Sulla scia dei “Racconti del lunedì”, la recensione alla nuova silloge di racconti edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore

Sulla scia dei Racconti del lunedì

La silloge di racconti edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore I racconti del lunedì. Antologia di racconti degli allievi dei corsi di Scrittura Creativa si inscrive a pieno titolo in quel solco caro alla casa editrice che ai racconti, e al relativo genere, ha sempre prestato e dedicato la massima attenzione sin dalla sua nascita. Più nello specifico, il particolare filone narrativo che vale la pena distinguere, nel più vasto e onnicomprensivo ambito della collana di narrativa “I Narratori del Nostro Tempo” che comprende sia i romanzi che i racconti, è quello delle opere collettanee di racconti che conta già diversi titoli meritevoli di citazione per valore e tasso qualitativo. Si tratta delle antologie di racconti Partita di domino sulla sabbia. Raccontincatenati (2012), L’isola che c’è. Acqua Amara (2014) e Il filo di Arianna. Diciassette donne, un libro e una storia da raccontare (2017). Proprio rispetto a questi importanti precedenti l’opera I racconti del lunedì si distingue per due caratteristiche che la rendono così peculiare. L’essere i racconti il frutto di un lungo percorso di formazione, i corsi di scrittura creativa appunto, e l’assoluta indipendenza di ogni singolo racconto e di ogni singola storia. Nel primo dei libri citati, infatti, i racconti sono “incatenati”, collegati cioè l’uno all’altro, nel secondo i racconti sono ispirati e dedicati, geograficamente e idealmente, a quell’”isola che c’è”, nel terzo i racconti, oltre che essere declinati al femminile, sono attraversati da un invisibile comune motivo ispiratore, un misterioso topos letterario da scoprire, che li unisce indissolubilmente. Ecco, dunque, che I racconti del lunedì si distingue per essere composto da partiture singole, indipendenti, storie molto diverse tra loro per caratteri e motivi di ispirazione. È perciò un viaggio che se prende le mosse da una matrice comune, un percorso formativo, il medesimo per tutti, che ha unito gli autori, anche sul piano umano, portandoli a incontrarsi e a confrontarsi, si sviluppa lungo direttrici completamente diverse sia in termini di concepimento delle storie, dei relativi motivi di ispirazione, che di stili che restano però, e questa è una delle importanti considerazioni da fare, personalissimi e unici, pur essendoci, e questo può essere un buon esercizio per il lettore, una qualche forma di amalgamazione derivante dall’aver appreso dalla stessa docente curatrice dell’opera (Patrizia Cotroneo Trombetta) le stesse tecniche e accorgimenti di scrittura. Per gli autori senz’altro una grande opportunità di crescita: non si può scrivere senza avere talento ma apprendere a scoprire e ad affinare il proprio può essere senz’altro un ottimo viatico. Racconti, perciò questi, particolarmente eterogenei in termini di stili e di vicende narrate ma che hanno, invece, rispetto ai personaggi e alle loro traiettorie, la comune impellenza, dopo aver vissuto, ognuno a suo modo, la propria anche inconsapevole sconfitta, a guardarsi dentro, specchio forse dei tempi che hanno portato e conducono sempre di più l’essere umano a un ripiegamento, a un’introversione, a una salvifica ri-scoperta di sé. Questi racconti richiamano anche le considerazioni e le riflessioni che non si possono non fare sul genere “racconto”, spesso sottovalutato, sottostimato, considerato, a torto, meno impegnativo, mentre si tratta di una delle forme più difficili e complesse di scrittura dovendo, lo stesso singolo racconto, essere un’opera conchiusa in sé, completa, non potendo il suo autore contare sulle infinite praterie concesse e messe a disposizione dal romanzo che offre, al contrario, spazi e occasioni di redenzione allo stesso autore. Il racconto, proprio nella sua brevità, nella sua rapidità, nella sua “corsa” al finale, che è poi il motivo topico, la ragione stessa della sua esistenza, deve compiersi ed esaurirsi. Ed è sempre un’ardua impresa. Non a caso i più grandi narratori, da Moravia, a Calvino, a Fenoglio, a Hemingway, a Levi e a molti altri ancora si sono misurati con il racconto. Ma, ed è bene sottolinearlo ancora questo, un’opera collettanea come I racconti del lunedì, di cui riporto volentieri i nomi degli autori: Elisabetta Ceravolo, Paola Crisostomidis Gatti, Alessandra Ferrero, Catia Lupinetti, Samantha Marenda, Maria Luisa Natale, Furio Panizzi, Maria Ramicone, Maria Luisa Rivosecchi, Silvia Rosati, Alessandro Seveso, Vincenza Zanchelli,  è soprattutto l’incontro-confronto di una pluralità di voci, di stili, di sensibilità. È un fitto e mutuo dialogo di anime perennemente in cerca, è l’asilo della parola cercata e bramata, è il continuo leggersi, negli occhi e nell’anima. È il non smettere mai di cercare, di cercarsi…

