Lucca Film Festival 2026 XXII Edizione: venerdì 2 ottobre Liliana Cavani riceverà il Premio alla Carriera e presenterà due suoi lavori dedicati a San Francesco con Fabio Ferzetti.

Liliana Cavani riceve il Premio alla Carriera e presenta due suoi lavori dedicati a San Francesco con Fabio Ferzetti, il lungometraggio giapponese IAI in concorso, la seconda giornata di proiezioni dei cortometraggi in concorso e fuori concorso, la masterclass di Valentina Tanni e l’incontro su moda e design Dietro il costume: arte, personaggio e visione con la costumista Premio Oscar Franca Squarciapino.

30/08/2023 Biennale di Venezia, 80 Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica, cerimonia di apertura con il Leone d’Oro alla Carriera alla regista Liliana Cavani nella foto

Settima giornata, domani – venerdì 2 ottobre – della ventiduesima edizione del Lucca Film Festival, che si tiene fino al 4 ottobre a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – con la direzione artistica di Nicola Borrelli e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La serata del festival sarà illuminata dalla consegna del Premio alla Carriera alla regista e sceneggiatrice Liliana Cavani. La giornata si apre alle ore 10:00 al Complesso di San Micheletto con la proiezione di sette cortometraggi realizzati dagli studenti all’interno del progetto C.I.P.S. 2026. Sempre alle ore 10:00 all’Auditorium Fondazione BDM, per Over The Real, il concorso internazionale dedicato alla videoarte la masterclass di Valentina Tanni. Il pomeriggio si apre alle ore 15:00 al Cinema Centrale con il Concorso Internazionale Lungometraggi, curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino e la proiezione del giapponese IAI, esordio alla regia di Sakai Zenzo, che intreccia horror psicologico e folklore nipponico sospeso fra lutto, maledizioni familiari e soprannaturale. Le inquietanti bambole di cartapesta della protagonista Kana richiamano gli hitogata, figure rituali della tradizione shintoista legate alla purificazione e all’esorcismo.  La giuria del concorso lungometraggi è formata dal regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, dalla costumista Premio Oscar Franca Squarciapino e dall’attore, regista e sceneggiatore Michele Riondino. Alle ore 15:00 al Complesso di San Micheletto continua la rassegna dedicata a Julian Schnabel, ospite in apertura del festival, con il suo Prima che sia notte, del 2000, la vera storia del romanziere cubano Reinaldo Arenas, interpretato da Javier Bardem, che per questo ruolo vinse la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Alle ore 17:00 la regista e sceneggiatrice Liliana Cavani presenta, moderata dal critico cinematografico Fabio Ferzetti, il suo film per la tv Francesco d’Assisi del 1966, all’interno della rassegna dedicata a San Francesco, organizzata e coordinata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca in occasione dell’ottavo centenario della sua scomparsa. Alle ore 17:30  al Complesso di San Micheletto continua l’omaggio al regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, con la proieizone del suo Lontano da Dio e dagli uomini, del 1996. Alle ore 17:00 al Cinema Astra seconda e ultima giornata di proiezioni dei cortometraggi. Si parte con due corti fuori concorso, How to Shoot a Ghost, nuovo cortometraggio diretto dal Premio Oscar Charlie Kaufman, interpretato dalla Premio Oscar Jessie Buckley e Pit (Yama) di Egor Koreshkov.  La selezione di Laura Da Prato e Dario Ricci, curatori del Concorso Internazionale Cortometraggi,  tra gli oltre 700 cortometraggi arrivati da tutto il mondo oggi propone altri sei lavori in concorso. Si parte con  il cinese Kleptomania di Jingkai Qu, vincitore del CUPRA Filmmaker Award alla Berlinale Shorts Competition, quindi  lo spagnolo Dissension, diretto da Alvaro Amate. Dalla Germania Days of Crossing the Border, di Björn Grzemba, che racconta l’emigrazione ai tempi della Germania divisa e dalla Gran Bretagna The Man That I Wave At di Ben S. Hyland, vincitore del Best Short Film SOFC Award al Sitges – International Fantastic Film Festival of Catalonia. Quindi lo statunitense The Grandfather Puzzle di Ora DeKornfeld – vincitore dell’Audience Award al Full Frame Documentary Film Festival e del Best Documentary Short Award al Mountain Film Festival e chiude la selezione del concorso lo statunitense Dear Shop Girl diretto da Nira Burstein e interpretato da Rory Culkin. Chiamata a giudicare e premiare i corti, una giuria internazionale che assegnerà un premio di 1.000 euro al Miglior Corto, presieduta dal regista belga Jaco Van Dormael, con la sceneggiatrice e regista Valia Santella, il regista e documentarista Alex Infascelli e Veronica Lucchesi, cantante e attrice, cofondatrice e voce de La Rappresentante di Lista. Alle ore 18:00 all’Atelier Ricci, uno straordinario incontro su moda e design, dal titolo “Dietro il costume: arte, personaggio e visione“, moderato dal giornalista e docente Andrea Giordano che vedrà gli interventi della costumista Franca Squarciapino già vincitrice del Premio Oscar nel 1991 per Cyrano de Bergerac , di  Daniela Degl’Innocenti, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato e di Simonetta Bigongiari, direttrice del Puccini Museum – Casa Natale. Presso il Puccini Museum – Casa Natale di Lucca è visitabile la mostra “Turandot O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!” aperta fino al 1 novembre, di cui fanno parte due costumi firmati proprio da Franca Squarciapino.  La serata al Cinema Astra si apre alle ore 21:00 con la consegna del Premio alla Carriera a Liliana Cavani e, a seguire, la proiezione del suo film Francesco, del 1989 dedicato alla vita del santo interpretato da Mickey Rourke. Nata a Carpi (Modena), laureata in lettere antiche all’Università di Bologna, diplomata al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Liliana Cavani realizza a partire dal 1962 documentari per la Rai fra i quali Philippe Pétain: processo a Vichy, che ottiene il Leone d’Oro per il documentario alla Mostra di Venezia nel 1965. Esordisce nel lungometraggio nel 1966 con il film per la tv Francesco d’Assisi, protagonista Lou Castel, presentata alla Mostra di Venezia e premiata come miglior film al Festival di Valladolid. Il successo di critica e pubblico mondiale arriva con Il portiere di notte (1974), interpretato da Dirk Bogarde e Charlotte Rampling, storia del rapporto fra un ufficiale delle SS e una giovane prigioniera. Altro film di interesse internazionale è Interno berlinese (1985), dal romanzo di Tanizaki Jun’ichirō, presentato al Festival di Berlino del 1986. In seguito è ancora al Lido con Dove siete? Io sono qui (1993) per cui Anna Bonaiuto riceve la Coppa Volpi come  migliore attrice non protagonista, sempre a Venezia nel 2002 con il thriller Il gioco di Ripley, con John Malkovich. Sulla figura di Francesco torna nel 1989 con il film Francesco interpretato da Mickey Rourke, presentato a Cannes e nel 2014 un nuovo film su Francesco per la Rai. È del 2012 la partecipazione alla Mostra di Venezia con il cortometraggio Clarisse, che vince il Premio Pasinetti. Nello stesso anno ottiene un David di Donatello speciale. Nel 2023 iniziano le riprese del film L’ordine del tempo alla cui sceneggiatura partecipa il fisico Carlo Rovelli. Liliana Cavani riceve il Leone d’Oro alla carriera nel 2023 alla 80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Negli anni, il Lucca Film Festival ha ospitato grandi nomi del cinema internazionale, ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Ethan Hawke e Susan Sarandon a Isabelle Huppert, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe, da Chiara Mastroianni e Paul Schrader a Matthew Modine e Ruben Östlund ma anche Aleksandr Sokurov e Gaspar Noè, diventando un punto di riferimento culturale in Italia. L’evento è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i main sponsor della manifestazione. Con la partecipazione del Ministero della cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Lucca e Vivi Lucca Eventi e con la compartecipazione di Lands of Giacomo Puccini e Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest. Il festival si avvale inoltre del supporto di Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, Sofidel, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum – Casa Natale, Farmacia Maffei, Unicoop Firenze, Audi Center Terigi, Tenuta del Buonamico, Martinelli Luce, Naturanda, Futuro3D, e si avvale della coproduzione di Tecno Servizi, Ristorante Giglio, Palazzo Pfanner, Over The Real, Teatro del Giglio di Lucca, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Accademia di Belle Arti di Carrara, Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia, Liceo Classico N. Machiavelli, ISIS Pertini, Associazione 50&PIÙ, ACLI Lucca. Si ringraziano anche ANSA, Rai Toscana, Rai Radio 3, Movieplayer.it, Radio Incontro, Film4Life,  Festival Scope, A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani, Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Trenitalia, Fic, Uicc, Cinit, Ucca, Arci, Fedic, Corte Tripoli, Circolo del Cinema di Lucca,  Cineforum Ezechiele 25:17, Cinema Centrale, Astra e Moderno, Università di Pisa, Università degli Studi Firenze, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Pisa al Cinema, Cineteca Bologna, Cineteca Nazionale, Istituto Musicale Luigi Boccherini, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Associazione Donne all’Ultimo Grido, SPAM! Rete per le arti contemporanee, Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Classica Music Festival.

