Dal 6 al 30 agosto Montello è Jazz!

Dal 6 al 30 agosto sei concerti tra vigne, ville e l’abbazia di Sant’Eustachio del Montello, con protagonisti internazionali, giovani talenti al debutto discografico e un ensemble tutto al femminile.

Torna Montello è Jazz, la rassegna organizzata da nusica.org che ogni estate porta il jazz contemporaneo nei luoghi più suggestivi del territorio collinare trevigiano. Gli appuntamenti si susseguono con cadenza settimanale, un giovedì dopo l’altro dal 6 al 27 agosto, con una chiusura domenicale il 30.

Sei concerti attraverseranno i Comuni di Volpago del Montello, Montebelluna, Giavera del Montello, Crocetta del Montello e Nervesa della Battaglia.

«Sono felicissimo di poter invitare gli appassionati di musica a tornare sul Montello ad ascoltare concerti in luoghi in luoghi ricchi di fascino e storia – dichiara Alessandro Fedrigo, direttore artistico di Montello è Jazz – Il Festival vuole  raccontare quanto il jazz italiano sia oggi vario, creativo e profondamente legato al territorio. Mi fa particolarmente piacere che partecipino anche numerose cantine vinicole: Montello è Jazz è anche un modo per valorizzare le eccellenze di un territorio unico, da vivere con tutti i sensi»

Biglietti: https://a1fdd.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13GADv6VovADxJJRor/ujdFTUTTIm5y

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Scuola edipica delle arti performative 2026/2027: Milton – Nitsch Nel corpo dell’angelo

Quattro studi su Paradiso Perduto di John Milton e Cuma könig oidipus – III. fest – I. band (1988) di Hermann Nitsch.
Workshop sulle arti performative (BODY-ART-SOUND) condotto da Andrea Cramarossa – Teatro delle Bambole.Secondo Studio
27/30 Agosto 2026
Caggiano (SA) – Museo Vettor Pisani/Palazzo Morone

A chi è rivolto
Il Workshop è destinato a performer, danzatori, musicisti, cantanti, registi, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue).
Il workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.
Alla fine del percorso è prevista una apertura del lavoro al pubblico prevista per Domenica 30 Agosto 2026. Il workshop è a numero chiuso. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Giorni / Orari
Giovedì 27 Agosto (16-19)
Venerdì 28 Agosto (10-13 / 16-19)
Sabato 29 Agosto (10-13 / 16-19)
Domenica 30 Agosto (10-13 / 16-19)
Domenica 30 Agosto – ore 20.00: apertura del lavoro al pubblico.

Come candidarsi
È indispensabile inviare la propria candidatura corredata di curriculum artistico entro il 20 Agosto 2026 all’indirizzo info@teatrodellebambole.it
La quota di partecipazione è di 120,00 euro.
Per informazioni sull’organizzazione (alloggio per i partecipanti e modalità di iscrizione):
info@teatrodellebambole.it

“Nel corpo dell’angelo” vuole essere un viaggio che vuole farsi dimora, offrendo, quindi, all’essere la scoperta del concetto di dimora dentro il movimento del viaggio. L’esilio è l’idea del viaggio intrapreso da Adamo ed Eva una volta cacciati dal Paradiso. La scelta, è la fase successiva, quella a cui ancora non sappiamo con quale forma guardare. Le creature compongono parole e compongono un canto; sono il riverbero di voci lontanissime ma anche la dissonanza di trombe e campane, sono il frullo di uccelli misteriosi e il suono dell’orizzonte al culmine della montagna: esse creature vivono nel pacifico sguardo del sacrificato, non muovono più al vivere perpetuo ma sono ciò che ci ancora al sogno, sono il nome perduto del mattino.
L’energia che muove la messa in scena è quella magica del ritrovamento del proprio giardino segreto, del proprio paradiso e delle creature che vi abitano. Anche i performer potranno sedersi su una spiaggia davanti al mare e contemplare, interpretare, (re)stare nell’attesa della comparsa delle anime fluttuanti sul pelo dell’acqua, davanti all’azzurro che evapora nel miraggio d’una dimora-del-viaggio, che è la casa-bella dell’aurora, davanti alla sua luce lunghissima ed alta nella grande testimonianza di vita vissuta dentro uno spazio di grazia.
(Andrea Cramarossa)

Il workshop è organizzato da Teatro delle Bambole in dialogo con Museo Hermann Nitsch, Fondazione Morra – Archivio Casa Morra e Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani di Caggiano (SA) come contributo allo sviluppo del pensiero “Atlantide / Nuova Atlantide” di Giuseppe Morra e in collaborazione con Casa del Contemporaneo.

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BLISTER Festival di teatro in Pillole #tuttoin12minuti a Fortezza Est: BANDO APERTO dal 30 luglio al 30 agosto 2026.

Dopo dieci anni, Pillole #tuttoin12minuti cambia veste e dà vita a BLISTER Festival di Teatro in Pillole manifestazione curata dall’Ass.Cult. La Rocca Ets, un nuovo format per dare spazio alle idee e alle proposte teatrali di giovani compagnie con l’obiettivo mirato di coinvolgere e formare il pubblico di tutte le età per creare un legame più stretto più tra pubblico e artisti.

Con BLISTER Festival di Teatro in Pillole, laboratori, incontri oltre alla visione di nuovi progetti teatrali si svilupperà un percorso di formazione dello spettatore con laboratori dedicati divisi per tre fasce tematiche: teatro, danza e teatro ragazzi.

Dal 30 luglio al 30 agosto sarà possibile inviare la propria candidatura per la sezione artisti: i progetti selezionati si esibiranno per 12 minuti all’interno di 6 serate dal 15 al 24 ottobre con ingresso gratuito.

Dal 1 settembre sarà possibile iscriversi ai laboratori gratuiti che prenderanno il via dal 7 settembre al 15 ottobre a cadenza settimanale volti alla formazione di spettatori critici e consapevoli, che comporranno una giuria popolare di tutte le età.

La proposta di workshop che si articola in quattro laboratori divisi per fasce d’età: lunedì ore 17:00 lab kids (5-10 anni); lunedì ore 19:30 lab adulti (16-99 anni), martedì ore 17:00 lab danza (4-9 anni) mercoledì ore 17:00 lab Young (11-17 anni).

I partecipanti al laboratorio comporranno la giuria di Blister valutando insieme alla direzione artistica di Fortezza Est, curata da Eleonora Turco e Alessandro Di Somma e ai tutor specializzati, Lisa Rosamilia, Adriano Popolo Rubbio e Francesco Picciotti i progetti selezionati che si esibiranno in una performance di massimo 12 minuti davanti a giuria e pubblico. I 3 progetti vincitori, uno per ogni categoria, verranno finanziati con un cachet di 3000€ e debutteranno a dicembre a Fortezza Est con gli spettacoli in forma completa.

BLISTER festival di teatro in Pillole è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria.

Tutte le info e le modalità di partecipazione su www.fortezzaest.com

Fortezza Est

Via Francesco Laparelli, 62 Roma – Torpignattara

www.fortezzaest.com

| whatsapp 329.8027943| 349.4356219

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La “Guarimba International Film Festival” ad Amantea dal 7 al 12 agosto 2026: cinema, musica, animazione, arte e partecipazione collettiva per la 14ª edizione del festival

La “Guarimba International Film Festival” torna ad Amantea dal 7 al 12 agosto 2026 per la sua quattordicesima edizione, trasformando ancora una volta la città calabrese in uno spazio di incontro internazionale attraverso cinema, musica, illustrazione e partecipazione collettiva.Il festival è organizzato dall’Associazione Culturale La Guarimba con il Patrocinio del Parlamento Europeo, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la Medaglia di Rappresentanza del Senato della Repubblica, con il Premio di Rappresentanza della Camera dei Deputati, il patrocinio della Provincia di Cosenza, di UNICEF ITALIA e del Touring Club Italia; con il sostegno di Ministero della Cultura, Calabria Film Commission, e il supporto internazionale di Ambasciata dell’Austria, Ambasciata della Germania, Ambasciata della Repubblica Ceca, Istituto Polacco, Ambasciata della Norvegia, Ambasciata dell’Australia, Ambasciata d’Irlanda, Ambasciata dei Paesi Bassi e Accademia d’Ungheria in Roma.

 Con oltre 180 cortometraggi provenienti da 53 paesi, il programma della competizione 2026 attraversa fiction, animazione, documentario, videoclip e cinema sperimentale, affrontando tematiche contemporanee che spaziano dalla commedia al dramma, dall’assurdo all’esplorazione della bellezza. Tutti gli eventi del festival sono gratuiti e le proiezioni si svolgeranno all’aperto presso Il Terrenito, al Cinema Sicoli e sul mare, accompagnate da concerti, talk, workshop, mostre e momenti conviviali aperti a tutta la cittadinanza.

Tra gli highlights della selezione internazionale troviamo Debí tirar más fotos, il lavoro firmato da Bad Bunny insieme ad Arí Maniel Cruz Suárez, scelto dall’artista portoricano per la sua premiere festivaliera italiana proprio a La Guarimba. Il film riflette sulla memoria e sulle relazioni umane attraverso una favola poetica e surreale.