                                                                                                        Luca Carbonara

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Presentazione della nuova silloge di racconti edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore “I racconti del lunedì. Antologia di racconti degli allievi dei corsi di Scrittura Creativa”

La copertina della nuova silloge di racconti edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore

A cura della libreria L’altracittà martedì 28 giugno p.v. alle 18,30 presso la Terrazza di Villino Orsini in Via Nomentana 16 ci sarà la presentazione della nuova silloge di racconti edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore I racconti del lunedì. Antologia di racconti degli allievi dei corsi di Scrittura Creativa” curata da Patrizia Cotroneo Trombetta. Si tratta di un’opera collettanea che vede coinvolti dodici autori che hanno dato vita a un mosaico di stili e di voci estremamente eterogeneo frutto di un lungo e articolato quanto appassionante percorso di formazione. L’opera è arricchita da un ulteriore racconto scritto a otto mani da quatttro autori dell’antologa che si segnala ed evidenzia per l’importanza, la delicatezza e l’urgenza del tema trattato. Proprio nella varietà e diversità degli stili da un lato e nella varietà dei temi trattati dall’altro risiede dunque la peculiarità di quest’opera che si imbeve di sensibilità e personalità tanto diverse. Una sorta di officina di scrittura che si apre alla curiosità dei lettori e nella quale nulla sembra essere stato tolto alla spontaneità e creatività degli autori. Il volume sarà presentato dalla stessa curatrice dell’opera.

Per info su ordini e disponibilità scrivere a: redazione@cultiuraedintorni.it

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Aperte le iscrizioni ai nuovi corsi di scrittura di critica cinematografica e critica letteraria organizzati da Cultura e dintorni Editore

La Casa Editrice Cultura e dintorni organizza i primi Corsi di Scrittura di Critica Letteraria e di Critica Cinematografica. I corsi, che saranno articolati in due differenti moduli di critica letteraria e di critica cinematografica, avranno la durata di due mesi per un totale di 16 ore di lezione ciascuno. Oltre al rilascio di un attestato di partecipazione, le finalità di ogni corso consisteranno nell’apprendimento delle principali tecniche di scrittura critica e nella stesura  da parte dei partecipanti di testi di critica letteraria e di critica cinematografica che verranno pubblicati sul periodico di informazione culturale distribuito su scala nazionale “Cultura e dintorni”. Le lezioni si svolgeranno da remoto.

Per info su modalità di iscrizione e costi scrivere a: redazione@culturaedintorni.it

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La siccità e le sue conseguenze. Perché anche la siccità peserà sulla bolletta degli italiani?

Con l’arrivo dell’estate la siccità continua a farsi sempre più grave e radicata su tutta l’Europa Meridionale, con Spagna, Grecia e Italia sempre più assetate. Oltre ai danni diretti su colture e biodiversità, la scarsità d’acqua porta con sé tutta una serie di effetti indiretti tra cui quelli relativi alla produzione e al conseguente consumo di energia.

La siccità e la situazione in Italia

Nel Bel Paese la siccità è diventato un problema che, contrariamente al passato, sta colpendo tutte le regioni da Nord a Sud con nessuna area che può dirsi esclusa.

Le maggiori criticità si registrano nel Nord, con la regione Piemonte che registra interi territori in cui non piove da più di cento giorni. Il grande assetato è proprio il Po che soffre della peggiore siccità degli ultimi settant’anni, con il razionamento dell’acqua che,  per la prima volta nella storia, è arrivato in primavera. Nel Centro-Sud la situazione non è tanto migliore, con un decremento del volume annuale della portata del Tevere che è crollato del 15% negli ultimi vent’anni e le colture che continuano a soffrire in tutto il Meridione.

