La nota critica di Angela Spano alla silloge poetica di Luca Carbonara “Epifanie d’incanti” edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore

Qualche riflessione su Epifanie d’incanti. (nelle invisibili tasche degli alberi dormono i sogni.) Luca Carbonara, Cultura e dintorni Editore.

a cura di Angela Spano

Non è mai semplice scrivere “di poesia”, ma lo ė ancora meno se l’autore dell’opera della quale si vorrebbe dissertare è un amico, caro e stimatissimo, come lo è Luca per me. Spero, pertanto, di non scivolare nella banale partigianeria (ma Luca non ne ha bisogno!) e mi limiterò ad esprimere, nel modo più oggettivo possibile (può esistere l’oggettività in poesia?) il coacervo di sentimenti, sensazioni, emozioni, stupore, persino lo struggimento che le poesie di questa preziosa raccolta, hanno evocato in me. Ci sono libri che si leggono e libri che accadono. Epifanie d’incanti appartiene a questa seconda, più rara specie: non si limita a offrire parole, ma apre varchi. A partire dal titolo. Qui è già espressa una dichiarazione di poetica e, insieme, una promessa. Non una sola rivelazione, ma un manifestarsi plurale, cangiante, che non pretende di imporsi con clamore, bensì di accadere nella soglia sottile della percezione “Epifanie” porta con sé una tradizione alta e impegnativa – quella del disvelamento, dell’apparire improvviso del senso – ma qui si declina al plurale implicito degli incanti, parola che sottrae ogni rigidità concettuale e restituisce alla rivelazione la sua natura fragile, intermittente, quasi esitante. È un titolo che rivela consapevolezza: la coscienza che la poesia, oggi, non può permettersi epifanie assolute, totalizzanti, ma può ancora – e forse proprio per questo – deve farsi luogo di piccoli incanti, di apparizioni minime, in cui il reale si incrina e lascia filtrare altro. In questa tensione fra il dire e il sottrarre, tra il mostrare e il custodire, si avverte una voce che conosce la tradizione, ma non ne è prigioniera. Il sottotitolo – nelle invisibili tasche degli alberi dormono i sogni – è, a sua volta, una chiave di accesso preziosa. Qui l’immagine si fa più ardita, quasi visionaria, ma senza quella misura che attraversa l’intera raccolta. Le “tasche invisibili”, suggeriscono un’idea di interiorità nascosta nel visibile, una topografia segreta del mondo naturale, che si offre solo ad uno sguardo capace di indugiare. Gli alberi, presenze antiche e silenziose, diventano custodi di ciò che non si lascia facilmente nominare: i sogni, appunto, ma anche le attese, le possibilità non ancora dispiegate. In questa immagine si riconosce una postura poetica precisa: non dominare il reale, ma accostarlo con rispetto, senza forzare il senso ma lasciandolo emergere. È, questa, una scelta che richiede disciplina dello sguardo e finezza di ascolto e che testimonia una maturità non comune: quella di chi sa che la poesia non è tanto invenzione quanto rivelazione, non costruzione, ma scoperta. Il titolo e il sottotitolo letti insieme delineano, così, uno spazio poetico coerente e profondamente abitato; un luogo in cui l’incanto non è evasione, ma forma di conoscenza e in cui ogni epifania – per quanto minima – porta con sé la traccia di uno sguardo vigile, colto, intimamente necessario.  A partire da questa soglia, così densamente significativa, il libro si apre, poi, a una costellazione tematica sorprendentemente varia, ma mai dispersiva. La pluralità degli incanti si traduce, infatti, in una trama di motivi che si richiamano, si sfiorano, si rispecchiano, dando vita ad un paesaggio poetico a un tempo articolato e coerente. La Natura, non come semplice scenario, ma come organismo vivo, interlocutore silenzioso e profondamente partecipe (amo la terra/ che respira il vento/ splendido regista/ amante dei nostri sogni). Gli alberi, già evocati nel sottotitolo, non sono presenze decorative, del paesaggio, bensì nodi di memoria e di senso; così come la luce, le stagioni, le variazioni minime del paesaggio, diventano occasioni di ascolto e di rivelazione. È una Natura che non si lascia mai ridurre a simbolo univoco, ma che conserva una sua opacità fertile, una resistenza che invita il linguaggio a farsi più attento, più responsabile. Accanto a questa dimensione, si dispiega una linea più intima, in cui affiorano il tempo e la memoria, non come nostalgie compiaciute, ma come movimenti sotterranei che continuamente ridefiniscono il presente. I ricordi emergono spesso, per frammenti, per dettagli marginali e, proprio in questa loro parzialità, acquistano forza: non spiegano, ma illuminano, non chiudono, ma aprono. Non manca, inoltre, una riflessione mai dichiarata in modo programmatico, ma costantemente percepibile sulla parola stessa. La poesia qui sembra interrogarsi sui propri limiti e sulle proprie possibilità: quanto può dire davvero? Cosa resta inevitabilmente fuori? È in questi versi che i verbi trovano una loro misura etica, oltre che formale evitando sia l’enfasi che il ripiegamento. E, in filigrana, attraversa l’intera raccolta una sottile meditazione sull’assenza e sulla presenza: ciò che è visibile e ciò che si sottrae, ciò che resta e ciò che sfuma. Anche qui la varietà tematica non si traduce mai in dispersione, perché tutto è ricondotto ad uno sguardo unitario, a una sensibilità che riconosce nel molteplice,non una frattura, ma una forma più completa di coerenza.