La programmazione affronta inoltre temi di forte attualità politica e sociale. Il cortometraggio palestinese I’m Glad You’re Dead Now di Tawfeek Barhom racconta il ritorno di due fratelli nei luoghi della loro infanzia, attraversando memoria e trauma in un contesto segnato dalla violenza e dalla perdita. Sixty-seven Milliseconds ricostruisce il percorso di un proiettile attraverso immagini di videosorveglianza, trasformando il conflitto contemporaneo in un’indagine visiva sul tempo e sulla responsabilità. Il festival darà spazio anche ai diritti civili e al corpo come terreno politico attraverso opere come Abortion Party, documentario ironico e radicale sul diritto all’aborto, e The Silence of Pomegranates, ambientato in Calabria, dove una donna rompe il silenzio sul tema dell’aborto nella regione. L’animazione continuerà a occupare uno spazio centrale nella programmazione con opere provenienti da tutto il mondo: dal viaggio psichedelico di Acid City all’eco femminista di My Name is Lilith, fino alla riflessione ecologica di Sea Angels, dove le sirene sono costrette a emergere dagli oceani inquinati per chiedere aiuto agli esseri umani.

«In un tempo in cui tutto sembra spingere verso isolamento, paura e guerra, noi continuiamo a credere nel cinema come spazio collettivo, accessibile e necessario. A La Guarimba si parlerà di creatività collettiva, di classe e razza, di sud e lentezza come luoghi fisici e filosofici» dichiara Giulio Vita, direttore del festival.

Una Giuria Internazionale tra Oscar e Cinema Sperimentale.

La giuria internazionale dell’edizione 2026 sarà composta da tre figure centrali del cinema contemporaneo: João Gonzalez, regista, animatore e compositore portoghese nominato agli Oscar per Ice Merchants; Gabrielė Cegialytė, direttrice del Vilnius Short Film Festival e Managing Director di Lithuanian Shorts; e la filmmaker croata Sara Jurinčić, attiva tra cinema sperimentale e documentario. João Gonzalez sarà protagonista anche di una masterclass dedicata al rapporto tra musica e immagine, raccontando il processo creativo che lo ha portato dal pianoforte all’Academy Awards.

La Grotta dei Piccoli e i laboratori 

Torna anche La Grotta dei Piccoli, il programma realizzato in collaborazione con UNICEF Italia, con oltre 100 cortometraggi di animazione per bambini, laboratori quotidiani e una giuria composta dai più piccoli. Tra le attività dedicate ai bambini ci saranno workshop di disegno, collage e animazione, il laboratorio immersivo Drawing Under Water World e il Carbone Paper Photo Lab, un laboratorio creativo dedicato alla fotografia istantanea e alla sperimentazione visiva attraverso carta, luce e immagini.

El Tambor del Caribe 

Tra i momenti più speciali del festival ci sarà El Tambor del Caribe, il laboratorio musicale guidato dall’artista venezuelana La Negra Ugueto, dedicato al ritmo come pratica collettiva, identità culturale e memoria afro caraibica. Attraverso tamburi, canto e partecipazione diretta, il laboratorio trasformerà il festival in uno spazio di incontro fisico e sonoro tra persone e culture diverse.

Si  può fare politica attraverso la musica elettronica? 

L’11 agosto presso il Lido Azzurro si terrà il talk “SI PUÒ FARE POLITICA ATTRAVERSO LA MUSICA ELETTRONICA?”, un incontro tra la DJ e producer TURBOLENTA ليلى e la giornalista di Scomodo Sara Paolella, dedicato al rapporto tra club culture, identità, migrazione e attivismo contemporaneo. A mezzanotte, sulla riva del mare, il pubblico assisterà a una speciale selezione di Dance Films, una proiezione dedicata al rapporto tra corpo, movimento e immagine. A seguire, TURBOLENTA sarà protagonista di un DJ set che unirà sonorità arabe, nordafricane ed elettronica contemporanea in una narrazione musicale tra memoria, resistenza e cultura club.

Serato Sguerrato: prendersi gioco della guerra

Tra i programmi speciali torna Serato Sguerrato, a cura del collettivo internazionale Serato Animato: un programma necessario in tempi in cui tutto sembra capovolto, nato per prendere in giro la guerra e i guerrafondai attraverso i lavori di animazione più folli, irriverenti e sperimentali prodotti dal collettivo. Durante la proiezione verranno distribuite al pubblico pistole ad acqua personalizzate, trasformando la sala in un evento performativo e partecipativo in cui gli spettatori diventeranno parte attiva dell’esperienza.

Artists for La Guarimba 2026

La mostra Artists for La Guarimba riunisce illustratori provenienti da tutto il mondo che reinterpretano lo slogan del festival “Il cinema alla gente e la gente al cinema” attraverso linguaggi, segni e sensibilità differenti. Gli artisti coinvolti nell’edizione 2026 sono: Mikel Murillo (Spagna), Josh Simmons (USA), Alex Gamsu Jenkins (Regno Unito), Gaia Alari (Italia), Santa Gata (Bolivia), Juli Tudisco (Ungheria), Jaan Roomus (Estonia), Marianne Gretteberg Engedal (Norvegia), Eva Rust (Svizzera), Alonso Galué (Venezuela), Chuu Wai (Myanmar), Hanson Akatti (Ghana), Shar Tui’Asoa (Hawaii), Shehzil Malik (Pakistan), Precious Seronga (Tanzania).

Tra i nomi più attesi di questa edizione spicca Josh Simmons (USA), autore di culto del fumetto indipendente contemporaneo, conosciuto a livello internazionale per il suo immaginario oscuro, radicale e profondamente satirico. Simmons sarà presente al festival e parteciperà alle attività pubbliche e agli incontri con il pubblico. Accanto a lui sarà presente Alex Gamsu Jenkins (Regno Unito), illustratore e artista visivo britannico noto per il suo universo psichedelico e visionario, capace di fondere surrealismo, cultura pop e critica sociale in uno stile immediatamente riconoscibile.

Cinema, cibo e comunità 

Come ogni anno, La Guarimba sarà anche uno spazio di convivialità e condivisione. Durante il festival verranno organizzati momenti collettivi dedicati al cibo: mangeremo insieme la tradizionale frisella calabrese con pomodori di Belmonte, cipolla rossa di Tropea, mozzarella e tonno Callipo, e organizzeremo una grande arepada venezuelana per ricordare le radici latinoamericane del festival e costruire ponti culturali attraverso il cibo. Accanto alle proiezioni all’aperto e agli eventi sul mare, il pubblico potrà partecipare alle visite guidate del centro storico di Amantea, alla pulizia collettiva della spiaggia e agli incontri tra artisti, cittadini e ospiti internazionali. La Guarimba continua così a costruire un modello culturale indipendente, accessibile e internazionale, trasformando Amantea in un luogo di incontro reale tra persone, linguaggi e visioni del mondo.

Il programma completo su: https://www.laguarimba.com/it/programma/ 

Press Kit digitale: https://drive.google.com/drive/folders/155TG5c4ygPYRKj16vaDFBBiD-yk7bxZe?usp=sharing 

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Architettura, mostre e memoria: così la rassegna “Borghi Invisibili” rianima i centri storici nelle Marche.

Tra i territori di Terre Roveresche e San Costanzo la rassegna «Borghi Invisibili» trasforma le architetture storiche in un percorso sensoriale attraverso il Genius loci di queste terre. Dal primo al 31 agosto a Palazzo Lenci la mostra «Il Disegno dell’Invisibile» indaga il legame geometrico e musicale tra le ville del Palladio e le Modulor di Le Corbusier, mentre ad Orciano si esplora la sintesi del paesaggio e dell’architettura con i disegni di Alessandro Facchin. Completano il viaggio le installazioni collaterali: l’indagine fotografica sull’identità di Sara Pergolini nell’ex macelleria di Palazzo Lenci a Barchi e l’arte urbana di Elisa Zago, che ripopola finestre e vetrine vuote illustrando i volti della memoria locale. Michele Sbrissa, CEO di 593 Studio: “Un progetto corale, fondato sulle relazioni umane che stiamo coltivando con il territorio: progettazione partecipata è farsi coinvolgere per il bene comune”.Borghi Invisibili trasforma la zona compresa tra i comuni di Terre Roveresche e San Costanzo in un unico, grande itinerario di scoperta, dove l’arte contemporanea diventa la chiave per leggere il territorio. Attraverso un dialogo inedito tra discipline artistiche e scientifiche, la rassegna “Borghi Invisibili: riscoprire l’armonia tra uomo, luogo e memoria” durante tutto il mese di agosto svela le trame profonde che legano natura e architettura, identità personale e memoria collettiva.

Il progetto “Borghi Invisibili” è un percorso sperimentale  di rigenerazione urbana e sociale partecipata avviato nel 2025 da 593 STUDIO Srl –  SB di Castelfranco Veneto e Istituti Filippin – La Salle International Campus, di Pieve del Grappa (nel Trevigiano), assieme alle Pro Loco di Orciano e Barchi nell’area compresa tra i fiumi Metauro e Cesano nelle Marche. L’iniziativa è patrocinata dai comuni di San Costanzo e Terre Roveresche (Pesaro e Urbino) e vede il coinvolgimento di numerosi attori locali ed internazionali tra cui l’International University (IU) tedesca con cui sono state realizzate numerose attività in questi mesi, in primis il workshop Officina Rinascimentale dal 25 al 28 giugno 2026.