Il fiume Tevere vittima della siccità estiva

Il Governo sta provando a mettere delle toppe a questa situazione come ad esempio attraverso il progetto di “rinaturazione del Po” inserito nel Pnrr. L’impegno sembra però essere tardivo e non appare sufficiente per risolvere un problema così grave. Lo stesso Mario Draghi, ha recentemente sostenuto che i trecentosessanta milioni destinati al risanamento del Po sono un grande investimento che si rende necessario e urgente per il Paese. La persistente mancanza d’acqua su tutto il territorio nazionale sta facendo scattare razionamenti in diverse aree del Paese. In questi casi la precedenza va al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, andando a rallentare di contro tutte quelle attività “non strettamente essenziali”. Nonostante le manovre intraprese per tamponare gli effetti del caldo, si stima che ci sarà una riduzione della produzione ortofrutticola tra il 30% e il 40% solo nella Pianura Padana.

Gli effetti del razionamento su produzione e utilizzo di energia

Il razionamento dell’acqua, che stiamo cominciando a vedere in questi giorni, colpisce anche la produzione e l’utilizzo dell’energia elettrica. Quest’anno dare acqua ai frutteti costerà quasi il doppio rispetto all’anno scorso a causa del prezzo dell’energia elettrica utilizzata. La scarsità di irrigamento naturale, infatti, porterà a un ricorso massivo all’irrigazione artificiale con conseguenti aumenti delle bollette degli agricoltori e del prezzo dei beni ortofrutticoli. Se l’irrigazione artificiale porta ad un incremento dell’utilizzo di energia, la siccità avrà un forte effetto anche sulla stessa produzione di energia. Sono già diverse le centrali termoelettriche e idroelettriche che hanno dovuto cessare le loro attività a causa proprio della mancanza di acqua. È il caso, ad esempio, delle centrali A2A di Sermide e di Ostiglia che negli ultimi giorni hanno dovuto chiudere i battenti proprio a causa dei livelli troppo bassi del Po, che è sceso sotto il livello massimo necessario per la creazione di energia idroelettrica. Secondo la relazione tecnica curata dal Joint Research Centre europeo l’energia immagazzinata da impianti idroelettrici a inizio marzo 2022 era di 774 GWh, quasi il 27,5% in meno rispetto all’anno scorso. Quando parliamo di siccità, quindi, oltre ai problemi diretti, dobbiamo valutare anche quelli indiretti che, in un momento di crisi energetica come questa, possono farsi sentire non solo in bolletta ma anche sui posti di lavoro di centinaia di persone. Speriamo solo che gli interventi del Governo, grazie anche ai fondi del Pnrr, possano tamponare la crisi odierna e riuscire a risanare in maniera strutturale la Sete del nostro Paese.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/siccita-aumento-bolletta/

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La Fondazione Carla Fendi, rinnovando il suo impegno per “Spoleto 65° Festival dei 2Mondi” presenta ART IFICIAL ART ECHNOLOGY, un progetto che esplora un binomio già nell’interesse della Fondazione da alcune stagioni.

ARTIFICIAL

ARTECHNOLOGY

La Fondazione Carla Fendi, rinnovando il suo impegno per “Spoleto 65 Festival dei 2Mondi” presenta  ARTIFICIAL ARTECHNOLOGY, un progetto che esplora un binomio già nell’interesse della Fondazione da alcune stagioni.

ARTE on the wall’. Sulla facciata del Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi l’ingrandimento di FRAMMENTO FATICA N.26 dell’artista DANIELE PUPPI. Un lavoro fotografico tridimensionale realizzato in quattro esemplari nel 2004 per la Lisson Gallery di Londra e ora in Collezioni Private.

SCIENZA nell’ex Battistero della Manna D’oro che ospiterà REALITY? installazione in realtà aumentata di GABRIELE GIANNI. Un’esperienza visiva e sonora che vuol far vacillare la percezione della realtà oggettiva in un luogo, un tempo sacro, attraverso un misticismo “aumentato” dalla tecnologia.

PREMIO CARLA FENDI STEM [science,technology,engineering,mathematics]

Nella giornata conclusiva del Festival il riconoscimento è conferito all’astrofisica MARICA BRANCHESI per il contributo dato alla rilevazione delle onde gravitazionali.

La cerimonia avrà luogo sul palcoscenico del Concerto finale alla presenza del Maestro Antonio Pappano, del sindaco Andrea Sisti Presidente della Fondazione Festival, della direttrice artistica Monique Veaute e di Maria Teresa Fendi Presidente della Fondazione Carla Fendi. La Fondazione Carla Fendi ospiterà a Palazzo Racani Arroni gli INCONTRI CON GLI ARTISTI che il Festival organizza durante i fine settimana dalle ore 11 alle 12.