È proprio questa capacità di tenere insieme registri diversi – il naturale e l’interiore, il visibile e l’invisibile, il detto e il taciuto – che testimonia ancora una volta una padronanza consapevole. Non si tratta di accumulare temi ma di attraversarli, di abitarli con una voce che sa modulare, sottrarre, attendere. E in questa attesa, in questa vigilanza discreta, si compie, forse, la più autentica forma di incanto. Scorrendo l’indice si coglie, con ancora maggiore evidenza, come questa varietà tematica trovi una sua concreta articolazione in nuclei precisi, quasi stazioni di un itinerario interiore che non procede per linee rette, ma per ritorni, scarti, improvvise illuminazioni. Titoli come “Itaca” chiamano in causa con discreta ma inequivocabile consapevolezza l’archetipo del viaggio e del ritorno: non tanto come approdo rassicurante, quanto come tensione, mai del tutto risolta, tra il desiderio di partire e quello, più segreto, di riconoscersi in un luogo – reale o interiore – che forse esiste solo nella misura in cui lo si cerca in questa direzione, la memoria non è semplice retrospettiva, ma costruzione continua di senso. Accanto a questo asse prevalentemente simbolico, si staglia, con forza, la dimensione degli affetti primari: “Tu padre immortale canto il tuo respiro […]” e “[…] Madre d’infinita dolcezza […]” sono solo due dei versi che racchiudono l’infinito e intimo universo dell’amore filiale e non solo. La parola, a questo punto, si fa inevitabilmente più esposta, senza mai cedere alla tentazione del sentimentalismo. Si avverte, piuttosto, una disciplina emotiva che consente di avvicinare queste figure fondanti senza irrigidirle in immagini convenzionali. Il “Tu” diretto, in particolare, di “Tu padre”, introduce una vibrazione dialogica che rende il testo luogo di relazione viva – così come in “Madre” – dove il legame, ancorché rievocativo, risulta essere ancora in atto, con tutta la tenerezza che tracima da ogni parola. Con “Muta Cassandra” emerge, poi, una tensione di ordine quasi mitico e, insieme, etico. La figura di Cassandra, condannata a dire il vero senza essere creduta, qui privata anche della voce, è “una divinità in fuga” in un mondo di uomini “rimasti orfani di virtù”. Immagine potente, che riverbera, ben oltre il riferimento colto, e si innesta in quella più ampia riflessione sul dire e sul tacere che attraversa l’intera raccolta  Titoli, poi, come “C’è tanta solitudine”, riportano il discorso a una dimensione più immediata, quasi dichiarativa. Eppure, anche qui, Luca Carbonara evita ogni semplificazione; la solitudine non e’ mai univoca, ma si declina in svariate forme: talvolta vulnus, altre spazio necessario di ascolto – e diventa uno dei luoghi in cui l’epifania può, paradossalmente, accadere. Nel loro insieme, quei nuclei tematici non disegnano un catalogo, ma una mappa sensibile. Ciò che li tiene uniti, non è un programma, ma uno sguardo capace di riconoscere, in ciascuno di essi, una modalità dell’incanto, ora affidata alla memoria, ora alla relazione, ora al mito, alla Natura, all’impegno civile…alla parola, intesa come logos, che accetta di sostare sul limite del dicibile. In questa prospettiva, Epifanie d’incanti, si configura come un attraversamento rigoroso delle possibilità residue del linguaggio lirico contemporaneo. Lontano tanto dalla tentazione dell’ermetismo autoreferenziale, quanto da ogni immediata trasparenza confessionale, la scrittura offre una misura meditativa che affida alla rarefazione, alla sospensione e all’allusione, il compito di interrogare il reale nelle sue zone di maggiore resistenza semantica. Ne deriva una poesia che non cerca l’evento della rivelazione assoluta, ma lavora piuttosto sulla soglia dell’intermittenza percettiva, su quelle minime incrinature dell’esperienza in cui il mondo, sottraendosi all’automatismo del visibile, torna a manifestare la propria eccedenza di senso. È precisamente in questa tensione – insieme conoscitiva ed elegiaca – che la raccolta trova la propria qualità più autentica: nella capacità di restituire alla parola poetica, non una funzione ornamentale o consolatoria ma la responsabilità, oggi quanto mai necessaria, di custodire l’enigma, senza dissiparlo.

Resta, al termine della lettura, la sensazione di aver attraversato non tanto una raccolta di poesie, quanto una geografia dell’invisibile, un luogo in cui le cose, sottratte per un istante alla consuetudine dello sguardo – tornano a vibrare di una vita più segreta e remota. È in questa fedeltà all’indicibile, in questa paziente prossimità all’enigma, che Epifanie d’incanti riconsegna alla parola poetica la sua funzione più antica e più necessaria: custodire, nel cuore stesso del visibile, ciò che continua, silenziosamente, a eccederlo.

