Alexander:

abbonamento intero: 120 euro; abbonamento young (under 26): 100 euro

Solamente i possessori della Bologna Jazz Card possono sottoscrivere l’abbonamento per i quattro concerti nei teatri. Tutti gli altri concerti del Bologna Jazz Festival 2025 sono da ritenersi fuori abbonamento. Riferimenti per gli abbonamenti: tel.: 334 7560434;  email: amicibolognajazzfestival@gmail.com

Concerti nei club e negli altri teatri:

Si consiglia la prenotazione. Rivolgersi direttamente al locale o al teatro di riferimento.

Le modalità di accesso sono variabili.

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Giovanni Scifoni in “FRÀ – San Francesco, la star del Medioevo”.

“Serate a Minturnae – Estate 2025”

GIOVANNI SCIFONI
in
“FRÀ – San Francesco, la star del Medioevo”
Venerdì 1 agosto 2025 – Ore 21:00
Teatro Romano di Minturnae – Minturno (LT)

Giovanni Scifoni Fra

Un nuovo imperdibile appuntamento per la rassegna estiva “Serate a Minturnae – Estate 2025”, che continua ad animare le serate del suggestivo Teatro Romano di Minturno, coniugando arte, cultura e spiritualità in un contesto unico al mondo.

Venerdì 1 agosto 2025, alle ore 21:00, sarà protagonista Giovanni Scifoni, amatissimo attore di teatro, cinema e televisione, con lo spettacolo “FRÀ – San Francesco, la star del Medioevo”.

Con la sua inconfondibile ironia e sensibilità, Scifoni porta in scena una rilettura originale e contemporanea della figura di San Francesco d’Assisi, raccontato come un’autentica “celebrità medievale”, un uomo rivoluzionario capace di parlare ancora oggi alle coscienze, con la forza della poesia, dell’umiltà e del coraggio. Uno spettacolo intenso e divertente, che unisce spiritualità e comicità, riflessione e racconto teatrale.

L’evento fa parte della rassegna “Serate a Minturnae – Estate 2025”, organizzata da Elite Communication, in collaborazione con il Comune di Minturno, il Parco Archeologico di Minturnae, la Direzione Regionale Musei Lazio, con il patrocinio della Provincia di Latina e dell’associazione Vivi Minturno Scauri.

Biglietti disponibili su TicketOne.it o  presso la Pro Loco Minturno – Tel. 0771 658528 e  Mondadori Bookstore Via Italo Balbo, 19, Minturno 0771 904164
Info pubblico:
Ufficio Turismo Comune di Minturno – Tel. 0771 660823

Luogo: Teatro Romano di Minturnae
Orario di inizio: 21:00
Data: Venerdì 1 agosto 2025

Per accrediti stampa e materiali promozionali

a.elitecommunication@gmail.com

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