DANIELE PUPPI

Fin dal suo esordio nel 1996 con Fatica n.1, installazione video-sonora site specific, lavora a scardinare quell’ idea di spazio, che ancora si percepisce e ruota all’interno delle coordinate euclidee. Puppi concepisce il lavoro come un vero e proprio work in regress, che nasce dopo un periodo di gestazione trascorso all’interno degli spazi, durante il quale l’artista sperimenta l’ambiente e stabilisce con esso una relazione quasi carnale valutandone limiti e potenzialità. Privilegiando la video installazione ha manifestato una nuova attitudine al mezzo enfatizzando e rovesciando radicalmente l’utilizzo del suono e della riconfigurazione visivo-architettonica che sempre diventa altro da sé. Le tecnologie utilizzate – videoproiettori, led-screen, sincronizzatori, amplificatori, sub woofers, speakers, microfoni – sono funzionali all’attivazione e all’amplificazione multisensoriale delle facoltà percettive, visive e uditive dello spettatore, come parte integrante dell’opera stessa. Lo spettatore/visitatore è chiamato a entrare in una nuova e straniante dimensione spazio-sensoriale.

Tra le principali mostre personali: VENTIVENTUNO (Magazzino Gallery, Roma, 2021) ALIE(N)ATION (Minnesota Street Project. San Francisco, 2018) RESPIRA (Galleria Borghese, Roma 2017); GOTHAM PRIZE (Istituto italiano di cultura, New York 2015); 432 HERTZ, (Australian Experimental Art Foundation, Adelaide 2013); HAPPY MOMS (MAXXI, Roma 2013); FATICA n.23 (Galleria Nazionale, Roma 2010); FATICA n.16 (HangarBicocca, Milano 2008); FATICA n. 27 (Melbourne International Arts Festival. Melbourne 2005)

Tra le principali mostre collettive a cui ha partecipato: THE CIRCUS WE ARE (La Delta – Namur, Belgio, 2022); VIDEOARTE IN ITALIA, IL VIDEO RENDE FELICE (Palazzo delle esposizioni – Roma, 2022); 18° FESTIVAL INTERNACIONAL DE LA

IMAGEN (Manizales, CO, 2019); ID. ART:TECH EXHIBITION (Ca’ Foscari Zattere Cultural Flow Zone. Venezia, VE, 2019);THE RAFT – Art Is (Not) Lonely (Mu.ZEE – Oostende, 2017); CYFEST 12 (International Media Art Festival – Media Center – New York, NY 2018); 17 NEW ARTISTS INTEGRATION (Jan Fabre Troubleyn/ Laboratorium, Antwerp, 2015); EL TOPO (Nuit Blanche, Paris, 2013); DIGITALIFE – HUMAN CONNECTIONS (Ex-Gil/ Macro Museum, Rome, 2012); SPHERES 4 (Galeria Continua/ La Moulin, France, 2011/12); TAKING TIME (M.A.R.C.O. Museum, Vigo, Spain, 2007); TUPPER UND VIDEO (Marta Herford Museum, Germany, 2006).

GABRIELE GIANNI

REALITY? è un’installazione in realtà aumentata che vuole indagare lo spazio illusorio nella coscienza, tra l’io soggettivo e le infinite possibilità dentro di noi. Un’esperienza percettiva dove le strutture biologiche che compongono il cervello appaiono tessere architetture che sostengono la realtà percepita.

Nel BATTISTERO DELLA MANNA D’ORO, dopo aver indossato dei visori per la realtà aumentata, il visitatore camminerà nella chiesa tra marmi e stucchi entrando in contatto con strutture tridimensionali sospese. Scansioni reali di neuroni umani che toccando libereranno messaggi sonori, ricordi, voci, pensieri. Le pareti popolate di cellule cerebrali, neuroni milioni di volte più grandi creano una dimensione altra, divenendo specchio magnificato della mente. Quando il visitatore si sentirà pronto a terminare la sua esperienza “aumentata”, in un gesto simbolico porrà le sue mani sulla fonte battesimale al centro della chiesa ottagonale e intorno a lui la realtà della Manna D’Oro muterà, inghiottita da un buio virtuale.

Reality? è il tentativo di usare la tecnologia come strumento di domande profonde, vissute esperienzialmente attraverso un metaverso che invade quel che un tempo è stato un luogo sacro. La domanda che cos’è la realtà rimane inspiegabile, ma il dubbio che permane nel momento in cui i nostri sensi sono prima espansi dalla tecnologia e poi privati di essa è fonte comune di stordimento.