Angela Spano

 

 

 

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Teatro delle Bambole – Giugno 2026. BORGES Ipotesi foto-grafica sulle geografie del corpo.

Concept: Andrea Cramarossa.
Foto: Gennaro Gargiulo.
Elaborazione grafica: Federico Gobbi.
Curatela: Loredana Cacucciolo.
Casa Madre: Teatro delle Bambole

Inaugurazione della mostra:
Sabato 13 Giugno 2026 alle ore 18

Museo Hermann Nitsch
Vico Lungo Pontecorvo 20/d – Napoli

La Fondazione Morra ospita, presso il Museo Hermann Nitsch, la mostra fotografica “BORGES – Ipotesi foto-grafica sulle geografie del corpo” ideata e concepita dall’artista Andrea Cramarossa. Il progetto nasce dal pluripremiato cortometraggio docu-sperimentale “Borges” dal quale è poi scaturito in modo naturale questo nuovo “viaggio”: una nuova visione delle geografie del corpo e dei camminamenti per popoli migranti.Cramarossa ha curato la regia e la sceneggiatura del cortometraggio che verrà proiettato Sabato 13 Giugno, alle ore 18.00, in occasione dell’inaugurazione della mostra. Per la realizzazione del concept l’artista si è avvalso della collaborazione di Gennaro Gargiulo, che ha eseguito gli scatti fotografici, e di Federico Gobbi che ha curato l’elaborazione grafica.

All’inaugurazione sono previsti interventi di Peppe e Isabella Morra, rispettivamente Direttore e Presidente Fondazione Morra, nonché dell’artista Andrea Cramarossa e del fotografo Gennaro Gargiulo. Sarà presente anche Emergency. Con la realizzazione del progetto fotografico, infatti, è stato stampato anche un catalogo artistico: per ogni copia venduta il 50% del ricavato verrà devoluto a Emergency.

La mostra sarà fruibile dal 13 al 28 Giugno 2026.

I paesaggi sono forme di ritratti tagliati a metà, pezzi o sezioni di volto, di petto, di braccia. Sono il passaggio fugace dello sguardo del passante sull’umano che ci sfiora, spesso senza lasciare alcuna traccia, alcuna sensazione. Apparentemente. Qualcosa sempre resta degli sguardi, dei passaggi che ognuno di noi compie gettato nella propria e nell’altrui esistenza. Da questo meticciato di tempo e di spazio, di corpi e di non-corpi, l’immagine umana è un segno profondo di una comunità in cerca delle proprie radici, di-segna nuove mappe geografiche tra corpi e moltitudini di probabili orientamenti astronomici, proiezioni astrali su nuove cartine geografiche, ombre meridiane che inferiscono nell’anima del viaggiatore tratti di speranzosa vitalità, nell’immaginaria cosmogonia delle possibilità. Tra ciò che si è stati e ciò che si è, prima e dopo il viaggio compiuto, in attesa del successivo, ogni essere umano non può che dirsi viaggiatore, migrante, nomade nella caducità della vita e, proprio per questo, ci si colloca nella profonda prospettiva della rinascita. Le foto divengono, così, anche la testimonianza di un “rito di passaggio”, il racconto ultimo dell’ultimo attraversamento tra cielo e terra.
Andrea Cramarossa

All’inaugurazione sono previsti interventi di Peppe e Isabella Morra, rispettivamente Direttore e Presidente Fondazione Morra, nonché dell’artista Andrea Cramarossa e del fotografo Gennaro Gargiulo. Sarà presente anche Emergency. Con la realizzazione del progetto fotografico, infatti, è stato stampato anche un catalogo artistico: per ogni copia venduta il 50% del ricavato verrà devoluto a Emergency.

Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch
Vico Lungo Pontecorvo 29/d
80135, Napoli
+39 0815641655
Email: info@museonitsch.org
Museo Hermann Nitsch
Fondazione Morra

Per informazioni:
Cell.: 347 3003359
info@teatrodellebambole.it

https://teatrodellebambole.voxmail.it/nl/pvk7p0/zl24et/yrjgj4/uf/3/aHR0cHM6Ly93d3cuZmFjZWJvb2suY29tL2V2ZW50cy8yNzA2Mzk0MzE2MzI1NDk4NQ?_d=B58&_c=bb7ca262

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Il 12 giugno la Prima Edizione della “Via Gasparis”

Al via la Prima Edizione della Via Gasparis:

centocinquanta pellegrini in cammino nella Roma

di San Gaspare del Bufalo

Il 12 giugno il pellegrinaggio notturno di quindici chilometri tra fede, arte, storia e spiritualità nei luoghi più significativi della vita del fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue.

Il prossimo 12 giugno avrà luogo la prima edizione della Via Gasparis, un pellegrinaggio notturno di circa quindici chilometri attraverso le meraviglie del centro di Roma, le cui tappe fondamentali saranno i luoghi più significativi per la vita di san Gaspare del Bufalo, fondatore della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Il ritrovo è previsto alle ore 20.30 in piazza di Santa Maria Maggiore. All’iniziativa prenderanno parte circa centocinquanta pellegrini tra giovani e adulti.