La rassegna che prenderà vita questo agosto inizia a Palazzo Lenci con “Il Disegno dell’Invisibile”, un’immersione tra matematica e musica pensata per svelare le leggi dell’armonia che governano il nostro mondo, dalla proporzione aurea alla geometria del suono. Il percorso prosegue ad Orciano con la mostra di Alessandro Facchin “Proporzioni, Armonie e Paesaggi”, un’indagine poetica che, attraverso la sintesi e il segno, rivela come le costruzioni umane e il paesaggio naturale siano regolati dalla stessa, invisibile bellezza. La ricerca si sposta poi verso l’identità intima con “Sconosciuti?”, l’intervento fotografico di Sara Pergolini all’ex macelleria di Palazzo Lenci, che pone una domanda cruciale su quanto conosciamo davvero la persona che vediamo ogni giorno riflessa nello specchio. Infine, il progetto invade le strade con “Ri-abitare” della disegnatrice Elisa Zago di Asile’s World Lab: un intervento di arte urbana diffusa che restituisce voce ai borghi, trasformando finestre e vetrine in custodi di volti e memorie locali, in un racconto che si dipana tra le vie dei centri storici. Tra i volti ritratti quelli di Giulio della Rovere, Gregorio XIII, Guidibaldo II, Lucrezia D’este, Vittoria Farnese, Eleonora Gonzaga, Gio pomodoro, Nicolò Fontei e Nicolò Betti: figure che appartengono all’immaginario storico, sagome di persone comuni, frammenti di identità di un tessuto sociale e culturale che riempiranno i vuoti di vetrine e finestre all’interno dei vari borghi.

“Il cantiere permanente di Palazzo Lenci cerca di recuperare una parte significativa del borgo di Barchi, capolavoro dell’architetto Filippo Terzi, ricucendo relazioni tra persone e luoghi attraverso l’arte, l’artigianato e la formazione”, commenta Michele Sbrissa, Ceo di 593 Studio. “Per noi di 593 Studio, la rigenerazione ha senso solo se partecipata: avviare un progetto simile significa fondere storia, tecnologia e innovazione sociale. “Borghi Invisibili” dimostra che l’architettura e l’urbanistica non sono elementi statici, ma organismi vivi da interpretare e manipolare in funzione del bene comune. Palazzo Lenci rinasce così come spazio di accoglienza etica, cultura e ricerca, capace di dare nuova voce alle straordinarie identità di questo territorio. Un progetto che ci impegnerà assieme alle Pro Loco e a diversi attori locali da qui in avanti”.

Il progetto è stato selezionato tra le migliori 25 “Esperienze Didattiche Avanzate” a livello nazionale e sarà protagonista del “Festival dell’Innovazione Scolastica 2026”, evento patrocinato dal Ministero che si terrà dal 4 al 6 settembre a Villa dei Cedri a Valdobbiadene, nel Trevigiano: un percorso educativo che coniuga ricerca storica, innovazione tecnologica, storytelling e valorizzazione del patrimonio locale grazie alla presenza di studenti internazionali in loco. “L’attività rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa diventare un laboratorio di innovazione, cultura e partecipazione, mettendo in dialogo tradizione e nuove tecnologie attraverso un’esperienza immersiva di video mapping architettonico realizzata sulla Porta Nova di Barchi, uno dei simboli storici del borgo marchigiano” spiega il dirigente degli Istituti Filippin, Sileno Rampado. “Il progetto nasce da un percorso interdisciplinare che coinvolge attivamente gli studenti in tutte le fasi di lavoro: dalla ricerca storica alla scrittura del racconto. Tutto ciò rappresenta la nostra idea di scuola: una didattica aperta che esce dalle aule per farsi esperienza sul campo”.

“Per noi della Pro Loco di Barchi, ‘Borghi Invisibili’ rappresenta un’occasione unica per fare della memoria storica un volano di futuro”, dichiara Mattia Vitali presidente della Pro Loco di Barchi. “Il territorio non è un semplice fondale cartolina, ma un custode di identità e relazioni umane profonde. Vedere riaprire Palazzo Lenci e assistere alla rigenerazione di spazi da tempo silenziosi ci riempie di orgoglio. Il coinvolgimento attivo della nostra comunità, che ha aperto le porte ai visitatori e collaborato alle installazioni, dimostra quanto questi luoghi abbiano ancora da dire”.

“La forza di questo progetto risiede nella sua capacità di fare rete aprendo a collaborazioni inedite e per noi estremamente interessanti sotto un’unica visione culturale”, dichiara Linda Ricciardelli, presidente della Pro Loco di Orciano. “Crediamo fortemente che la valorizzazione del territorio passi attraverso il dialogo tra la bellezza del paesaggio e la creatività. Mostre come quelle ospitate nei nostri centri storici non solo richiamano visitatori, ma restituiscono agli stessi residenti uno sguardo nuovo su se stessi. Partecipare a “Borghi Invisibili” significa dare voce alla nostra storia artigiana e rurale, dimostrando che i piccoli borghi sono culle attive di innovazione sociale e meraviglia”.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

IL PROGETTO BORGHI INVISIBILI

“Borghi Invisibili” è un’iniziativa di rigenerazione urbana e sociale partecipata avviata nel 2025 da 593 STUDIO Srl –  SB e Istituti Filippin – La Salle International Campus nell’area compresa tra i fiumi Metauro e Cesano nella Regione Marche, patrocinata dai comuni di San Costanzo e Terre Roveresche (PU). Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare i piccoli borghi storici e le comunità delle aree interne, promuovendo percorsi di riattivazione territoriale che integrano interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico, artigianale e culturale attraverso iniziative di innovazione sociale,  didattica innovativa, partecipazione civica, sperimentazione e ricerca.  Nel borgo rinascimentale di Barchi, frazione del Comune di Terre Roveresche (in provincia di Pesaro Urbino), nel 2025 il progetto è partito da Palazzo Lenci, edificio simbolo della “città ideale” concepita nel Cinquecento dall’architetto Filippo Terzi su incarico del marchese Pietro Bonarelli della Rovere. Il palazzo è stato acquistato dalla società trevigiana di ingegneria e architettura 593 Studio, specializzata in progettazione architettonica partecipata. Obiettivo: realizzare un cantiere permanente in grado di ospitare riflessioni e azioni in ambito culturale, abitativo, produttivo e ricettività etica e sostenibile. In parallelo si sta lavorando a una “rigenerazione sociale”, coinvolgendo gli stakeholder locali. Dal punto di vista tecnico, la prima fase ha riguardato le facciate, il tetto e i camini storici, con particolare attenzione al recupero dell’identità architettonica del luogo; si è poi proceduto con dei restauri all’interno, dalle pareti sono emersi affreschi che erano stati nascosti per secoli.  Non solo. Sul portale www.borghinvisibili.it è si può esplorare l’intero progetto territoriale che spazia dal mare di Torrette fino al borgo di Barchi, attraversando San Costanzo, Piagge, Orciano, e molti altri luoghi, un progetto in pieno sviluppo, che si arricchirà via via nel corso del tempo con le innumerevoli azioni già intraprese e che qui saranno illustrate, oltre a visionare le esperienze dello scorso anno e il programma degli eventi della stagione in corso. All’interno del sito, nella sezione “Borghi Invisibili” è poi già possibile sperimentare la navigazione tridimensionale dei borghi di Barchi e Cerasa ricostruiti con tecnologia laser scanner e fotogrammetria attraverso droni: un viaggio digitale immersivo tra le geometrie medioevali di antichi borghi.

CONTATTI:
PK COMMUNICATION                                                                                  press@pkcommunication.it

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Onde musicali sul Lago d’Iseo: sabato 25 luglio il Duo DissonAnce all’Eremo di San Defendente (Bg), domenica 26 un buffo concerto lirico con il soprano Gandolfo e il pianista Barrali a Marone (Bs)

Prosegue la nona edizione della manifestazione che anima le due sponde del Sebino: i fisarmonicisti Roberto Caberlotto e Gilberto Meneghin eseguiranno alcune delle più belle colonne sonore della storia del cinema, mentre il soprano Angela Gandolfo e il pianista Roberto Barrali, nell’omaggio a Victor Borge, interpreteranno in modo esilarante un repertorio considerato “serio”.

Dopo i tanti appuntamenti di giugno, seguiti da un pubblico particolarmente numeroso, la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, proseguirà nel mese di luglio con un fitto calendario di eventi che animeranno i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe, con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia.