Regista, sceneggiatore Gabriele Gianni usa intervenire sul suo lavoro attraverso animazioni digitali da lui composte. Nel 2009 realizza il cortometraggio di animazione Dyslexia presentato al 27° Festival del cinema di Torino e al 50° Festival Internazionale di Animazione di Annecy. Con il suo personale linguaggio visivo, dal 2018 al 2021 collabora con la Fondazione Carla Fendi, realizzando per la stessa film documentari sul binomio Arte e Scienza: A SENSE OF WONDER su Stephen Hawking, ECCE ROBOT sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica, NOTES ON STONE sulla scultrice austriaca Anna Mahler e ABOUT SOL sull’artista americano Sol Lewitt, tutti presentati durante i Festival di Spoleto.

PREMIO CARLA FENDI STEM [science,technology,engineering,mathematics]

Nella giornata conclusiva del Festival il riconoscimento è conferito all’astrofisica MARICA BRANCHESI per il contributo dato alla rilevazione delle onde gravitazionali.

La cerimonia avrà luogo sul palcoscenico del Concerto finale alla presenza del Maestro Antonio Pappano, del sindaco Andrea Sisti Presidente della Fondazione Festival, della direttrice artistica  Monique Veaute e di Maria Teresa Fendi Presidente della Fondazione Carla Fendi.

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Un Antonio Canova inedito tra biografia e capolavori

In occasione del bicentenario della morte del grande maestro del Neoclassicismo, Edizioni Chartesia esce con un prezioso volume da collezione che ne racconta la vita, gli amori, le passioni e l’arte. Scritto dalla professoressa Rosanna Potente e con Prefazione dell’architetto Andrea Bellieni, sarà in tutte le librerie dal 22 giugno.

La copertina del saggio pubblicato da Edizioni Chartesia

Un saggio a tutto tondo che offre il ritratto completo di un talento ineguagliato. Da Possagno a Venezia a Roma, il libro (senza adeguarsi a un canonico ordine cronologico ma preferendo una lettura tematica e trasversale) segue le orme di Antonio Canova, descrivendo i tanti volti di uno dei massimi artisti di tutti i tempi: i segreti, le tecniche e i capolavori dello scultore, la grazia e l’estro sfavillante del pittore, la tenacia del mediatore diplomatico che tenne testa a Napoleone, le inclinazioni, i sentimenti e le amicizie dell’uomo, evidenziando persino i rari vezzi o le fragilità di un animo inquieto ma indomito che seppe dare forma a un nuovo ideale di bellezza. Il tutto senza escludere curiosità e aneddoti fondati. Per esempio, pochi sanno che si deve proprio a Canova il rimpatrio di numerose e importanti opere d’arte italiane finite in Francia dopo le spoliazioni napoleoniche. E quanti sono a conoscenza del Canova amante della danza, del Canova bibliofilo ‘compulsivo’ che si faceva leggere libri mentre scolpiva o, ancora, del Canova pittore che burlava gli esperti con i suoi ‘falsi’? Il libro mette in evidenza questo e molto altro, soffermandosi sia sulle opere più celebri sia su quelle meno note, intrecciando vicenda pubblica e privata, macrostoria e microstoria, per comprendere appieno lo spirito e la visione estetica dello scultore che ha gettato con coraggio il seme della modernità.

Un volume d’arte per collezionisti e semplici appassionati . L’opera, con testo in italiano e in inglese, presenta un taglio divulgativo e si rivolge a un pubblico vasto, animato da interessi culturali seppur non specialistico: il linguaggio tecnico, infatti, è calato in un fluire narrativo che rende l’analisi fruibile a tutti. Il grande formato, la copertina rigida cartonata impressa in oro a caldo, il design ricercato della veste grafica e le oltre 140 spettacolari immagini fotografiche rendono questo libro un gioiello da ammirare e collezionare.

Gli autori

Rosanna Potente si è laureata alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova. Ha lavorato per due anni al Museo archeologico nazionale di Venezia, occupandosi di ricerca. Dal 2004 insegna Lettere al Liceo classico-linguistico “Antonio Canova” di Treviso e dal 2017 tiene lezioni di Letteratura presso l’Università dell’Età Libera di Treviso. Dal 2007 al 2017 è stata Assessore alla cultura e all’istruzione e Vicesindaco (dal 2012) nel Comune di Silea (TV). Nel 2021 ha contribuito alla redazione dei testi per l’edizione illustrata della Divina Commedia edita da Chartesia.