Facciata Chiesa Rettoria Santa Maria in Trivio – Roma

«Partendo da Santa Maria Maggiore – condivide don Nicola Antonio Perone, Missionario del Preziosissimo Sangue e guida per la parte storico-artistica – si raggiungeranno San Pietro in Vincoli, i Fori Imperiali, il carcere Mamertino, le basiliche di San Marco e di San Nicola in Carcere, la chiesa del Gesù, il Pantheon, San Pietro e San Giuseppe a Capo le Case, sino a concludere il tragitto presso la chiesetta di Santa Maria in Trivio, luogo di sepoltura del santo romano. Sarà l’opportunità per entrare nella storia della città eterna, guardare con occhi nuovi e toccare con mano luoghi e monumenti che attraverso i secoli sono stati testimoni della fede e della devozione di innumerevoli cristiani e di tantissimi santi».

«Al contempo però – evidenzia il seminarista Antonio Morgillo, che guiderà i pellegrini nella parte spirituale – il pellegrinaggio non vuol essere solo una suggestiva passeggiata culturale, ma consiste in un cammino spirituale finalizzato alla contemplazione della vita di Cristo e del suo riflettersi nella vicenda umana e spirituale di san Gaspare. Ripercorreremo le sette effusioni del Sangue di Cristo attraverso la preghiera della Coroncina al Preziosissimo Sangue, mettendoci in cammino con il Signore Gesù e ripercorrendo i passi di Cristo così come testimoniato da san Gaspare durante tutta la sua vita. Attraverso il pellegrinaggio rivivremo l’esperienza umana e spirituale di san Gaspare del Bufalo, lasciando che siano i luoghi della sua Roma a parlarci, a raccontarci non solo della sua storia, ma soprattutto della sua esistenza vissuta alla sequela di Cristo, tanto da poter arrivare a dire, come l’apostolo Paolo, “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”».

«Sull’esempio di san Gaspare e con l’aiuto dello Spirito Santo – concludono entrambe le guide – ciascuno di noi può giungere a far sue queste parole, e il fine di questo cammino è proprio quello di riscoprire lo slancio e l’entusiasmo di un discepolato vivo, alla scuola del Figlio di Dio fatto uomo, che continua a rendersi presente nella storia attraverso la testimonianza dei santi».

Roma, 11/06/2026

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Swing, funky, world music e molto altro: la nuova edizione di “JAZZaltro” scatta il 21 giugno con il live all’alba di Sonia Spinello e Ashti Abdo a Fagnano Olona (Va).

È in programma fino al prossimo settembre la XVII edizione della rassegna che porta le musiche del mondo tra le province di Varese e Milano. Il primo appuntamento è un concerto alle 6 del mattino che intreccia jazz, world music e suoni ancestrali. In cartellone big del calibro di Enrico Pieranunzi e Michele Fazio, gruppi acclamati come i Gaia Cuatro e i Sugarpie & The Candymen e musicisti in ascesa, dal chitarrista Luca Falomi al pianista Francesco Schepisi 

MILANO – Scatterà domenica 21 giugno la XVII edizione di JAZZaltro, la manifestazione che dal 2010 porta i suoni e le musiche del mondo tra le province di Varese e Milano. L’evento di apertura della nuova edizione, come sempre curata dal direttore artistico Mario Caccia, patron della casa discografica Abeat Records, è in programma in uno dei luoghi più affascinanti della Valle Olona, ovvero l’approdo Calipolis del Parco del Medio Olona, nel comune di Fagnano Olona (Va), ed è fissato alle ore 6: un concerto all’alba, immersi nella natura, in un ambiente strappato all’abbandono, per salutare l’arrivo di nuovo giorno cullati dalle musiche della vocalist Sonia Spinello e del polistrumentista di origine siriana Ashti Abdo. I due porteranno in scena il progetto Zimanê Sînoranche significa “linguaggio dei confini” e che è un invito a esplorare la ricchezza delle tradizioni musicali del mondo, una combinazione fra jazz e world music, fra suoni ancestrali e innovazione. La vocalità di Sonia Spinello si fonde con gli strumenti di Ashti Abdo, creando un dialogo profondo e commovente, che invita all’ascolto partecipe e alla riflessione, oltre i confini del tempo, dello spazio e delle convenzioni.

Subito dopo il concerto è previsto, per chi lo desidera, una seduta di pratica Hatha Yoga del mattino a cura di Claudia Berti. Si consiglia, quindi, di portare con sé un tappetino, un cuscino o una coperta. Poi ci sarà la possibilità di fare colazione presso il chiosco-bar della struttura.

Dopo il live inaugurale, JAZZaltro proseguirà con una decina di appuntamenti all’insegna della musica di qualità fino al prossimo settembre, con grandi nomi della scena italiana e internazionale (dai pianisti Enrico Pieranunzi e Michele Fazio ai Gaia Cuatro, dai Sugarpie & The Candymen a Vik & The Doctors of Jive, solo per citarne alcuni) e nomi emergenti del panorama nazionale come il chitarrista Luca Falomi e il pianista Francesco Schepisi.