Il Duo DissonAnce

Come ormai da tradizione, anche quest’anno il festival darà spazio alle giovani promesse della musica internazionale, che fino al 26 luglio parteciperanno all’International Piano Campus, giunto alla diciassettesima edizione. Ospitato presso la prestigiosa Accademia Tadini di Lovere (Bg) e organizzato dall’associazione culturale Pianofriends, il Campus è pensato per offrire ai partecipanti un’esperienza formativa completa, orientata alla pratica concertistica e alla preparazione concorsuale. I docenti saranno Vincenzo Balzani, direttore artistico di Pianofriends e del Concorso Tadini, Philippe Raskin, pianista e docente presso l’Accademia di Vienna, e Giuseppe Andaloro, concertista di fama internazionale al quale è stato richiesto di focalizzare lo studio sul repertorio per pianoforte e orchestra a due pianoforti: un ambito fondamentale nella formazione di un pianista per affrontare il repertorio concertistico e i principali concorsi internazionali con maggiore consapevolezza. Particolare attenzione è riservata, come sempre, ai pianisti più piccoli, grazie alla presenza e all’esperienza di Catia Iglesias, presidente di Pianofriends, e Giovanna Di Donna, che garantiscono un approccio didattico attento, empatico e personalizzato, capace di accompagnare i più giovani nel loro primo percorso di crescita musicale.

Roberto Barrali e Angela Gandolfo

Tra gli appuntamenti più interessanti del mese spicca quello di sabato 25 luglio presso l’Eremo di San Defendente, luogo di grande suggestione con una spettacolare vista sul Sebino, raggiungibile da Esmate (Bg) con una bella passeggiata di circa 40 minuti: qui si esibirà il Duo DissonAnce, che presenterà al pubblico Il favoloso mondo del cinema (inizio concerto ore 21). I fisarmonicisti Roberto Caberlotto e Gilberto Meneghin eseguiranno alcune delle colonne sonore che hanno segnato la storia della settima arte, evocando celebri collaborazioni tra compositori e registi: da Prokofiev-Eisenstein a Hermann-Hitchcock, da Rota-Fellini a Morricone-Leone fino a Williams–Spielberg. L’esecuzione di famosi brani di Bernstein (Ouverture da West Side Story), Herrmann (Ouverture da Intrigo internazionale), Morricone (un omaggio in forma di suite delle musiche scritte per Sergio Leone), Tiersen (suite da Il favoloso mondo di Amélie) e di altri grandi autori verrà accompagnata da brevi riflessioni sul valore espressivo della musica nel linguaggio cinematografico. Caberlotto e Meneghin, che si sono conosciuti nel 2005 ad un corso di perfezionamento dopo il diploma al Conservatorio di Firenze, hanno inciso diversi album e collaborato con formazioni e artisti prestigiosi, tra cui l’Orchestra d’Archi Italiana, la violinista Cecilia Ziano e l’attrice Laura Curino. Alcuni compositori, tra i quali lo stesso Morricone, hanno dedicato brani originali al duo, riconoscendo nel loro approccio una valorizzazione dell’identità timbrica e interpretativa del loro strumento.

Infine, domenica 26 luglio, presso la Cittadella della Musica e dell’Arte di Marone (Bs) andrà in scena il Victor Borge Tribute (ore 21), concerto lirico-vocale, ironico e divertente, con momenti di puro cabaret, che vedrà protagonisti il soprano Angela Gandolfo e il pianista Roberto Barrali. Musicista e comico danese naturalizzato statunitense, Victor Borge sfruttava le sue ottime capacità pianistiche alternando monologhi a scherzi in musica e a sprazzi di autentico pianismo classico. Animati anch’essi da una vena ironica e brillante, Gandolfo e Barrali hanno voluto omaggiare questo grande artista, mettendosi in gioco per offrire al pubblico un repertorio considerato “serio” (incluse alcune romanze di Verdi e Puccini) eseguito in modo esilarante.

Da ricordare che quest’anno ricorre un compleanno importante, il centenario della Motonave Capitanio 1926, il battello più antico del Lago d’Iseo, patrimonio e memoria storica della navigazione lacustre: la ricorrenza verrà festeggiata con sei concerti in programma fino al 5 settembre tra Lovere, Marone, Iseo, Predore, Paratico, Pisogne e Castro e ospitati a bordo dello splendida e storica imbarcazione.

Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione di tre concerti speciali: quello del 27 giugno scorso alla Rocca Martinengo di Monte Isola e i due che andranno in scena sull’Isola di Loreto il 5 settembre, a chiusura della rassegna.

Programma completo del festival, acquisto dei biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info

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I premiati del Premio Internazionale cinearti “La chioma di Berenice” – Premi alla carriera a Barbara Bouchet e a Maurizio Nichetti

Tutti i premiati del
Premio Internazionale Cinearti

“La Chioma di Berenice”
XXVII edizione

Casa del Cinema di Roma, 13 luglio 2026

Il riconoscimento e omaggio targato CNA alla cinematografia italiana e alle professionalità artistiche e artigianali che caratterizzano ogni produzione. Sedici categorie di premiati, un premio speciale – alla Sartoria Farani – Premi alla Carriera a Barbara Bouchet e a Maurizio Nichetti, il Premio Speciale Doppiaggio alla Dubbing Brothers International Italia srl e una Giuria di qualità composta da personalità e professionisti del cinema.

Miglior Film Le assaggiatrici, miglior serie Fuochi d’artificio, miglior regia a Gabriele Mainetti, migliori attori Michele Riondino e Donatella Finocchiano, miglior musica Mauro Pagani

Sono stati assegnati ieri sera all’Arena Estiva della Casa del Cinema di Villa Borghese  i prestigiosi riconoscimenti del Premio Internazionale Cinearti “La Chioma di Berenice”, giunto alla 27esima edizione. Il Premio, istituito nel 1998 dalla CNA, è stato concepito e voluto come “riconoscimento e omaggio alla cinematografia italiana e alle professionalità artistiche ed artigianali che caratterizzano ogni produzione”. Il Premio è nato con l’obiettivo di portare alla ribalta i mestieri autenticamente artigiani il cui ruolo fondamentale nella realizzazione di un film e/o di una serie televisiva, raramente viene riconosciuto e valorizzato.

Barbara Bouchet e Maurizio Nichetti al Premio Cinearti “La Chioma di Berenice” 2026 credito foto Erma Pictures Lucia Casone e Irene Strazzeri

Ad aprire la serata, il Presidente Nazionale CNA Dario Costantini, che porterà i saluti della Confederazione, dando il benvenuto ai presenti e ribadendo l’importanza dell’iniziativa nel contesto delle attività promosse da CNA. Quindi, i saluti e gli interventi di Gianluca Curti (Presidente CNA Cinema e Audiovisivo) e Massimiliano Peri (Presidente CNA Benessere e Sanità). Dalla XXII edizione il Direttore artistico de “La Chioma di Berenice” è Antonio Flamini, curatore e organizzatore di importanti rassegne e festival cinematografici italiani e internazionali. Presidente del Premio fin dalla sua istituzione è Graziella Pera, storica stilista e scenografa italiana, attualmente docente di Fashion Design presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Nel corso della serata finale, presentata da Carolina Rey e Tommaso Giuntella, sono stati consegnati i riconoscimenti e assegnati due Premi alla Carriera e due Premi speciali.

Il Premio alla Carriera a Barbara Bouchet è stato consegnato con la seguente motivazione: “Per aver attraversato con straordinario talento e inconfondibile eleganza oltre mezzo secolo di cinema, televisione e spettacolo, diventando un’icona amata dal pubblico e un punto di riferimento della cultura audiovisiva italiana. Attrice versatile, capace di spaziare con naturalezza dalla commedia al thriller, dal cinema d’autore al genere, Barbara Bouchet ha saputo interpretare epoche, linguaggi e personaggi diversi, lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo. La sua presenza scenica, il carisma e la capacità di reinventarsi hanno accompagnato un percorso artistico ricco di successi, sempre sostenuto da professionalità, passione e autenticità. Con questo riconoscimento, il Premio Chioma di Berenice rende omaggio a una carriera esemplare, che ha saputo coniugare fascino, talento e dedizione, celebrando una protagonista che continua a rappresentare un patrimonio prezioso del cinema e dello spettacolo italiano e internazionale”.

Il Premio alla Carriera a Maurizio Nichettiè stato consegnato con la seguente motivazione: “Autore che ha attraversato il cinema italiano con la leggerezza di chi sa che l’ironia è la forma più alta dell’intelligenza. Regista, attore, sceneggiatore e animatore, ha saputo unire nella sua opera il rigore della sperimentazione formale e la grazia della comicità popolare, portando nel cinema il linguaggio del disegno animato e nel disegno animato la vivacità del cinema dal vero. Da Ratataplan a Ladri di saponette, fino a Volere volare, ha costruito un immaginario capace di mescolare i piani della realtà e della finzione con un’invenzione visiva che ha fatto scuola, restituendo al pubblico italiano una comicità intelligente, mai urlata, sempre pensata. Con questo Premio alla Carriera, la Chioma di Berenice rende omaggio a un artista che ha saputo far ridere riflettendo, e riflettere facendo ridere, in oltre quarant’anni dedicati con coerenza e curiosità al racconto per immagini”.