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Il valore culturale della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici.

Dall’esplorazione del mondo esterno all’osservazione di quello interno.: la dottoressa Carmen Fortunato ospite della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici.

Il grande merito della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici è stato quello di aver saputo indagare la realtà circostante come il mondo interiore dell’individuo, in un percorso che ha messo in relazione esperienze e discipline diverse, accomunate da una stessa domanda: quanto possiamo conoscere di ciò che ci circonda e, allo stesso tempo, di noi stessi? L’esplorazione può infatti assumere forme differenti: può essere il viaggio geografico di chi, come Giuseppe Tucci, attraversa territori lontani per incontrare civiltà, lingue e tradizioni diverse; può diventare un percorso spirituale, come nella precedente esperienza tra Zen e Vangelo; oppure può rivolgersi verso il corpo e la persona, cercando nuove modalità di osservazione e interpretazione. Ed è questo il passaggio che avvia l’incontro con la dottoressa Carmen Fortunato. Infatti, dopo aver guardato verso l’Oriente e alle grandi esperienze dell’uomo di fronte all’ignoto, la rassegna porta l’attenzione su qualcosa di apparentemente molto più vicino: i nostri occhi. L’iride diventa il punto da cui partire per interrogarsi sul rapporto tra ciò che vediamo e ciò che siamo, tra osservazione esteriore e conoscenza di sé. La serata sarà dedicata all’iridiologia, una pratica che, attraverso l’osservazione dell’iride, cercherà di individuare corrispondenze tra caratteristiche dell’occhio e aspetti dello stato generale della persona. L’iridiologia appartiene all’ambito delle pratiche olistiche e l’incontro sarà anche un’occasione per conoscere meglio questa disciplina, comprenderne l’approccio e approfondire il particolare rapporto che essa stabilisce tra osservazione dell’iride, corpo e persona. L’interesse non risiede soltanto nella pratica, ma anche nella possibilità di riflettere sul gesto stesso dell’osservare. Guardare significa scegliere cosa vedere, come interpretarlo e quali domande porci. In questo senso, l’occhio diventa anche una metafora della conoscenza: uno strumento attraverso il quale entriamo in relazione con il mondo, ma che può diventare anche il punto di partenza per rivolgere lo sguardo verso noi stessi. L’iride come luogo di osservazione, il corpo come territorio da conoscere e l’ascolto di sé come possibile forma di consapevolezza, saranno questi alcuni dei temi al centro del prossimo appuntamento di Indipendenti Ribelli e Mistici, l’apprezzata rassegna culturale ideata e promossa da Mara e Mario Vespasiani, che sabato 3 ottobre alle ore 18.30 ospiterà presso lo Studio d’Arte Mario Vespasiani di Ripatransone la dottoressa Fortunato, protagonista dell’incontro dal titolo “Cosa raccontano i tuoi occhi”.

La rassegna costruisce così una sorta di mappa del viaggio umano, nella quale il fuori e il dentro non sono dimensioni separate. Lontano e vicino, territorio e corpo, cultura e individuo, esperienza e riflessione possono diventare tappe di uno stesso percorso. L’esploratore che attraversa una terra sconosciuta e la persona che cerca di comprendere meglio se stessa compiono, in fondo, un gesto simile: si confrontano con qualcosa che non conoscono completamente e accettano di mettersi in discussione. L’iride, con i suoi colori, le sue caratteristiche e i suoi segni, diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sul modo in cui osserviamo noi stessi. “Cosa raccontano i tuoi occhi” invita infatti a spostare lo sguardo dal semplice dato estetico dell’occhio alla possibilità di considerarlo come una sorta di mappa da interpretare, secondo i principi propri dell’iridiologia. L’appuntamento con Carmen Fortunato si inserisce in una programmazione di grande originalità, che ha saputo mettere in relazione le arti, la spiritualità, la ricerca e la conoscenza, generando un percorso di grande interesse, nel quale discipline e personalità differenti vengono messe in aperto dialogo.

Dopo l’appuntamento dedicato alla spiritualità con padre Mazzocchi, tra Zen e Vangelo, e quello dedicato all’esplorazione con Maurizio Serafini, Indipendenti Ribelli e Mistici prosegue con un incontro che porta l’attenzione sull’individuo e sulla possibilità di leggere attraverso gli occhi una dimensione più profonda della persona. In linea con la direzione della rassegna: creare connessioni tra mondi apparentemente distanti, lasciando che siano le esperienze e le persone invitate a suggerire nuovi percorsi di riflessione. In questo senso lo studio di Mario assume un ruolo fondamentale: lo spazio non è soltanto la sede degli incontri, ma diventa parte integrante dell’esperienza, un luogo nel quale l’arte convive con il dialogo, la curiosità e il confronto, dove pubblico può “vivere” un ambiente che favorisce una partecipazione più diretta e personale. È proprio questa capacità di trasformare un centro d’arte in un punto d’incontro tra linguaggi differenti a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’impegno di Mario Vespasiani come promotore umano e culturale, ed Indipendenti Ribelli e Mistici ne è espressione concreta: un vero e proprio laboratorio di idee, aperto all’incontro tra persone, esperienze e saperi, dove la cultura diventa occasione di dialogo, scoperta e relazione.

Informazioni e Contatti

  • Evento: Sesta edizione della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici

  • Ospiti: Carmen Fortunato

  • Quando: sabato 3 ottobre, ore 18:30

  • Dove: Studio d’Arte Mario Vespasiani – Corso Vittorio Emanuele II, 32-34 – Ripatransone (AP)

  • Ingresso: gratuito con prenotazione obbligatoria tramite messaggio al 333.6361829

  • Web: www.mariovespasiani.it

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A Roma la II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina.