Afferma Mario Caccia, l’ideatore della rassegna la cui parola chiave quest’anno è Hope, speranza: «Da sempre JAZZaltro prova ad abbattere confini, attraversare differenze, creare connessioni dove il mondo sembra alzare muri. Perché la musica è uno strumento potentissimo e nelle mani di chi la usa con autenticità può generare piccoli miracoli. Può trasformare la distanza in ascolto, l’estraneità in presenza, il dolore in possibilità di condivisione. Nella forma più nobile dello stare insieme nasce la resilienza. E la speranza, in fondo, nelle religioni così come nelle culture non è quasi mai evasione o illusione: è la capacità di permanere dentro la fragilità senza esserne travolti. È resistenza al dolore, fedeltà all’umano, volontà di continuare a cercarsi anche quando tutto spinge alla separazione. La musica non salva il mondo. Ma può salvarci dall’indifferenza. Può ricordarci che esiste ancora un linguaggio comune capace di attraversare confini geografici, sociali, culturali ed emotivi. E ogni volta che un pubblico ascolta insieme, ogni volta che un artista condivide il proprio respiro con altri esseri umani, accade qualcosa di semplice e radicale: si costruisce una comunità, anche solo per una sera».

JAZZaltro – XVII edizione – Dal 21 giugno al 6 settembre 2026
Domenica 21 giugno
Fagnano Olona (Va)
Ore 6 – Concerto all’alba e Yoga

Calipolis, via C. Colombo 80 – Approdo del Parco del Medio Olona
Sonia Spinello (voce, 
dafkalimba) e Ashti Abdo (sazsansulaoudduduk, effetti e voce)

Domenica 28 giugno
Olgiate Olona (Va)
Ore 21, Cortile del Municipio, Via L. Greppi 4

Sugarpie & The Candymen
Lara Ferrari (voce), Jacopo 
Delfini (chitarra gipsy), Renato Podestà (chitarra semiacustica),  Marco Zammuto (contrabbasso), Roberto Lupo (batteria)

Giovedì 2 luglio
Busto Arsizio (Va)
Ore 21, Giardino Quadrato del Museo del Tessile, via L. Galvani 2
Gaia Cuatro

Aska Maret Kaneko (voce, violino), Natalio Luis Mangalavite (pianoforte), Carlos “el Tero” Buschini (basso, contrabbasso), Tomohiro Yahiro (percussioni)

Domenica 5 luglio
San Giorgio su Legnano (Mi)
Ore 21, Piazza Mazzini
Michele Fazio International Trio 
featTomohiro Yahiro
Michele Fazio (pianoforte), 
Aska Maret Kaneko (voce, violino), Carlos “el Tero” Buschini (basso acustico), guest Tomohiro Yahiro (percussioni) 

Giovedì 9 luglio
Busto Arsizio (Va)
Ore 21, Villa Ottolini Tosi, via A. Volta 4

Vik & The Doctors of Jive
Vittorio Marzioli (voce), Germano Zenga (sax tenore), Marco Gianotti (contrabbasso), Paolo De Ceglie (tromba), Carlo Napolitano (trombone), Giulio Stromendo (pianoforte), Tommy 
Bradascio (batteria)
 

 
Venerdì 7 agosto
 
Legnano (Mi)
 Ore 21,
 Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
 Luigi 
Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo
 Luigi 
Martinale (pianoforte), Gianni Virone (sax soprano e tenore), Yuri Goloubev (contrabbasso), Zaza Desiderio (batteria) e 16 elementi dell’Orchestra da Camera

Domenica 23 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21
Parco fluviale Isola del Castellovia Castello 1
Luca Falomi 
Myricae Quartet
Luca Falomi (chitarre), Eugenia Canale (pianoforte), Stefano Della Casa (violoncello), Max Trabucco (batteria) 
 

Sabato 29 agosto
Castellanza (Va)
Ore 21, Cortile del Municipio, via delle Rimembranze 4

Francesco 
Schepisi Elevation Quartet
Francesco 
Schepisi (pianoforte), Samantha Spinazzola (voce), Antonello Losacco (basso), Fabio Delle Foglie (batteria)

Domenica 30 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21Parco fluviale Isola del Castellovia Castello 1
TeBuCaSe Quartet
Max Tempia (organo 
hammond), Fabio Buonarota (tromba), Mario Caccia (basso), Massimo Serra (batteria)

Domenica 6 settembre
Olgiate Olona (Va)
Ore 11, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4
Enrico Pieranunzi piano solo (concerto e aperitivo)

Ingresso libero a tutti gli eventi con libera donazione.
On linejazzaltro.it
FB: 
www.facebook.com/JAZZaltroTour
Instagram: 
jazzaltro.
Maggiori informazioni: management@abeatrecords.comcell: 3478906468.

Ufficio stampa JAZZaltro
Andrea Conta – cell3471655323;
email: 
andreaconta1968@gmail.comandrea.conta1968@libero.it  

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“I Fiumi di Jane” a Ponte San Nicolò: la libera espressione come atto di cittadinanza al Parco Vita.