A questi ultimi si aggiungono due Premi Speciali. Il Premio Speciale alla Sartoria Farani, con la seguente motivazione: “Custode di un’arte che ha vestito la storia del cinema, del teatro e della televisione italiana. Fondata a Roma nel 1962 da Piero Farani, ha attraversato oltre sessant’anni di spettacolo firmando i costumi di Pasolini, Fellini e Zeffirelli, portando a casa due premi Oscar e restituendo al pubblico immagini che sono entrate nell’immaginario collettivo. Sotto la guida di Luigi Piccolo, che ne ha raccolto l’eredità, la Sartoria ha saputo unire la sperimentazione delle origini allo studio rigoroso della ricostruzione storica, restando un punto di riferimento assoluto per il cinema italiano e internazionale. Con questo Premio Speciale, la Chioma di Berenice rende omaggio a un mestiere che è arte silenziosa: quella di chi, dietro le quinte, dà forma e verità ai personaggi che il pubblico impara ad amare”.

Quindi, Premio Speciale Doppiaggio alla Dubbing Brothers International Italia srl per il film Hamnet- Nel nome del Figlio diretto da Chloé Zhao, con la seguente motivazione: “Per aver saputo restituire in lingua italiana la delicatezza di una storia che affonda le proprie radici nella nascita stessa del teatro moderno, dando voce a un dolore intimo e universale senza mai tradirne la sottigliezza emotiva. Un lavoro di adattamento e direzione del doppiaggio che ha saputo onorare la complessità di un film in cui ogni parola anticipa, in qualche modo, la parola più celebre della letteratura occidentale”.

Ecco tutti i premiati della serata:

Miglior Acconciatura: Marco Perna per Fuori;
Miglior Trucco: Luigi Rocchetti per Itaca – Il Ritorno;
Migliori Costumi: Ursula Patzak per Duse;
Migliore Scenografia: 
Andrea Castorina per La città proibita;
Miglior Compositore: Mauro Pagani per Le assaggiatrici;
Miglior Autore della Fotografia: Cesare Bastelli per L’orto americano;
Miglior Arredatore: Marco Martucci per La città proibita; 
Migliore Regia: Gabriele Mainetti per La città proibita;
Migliore Attore: Michele Riondino per Primavera;
Migliore Attrice: Donatella Finocchiaro per L’amore che ho;
Miglior Produttori: Vivo Film per Le città di pianura;
Miglior Montaggio: Giogiò Franchini per Il maestro;
Miglior Film: Le assaggiatrici, di Silvio Soldini;
Migliore Serie: Fuochi d’artificio, di Susanna Nicchiarelli;
Miglior Cortometraggio A domani, di Emanuele Vicorito, prodotto da Mad Entertainment;
Miglior Documentario: Nino. 18 giorni, di Toni D’Angelo

A premiare le 16 categorie, tra cui miglior film e migliore serie, una Giuria di qualità, con presidente l’attrice Barbara Bouchet e composta da Andrea Roncato (attore), Gabriele Cirilli (attore), Antonio Catania (attore), Blas Roca Rey (attore), Eleonora Ivone (attrice e regista), Stefania Casini (attrice), Iris Peynado (attrice), Daniela Poggi (attrice), Giuseppe Pedersoli (produttore), Sofia Bruscoli (conduttrice RAI), Maurizio Nardi (truccatore), Martina Cossu (truccatore), Aldo Signoretti (acconciatore), Rodolfo Sifari (acconciatore), Carlo Poggioli (costumista), Isabelle Caillaud (costumista), Eva Coen (costumista), Marco Dentici (scenografo), Giovanni Licheri (scenografo), Stefano Reali (regista e musicista), Andrea Guerra (compositore), Nino Celeste (direttore della fotografia), Roberto Girometti (direttore della fotografia), Iole Autero (arredatore) e Livia Borgonzoni (arredatore).

Anche quest’anno l’iniziativa si è avvalsa del supporto di Banca Etica come main sponsor e del patrocinio di ASC, Accademia delle Belle Arti di Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia, Fondazione Cinema per Roma. L’evento è stato patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. Come ogni anno il Premio partecipa al Bando del Ministero della Cultura per le attività e le iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva e a quello regionale “Lazio Terra di Cinema” che sostiene la cultura cinematografica e audiovisiva nei territori. Il Premio, infine, anche quest’anno ha rivolto un’attenzione particolare ai temi della sostenibilità attraverso l’adozione di strumenti volti a incentivare l’ospitalità e la mobilità sostenibili, l’utilizzo esclusivo di materiali di comunicazione digitali e la diffusione di comportamenti consapevoli sui temi e sulle sfide ambientali.

Per maggiori informazioni:
www.cna.it/premiochiomadiberenice/
www.facebook.com/CNANazionale

tel. 06 441881
cna@cna.it

Ufficio stampa NowPress
Raffaella Spizzichino +39 338 8800199
Carlo Dutto + 39 348 0646089
info@nowpress.net

LE CINQUINE FINALISTE 2026

MIGLIORE FILM CANDIDATI
LA CITTÀ PROIBITA Wildside
LA GRAZIA The apartment
LE ASSAGGIATRICI Lumiere&Co
CINQUE SECONDI Greenboo production, Indiana Production
L’ORTO AMERICANO Duea film
ELISA Tempesta

 

MIGLIORE SERIE TV CANDIDATI
M – IL FIGLIO DEL SECOLO Joe Wright
FUOCHI D’ARTIFICIO Susanna Nicchiarelli
IL MOSTRO Stefano Sollima
STORIA DELLA MIA FAMIGLIA Claudio Cupellini
A.C.A.B. – LA SERIE Michele Alhaique

 

MIGLIORE REGIA CANDIDATI
LA GRAZIA Paolo Sorrentino
LA CITTÀ PROIBITA Gabriele Mainetti
CINQUE SECONDI Paolo Virzì
LE ASSAGGIATRICI Silvio Soldini
LA VITA DA GRANDI Greta Scarano

 

MIGLIOR ATTORE CANDIDATI
LA GRAZIA Toni Servillo
CINQUE SECONDI Valerio Mastandrea
TRE CIOTOLE Elio Germano
PRIMAVERA Michele Riondino
BUEN CAMINO Checco Zalone

 

MIGLIOR ATTRICE CANDIDATI
PRIMAVERA Tecla Insolia
LA VITA VA COSÌ Virginia Raffaele
DUSE Valeria Bruni Tedeschi
LA VITA DA GRANDI Matilda De Angelis
L’AMORE CHE HO Donatella Finocchiaro
MIGLIOR PRODUTTORE CANDIDATI
PRIMAVERA Indigo Film
LE CITTÀ DI PIANURA Vivo Film
LA CITTÀ PROIBITA Wild side
BUEN CAMINO Indiana Production
LA VALLE DEI SORRISI Fandango
MIGLIOR ACCONCIATURA CANDIDATI
PRIMAVERA Marta Jacoponi
DUSE Samankta Giorgia Mura
FUORI Marco Perna
ITACA – IL RITORNO Elisabetta De Leonardis
QUEER Massimo Gattabrusi

 

MIGLIOR TRUCCO CANDIDATI
DUSE Maurizio Fazzini
ITACA – IL RITORNO Luigi Rocchetti
MILAREPA Vittorio Sodano
ANNA Diego Avolio
LA GRAZIA Paola Gattabrusi

 

MIGLIORI COSTUMI CANDIDATI
PRIMAVERA Maria Rita Barbera, Gaia Calderone
ZVANÌ – IL ROMANZO FAMIGLIARE DI GIOVANNI PASCOLI Edoardo Russo
DUSE Ursula Patzak
LA CITTÀ PROIBITA Susanna Mastroianni
TESTA O CROCE? Andrea Cavalletto

 

MIGLIORE SCENOGRAFIA CANDIDATI
LA CITTÀ PROIBITA Andrea Castorina
LA GRAZIA Ludovica Ferrario
DUSE Gaspare De Pascali
ITACA – IL RITORNO Giuliano Pannuti
FUORI Carmine Guarino

 

MIGLIORE COMPOSITORE CANDIDATI
LE ASSAGGIATRICI Mauro Pagani
LA CITTÀ PROIBITA Franco Amurri
LA VITA VA COSÌ Moses Concas
L’AMORE CHE HO Carmen Consoli
L’ORTO AMERICANO Stefano Arnaldi
MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA CANDIDATI
LA GRAZIA Daria D’Antonio
LA CITTÀ PROIBITA Paolo Carnera
DUSE Marco Graziaplena
LE ASSAGGIATRICI Renato Berta
L’ORTO AMERICANO Cesare Bastelli

 

MIGLIORE ARREDATORE CANDIDATI
LA CITTÀ PROIBITA Marco Martucci
ZVANÌ – IL ROMANZO FAMIGLIARE DI GIOVANNI PASCOLI Maria Costanza
DUSE Carlotta Desmann
ITACA – IL RITORNO Francesca Bottaro
LA GRAZIA Laura Casalini

 

MIGLIOR MONTAGGIO CANDIDATI
LA CITTÀ PROIBITA Francesco Di Stefano
LA GRAZIA Cristiano Travaglioli
LE CITTÀ DI PIANURA Paolo Cottignoli
PRIMAVERA Walter Fasano
NONOSTANTE Chiara Vullo
IL MAESTRO Giogiò Franchini

 

MIGLIORE CORTOMETRAGGIO CANDIDATI
A DOMANI Mad Entertainment
ARCA Eclettica
ASTRONAUTA Zoe Films
KUSHTA MAYN, LA MIA COSTANTINOPOLI CSC Production
RUKELI Antropica
MIGLIORE DOCUMENTARIO CANDIDATI
BOBÒ Fabrique Entertainment
NINO. 18 GIORNI Isola produzioni con RAI Cinema
SOTTO LE NUVOLE 21Uno Film
ELVIRA NOTARI – OLTRE IL SILENZIO Parallelo 41 produzioni
ROBERTO ROSSELLINI, PIÙ DI UNA VITA B&B film

 

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Oltre lo schermo: al “Giffoni Film Festival” si apre il dialogo sul ruolo educativo del cinema.