Dal 2 ottobre al 5 novembre 2026

La manifestazione si inaugura a Palazzo Merulana con

The World of the Stage II – Una mostra personale di Yuan Gong

Conferenza stampa

2 ottobre, ore 11, Via Merulana 121

Una manifestazione che non vuole soltanto raccontare due culture, ma creare lo spazio in cui possano incontrarsi, trasformarsi e generare nuove possibilità. Si apre il 2 ottobre a Roma con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma Capitale, Regione Lazio, Fondazione La Quadriennale di Roma e FICLU – Federazione Italiana dei Club e Centri per l’UNESCO la II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina, in programma fino al 5 novembre 2026.A partire dall’esperienza della prima edizione nel 2024, la manifestazione, promossa da LIAO – Laboratorio Incontro Asia Occidente in collaborazione con Associna, si amplia attraverso un programma interdisciplinare che mette in relazione arte contemporanea, performance, poesia, video, musica e moda. Mostre, performance urbane, progetti di poesia e suono, iniziative pubbliche e pratiche artistiche interdisciplinari trasformano musei, istituzioni culturali e spazi della città in luoghi di incontro e scambio tra Italia e Cina.

La II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina si apre venerdì 2 ottobre, alle 11 a Palazzo Merulana, nel cuore dell’Esquilino, con la conferenza stampa di presentazione dei principali appuntamenti della manifestazione e di The World of the Stage II – Una mostra personale di Yuan Gong, aperta al pubblico dal 3 ottobre fino al primo novembre 2026. L’iniziativa, nata dalla collaborazione quindicennale tra l’artista Yuan Gong e la curatrice Liliana Liao, si articola in tre progetti complementari, The World of the Stage II, The Birth of the Jester e The Labyrinth, capitoli di un’unica ricerca artistica che trova nella Settimana della Cultura Italia-Cina il proprio naturale spazio di sviluppo, dialogo e restituzione al pubblico. Attraverso video art, performance e opere multidisciplinari, la mostra approfondisce la ricerca di Yuan Gong sul rapporto tra identità, rappresentazione e trasformazione nella società contemporanea. La ricerca dell’artista, sviluppata da oltre quindici anni attorno al concetto di Qi come principio estetico e filosofico, trova in questo nuovo capitolo un ulteriore sviluppo, mettendo in dialogo arte contemporanea cinese, patrimonio culturale italiano e pubblico internazionale. Accanto alla mostra, il progetto di performance partecipativa The Birth of the Jester estende la ricerca artistica nello spazio urbano.

La II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina si chiuderà il 5 novembre prossimo nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. L’evento non sarà soltanto il momento conclusivo della manifestazione, ma una festa dedicata all’amicizia e alle relazioni culturali tra Italia e Cina, Roma e la comunità cinese.

Programma II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina  

Ufficio Stampa Palazzo Merulana 

Leeloo Comunicazione

ufficiostampa.leeloo@gmal.com 

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GEP 2026, Alessandro Preziosi torna al San Michele con “Restauro in scena”, e parte la campagna #PROTEGGEREILPATRIMONIO

Per le Giornate Europee del Patrimonio 2026, il Complesso monumentale del San Michele, sede dell’Istituto Centrale per il Restauro, ospita un’edizione speciale e rinnovata di “Restauro in scena. Arte, scienza, meraviglia”, con Alessandro Preziosi. Dopo il grande successo della prima edizione, lo spettacolo torna dal 28 settembre con un nuovo allestimento sviluppato intorno al tema scelto per le GEP, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Nella stessa cornice, il 26 settembre ha preso il via #ProteggereIlPatrimonio, la campagna social promossa dal Ministero della Cultura e dall’Istituto Centrale per il Restauro per ampliare sui canali digitali il racconto della tutela e del lavoro dell’ICR.

Torna presso la sede dell’Istituto Centrale per il Restauro, nel Complesso monumentale del San Michele di Roma, “Restauro in scena. Arte, scienza, meraviglia”, il progetto che unisce spettacolo dal vivo, storia della tutela e ricerca scientifica per raccontare al grande pubblico il valore e il significato del restauro.

Alessandro Preziosi

Il 28 e il 29 settembre, Alessandro Preziosi dà voce a Pasquale Rotondi, lo storico soprintendente protagonista durante la Seconda guerra mondiale di una delle più straordinarie operazioni di salvataggio del patrimonio artistico italiano: lo spettacolo, scritto da Tommaso Mattei, viene riproposto in una veste rinnovata e ampliata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, dedicate quest’anno al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Un tema che trova nell’attività dell’Istituto Centrale per il Restauro e nella storia raccontata da Restauro in scena una declinazione particolarmente significativa. La vicenda di Rotondi attraversa infatti alcuni dei passaggi cruciali della storia italiana della tutela: il salvataggio di migliaia di opere durante la guerra, la nascita e l’affermazione di una moderna cultura del restauro, l’alluvione di Firenze del 1966, i terremoti e le grandi emergenze che hanno richiesto nel tempo nuove conoscenze e nuovi strumenti per difendere il patrimonio. Nel monologo, Rotondi torna idealmente nei laboratori dell’Istituto e ripercorre la propria vita, accompagnando lo spettatore tra opere salvate, restauratori, emergenze e grandi intuizioni che hanno segnato la storia della conservazione italiana, a partire dalla necessità – oggi più che mai viva – di fare squadra a livello internazionale per rafforzare le azioni che proteggono il patrimonio. Il racconto restituisce anche la particolare identità del San Michele, un luogo che da antico carcere è diventato spazio di studio, formazione e cura del patrimonio. Nel testo, questa trasformazione viene descritta come il passaggio da un luogo nel quale «regnava la condanna» a uno nel quale «risplende metodica la cura». Ad accompagnare l’interpretazione di Alessandro Preziosi sono i materiali audiovisivi realizzati dalla regista Linda Tugnoli, che portano lo spettatore all’interno dell’attività dell’ICR e dei suoi laboratori, costruendo un dialogo tra linguaggio teatrale, video, arte e ricerca scientifica.

«Le “Giornate Europee del Patrimonio” rappresentano un appuntamento di assoluta importanza al fine di diffondere la conoscenza del nostro patrimonio culturale, migliorarne l’accessibilità e favorire la partecipazione delle comunità alle attività di tutela e di valorizzazione messe in campo dal Ministero. In questo senso l’apertura straordinaria di monumenti e siti, i cantieri aperti e le numerose iniziative promosse dai nostri Istituti su tutto il territorio nazionale, sono occasioni importanti per comunicare e promuovere ad un pubblico più ampio il lavoro che ogni giorno i professionisti della cultura svolgono per conservarlo, tutelarlo e valorizzarlo.

La conoscenza e la disseminazione dei saperi sono parte essenziale di questo impegno e trovano nella ricerca, nella conservazione e nel restauro strumenti fondamentali per conservare e trasmettere i beni storico artistici, archeologici, i monumenti, alle future generazioni in condizioni migliori di come le abbiamo ricevute. Un impegno che, attraverso competenze specialistiche e una responsabilità culturale condivisa, contribuisce a mantenere viva la memoria e l’identità delle nostre comunità.

È attraverso la partecipazione, alimentata dalla conoscenza e dal confronto, che possiamo rafforzare la capacità del patrimonio di affrontare le trasformazioni e continuare a essere una risorsa viva per le comunità. In questo senso iniziative come Restauro in scena. Arte, scienza, meraviglia organizzata dall’ICR sono fondamentali perché offrono l’occasione di entrare nei nostri laboratori, che non sono santuari inviolabili aperti ai soli addetti ai lavori, ma centri di ricerca, incubatori di conoscenza, sperimentazione, innovazione al servizio della salvaguardia del bene comune» dichiara Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale.