PONTE SAN NICOLÒ – La ricostruzione del tessuto sociale non passa attraverso la cura del singolo, ma attraverso il ritorno alla parola pubblica, alla condivisione creativa e a una riscoperta del legame con la natura. È questo il manifesto che ha guidato l’incontro di ieri e che caratterizza l’attività dell’associazione culturale “I Fiumi di Jane”.A dare il via ai lavori è stato il presidente Paolo Russo, che ha delineato con chiarezza la rotta del gruppo: “La nostra associazione non si occupa di arteterapia e non intende esplorare le dinamiche del privato o del disagio individuale. Il nostro obiettivo è squisitamente politico nel senso più nobile del termine: vogliamo ricostruire la società attraverso la libera espressione”.L’associazione, che da tempo ha scelto il Parco Vita di Ponte San Nicolò come luogo di ritrovo fisso – con incontri a cadenza quindicinale, ogni due sabati al mese – trasforma lo spazio pubblico in un’agorà dove poesia e arte diventano strumenti di cittadinanza attiva. L’idea di base è che il silenzio forzato e la frammentazione della nostra società possano essere superati solo ricominciando a occupare lo spazio comune con le proprie visioni e il proprio pensiero critico.Il momento più emozionante e significativo dell’incontro di ieri ha visto protagoniste tre bambine che, prendendo il microfono davanti al pubblico, hanno decantato alcune poesie. Un gesto spontaneo che ha ribadito, con una forza che solo l’infanzia possiede, lo spirito dello statuto dell’associazione: “Solo recuperando lo spirito del bambino interiore – spiega Russo – è possibile farsi promotori di una società autentica, radicata su valori più vicini alla natura e alla vita spontanea, piuttosto che alle costrizioni della morale precostituita”.
La voce delle giovani partecipanti ha dunque confermato la missione de “I Fiumi di Jane”: non cercare pazienti da curare, ma cittadini che abbiano il coraggio di narrare il presente per immaginare un futuro diverso. L’associazione invita tutta la cittadinanza ai prossimi appuntamenti al Parco Vita, per continuare a far circolare idee, versi e visioni, riappropriandosi di quel legame profondo con il mondo che spesso, crescendo, si rischia di dimenticare.

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I premi finali di “Aqua Film Festival 2026” XI Edizione

Premiati lungometraggi, documentari, corti e cortini con tema Acqua e il concorso Aqua&Students per l’undicesima edizione del festival fondato e diretto da Eleonora Vallone.

Si è svolta dal vivo alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma la premiazione dell’undicesima edizione dell’Aqua Film Festival, evento cinematografico internazionale, ideato e diretto da Eleonora Vallone le cui proiezioni si sono tenute in streaming dal 4 al  7 giugno 2026 su MyMoviesAqua Film Festival è sostenuto dalla main partnership della Fondazione Roma e organizzato dall’Associazione ETS UNIVERSI AQUA, che ha scopi ambientalistici, sociali e di valorizzazione del territorio. Il focus della XI edizione è stato dedicato alle due città simbolo dell’eredità liquida del Mediterraneo: Roma e Venezia, le “regine dell’acqua”. Capitali di civiltà e immaginari, diventano le protagoniste del percorso tematico “Roma et Venetiae Reginae Aquarum – L’acqua unisce le Civiltà”, che indaga il loro legame millenario con l’acqua e le sfide contemporanee che oggi le accomunano. Lungometraggi, documentari, corti di massimo 25 minuti e i “cortini” di massimo 3 minuti hanno animato le proiezioni del festival.

Durante la serata del 6 giugno, oltre a un omaggio alla musica e alle opere del Maestro Vince Tempera, sono stati consegnati i premi, alla presenza della giuria e del pubblico A tutti i vincitori è stato offerto un cadeaux di Michelangelo Gioielli. La Giuria dell’edizione 2026 del festival è stata composta dal produttore, distributore e Presidente di Giuria Pier Francesco Aiello con il regista Marco Amenta, l’attore Massimiliano Buzzanca, l’attrice Giulia Elettra Gorietti, il regista Riccardo Grandi, la direttrice di doppiaggio e regista Rossella Izzo, lo sceneggiatore e regista Stefano Lorenzi, il regista e sceneggiatore Enzo Monteneone, l’attrice e regista Monica Nappo, l’attrice Arianna Ninchi, lo sceneggiatore Giacomo Scarpelli e l’autrice e regista Anna Testa.

La giuria ha assegnato i seguenti premi:

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Da domani al 7 giugno “Aqua film festival” diretto e fondato da Eleonora Vallone – La premiazione il 6 giugno alla Casa del Cinema di Roma – Undicesima Edizione.

  AQUA FILM FESTIVAL 2026
XI Edizione

Dal 4 al 7 giugno 2026 su MyMovies e dal vivo per la premiazione, il 6 giugno 2026 alla Casa del Cinema di Roma

Lungometraggi, documentari, corti e cortini con tema Acqua e il concorso Aqua&Students per l’undicesima edizione del festival fondato e diretto da Eleonora Vallone. Film in concorso da Italia, Grecia, Spagna e Kazakistan