Con Pietro Morello ospite dell’incontro, Spaggiari e Giffoni Innovation Hub danno vita a un confronto dedicato alla media education e ai nuovi linguaggi della comunicazione, attraverso la piattaforma ClasseViva EXTRA.

15 luglio 2026 – Il cinema è uno strumento capace di stimolare pensiero critico, creatività e partecipazione. Da questa visione nasce l’iniziativa che Spaggiari porta al “Giffoni Film Festival”, dove la media education diventa occasione di confronto con i giovani sul valore della comunicazione e sul ruolo che l’audiovisivo può avere nella formazione delle nuove generazioni.Momento centrale sarà l’incontro “ClasseViva EXTRA, la scuola oltre l’aula”, in programma il 19 luglio, che vedrà ospite il creator Pietro Morello. Insieme ai referenti di Spaggiari e di Giffoni Innovation Hub, Morello dialogherà con i giovani sul valore della comunicazione e della responsabilità nella creazione di contenuti, offrendo uno spunto di riflessione sul modo in cui i nuovi linguaggi possono diventare strumenti di conoscenza, partecipazione e cittadinanza.

Il confronto proseguirà anche dopo il Festival con contenuti fruibili attraverso la piattaforma ClasseViva EXTRA, che offre strumenti e servizi innovativi pensati per accompagnare studenti e famiglie oltre la didattica tradizionale.

«Oggi educare significa anche aiutare i ragazzi a orientarsi in un ecosistema mediatico sempre più complesso, nel quale convivono informazione, social network, creator e intelligenza artificiale. La media education rappresenta una competenza fondamentale per formare cittadini consapevoli», commenta Andrea Pizzola, Chief Marketing & Digital Officer di Spaggiari. «Con ClasseViva EXTRA vogliamo offrire ai giovani occasioni, strumenti e contenuti capaci di accompagnarli oltre l’aula, aiutandoli non soltanto a fruire dei media, ma anche a comprenderne i linguaggi e farne un uso responsabile».

«Il confine tra apprendimento e produzione creativa è ormai superato: si impara creando e si crea per capire. Come Giffoni Innovation Hub, crediamo che la produzione di contenuti originali sia la forma più evoluta di media education. Portare la nostra esperienza nelle scuole con “La scuola oltre l’aula” permette agli studenti di non essere solo fruitori, ma autori consapevoli del proprio percorso formativo e culturale», dichiara Luigi Sales, Head of Original Productions presso Giffoni Innovation Hub.

La partecipazione al Giffoni Film Festival si inserisce nel percorso con cui Spaggiari promuove la media education attraverso il dialogo tra scuola, cultura e audiovisivo. Il prossimo appuntamento sarà il 4 settembre alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con “Educare allo Sguardo”, iniziativa realizzata in collaborazione con WeShort che valorizzerà i migliori progetti di cinema e media education delle scuole italiane.

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Fil rouge: corpo e calanchi per l’estate d’arte di Gaggenau a Milano. Mostra personale di Betty Salluce, a cura di Sabino Maria Frassà

Fino al 4 dicembre, nello spazio Gaggenau di Milano, va in scena il secondo atto della mostra Punti di contatto. Con Fil Rouge, Betty Salluce presenta nuove opere, tra cui la sua settima Mano: un nuovo capitolo del ciclo manifesto avviato nel 2018. Il filo rosso segue le linee della mano come una geografia interiore e attraversa i calanchi della Basilicata: una traccia vitale che unisce corpo e paesaggio, facendo del legame una forma condivisa di riconoscimento ed empatia.

Milano, 13 luglio 2026 – Punti di contatto – Restiamo in ascolto entra nel suo secondo atto. La mostra personale di Betty Salluce, curata da Sabino Maria Frassà e promossa da Cramum e Gaggenau nel suo spazio nel cuore di Milano, presenta Fil Rouge, un nuovo nucleo di opere inedite che amplia la ricerca dell’artista e accompagnerà il pubblico fino alla conclusione dell’esposizione, il 4 dicembre 2026.Se il primo capitolo nasceva dalla domanda formulata nel 1974 dal filosofo Thomas Nagel – “Com’è essere un pipistrello?” – e rifletteva sull’impossibilità di conoscere pienamente l’esperienza dell’altro, Fil Rouge compie un passo ulteriore. Non cerca una risposta, ma mostra come l’empatia non coincida con il possesso dell’esperienza altrui: nasce piuttosto dalla capacità di costruire una relazione, accettando che una parte dell’altro rimanga irriducibilmente intima e misteriosa. È proprio questo limite a rendere possibile una conoscenza fondata sul rispetto. Questa evoluzione nasce anche dal dialogo con lo spazio Gaggenau e con le nuove interfacce Expressive e Minimalistic, che hanno ispirato il progetto sin dal suo esordio a gennaio. Fin dalla prima parte della mostra, il design e la ricerca di Betty Salluce hanno condiviso una stessa idea di prossimità: avvicinare senza imporre, accogliere la presenza dell’altro, trasformare il contatto in relazione. Con Fil Rouge, questa intuizione si approfondisce e trova una nuova forma: “il filo rosso estende la relazione dal corpo al paesaggio, facendo dell’empatia non solo un gesto tra persone, ma un modo di abitare il mondo”, osserva Sabino Maria Frassà, curatore della mostra.“In risonanza con la ricerca artistica di Betty Salluce, Gaggenau propone un’interfaccia utente che pratica la prossimità: un sensore che accoglie la presenza più che richiederla e un “sole nascente” che orienta a distanza il gesto del cucinare. Non spettacolo, ma misura, eleganza e senso profondo dell’abitare: è questo il terreno d’incontro tra design e arte.” commenta Mistral Accorsi, Brand Manager Gaggenau. Il cuore del nuovo progetto è la settima Mano di Betty Salluce, una nuova opera del ciclo avviato nel 2018 e divenuto il manifesto più riconoscibile della sua ricerca. In otto anni l’artista ha realizzato soltanto sette Mani: opere-manifesto che accompagnano i passaggi più significativi della sua vita e del suo percorso creativo.

“Questa settima Mano segna per me un passaggio radicale, in qualche modo anche sofferto, a lungo meditato e profondamente voluto. Dopo anni di lavoro sulle mani di sconosciuti, spesso legate a storie di immigrazione e di forte impatto sociale, il punto di partenza per riflettere sull’empatia e sul rapporto con l’altro non è più una persona incontrata brevemente, ma il corpo del mio compagno. La sua mano, che conosco così bene, una volta trasformata in opera non appartiene più soltanto a noi due: diventa un punto di contatto, il luogo attraverso cui ciascuno si presenta all’altro e costruisce intimità, un simbolo universale dell’incontro tra due persone. Con le mani conosciamo il mondo: a volte per pochi secondi, altre per tutta la vita. Era proprio questo il bisogno che sentivo: raccontare un’universalità capace di andare oltre la storia della singola mano. Sono tutte forme di empatia che mi portano a riflettere sul nostro essere tutti uguali e, insieme, profondamente unici: mondi portatori di storie che non si conoscono mai abbastanza e che affidiamo agli altri timidamente, con pudore, ma anche con il desiderio di ascoltare e di metterci in gioco”, racconta Betty Salluce. Da qui nasce il senso più profondo di Fil Rouge. Il filo rosso non indica soltanto il segno che attraversa fisicamente le opere, ma il principio di continuità che lega corpo, paesaggio e relazione. “Per Salluce il rosso non è il colore della ferita, ma della vita che circola: energia, possibilità, percorso. Il filo segue le linee della mano come una geografia interiore e poi attraversa i calanchi della Basilicata, trasformandosi in radice, corso d’acqua, incisione della terra. Betty Salluce non racconta il contatto come fusione, ma come spazio di reciproco riconoscimento: il filo rosso avvicina, attraversa e connette, lasciando intatto il mistero dell’altro”, osserva Sabino Maria Frassà, curatore della mostra. Corpo e terra diventano così due geografie della stessa vita. Il filo rosso racconta l’energia che le attraversa entrambe: nasce dall’intimità di una mano e raggiunge il paesaggio, trasformando una storia personale in una forma condivisa di empatia. È questa la traiettoria di Fil Rouge: un percorso che, nello spazio Gaggenau, continua a crescere insieme alla mostra, facendo dell’arte e del design un esercizio concreto di ascolto, relazione e riconoscimento.