«Il restauro non è soltanto un insieme di tecniche finalizzate alla conservazione delle opere. È un esercizio di conoscenza, un dialogo continuo tra il passato e il presente del cambiamento. Trasformazione è anche la condizione propria della materia e quindi del restauro, tra metodo e lavoro: uno degli esempi più alti della migliore manifattura italiana. In questo incontro tra arte, ricerca e il linguaggio contemporaneo dello spettacolo dal vivo c’è il valore di un’iniziativa che rende visibile al pubblico un lavoro silenzioso ma essenziale, riaffermando il ruolo della tutela come forma concreta di responsabilità civile e come investimento nel patrimonio culturale quale bene condiviso della collettività», dichiara Fabrizio Magani, Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

«”Restauro in scena” è una iniziativa realizzata con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura e rientra tra le azioni dedicate alla valorizzazione dello spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura statali. Sin dal 2022, la Direzione Generale Spettacolo promuove e sostiene questa linea di intervento per rafforzare l’integrazione tra le arti performative (teatro, musica, danza, circo) e gli spazi museali e monumentali. L’obiettivo è considerare detti luoghi non soltanto come cornici per gli eventi, ma come parte fondamentale dell’esperienza artistica e culturale offerta al pubblico, rispondendo così all’esigenza di renderli fruibili in modo nuovo e innovativo. Il percorso sviluppato in questi anni ha confermato la validità di tale impostazione. Lo spettacolo dal vivo si è dimostrato un efficace strumento di valorizzazione, capace sia di restituire la storia e l’identità dei siti culturali, sia di avvicinare pubblici nuovi e differenti grazie all’apertura verso linguaggi e artisti eterogenei. Questa esperienza nata in ambito amministrativo e condivisa dal Ministro della cultura, ha trovato formale recepimento e consolidamento nel quadro normativo vigente ad opera della recente riforma “Italia in Scena” di cui alla legge 17 marzo 2026, n. 40, che consente di potenziare l’assetto strategico dell’integrazione tra le attività di spettacolo e i beni culturali. In questo senso, il progetto “Restauro in scena. Arte, scienza, meraviglia” ha messo in relazione il linguaggio dello spettacolo con i contenuti scientifici e culturali dell’Istituto, valorizzandone gli spazi e le attività e favorendo una partecipazione particolarmente significativa da parte del pubblico», dichiara Antonio Parente, Direttore Generale Spettacolo.

«Con “Restauro in scena” abbiamo scelto di raccontare il restauro attraverso un linguaggio capace di raggiungere pubblici diversi, facendo incontrare la storia della tutela, la ricerca scientifica e lo spettacolo dal vivo. Il grande riscontro della prima edizione ci ha spinto a sviluppare ulteriormente il progetto proprio in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio e ad affiancarlo con la campagna #ProteggereIlPatrimonio, pubblicata sui canali social del Ministero della Cultura e dell’ICR, per portare anche nel racconto digitale le competenze, la ricerca e il lavoro quotidiano dell’Istituto. Proteggere il patrimonio significa assumersi una responsabilità verso ciò che abbiamo ricevuto e verso le generazioni alle quali siamo chiamati a trasmetterlo. Attraverso la campagna social l’Istituto si apre per dialogare e coinvolgere in questa impegnativa missione, svelando il lavoro dei laboratori e della Scuola di Alta Formazione, dove una costante ricerca sulle tecnologie più avanzate guida la cura di capolavori in tutto il mondo», dichiara Luigi Oliva, Direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro.

«Sono molto felice di tornare negli spazi del San Michele nei panni di Pasquale Rotondi, che si potrebbe dire precursore di eventi come le Giornate Europee del Patrimonio, perché mosso dall’intuizione che lavorare per la tutela a livello transnazionale fosse indispensabile. Grazie a Rotondi, questo luogo, che nasce come uno spazio di reclusione e sofferenza, è diventato un grande arsenale di pace e di bellezza per opere di ogni provenienza. Portare il teatro qui dentro, tornandoci nei panni di quest’uomo che ha rischiato la sua stessa incolumità per salvaguardare capolavori, restituisce voce alla materia dell’arte e a chi ha dedicato la vita a proteggerla. Rivivendo Rotondi attraverso i suoi passi, ho scoperto con emozione che le operazioni di restauro non sono solo tecnica, ma storie di dedizione straordinaria: “ ’, ’è , , ” dichiara l’attore Alessandro Preziosi.

A completare il progetto, proprio in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il 26 settembre ha preso il via #ProteggereIlPatrimonio, la campagna social che estende sui canali social del MiC e dell’ICR il racconto avviato con Restauro in scena. Un video manifesto e una serie di pillole dedicate al restauro accompagnano il pubblico dentro il lavoro quotidiano dell’ICR, raccontando le competenze, le tecniche e le conoscenze che rendono possibile la conservazione dei diversi materiali dell’arte: con due uscite a settimana, l’Istituto si apre in una visita virtuale completa ai laboratori e ai progetti ICR.

La campagna nasce per rendere visibile ciò che spesso resta dietro le quinte: la ricerca, la sperimentazione, le competenze specialistiche e i gesti che consentono di intervenire sulle opere rispettandone la materia, la storia e l’identità, raccontando un lavoro profondamente attuale, chiamato a confrontarsi con condizioni di rischio e trasformazioni sempre più complesse e a sviluppare strumenti e conoscenze capaci di rispondere alle sfide della contemporaneità. Dal palcoscenico ai laboratori, il restauro emerge così come un’attività viva, fatta di conoscenza, responsabilità e cura, che permette di comprendere il patrimonio, proteggerlo e trasmetterlo al futuro con la consapevolezza etica del suo valore e del suo potere di creare per tutti emozione e benessere. Ulteriore tassello dell’iniziativa è la prima edizione di un laboratorio teatrale, che si svolgerà inizialmente a porte chiuse presso l’ICR, coordinato da Tommaso Mattei con la partecipazione di Marco Zadra e Roberto Manzi. Il laboratorio sarà rivolto al personale dell’Istituto e avrà l’obiettivo di affinare le capacità di comunicazione, relazione e apertura al pubblico, rafforzando gli strumenti utili a raccontare in modo sempre più efficace il lavoro, le competenze e la missione dell’ICR.

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Brindisi, domenica 27 settembre la Marcia per la Pace: «Diciamo no alla guerra!».

Alle ore 18.00 l’iniziativa promossa dai Missionari del Preziosissimo Sangue nell’ambito della Missione popolare presso la parrocchia San Vito Martire. Un cammino insieme per una pace «disarmata e disarmante».

Alle ore 18.00 l’iniziativa promossa dai Missionari del Preziosissimo Sangue nell’ambito della Missione popolare presso la parrocchia San Vito Martire. Un cammino insieme per una pace «disarmata e disarmante»

Domenica 27 settembre 2026, alle ore 18.00, si terrà a Brindisi la Marcia per la Pace. Il ritrovo è previsto in piazza Tirolo (liscio). Da qui partirà la marcia che, attraversando le vie della città, si concluderà nella Cattedrale di Brindisi con un omaggio floreale sulla tomba del Venerabile Matteo Farina.

«L’iniziativa nasce dalla convinzione che il dialogo possa e debba avere la meglio sui conflitti e che la comunione possa prevalere sulla divisione. È inaccettabile nel 2026 assistere a questi disastri umanitari. In un tempo segnato da tensioni e conflitti noi gridiamo NO alla guerra!» ‒ affermano don Flavio Calicchia e don Vito Veneziano Broccia coordinatori del Centro per l’Evangelizzazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Questa iniziativa si inserisce nel solco degli appelli alla pace che attraversano oggi la Chiesa e la società civile. In particolare, risuonano le parole di Papa Leone XIV: «Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore!» e ancora: «Tutti abbiamo paura della morte e per paura ci voltiamo dall’altra parte, preferiamo non guardare. Non possiamo continuare a essere indifferenti! E non possiamo rassegnarci al male!».