Andrea Bellieni, autore di numerose pubblicazioni riguardanti specialmente l’ambito trevigiano e veneto, nel campo dell’architettura, della pittura antica e delle arti applicate, è stato conservatore dei Musei civici di Treviso. Dal 2008 è responsabile e conservatore del Museo Correr di Venezia e della Torre dell’orologio. Per il progetto del futuro Grande Correr ha ideato e diretto il riallestimento dell’importante collezione di opere di Antonio Canova.

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15 Giugno Alberto Sordi, il genetliaco di una maschera immortale

Voce bianca, voce di un basso, maestro, prete, soldato, dottore, sceicco, conte, marchese, imprenditore, magliaro, trafficante d’armi, piccolo borghese, tassinaro, pizzardone, ricco, povero, vitellone, cialtrone, straccione, ridanciano, opportunista, arrivista, servile, affabulatore, capocomico, chansonnier, mattatore, saltimbanco… Albertone, nella più o meno lecita pretesa di vedere riflessi in lui i caratteri come i vizi e i difetti di un intero popolo, al di là di facili generalizzazioni, da taluni incompresi forse perché fanno luce su una cattiva coscienza, è nel guizzo, imprevisto e imprevedibile, di una mossa, un gesto, uno sguardo, un passo, un salto, un timbro, mimesi dell’intero spettro espressivo di una voce e di un corpo, la grandezza, l’unicità e la genialità di un’arte sgorgata effervescente come argento vivo dall’anima a dare vita, senza falsità e ipocrisie, a una maschera immortale, comica e insieme tragica, dell’umana, umanissima essenza… Auguri Alberto!

Luca Carbonara

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“Cioccolata calda per due” il nuovo romanzo della scrittrice napoletana Nunzia Gionfriddo

Segnaliamo l’uscita del nuovo romanzo della scrittrice napoletana Nunzia Gionfriddo Cioccolata calda per due (Phoenix Film Production, 2022). Incentrato sui temi delle Foibe e dell’esodo istriano, si tratta di un romanzo di grande interesse storico-documentaristico e culturale. Sul filo della memoria e sulla necessità di recuperarla e tramandarla.

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“Banksy è chi Banksy fa!”, record di visitatori sul lago di Garda

Primi bilanci a oltre un mese dall’apertura. Migliaia di spettatori, i curatori moltiplicano le visite guidate per soddisfare le richieste del pubblico. Prossimo appuntamento l’11 giugno

Le opere di Banksy sono sbarcate sul Lago di Garda domenica 10 aprile con l’inaugurazione della mostra “Banksy è chi Banksy Fa! An unconventional Street Art Exhibition”, ospitata al Castello di Desenzano del Garda (nel Bresciano) e curata da Michele Ciolino e Matteo Vanzan.

Ebbene, è tempo per i primi bilanci di un evento senza precedenti, che ha già portato oltre cinquemila persone a visitare la mostra, un record per gli spazi espositivi che si affacciano sulla cittadina: e manca ancora un mese e mezzo alla chiusura. Non solo, sono andati sold out anche gli incontri previsti coi curatori. Per questo, è stato deciso di aprire una nuova finestra per la visita guidata, il prossimo 11 giugno alle ore 11.30. In programma collaterale all’esposizione sarà possibile, infatti, previa prenotazione e al costo di tre euro a persona per gruppi di minimo venti persone, partecipare alle visite guidate e agli incontri con il curatore. La mostra “Banksy è chi Banksy fa! An unconventional Street Art Exhibition”, visitabile fino al 17 luglio 2022, sarà aperta al pubblico, con biglietto d’ingresso intero di 10 euro, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.30.

Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Desenzano del Garda e prodotta dall’agenzia MV Eventi di Vicenza e sostenuta dal media partner Arte In, la mostra non presenterà solamente il celebre artista di Bristol, ma anche alcuni dei principali protagonisti della scena Street Art internazionale come Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Obey, Space Invader, Ron English, Anthony Lister, Mason Storm, Mark Dean Veca, Martin Whatson, Donald Baechler, Paul Kostabi, D*Face, KayOne, MR. Wany, Sandra Chevrier, Icy and sot, Hama Woods, Vhils, Ben Eine, Solomostry, Thetan One, Slog 175, Skaione, Cizerocentodieci, Evyrein. Circa cinqunata opere, tra cui alcune esposte alla Biennale di Venezia, provenienti da collezioni private italiane e dagli stessi artisti in un’alternanza di lavori su tela, legno, carta, scultura, serigrafie firmate, poster e memorabilia selezionati dopo oltre due anni di ricerca.