Informazioni su Gaggenau

Gaggenau produce elettrodomestici professionali di altissima qualità ed è al contempo simbolo di innovazione tecnologica e design “Made in Germany”. L’azienda, la cui origine risale al 1683, rivoluziona l’universo degli elettrodomestici portando caratteristiche professionali nelle case di chi ricerca la differenza, anche nella cucina privata. Il successo delle sue soluzioni si fonda su una forte componente artigianale della manifattura e su un design senza tempo dalle forme pure e lineari, associati a un’elevata funzionalità e avanguardia tecnologica. Dal 1995 Gaggenau fa parte del gruppo BSH Hausgeräte GmbH, con sede centrale a Monaco, in Germania, ed è presente in più di 50 Paesi in tutto il mondo con più di 60 flagship e showroom nelle principali città, tra cui quello di Milano inaugurato in collaborazione con il partner DesignElementi nel 2018.

La differenza ha nome Gaggenau

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Informazioni su CRAMUM

Cramum è un progetto non profit che dal 2012 sostiene le eccellenze artistiche in Italia e nel Mondo. Il nome è stato scelto proprio perché significa “crema”, la parte migliore (del latte) in latino, lingua da cui deriva l’italiano e su cui si è plasmata la nostra cultura. Cramum promuove attivamente mostre e progetti culturali volti a valorizzare Maestri dell’arte contemporanea non ancora noti al grande pubblico, sebbene affermati nel mondo dell’arte. Dal 2014, sotto la direzione artistica di Sabino Maria Frassà, Cramum intraprende con successo un piano di sviluppo di progetti di Corporate Social Responsibility in ambito artistico, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana nel 2015.

www.amanutricresci.com/cramum/

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Informazioni su DesignElementi

Dal 2003 DesignElementi è distributore esclusivo di Gaggenau, il marchio luxury dell’incasso del Gruppo BSH Elettrodomestici S.p.A. Opera come gruppo organizzato in due strutture sinergiche con 5 spazi espositivi: DesignElementi Milano segue Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, mentre DesignElementi Marche si occupa della distribuzione per Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo, Romagna e Molise. Nel corso degli anni l’offerta commerciale è stata arricchita da partnership con esclusivi brand del mondo ambiente cucina e da un ventaglio di servizi che DesignElementi offre ai propri clienti: consulenza a 360°, eventi culturali, showcooking, corsi di formazione e corsi di cucina.

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Melicuccà, Capitale della Poesia. Festa della Poesia dedicata a Lorenzo Calogero – Terza Edizione – Melicuccà (RC) 6 -11 agosto 2026

Ospiti internazionali, nuove pubblicazioni, teatro, arti visive, musica e un grande omaggio a Giancarlo Cauteruccio e a Plinio Perilli.

Giunge alla sua terza edizione la Festa della Poesia “Lorenzo Calogero”, il progetto culturale nato a Melicuccà per restituire al grande poeta calabrese il posto che gli spetta nella storia della letteratura italiana ed europea. Ideata e curata dal regista e editore Nino Cannatà, promossa da LYRIKS Edizioni, la manifestazione è oggi molto più di un festival letterario: è un laboratorio permanente di ricerca in cui poesia, teatro, arti visive, musica, filosofia e paesaggio si incontrano, trasformando il piccolo borgo aspromontano in un luogo di produzione culturale aperto al dialogo nazionale e internazionale.Nata con l’obiettivo di riscoprire la figura di Lorenzo Calogero e di restituire centralità a una delle voci più originali del Novecento europeo, la Festa della Poesia ha progressivamente ampliato il proprio orizzonte, facendo di Melicuccà un punto di incontro tra generazioni, linguaggi e discipline. La poesia diventa così il luogo da cui ripensare il presente, mettendo in relazione memoria e contemporaneità, ricerca artistica e identità dei luoghi.Il progetto continua a crescere grazie al sostegno del Comune di Melicuccà, con il patrocinio della Regione Calabria, del Consiglio regionale della Calabria e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, e grazie alla collaborazione di una rete di istituzioni e partner culturali che condividono una medesima visione. Accanto alla storica presenza della Fondazione Leonardo Sinisgalli, il cui legame con la Festa rinnova idealmente l’amicizia che unì Lorenzo Calogero e Leonardo Sinisgalli, oggi simbolicamente rafforzata dal gemellaggio tra Melicuccà e Montemurro, collaborano al progetto il Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria, la Biblioteca Consorziale di Viterbo, il Junior Poetry Festival, l’Archivio Giancarlo Cauteruccio, la Compagnia Teatrale Krypton e numerose realtà impegnate nella promozione della cultura, della formazione e della ricerca artistica.

Ad aprire la manifestazione sarà l’ampliamento del Viale dei Canti, il progetto ideato da Giuseppe Caccavale Studio, inaugurato nel 2025 con i versi e i disegni di Lorenzo Calogero. L’intervento sarà esteso per altri trenta metri con gli scritti e i disegni di Giuseppe Fantino, scrittore e saggista melicucchese, amico del poeta, dando così continuità a un’opera destinata a trasformarsi negli anni in un museo poetico a cielo aperto. Il significato del dialogo tra poesia e arti visive sarà al centro dell’incontro inaugurale con Camilla Miglio, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Marina Valensise, scrittrice e giornalista, Consigliere delegato dell’INDA, e lo stesso Giuseppe Caccavale, docente all’École nationale supérieure des Arts Décoratifs di Parigi. Un confronto dedicato alla capacità della parola poetica di generare immagini, forme e nuovi spazi della conoscenza. La giornata inaugurale si concluderà con un Incontro-concerto dal titolo Suoni dell’Aspromonte con i polistrumentisti della musica di tradizione orale Mimmo Morello e Filippo Stilo.

Lorenzo Calogero e i grandi dialoghi della poesia

L’intero programma della Festa della Poesia 2026 è attraversato da un’idea precisa: mettere Lorenzo Calogero in dialogo con le grandi voci della letteratura italiana ed europea, facendo emergere la sorprendente attualità della sua opera e la rete di relazioni che essa continua a generare. Uno dei momenti centrali sarà dedicato al rapporto tra Lorenzo Calogero e Giacomo Leopardi, un confronto che attraversa il sentimento del paesaggio, l’inquietudine dell’esistenza e la ricerca di un linguaggio capace di oltrepassare i confini dell’esperienza. A questo tema è dedicata la nuova pubblicazione di Giuseppe Fantino, a cura di Fortunato Mannino, con prefazione di Luigi Tassoni, edita da LYRIKS. Luigi Tassoni presenterà inoltre Gli infiniti di Lorenzo Calogero, volume che raccoglie i suoi principali saggi dedicati al poeta, scritti dal 1978 a oggi. Un’opera che rappresenta il punto di approdo di quasi cinquant’anni di studi e che è stata presentata in anteprima al recente Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il tema del ritorno, da Omero fino alla poesia contemporanea, sarà invece al centro dell’incontro con Milo De Angelis, tra i maggiori poeti europei viventi, chiamato a riflettere sul viaggio come esperienza poetica, esistenziale e civile. Un percorso che, attraverso la parola di Calogero, si apre ai grandi archetipi della cultura mediterranea. Accanto ai maestri riconosciuti della poesia italiana, la Festa dedicherà un significativo spazio alle voci della Calabria, riaffermando il ruolo della regione come laboratorio di ricerca letteraria. Saranno ricordati Alba Florio e Franco Costabile, figure fondamentali del Novecento, mentre Alfredo Panetta, recente vincitore del Premio Flaiano per la Poesia 2026, offrirà una testimonianza della vitalità della nuova poesia calabrese. Di grande interesse la riscoperta del poeta Gian Giacomo Menon, definito “il gemello di Calogero diviso alla nascita”, che lascia un milione di versi e che LYRIKS raccoglie in una antologia di poesie scelte 1930-1998 a cura di Cesare Sartori, con un saggio di Rienzo Pellegrini con copertina di Giuseppe Zigaina. Nel segno della grande tradizione poetica europea, la manifestazione celebrerà inoltre due importanti anniversari. Agli ottocento anni del Cantico delle Creature di San Francesco sarà dedicato l’incontro “Da San Francesco a Lorenzo Calogero”, con Paolo Rigo, mentre il centenario della morte di Rainer Maria Rilke offrirà l’occasione per un approfondimento affidato a Marilena Garis, dedicato all’eredità di uno dei poeti che maggiormente hanno influenzato la sensibilità lirica del Novecento.

Daniela Marcheschi si occuperà di una disamina critica sulla poesia di Lorenzo Calogero.