Si terrà dal vivo per la premiazione, il 6 giugno alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma l’undicesima edizione dell’Aqua Film Festival, e in streaming da domani, giovedì 4 a domenica 7 giugno 2026 su MyMovies , l’evento cinematografico internazionale, ideato e diretto da Eleonora Vallone. Aqua Film Festival è sostenuto dalla main partnership della Fondazione Roma e organizzato dall’Associazione ETS UNIVERSI AQUA, che ha scopi ambientalistici, sociali e di valorizzazione del territorio. Il focus della XI edizione è dedicato alle due città simbolo dell’eredità liquida del Mediterraneo: Roma e Venezia, le “regine dell’acqua”. Capitali di civiltà e immaginari, diventano le protagoniste del percorso tematico “Roma et Venetiae Reginae Aquarum – L’acqua unisce le Civiltà”, che indaga il loro legame millenario con l’acqua e le sfide contemporanee che oggi le accomunano. Durante la serata del 6 giugno sarà presentato un omaggio alla musica e alle opere del Maestro Vince Tempera (Fantozzi – Febbre da Cavallo – Ufo Robot).

Foto dal film “The Experiment”

Lungometraggi, documentari, corti di massimo 25 minuti e i “cortini” di massimo 3 minuti animeranno le proiezioni del festival.

Sbarca anche alla Casa del Cinema Ci sedevamo sul tappo – Porto Rotondo il borgo inventato, diretto da Anna Testa, che sarà presente alla serata finale. Il documentario celebra i sessant’anni di Porto Rotondo, raccontandone la fondazione da parte dei fratelli Donà dalle Rose e l’evoluzione da area selvaggia a meta d’élite del Mediterraneo con varie testimonianze di volti noti. Sarà anche presentato dagli autori il docufilm Vamos. Storia vera di un sogno, diretto da Daniela Riccardi, un progetto di Giuseppe Rinaldi e una produzione Isolkappa. Il film racconta la storia dei Fratelli Leo, uniti dall’amore per la vita e per la corsa, mentre inseguono un sogno: partecipare in carrozzina alla Maratona di New York. Ci sarà anche il filmato Lagoon Refresh fornito dal Centro della Civiltà Lagunare di Murano (VE) dal Fondatore del progetto il presidente de “I Vagantivi” Massimo Parravicini: un viaggio tra acqua, colori e biodiversità con un obiettivo preciso: la tutela, il ripristino e la valorizzazione di un immenso patrimonio culturale.

Tra i film in concorso, Nereide, diretto da Santa De Santis e Alessandro D’Ambrosi, la storia di un anziano capitano della Capitaneria di Porto che trascorre gli ultimi giorni della sua vita a bordo della propria barca a vela nel Golfo di Napoli… Sempre italiano, Oltre la linea diretto da Paolo Geremei e prodotto dalla FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali), un racconto dedicato ai valori dello sport paralimpico, alla capacità di superare i propri limiti e alla forza della determinazione. Dalla Grecia, Axinos, diretto da Anna Maria Kakona e Calliopi Villy Kotoulaqui una bambina cerca con tutte le sue forze di proteggere le tartarughe marine che nidificano sulla spiaggia, minacciate dall’affollamento estivo e dalle attività umane. Dal Kazakistan arriva The Experiment, diretto da Timur Akbarov. Un cittadino decide di sfidare una multinazionale accusata di contaminare il territorio in cui vive. Davanti ai media mette in scena un esperimento estremo per dimostrare gli effetti dell’inquinamento sulla salute umana.

La Giuria dell’edizione 2026 del festival è composta dal produttore, distributore e Presidente di Giuria Pier Francesco Aiello con il regista Marco Amenta, l’attore Massimiliano Buzzanca, l’attrice Giulia Elettra Gorietti, il regista Riccardo Grandi, la direttrice di doppiaggio e regista Rossella Izzo, lo sceneggiatore e regista Stefano Lorenzi, il regista e sceneggiatore Enzo Monteneone, l’attrice e regista Monica Nappo, l’attrice Arianna Ninchi, lo sceneggiatore Giacomo Scarpelli e l’autrice e regista Anna Testa.

La giuria assegnerà il Premio ROMA et VENETIAE REGINAE AQUARUM al Miglior film dell’edizione e miglior messaggio di unione culturale e i due Premi Sorella Aqua, assegnati al miglior Corto e al miglior Cortino e alcune Menzioni speciali. La Menzione speciale Aqua & Turismo alla Miglior opera che unisce turismo, cultura e storia; la Menzione speciale Aqua & Ambiente alla Miglior opera su temi ambientali e sostenibilità; la Menzione speciale Aqua & Sport al Miglior filmato che racconta le fasi di uno sport in acqua; la Menzione speciale Aqua & Students, dedicata a studenti e giovani talenti; la Menzione speciale Aqua & Terme alla Miglior opera ambientata in siti termali; la Menzione speciale Aqua & Sociale al miglior cortometraggio che affronta e rappresenta tematiche di disagio o emarginazione sociale; la Menzione speciale Aqua & Music al film che ha saputo meglio rappresentare l’acqua e il mare attraverso videoclip musicali e la Menzione speciale Fratello Mare al Miglior filmato dedicato al Mare Mediterraneo, agli oceani e alla loro difesa ambientale e culturale. La Direzione del Festival si riserva la facoltà di prevedere ulteriori premi e menzioni speciali offerti da sponsor e partner, che saranno comunicati sul sito ufficiale e consegnati durante la serata finale. Continua inoltre la collaborazione con  Medicinema Italia ETS, associazione che promuove il cinema come terapia e cura integrata. AFF e Medicinema Italia ETS, allargano la fruizione del festival anche ai pazienti del Policlinico Gemelli di Roma e una Menzione Speciale Medicinema sarà quindi attribuita da una speciale giuria composta da pazienti, medici, infermieri e volontari.