“La mostra” spiega Matteo Vanzan di MV Eventi “è strutturata per essere una riflessione sul fenomeno Banksy, più che essere una mostra di Banksy. Vogliamo porre al visitatore una serie di interrogativi non solo attraverso le opere esposte, ma soprattutto lungo un percorso didattico ed emozionale fatto di filmati, gigantografie e testi critici. La Street Art è indomabile, affascinante, misteriosa e per molti versi ancora avvolta nel mistero. È arte senza confini ed estesa in ogni angolo del pianeta per raccogliere le voci di un’umanità in continua emergenza espressiva”. Con contenuti sempre nuovi, forme in mutazione continua, la Street Art è affascinate e sexy, alternativa e allo stesso tempo mainstream diventando, dagli anni Ottanta, linguaggio istituzionalizzato proprio grazie ad un sistema dell’arte che tutto fagocita. Le più rinomate gallerie newyorkesi iniziarono ad interessarsi a quelli che, ancora, non erano considerati artisti, ma che ben presto e grazie ai sistemi di promozione culturale, divennero a tutti gli effetti delle vere e proprie star, in primis Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. L’artista di Bristol rappresenta la punta di un iceberg le cui origini iniziano nelle metropolitane degli Stati Uniti verso la prima metà degli anni Sessanta per espandersi sempre di più nei pieni Settanta. Fu grazie alle contestazioni studentesche e sociali del ’68 che si sancì la nascita di quella controcultura sintomo del rinnovamento di stili, linguaggi e forme espressive dal Post-Minimalismo alla Street Art.

  Quello scolpito sui muri è un messaggio necessario per esprimere il proprio dissenso, per riappropriarsi di quegli spazi, definiti non-luoghi, la cui genuinità non deve sopportare i vincoli dei circuiti ufficiali. Ecco nascere, in tutto il mondo, un coro generazionale che, parlando direttamente al pubblico, riporta l’arte ad una nuova dimensione di significato: lo crea senza mai subirlo. Quello rappresentato in questa esposizione è un luogo del mistero e dell’invisibilità, consapevoli che non c’è più tempo per definizioni o accademismi ma che la Street Art è oggi linguaggio universale della nostra società.

“Questa mostra vuole chiedersi, oggi, cosa sia la Street Art: dove nasca, chi ne siano i principali protagonisti giunti alla ribalta internazionale e quale sia oggi la potenza del muro” conclude Matteo Vanzan “un supporto concreto e tangibile su cui gli artisti di tutto il pianeta tessono messaggi sociali che giungono con forza inaudita sino a noi. Il tempo del mondo metropolitano tanto caro a Taki 183 sembra essere finito, ma non quello del mondo underground e dei circuiti alternativi. Come la pittura a buon fresco, anche i lavori su muro oggi assumono un significato allegorico che va contestualizzato con la società contemporanea senza dimenticarsi mai che, come Banksy ci ricorda, “l’invisibilità è un superpotere”. Dal 4 giugno al 03 luglio 2022, inoltre, presso la Galleria Civica Gian Battista Bosio sarà presentata “Alethéia: la ricerca della verità attraverso la conoscenza”, esposizione trasversale che presenterà le opere di sette artisti contemporanei: Guido Airoldi, Angelo Alessandrini, Giorgio Dalla Costa, Daniele Nalin, Manlio Onorato, Donatella Pasin e Maurizio Taioli. Le opere di questi artisti rappresentano uno spaccato della pittura italiana che, dall’estasi dell’espressionismo astratto fino ai silenzi dell’introspezione psichica, ci conducono a riflettere sul significato più profondo dell’essere artista oggi. Le opere degli artisti selezionati sono state esposte in Musei italiani e stranieri di rinomata importanza culturale come il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, la Galleria d’arte moderna di Torino e, nell’appuntamento di Desenzano del Garda, saranno presentate opere di pittura e scultura.