«La Marcia per la Pace – sottolineano i due missionari ‒ vuole essere un segno concreto di unità e di speranza, aperta a tutti. È possibile camminare insieme a prescindere dalla propria appartenenza sociale, culturale e religiosa. La comunione è il messaggio più eloquente e profetico per esprimere il desiderio di pace in un contesto sempre più segnato da divisioni, conflitti e individualismo. Partecipare alla marcia significa non restare indifferenti, ma scegliere di testimoniare insieme il valore della pace, affidando alla preghiera e all’impegno comune il desiderio di un mondo riconciliato».

Roma, 25/09/2026

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“Fade away” di Ramin Niami in anteprima mondiale al “Matera International Film Festival”.

Un film scritto notte dopo notte, girato con un iPhone e un solo assistente sul set.

Presentato al “Matera International Film Festival” come anteprima mondiale il 1 ottobre 2026, “Fade Away” di Ramin Niami sviluppa un approccio personale, innovativo, non convenzionale: la sceneggiatura è stata scritta notte dopo notte e il film è stato girato con un cellulare e un solo assistente sul set. L’idea nasce da un viaggio in Italia e da una scommessa radicale: rinunciare a una produzione tradizionale per concentrarsi interamente sugli attori, sulle loro performance e sulla storia.  Girato tra Narni (Terni – Italy) e Roma, con protagonisti Nicolas Porcelli, Anastasia Bay, il film intreccia memoria, realtà, immaginazione e un colpo di scena finale.  “Avevo a disposizione quattro attori, un appartamento e la bellissima città di Narni come location, e allora ho pensato ‘Perché aspettare uno sviluppo e un finanziamento infiniti? Perché non farlo e basta?” dice il regista RAMIN NIAMI. Così ha messo la sua macchina da presa, un iPhone, al servizio della della storia senza celebrarla ma assecondandola, non si è lasciato intimidire dalle tecnologie, anzi le ha accolte. Inoltre ha utilizzato una scrittura dinamica, sviluppata giorno dopo giorno, uscendo dai canoni e dalle convenzioni scegliendo uno stile espressivo fluido con angolazioni insolite, con l’intento di conferire una narrazione poetica ed evocativa.  Un’esperienza, quella del regia di FADE AWAY, definita dallo stesso RAMIN NIAMI “creativamente liberatorio. Mi ha dato la libertà di seguire un’idea nel momento in cui mi veniva in mente, invece di doverla adattare a una struttura produttiva tradizionale e predeterminata”. La regia di RAMIN NIAMI ha prestato attenzione all’improvvisazione dei protagonisti, interpreti di versioni romanzate di se stessi, e questo ha permesso di conferire personalità autentiche ai personaggi, immersi nella loro quotidiane, permettendo agli interpreti di attingere nella realtà, nei ricordi, senza doverli rappresentare. “Credo che questo abbia aiutato a creare l’intimità e l’imprevedibilità di cui il film aveva bisogno”. RAMIN NIAMI ha compiuto una sfida, quella di creare un mistero senza progettarlo, lasciandolo mergere dalla quotidianità, o forse anche lui ha i suoi segreti? “Per un film come questo ho sostanzialmente progettato all’indietro. Sapevo fin dall’inizio come volevo che il film finisse e quale sarebbe stato il colpo di scena finale, così ho lavorato a ritroso, cercando come strutturare la storia per arrivare a quel finale in modo naturale”. Gli attori hanno costruito i propri personaggi scoprendo la narrazione un giorno dopo l’altro. Lo stesso Nicolas Porcelli parlando del protagonista afferma: “È venuto in modo naturale: quando il regista mi ha detto che si trattava di uno scrittore di New York di origini italiane, ho pensato alla mezza dozzina di persone che ho conosciuto negli anni, e a quanto fossero diverse l’una dall’altra. Gli scrittori e gli artisti in generale hanno un’individualità, un’unicità: non sono la norma, a prescindere dalle loro origini. Per questo volevo che Anthony fosse un originale, in quel senso”. “Dato che la storia veniva scritta giorno per giorno, discutevamo dei nostri personaggi, li lasciavamo crescere dentro di noi e poi li lasciavamo vivere nelle circostanze date – aggiunge Anastasia Bay – Ramin ha creato un ambiente così sicuro per questo, mantenendoti completamente vivo e concentrato, vivendo la logica emotiva ripresa dopo ripresa.” 

 Film Information 

  • Title: Fade Away
  • Genre: Drama 
  • Running Time: 140 minutes
  • Languages: English (with Italian captions)
  • Format: 4K Digital | Aspect Ratio: 16:9
  • Year of Completion: 2026

 Synopsis 

Anthony è uno scrittore italoamericano di mezza età che torna a Narni, sua città natale, dopo essere stato lasciato dalla moglie Lara, una giovane donna ucraina aspirante poetessa. Ripensa alla loro relazione, iniziata all’insegna della dolcezza e della speranza; tuttavia, le difficoltà nella scrittura e l’abuso di alcol lo portano a maltrattare la donna, spingendola ad abbandonarlo. Nel presente, Anthony implora Lara di tornare. Una sera, inaspettatamente, lei ricompare. Tra i due tutto sembra andare a gonfie vele, finché la realtà non inizia a sgretolarsi e il segreto viene svelato. 

 Cast Highlights 

  • Nicolas Porcelli – Anthony 
  • Anastasia Bay – Lara 
  • Amedeo Carlo Capitanelli – Matthieu 
  • Tatiana Klements – Lara’s Mother 
  • Elisa Gabrielli – Mia 

  Selected Q&A 

 Director / Writer – Ramin Niami 

 You developed the story starting with the actors and locations you already knew, including Anastasia Bay’s previous connection to a theater workshop right in Narni. To what extent did the real-life biographies and personalities of the four actors shape the characters?  

I met Anastasia Bay in Cannes through Nicolas Porcelli, who is an old friend of mine. I worked with her over Zoom, and later she came to visit Nicolas and me for a short time. During that visit, I saw Anastasia talking to her grandmother in Ukraine on the phone. I remember how emotional and upset she was after that conversation, and that image stayed with me. Later, I took some photographs of her alone and with Nic, and those images became one of the inspirations for the film’s concept and the relationship between their characters. Also, there was a personal element for me. I have unfortunately lost a number of friends to alcoholism, including someone who was a close friend of both Nic and myself. That experience inevitably influenced the creation of the main character Anthony and his relationship with drinking. 

 Amir Naderi, a key figure in the Iranian New Wave, served as executive producer on the project. How did his contribution and his directorial sensibility influence the creative choices in Fade Away? 

I have been collaborating with Amir Naderi for more than 30 years. I produced his first English-language film as well as his most recent film, and over the years we have spent countless hours talking about cinema. So there is a long history of creative dialogue between us. Fade Away was a high-risk project for me, particularly because I was making it in such an unconventional way. However, from the moment I first told Amir about the idea, he encouraged me to move ahead. Throughout the shoot, he and I would talk through ideas and issues. I sent Amir and Tara film stills and screen grabs to get their reactions. Both of them were extremely encouraging and supportive, and they loved the look of the images I shared with them.  Amir became particularly important during the editing process. I showed him different cuts and had discussions. With a film like Fade Away, the story structure is largely shaped in the editing room. Because the film plays with memory, perception, and chronology, discovering the right rhythm and the right placement of information was essential.  

 After the first cut, you returned to Narni for additional filming, this time with your daughter Tara Violet Niami as second unit cinematographer. What was missing from the first version of the film that prompted you to return to the set? 