La Festa conferma anche la propria apertura internazionale attraverso un confronto con alcune delle voci più autorevoli della poesia contemporanea. Un incontro sarà dedicato alla poetessa statunitense Jorie Graham, con la partecipazione della sua traduttrice Antonella Francini, mentre un secondo appuntamento approfondirà la recente traduzione inglese delle poesie di Lorenzo Calogero grazie al dialogo tra John Taylor e Franca Mancinelli, protagonisti di un prezioso lavoro di diffusione dell’opera calogeriana nel panorama internazionale. Ampio spazio sarà riservato anche all’editoria e alla critica. La rivista Avamposto, che ha recentemente dedicato un numero monografico a Lorenzo Calogero, sarà protagonista di un incontro con il direttore Sergio Bertolino, offrendo un’occasione di riflessione sul rinnovato interesse della critica italiana verso il poeta di Melicuccà. Tra gli appuntamenti più originali figura, inoltre, il progetto Alta gola, un attraversamento dell’epica classica tra parola, voce e musica elettronica. L’iniziativa, ideata da Sacha Piersanti, con Ludovica Bove e Lorenzo Bove, intreccia testi, traduzioni, canto e live electronics, proponendo una rilettura contemporanea della tradizione classica e confermando la vocazione della Festa a mettere in dialogo linguaggi artistici differenti. Nel corso della manifestazione sarà infine possibile visitare, negli spazi di Palazzo Capua, un articolato percorso espositivo che riunisce opere di Giuseppe Caccavale, Giovanni Longo, Giuseppe Correale, installazioni, video e opere multimediali. Tra queste, il pubblico potrà ritrovare il Laboratorio per l’addestramento della Luce di Giancarlo Cauteruccio e la proiezione del documentario Sulla punta di una matita. Conversazioni con Milo De Angelis, diretto da Viviana Nicodemo.

In ricordo di due grandi Maestri della cultura italiana: Cauteruccio e Perilli.

L’edizione 2026 sarà anche l’occasione per ricordare due protagonisti della cultura italiana recentemente scomparsi, ai quali la Festa dedica due intensi momenti di memoria.

Il primo sarà dedicato a Plinio Perilli, poeta, saggista e intellettuale tra i più autorevoli della sua generazione. L’incontro, curato da Marco Palladini, ripercorrerà il suo contributo alla critica letteraria e il profondo rapporto che Perilli aveva instaurato con l’opera di Lorenzo Calogero, riconoscendone la statura di uno dei grandi poeti del Novecento italiano. Proprio Perilli, venuto a mancare in maggio, aveva usato parole di grande spessore culturale e umano per Lorenzo Calogero, in occasione del premio L’Albero di Rose di Accettura 2025 conferito all’antologia di poesie scelte 1032-1960 del poeta di Melicuccà (edizioni LYRIKS, 2024): «Misterioso e anche un po’ segreto, il suo lavoro va annoverato tra gli esiti più alti come di un post-ermetismo tardi anni ’50 e poi inizio ’60, di impennata e struggente febbre lirica. Scoperto da Leonardo Sinisgalli, editato nel ’56 in Come in dittici, e poi nella storica edizione Lerici in 2 voll., 1962-66 (a cura di Giuseppe Tedeschi e Roberto Lerici), egli nutriva e accarezzava “un’idea dell’essere come tremore, terrore, catena di eventi fulminei, rotti, casuali; il poeta arriva a cogliere un soffio, una scintilla e a restituircene qualche similitudine.” Continua Sinisgalli: “I suoi lapsus sembrano trascrizione di uno stato d’estasi”. Dal che si comprende anche la forte, ammirata attenzione di Amelia Rosselli verso questa poesia così tragica e insieme sapienziale, effusiva e allibita».

Un altro intenso spazio sarà dedicato a Giancarlo Cauteruccio, regista, autore, scenografo e fondatore del Teatro Studio Krypton, che ha attraversato oltre quarant’anni di ricerca teatrale, dando vita a un linguaggio inconfondibile che ha dialogato con la poesia, l’arte contemporanea, il cinema, l’architettura e la sperimentazione tecnologica. Il suo incontro con la Festa della Poesia dedicata a Lorenzo Calogero è apparso fin dall’inizio naturale. A partire dalla prima edizione, nel 2024, il Maestro ha riconosciuto nel progetto di Melicuccà un luogo autentico di ricerca e di libertà, contribuendo con generosità alla sua crescita culturale. I laboratori di improvvisazione teatrale realizzati con i giovani migranti accolti dal progetto SAI, le riflessioni sul rapporto tra teatro e poesia, il dialogo costante con artisti e studiosi e la sua presenza discreta ma determinante hanno lasciato un’impronta profonda nella comunità e nell’identità stessa della manifestazione. L’edizione 2025 aveva già visto Cauteruccio protagonista di uno dei momenti più intensi della Festa, con la prova aperta dedicata a Saverio Strati. Oggi quella presenza assume il valore di una preziosa eredità culturale che la Festa della Poesia intende custodire e trasmettere. Per questo motivo la manifestazione dedica al Maestro un articolato percorso di memoria che accompagnerà l’intera durata del festival. Il primo momento sarà l’intitolazione della Residenza d’Artista di Palazzo Capua, inaugurata dallo stesso Giancarlo Cauteruccio nell’agosto del 2024 e successivamente abitata insieme alla moglie Anna G. Lufrano-Cauteruccio durante l’edizione 2025. Lo svelamento della targa commemorativa non rappresenterà soltanto un gesto simbolico, ma il riconoscimento permanente di un legame profondo tra il Maestro e Melicuccà. In questa occasione Anna G. Lufrano-Cauteruccio presenterà Trilogia delle metamorfosi (LYRIKS Edizioni), volume che raccoglie tre intensi monologhi ispirati alla storia, all’archeologia e alla memoria poetica della Calabria. Il momento culminante dell’omaggio sarà sabato 8 agosto con la serata-evento “Il poeta della luce. Giancarlo Cauteruccio e il Teatro Studio Krypton”, concepita come un grande racconto corale, costruito con materiali audio visivi, immagini e documenti storici sulla sua vicenda artistica e umana. A condividere ricordi, riflessioni e testimonianze saranno studiosi, artisti, amici e collaboratori che hanno accompagnato il Maestro nel suo percorso creativo. Hanno già confermato la loro partecipazione, tra gli altri, Massimo Bevilacqua, Andrea Cortellessa, Stefania De Cola, Stefano Fomasi, Loris Giancola, Anna G. Lufrano-Cauteruccio, Laura Marchianò, Marco Palladini, Marcello Sambati, Antonella Francini, Anna Maria De Luca e Luca Michienzi.

Un laboratorio di comunità tra paesaggio, formazione e nuove generazioni

La Festa della Poesia non è soltanto un luogo di ascolto, ma un’esperienza da vivere. Palazzo Capua diventerà uno spazio aperto di incontro e di sperimentazione, mentre il borgo di Melicuccà e i luoghi cari a Lorenzo Calogero saranno attraversati da laboratori, percorsi naturalistici, momenti di lettura condivisa e attività dedicate a pubblici di ogni età. Un’attenzione particolare sarà riservata ai più giovani grazie alla collaborazione con il Junior Poetry Festival e con Junior Poetry Magazine, che proporranno laboratori e attività coordinate da Grazia Gotti e Chiara Basile, confermando la volontà della Festa di investire nella formazione delle nuove generazioni e nella diffusione della poesia come esperienza educativa e civile.

Tra gli appuntamenti più attesi torna il percorso nei luoghi dell’anima di Lorenzo Calogero, accompagnato dalla guida ufficiale del Parco Nazionale dell’Aspromonte Sabine Ment, un itinerario che unisce natura, memoria e letteratura. A questo si affiancherà il laboratorio itinerante di scrittura poetica condotto da Franca Mancinelli, in collaborazione con John Taylor, occasione privilegiata di confronto tra pratica poetica, traduzione e osservazione del paesaggio.

L’edizione 2026 conferma l’attenzione della manifestazione ai temi della sostenibilità ambientale. Attraverso il progetto “La poesia verde”, curato da Rosario Previtera insieme all’associazione partner Save Your Globe, saranno proposte iniziative dedicate agli obiettivi dell’Agenda 2030, rivolte sia agli adulti sia ai bambini. Dall’utilizzo dell’acqua proveniente dalla storica fonte Vina di Melicuccà, distribuita esclusivamente in bottiglie di vetro, alle attività di sensibilizzazione ambientale, la Festa rinnova il proprio impegno verso un modello di manifestazione capace di coniugare cultura e responsabilità ecologica. A suggellare la conclusione della manifestazione sarà una prima assoluta, commissionata dalla Festa della Poesia al compositore Andrea F. Calabrese. L’opera nasce da un frammento di partitura musicale rinvenuto tra i quaderni inediti di Lorenzo Calogero e prende il titolo da uno dei suoi versi più evocativi: Aereo suono odi nello spazio. La composizione sarà eseguita dal Quintetto La Nuova Verdi, con Grazia Barillà e Simona Sciammarella ai violini, Giovanni Caridi al violoncello, Giuseppe Fratto al flauto e lo stesso Andrea F. Calabrese al pianoforte. Una creazione originale che restituisce alla musica una traccia rimasta silenziosa per decenni, trasformando un appunto del poeta in un’opera contemporanea.

L’edizione 2026 della Festa della Poesia dedicata a Lorenzo Calogero sarà una congerie di esperienze trasversali, accessibili a tutti e gratuite, in cui sarà possibile sperimentare uno dei valori che sta alla base del gesto poetico: la condivisione in nome della verità, sempre cara a Lorenzo Calogero.

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