MAGGIORI INFORMAZIONI

Castello di Desenzano del Garda (Bs) – Via Castello, 63

ORARI DI APERTURA

Dal martedì alla domenica 10.00 – 18.30. Chiuso lunedì

BIGLIETTI

Intero 10 euro / Ridotto 8 euro / Gratuito minori di 10 anni

VISITE GUIDATE

Visita guidata al costo di 3 euro a persona (gruppo minimo di 20 persone)

CONTATTI E PRENOTAZIONI

Ufficio Cultura: 030/9994161 / Castello: 335/6960209

Mail: cultura@comune.desenzano.brescia.it / desenzanocastello@gmail.com

MV EVENTI www.mveventi.com / info@mveventi.com

CONTATTI: 

PK COMMUNICATION press@pkcommunication.it / 351 6896663



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Tra fusione e razionamenti: le scelte coraggiose per far ripartire l’energia

Ormai non passa giorno senza che si parli di energia: dal caro bollette ai timori per il futuro, tutto sembra ruotare intorno ai problemi di approvvigionamento energetico. Nelle ultime ore proprio il Ministro Cingolani ha continuato a parlare di possibili ma non probabili razionamenti in inverno. Vedremo dove ci porteranno i prossimi mesi, ma prima c’è da chiarire la situazione energetica italiana ed europea.

L’Inflazione, il mercato energetico e gli equilibri geopolitici

Pandemia e conflitto Russo-Ucraino hanno portato ad un rallentamento di tutti i meccanismi commerciali internazionali con conseguente aumento dei costi di materie prime e prodotti finali. L’inflazione ha così iniziato a “galoppare” in tutti i paesi europei e non. I beni energetici hanno preso da subito il largo facendo registrare tassi di aumento mensili anche del 27% (Feb-Mar 2022) portando i governi del Vecchio Continente a scendere in campo per cercare di tamponare questo trend al rialzo.

Ma perché proprio i beni energetici stanno mettendo in ginocchio l’Europa e l’Italia?

Nonostante i sempre più incalzanti obiettivi green, le politiche UE negli ultimi trent’anni hanno spesso puntato più a un mantenimento dello status quo nell’approvvigionamento energetico rispetto a un’effettiva e reale virata verso fonti rinnovabili. Questo ha spinto, anno dopo anno, ad un incremento della dipendenza di paesi come Italia, Germania e Spagna da nazioni al di fuori dei confini continentali tra cui la Russia e paesi africani. In particolare, proprio questa sudditanza energetica è stata sfruttata come arma a favore dal Cremlino per le manovre militari in Ucraina.

Quali le sfide per l’Europa e l’Italia nei prossimi anni?

La diminuzione della dipendenza energetica è sicuramente uno dei principali obiettivi europei dei prossimi anni. Ma la situazione, a livello di approvvigionamento, è differente per ogni paese e gli investimenti da mettere in campo dovranno essere pensati nazione per nazione.

Studiando la situazione italiana possiamo notare come il Bel Paese sia povero di fonti fossili ma ricchissimo di fonti rinnovabili, specialmente nel Sud. I nostri antenati lo avevano capito ben prima di noi e ne abbiamo le prove nel vecchio detto pugliese: “Salento: Lu sule, lu mare, lu ientu”. Proprio su questi tre elementi dovranno essere intensificati gli investimenti con un conseguente potenziamento delle reti di distribuzione dal Sud al Nord della Penisola.

Proprio dalla Puglia ripartono anche gli investimenti nel solare con contributi per pannelli solari plug and play e minieolico privato. Ma ancora non sembrano bastare queste manovre marginali per cambiare la situazione sulla sostenibilità del Paese.

Per l’Italia servirà un oculato piano strategico e scelte coraggiose per permettere l’incremento della produzione interna e una graduale diminuzione delle fonti fossili.

Eni vira sulla fusione per produrre energia a basso costo

Una scelta sicuramente coraggiosa è quella di Eni che dopo aver cambiato completamente identità con l’introduzione di Plenitude, ora prova a scommettere sulle nuove fonti di energia. Descalzi, attuale AD di Eni, parla di una vera e propria rivoluzione energetica che potrebbe portare entro il 2030 alla produzione di energia dalla fusione di atomi di Idrogeno. La tecnologia è stata studiata fin dagli anni Cinquanta ma sempre con scarsi risultati dovuti alle temperature di fusione che sono davvero proibitive, nell’ordine dei cento milioni di gradi.

La strada perciò è ancora lunga e la ricerca dovrà riuscire a risolvere tutti gli ostacoli tecnici ed ingegneristici che hanno portato questa tecnologia a essere accantonata e riportata in auge più volte negli ultimi cinquant’anni. Ma è proprio da queste scelte coraggiose che l’Italia e il Continente Europeo devono ripartire per riuscire a essere i nuovi leader nell’energia.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/fusione-razionamenti-energia/

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