 Since I didn’t have a traditional script, I was constantly brainstorming and planning things in my head. My primary focus during the first shoot was on the characters and the overall plot. After I returned home and made a rough cut, I realized that although I had the story, the ending, and most of Acts Two and Three, I was missing some crucial elements from Act One. The film’s protagonist, Anthony, who Nic plays, is reminiscent of an antihero in a 70’s film. I didn’t want him to simply come across as a villain. Before entering Anthony’s psychological breakdown, I felt that the audience needed to understand him more deeply. I wanted them to see him as a broken man carrying guilt, and to understand something of what brought him to that point. Although Tara wasn’t available for the first shoot, she was available when I realized I needed to return to Narni for additional filming. I thought it’d be great to have her help, and we ended up shooting many of the new scenes with two cameras—two iPhones. That was particularly useful when we had very little time to shoot, such as during a restaurant scene in Rome. Using two cameras allowed us to capture more material without interrupting the actors’ performances. Most importantly, the second shoot gave me an opportunity to add more layers to the two main characters. It was important to me that the audience could connect with and understand them, and ultimately care about what happens to them, before the story moves toward its darker conclusion. 

 Actress – Anastasia Baykovskaya 

 Fade Away marks your feature film debut. How did you experience the transition from the worlds of fashion and theater to such a complex and dramatic leading role? 

 Film acting has always been my primary focus. I love theater, even though it’s so different from working in front of a camera that sees everything. Modeling and theater are part of the same artistic world, and that background definitely helped me. I’d worked on camera before, but carrying my first feature lead on Fade Away wasn’t a technical leap, it was the shift of carrying the entire emotional arc. 

 You’ve already attended a theater workshop right in Narni, the film’s main location. How did this prior familiarity with the location influence your portrayal of Lara? What about Lara struck you the most or piqued your curiosity? 

 Narni inspired me right away, the same way it inspires Lara to start writing poetry or Ramin to shoot the film there. The town’s rhythm, quiet corners, and the way the light hits the wall. I love Narni, and it will always be special to me. What struck me most about Lara is her quiet complexity, she isn’t loud about what she carries, and finding those silent, intense layers inside her is what drew me to her immediately. 

 Your training includes the Demidov School, which follows the Stanislavski tradition. What is your approach when you immerse yourself in a role like Lara’s—or any other role in your career? 

 All techniques are great, but since we had a lot of improvisational scenes, the Demidov technique really helped. My approach is all about organic impulse rather than forcing emotion: you don’t manufacture a feeling, you tune your nervous system to the character’s reality and let the moment dictate the behaviour. With Lara, because Narni and her poetry were already breathing around us, it wasn’t about acting inspired or fragile, it was about letting the environment and the micro-impulses pull the truth out of you live in the frame. 

 Actor – Nicolas Porcelli 

 You live between London and Rome and have an international background, from the Actor’s Studio to the Neighborhood Playhouse. How did you draw on this diverse background to build a complex character like Anthony? 

 Well, I have always been , from the beginning, very curious about which technique was the most effective ,so I’ve studied them all over the years. Actor’s Studio and Neighborhood Playhouse are very different from one another as it is Stella Adler or the British/ European classical training. They all have different approaches, and we always use the one that works best for us. However, my strongest influence and the “Go-To” when i feel I’m in trouble is the Meisner technique. 

 As an Italian yourself who grew up in New York—just like Anthony—how much of your own personal history did you recognize or bring to the character? 

 It kind cane naturale to me, when the Director told me he is a writer from NY with an Italian background ,I thought about the half dozen people I’ve known over the years like that and also how different they were from one another , you see , writers and Artists in general have an individuality, uniqueness, about them , they are not the norm, regardless of they’re background , so I wanted Anthony to be an original in that sense . 

 Anthony is a writer struggling with writer’s block, jealousy, and alcohol addiction, to the point of becoming abusive. How did you work to humanize a character with such dark sides without simply making him detestable? 

 One thing I learned early on during my academic training and the first roles i played in the Theater is to always find the vulnerability in the characters , regardless how cruel, Violent , tough, heroic, villainous or even your average employee at the Post Office , otherwise they become too linear, one note kind of – 

 Bios 

Filmmaker: Ramin Niami 

Ramin Niami is an Iranian born, US based, award-winning writer/director, producer of narrative and documentary feature films and president of the production company Sideshow, Inc. His film credits include Somewhere in the City, Shirin in Love and Eye Without a Face. His films have been shown in many international festivals such as Tribeca Film International and Hof International Film Festival and have been released theatrically and on platforms including HBO, Showtime and TMC. Most recently, Eye Without a Face was released on VOD in the US and Canada by Gravitas Ventures and 101 Films/Miracle Media in the UK and screened on HBO Eastern Europe. Ramin’s documentary film shot in Wales, Michael: Now and Then, will soon be released, and that have world premier in New York end of October 2026 at Workers United Film Festival. He has produced a number of narrative and documentary feature films including Amir Naderi’s Magic Lantern, which premiered at the Venice International Film Festival in 2018 and Manhattan by Numbers which also screened at Venice and was in competition at the San Sebastian Film Festival. Next, Ramin will direct a romantic drama film Umbria, starring Radha Mitchell (Silent Hill, Olympus Has Fallen) and Alessio Boni (Oscar-nominated film Don’t Tell and Cesar award-winning The Best of Youth). The film will be shot in the region of Umbria in Italy. Also on his directorial slate is an Iranian dramatic feature film set in LA. 

 Producer: Karen Robson 

Karen Robson produces, executive produces, and invests in films in collaboration with writer/director/producer Ramin Niami. Her producing credits include: Ramin’s award-winning documentary feature Babe’s and Ricky’s Inn, his narrative feature films Shirin in Love, Eye Without A Face, Fade Away and the documentary Michael: Now and Then. Karen will executive produce Ramin Niami’s next film Umbria and is involved in the development of Ramin’s forthcoming TV and film projects. Karen is also an entertainment lawyer and heads the Los Angeles office of the law firm Pryor Cashman LLP. She represents a variety of financiers, banks, equity investors, high-profile independent producers and production companies She also represents individual writers, directors and producers in film and television. 

 Cast: 

Nicolas Porcelli (Anthony) 

Nicolas Porcelli is an Italian born, New York bred actor, theater director, and producer with over 30 credits between feature films, shorts, and television. Nicolas studied under legends like William Esper in a 3 year academic program, Charlie Laughton of the Actor’s Studio, Austin Pendleton at HB studio and William Alderson of the Neighborhood Playhouse. He is the founder and president of the International Theater of Italy. Previously, Nicolas founded the Off-Off-Broadway Chelsea Theater Company and for several years he was a member of The Tribeca Theater Lab, a NYC based theater company, acting in many Off-Broadway productions. Currently Nicolas lives in Europe and splits his time between London and Rome. 

Anastasia Bay (Lara) 

Anastasia Bay is a Russian-Ukrainian actress and model, who makes her feature film debut in Fade Away. Born to a director father and composer mother, Anastasia trained as an actress across the US, Europe, and Russia. She has participated in workshops at the Demidov School (founded by an associate of Stanislavski) and a theater workshop in the Umbrian town of Narni. Beyond her artistic work, Anastasia is an Ambassador for Peace (Universal Peace Federation) and a dedicated advocate for sustainable fashion and environmental protection. 

Amedeo Carlo Capitanelli (Matthieu) 

Amedeo Carlo Capitanelli is a theatre and film actor and one of the founders of the theatre company Osm – Occhi Sul Mondo. Over the years, Amedeo has worked on productions with major Italian and international theatre organisations and festivals including: Teatro Stabile dell’Umbria, Armunia Festival, and Kilowatt Festival. He acted in Il Nero, a take on William Shakespeare’s Othello that was developed through the Italian Cultural Institute of Paris and presented at the Théâtre de la Ville in Paris. Additionally, Amedeo performed in Napoleone: la morte di Dio (produced by LVF Teatro Manini di Narni) alongside Lino Guanciale and Simona Boo, and a new take on Shakespeare’s Hamlet directed by Davide Sacco (acting alongside actors Francesco Montanari, Franco Branciaroli, Sara Bertelà and Francesco Acquaroli). In television, 

Amedeo acted in Una pallottola nel cuore 3 worked with Gigi Proietti, and has appeared in series like Cugino e Cugino, 7 Vite, and La Terza Verità. 

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Didattica per progetti e intelligenza artificiale: Spaggiari porta in Italia DreamShaper.

Con l’acquisizione di ESDS entra nell’ecosistema del Gruppo la piattaforma per il Project Based Learning, già usata in 122 Paesi. Obiettivo: rendere sostenibile per i docenti una didattica per competenze che oggi richiede tempo e progettazione.

23 settembre 2026 – La scuola italiana si muove da anni verso una didattica per competenze che sul piano pratico chiede al docente lavoro in più: progettare il percorso, scandirne le fasi, distribuire i ruoli e osservare il processo oltre al risultato. Qui l’intenzione didattica incontra il vincolo del tempo. Ed è qui che si colloca DreamShaper, la piattaforma per il Project Based Learning che Spaggiari porta in Italia ampliando il proprio ecosistema di strumenti e servizi per la scuola. La soluzione entra nel Gruppo con la prima operazione internazionale di Spaggiari: l’acquisizione di E-Schooling Dream Shaper (“ESDS”), realtà EdTech attiva in Portogallo e Brasile con tre piattaforme dedicate al mondo dell’istruzione.

Perché il Project based learning

Il Project Based Learning è una metodologia consolidata associata a maggiore motivazione, apprendimento più duraturo e sviluppo di competenze — collaborazione, problem solving, autonomia, capacità di comunicare — che i sistemi scolastici europei mettono oggi al centro dei propri obiettivi. Pur riconoscendone il valore, lo scoglio operativo è rendere il PBL praticabile su scala. La piattaforma DreamShaper accompagna l’insegnante dalla definizione delle fasi del progetto alla scansione dei tempi, dall’assegnazione delle attività al monitoraggio dell’avanzamento degli studenti, fino alla rilevazione delle competenze messe in gioco. Il progetto diventa così un percorso strutturato, ripetibile e documentato — anche ai fini dell’orientamento, perché le competenze emerse nel lavoro per progetti sono il materiale su cui costruire le future scelte formative dello studente.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nel PBL

Nel PBL l’intelligenza artificiale trova un ruolo concreto, sollevando il docente da procedure onerose come impostare la struttura di un progetto a partire da un obiettivo didattico, proporre una scansione delle fasi, suggerire varianti per gruppi di studenti con esigenze diverse, restituire una fotografia dell’avanzamento della classe. Con DreamShaper questa logica si estende per la prima volta alla progettazione didattica vera e propria: il docente definisce obiettivi, contenuti, valutazione, relazione con gli studenti e guadagna tempo da dedicare ad attività a valore aggiunto.

“Il lavoro per progetti è una direzione su cui la scuola italiana si è già incamminata: la domanda non è più se abbia valore, ma come renderlo sostenibile per chi insegna”, commenta Nicola de Cesare, CEO di Spaggiari. “DreamShaper risponde a questa domanda, e l’intelligenza artificiale è lo strumento che lo rende possibile su scala, alleggerendo il docente dalla parte più gravosa della progettazione senza togliergli nulla di ciò che gli compete. È il senso con cui guardiamo a questa acquisizione: non un prodotto in più, ma una capacità in più per la comunità educante che accompagniamo da cent’anni”.

Nicola de Cesare CEO Gruppo Spaggiari Parma

Cosa  entra in Spaggiari con ESDS

Oltre a DreamShaper — già utilizzato in 122 Paesi — l’acquisizione di ESDS porta in Spaggiari altre due piattaforme gestionali per le scuole: eSchooling, leader di mercato in Portogallo con oltre 550 scuole private servite e circa il 75% del mercato indirizzabile, e iScholar, tra gli operatori a più rapida crescita in Brasile con oltre 1.700 scuole private in portafoglio. Complessivamente le tre piattaforme servono oltre 3.000 scuole e 1,5 milioni di studenti. I tre brand contano circa 130 persone, che entrano in Spaggiari mantenendo ruoli, identità di prodotto e presidio dei rispettivi mercati; il management delle società resta immutato. Una scelta che riflette il modello di crescita internazionale di Spaggiari: ogni Paese ha un proprio sistema scolastico, con regole, calendari, adempimenti e linguaggi differenti, e costruire software per la scuola significa saper proporre architetture idonee a contesti profondamente diversi. È la competenza che Spaggiari ha sviluppato in Italia in cento anni di lavoro accanto alle scuole, ed è il terreno su cui si incontra con eSchooling e iScholar.

Fondata nel 2007, ESDS affianca le istituzioni scolastiche nella digitalizzazione dei processi didattici e amministrativi. L’acquisizione rappresenta il primo add-on internazionale di Spaggiari e il quarto completato dall’ingresso di Ambienta, inaugurando la fase di internazionalizzazione prevista nella strategia di sviluppo di lungo periodo del Gruppo.

Spaggiari è il punto di riferimento per l’innovazione scolastica, un partner di fiducia da un secolo per scuole, istituzioni e aziende che credono nella trasformazione dell’educazione attraverso la digitalizzazione. Fondato nel 1926 con l’invenzione del registro scolastico cartaceo, in cent’anni di attività ha trasformato il modo in cui le scuole gestiscono l’insegnamento, l’organizzazione e la comunicazione, evolvendo in un ecosistema digitale completo al servizio di studenti, famiglie, docenti, dirigenti, aziende e istituzioni. Attraverso infrastrutture e tecnologie avanzate, contenuti per la didattica, formazione e consulenza specializzata, prodotti e servizi per la scuola, il Gruppo supporta il mondo dell’istruzione nella gestione e nello sviluppo di un sistema scolastico più efficiente, inclusivo, connesso e sostenibile, capace di formare generazioni pronte ad affrontare il futuro con consapevolezza, competenze e spirito critico. Con il registro elettronico ClasseViva ha creato la più grande community educativa in Italia, con oltre 4,5 milioni di utenti. Inoltre, ClasseViva EXTRA è l’ecosistema che integra la solidità di Spaggiari, i progetti educativi de La Fabbrica e la nuova app che estende la relazione oltre l’aula, attraverso proposte e strumenti per il supporto alla crescita di studenti e famiglie. Per offrire un supporto a 360° a tutta la comunità educante, negli anni il Gruppo ha ampliato il proprio portafoglio con l’integrazione di La Fabbrica Società Benefit, che collega aziende, istituzioni e mondo della scuola attraverso progetti educativi e formativi ad alto impatto sociale e reputazionale; ItaliaScuola, che supporta dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo nell’aggiornamento normativo, ed EUservice, che offre consulenza e soluzioni per sicurezza, privacy e ambiente. Dopo l‘acquisizione di Prima Scuola e Jobiri a inizio anno, a settembre 2026 ESDS, realtà attiva tra Portogallo e Brasile con tre piattaforme dedicate al mondo dell’istruzione, è entrata a far parte dell’ecosistema Spaggiari dando il via al processo di internazionalizzazione dell’azienda. Dal 2023, Ambienta SGR, uno dei più grandi ed esperti asset manager europei interamente focalizzato sulla sostenibilità ambientale, ha investito in Spaggiari per accelerarne la crescita nel settore EdTech, rafforzandone il ruolo nella digitalizzazione e dematerializzazione dell’ecosistema scolastico. In linea con la propria mission di ridurre l’impatto ambientale nei processi amministrativi e didattici, il Gruppo si inserisce perfettamente nella strategia d’investimento di Ambienta, che punta su aziende capaci di migliorare l’efficienza delle risorse naturali e il controllo dell’inquinamento.

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Giornate Europee del Patrimonio 2026 all’ICBSA

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi e la Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura invitano il pubblico a due giornate di musica e canto nel cortile di Palazzo Mattei di Giove, in via Michelangelo Caetani 32, a Roma.Sabato 26 settembre – “Voci dal mondo”
Un viaggio musicale attraverso epoche, culture e continenti: dalla polifonia medievale e rinascimentale alle musiche di protesta statunitensi del Novecento, dagli spiritual afroamericani alla musica popolare brasiliana.

Dalle 10.30 si alterneranno l’Insieme Vocale Luigi Antonio Sabbatini e Octava Alba; nel pomeriggio, dalle 17.30, The Union Trio con Alessandro Portelli, Voices of Grace e il gruppo vocale Conjunto Bossagora.

Domenica 27 settembre – “Canti d’Italia”
Una giornata dedicata alla ricchezza delle tradizioni vocali italiane: canti popolari e regionali, repertori della montagna, canti di lavoro, sociali e di lotta, monodie e polifonie della tradizione orale.

Dalle 10.30 saranno protagonisti il Coro Koob, il Coro popolare Voci Impertinenti e il Coro CAI Roma; nel pomeriggio, dalle 17.30, il Coro Inni e Canti di Lotta “Giovanna Marini”, il Coro “Modi del Canto Contadino” della Scuola Popolare di Musica di Testaccio e il Coro dell’Associazione Nazionale Alpini.

Due giornate per riscoprire la voce e la musica come strumenti di memoria, incontro, testimonianza e condivisione.

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“Un tabaccaio alla scuola di Francesco”: il 26 settembre a Roma la storia del Servo di Dio Renzo Pietro Buricchi

A San Francesco a Ripa un incontro dedicato al “Tabaccaio di Prato”, testimone contemporaneo della spiritualità francescana.

Roma, [22.09.2026] – Sabato 26 settembre 2026, alle ore 19.30, nella Chiesa di San Francesco a Ripa Grande, in Piazza San Francesco d’Assisi 88 a Roma, si terrà “Un tabaccaio alla scuola di Francesco”, incontro dedicato alla figura del Servo di Dio Renzo Pietro Buricchi (1913-1983), conosciuto come il “Tabaccaio di Prato”.

 A raccontarne la vicenda umana e spirituale saranno Don Alessandro Andreini, studioso di spiritualità, e Don Gildas Vigan, studioso della spiritualità di Renzo Pietro Buricchi. Le parole e le poesie di Buricchi prenderanno voce attraverso le letture di Zingonia Zingone, accompagnate dagli interventi musicali alla chitarra di Gabriele Sagone.

L’appuntamento si inserisce nel percorso delle celebrazioni per l’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi, sostenute dal Comitato Nazionale, e propone al pubblico una figura del Novecento che seppe incontrare e vivere il messaggio francescano nella quotidianità della propria esistenza.

Commerciante nel cuore di Prato, uomo immerso nel lavoro e nella vita della città, Buricchi sviluppò una profonda ricerca spirituale, nutrita dall’osservazione della natura, dalla preghiera e da una particolare devozione a San Francesco. La sua condizione quotidiana, da lui definita un “esilio rumoroso dove Dio aleggia inosservato”, divenne il luogo nel quale provare a vivere concretamente la semplicità, la povertà e la fraternità francescane. Tra il 1956 e il 1957 Buricchi affidò alcune delle sue riflessioni alle pagine de La voce della Verna. Emblematica la provocazione “Vuoi vincere? Perdi!”, sintesi di una visione che ribalta la logica del possesso e del successo per ritrovare, nella povertà francescana, una diversa misura dell’uomo.

Proprio “sorella povertà” rappresenta uno dei nuclei più profondi del suo legame con Francesco. Buricchi non guarda al Santo di Assisi come a una figura da custodire soltanto nella memoria, ma come a un esempio da imitare nel presente. In una lettera del 1957 al guardiano della Verna, padre Girolamo Buratti, insiste sulla necessità di mantenere vivo il carisma francescano attraverso l’apostolato, la preghiera, la fraternità e il rapporto con la natura, andando oltre la semplice conservazione delle glorie del passato. Un legame che accompagnerà Buricchi fino agli ultimi anni della sua vita. In una lettera indirizzata al vescovo di Prato, mons. Pietro Fiordelli, scrive: “Io amo San Francesco, ammiro la sua fede, la sua santità, la sua devozione alla Chiesa e ai sacramenti, la sua semplicità, il suo modo di pregare”. Una vicinanza non soltanto intellettuale, ma trasformata negli anni in una personale regola di vita.

L’incontro del 26 settembre offrirà così l’occasione per riscoprire una voce laica e contemporanea capace di tradurre alcuni dei grandi temi francescani in un linguaggio semplice e immediato: il rapporto con il Creato, il valore della povertà, la fraternità, la fede e il senso stesso della vita e della morte. Non casualmente uno dei pensieri che accompagna l’iniziativa è una delle affermazioni più nette di Buricchi: “La morte, intesa come la fine di tutto, non esiste!”. Una frase che restituisce il punto d’arrivo di un percorso spirituale nato dentro la vita ordinaria e progressivamente aperto alla ricerca delle verità ultime.

La Chiesa di San Francesco a Ripa, luogo profondamente legato alla presenza e alla memoria di Francesco a Roma, torna così ad accogliere un appuntamento che mette in dialogo la sua eredità con esperienze e testimonianze capaci di parlarne al presente.

L’iniziativa è realizzata con il sostegno di Enel e PwC.

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Marcondiro, tra archetipo e oracolo: al Museo Castiglioni di Varese arriva “Antica Intelligenza”.

Domenica 27 settembre, alle 11.30, il Museo Castiglioni di Varese inaugura “Antica Intelligenza – Marcondiro tra archetipo e oracolo”, nuovo progetto espositivo che mette in dialogo la scultura contemporanea di Marco Marchese Borrelli (in arte Marcondiro) con le opere africane della collezione museale, video inediti dedicati alla divinazione nelle popolazioni africane, tarocchi, immagini, video e nuove tecnologie. L’iniziativa è realizzata con il coinvolgimento del Comune di Varese, Musei Civici di Varese e Museo Castiglioni, con il patrocinio della Regione Lombardia e il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto. Al centro del percorso si trova il Robot Primitivo, opera ideata dall’artista e ispirata ai giganti di Mont’e Prama, che diventa un ponte tra un’intelligenza antica, capace di trasformare materia, simboli e immaginazione, e l’intelligenza artificiale che oggi l’uomo sta imparando a costruire.La mostra parte da una domanda: se siamo noi a progettare l’intelligenza del futuro, quale mondo vogliamo insegnarle a costruire? Un interrogativo rivolto in particolare alle nuove generazioni e alla loro responsabilità nel determinare valori, direzione e significato delle tecnologie future. Marcondiro, nome d’arte di Marco Marchese Borrelli, è un artista crossmediale che attraversa musica, videoarte, performance, cinema, scultura e linguaggi digitali. La sua ricerca esplora il rapporto tra umano e artificiale, trasformando la tecnologia in uno strumento poetico e creativo.

Il progetto, iniziato a gennaio 2026, è accompagnato da un catalogo Trarari TIPI edizioni, con grafica di Flai Graphic Design, e gode del patrocinio di enti nazionali e internazionali. L’inaugurazione sarà alla presenza del direttore Marco Castiglioni, dell’ideatrice dell’allestimento Sara Conte, dei curatori Debora Ferrari e Luca Traini e dell’artista Marcondiro. La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027 al Museo Castiglioni, viale Vico 46, Varese. Gli orari di apertura sono giovedì e venerdì 14-19, sabato e domenica 10-13 e 14-19. Ingresso intero 7 euro, ridotto 5 euro.

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