Saranno inoltre consegnati due premi speciali: Paladino del Mare e Cavaliere dell’Acqua, riconoscimenti nati come una sorta di “Nobel ambientali” assegnati a personaggi di spicco del mondo scientifico, sportivo, sociale o artistico che si sono distinti per il loro impegno nella tutela e nella promozione del mare e delle risorse idriche. Il Premio Paladino del Mare 2026 viene assegnato ad Alberto Luca Recchi, esploratore, scrittore, fotografo documentarista del mare, con la seguente motivazione: per aver esplorato il mare e gli Oceani, raccontandoci come si parla con gli squali, come si accarezzano le balene, come si vive sospesi nella magia del blu e come i pesci riconoscono chi li ama. Alberto Luca ci allerta e consapevolizza di come la vita oggi sott’acqua stia morendo per colpa dell’uomo e come possiamo proteggerla! È  davvero il Paladino del mare. Il Premio Cavaliere dell’Acqua 2026 viene assegnato a Edward Von Freymann, con la seguente motivazione: a Edward, uomo e persona eccezionale. Il destino gli ha presentato degli ostacoli insormontabili che, con grande forza e volontà, è riuscito a superare. La sua positività e carisma li ha trasferiti in acqua, diventando campione e un Maestro di vita, offrendoci così un grande esempio. Da tutte le sue esperienze oggi ha perfino inventato uno speciale esoscheletro acquatico, per chi ha difficoltà motorie, che rende il corpo in asse e liberi nei movimenti in acqua, utile a tutti. I premi consistono in due sculture realizzate dalla jewels designer Marina Corazziari.

Grazie alla collaborazione con Scuole e Università, il Aqua Film Festival prevede un concorso parallelo denominato AQUA & STUDENTS, che avrà come protagonisti cortini (massimo 3 minuti) realizzati dagli allievi di scuole e università di tutto il mondo, realizzati con smartphone e con  protagonista assoluta l’acqua in tutte le sue forme e funzionalità. Saranno presentati anche i video dei “Blue Awards” realizzati da studenti delle scuole primarie di Roma per proteggere l’acqua come fonte di vita ed energia rinnovabile, montati da Giulio Malandrino che sarà presente in sala. Tra i film presentati, Marettimo, realizzato dalla pluriclasse del plesso “De Amicis” della scuola I.C. Rallo di Favignana e presentato da ANCIM – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori.

Sarà possibile anche diventare un Aqua Supporter contribuendo agli importanti scopi di difesa del nostro ambiente, su cui è improntata l’Associazione ETS UNIVERSI AQUA.

Aqua Film Festival 2026 è realizzato grazie al main partner Fondazione Roma, ai patrocini di: Coni – Comitato Olimpico Nazionale Italiano; Comitato Italiano Paralimpico; FIV – Federazione Italiana Vela; FIN – Federazione Italiana Nuoto; Assessorato alla Cultura del Comune di Roma; Fondazione Roma Lazio Film Commission; Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; Assoporti; UNIMED – Mediterranean Universities Union; Sport e Salute. Partner del festival: ANCIM – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori. Technical partner: Michelangelo Gioielli; Gioielleria Marina Corazziari; Artemare Club.

Per maggiori informazioni:
https://aquafilmfestival.org/
aff@aquafilmfestival.org
www.facebook.com/www.aquafilmfestival.org/?fref=ts
www.linkedin.com/in/aqua-film-festival-sustainability-films-dedicated-water-environment-floods-drought-252b5085/
https://twitter.com/AquaFilmFestiva
www.youtube.com/channel/UCstdFUkqTT31DYwFXXujJqg

https://instagram.com/_u/aquafilmfestival?r=sun1

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Sile Jazz: 5 giugno – 25 luglio 2026 dal fiume alla laguna, venti concerti in luoghi insoliti.

Sile Jazz 2026: 

dal fiume alla laguna, venti concerti in luoghi insoliti

Dal 5 giugno al 25 luglio, la quindicesima edizione di Sile Jazz – Altri Argini porta il jazz contemporaneo lungo il corso del Sile tra le province di Treviso e Venezia con venti appuntamenti in luoghi normalmente lontani dai circuiti musicali tradizionali.La quindicesima edizione, intitolata “Altri Argini”, propone ventuno appuntamenti tra concerti ed eventi speciali ospitati in parchi, ville, approdi, centrali idroelettriche, spazi urbani, e luoghi normalmente lontani dai circuiti musicali tradizionali, coinvolgendo persino una casa di riposo. Organizzato da nusica.org con la direzione artistica di Alessandro Fedrigo, il festival attraversa linguaggi diversi del jazz contemporaneo europeo tra scrittura, composizione, sperimentazione sonora ed elettronica, ed è confermato tra i festival riconosciuti dal circuito nazionale Jazz Takes The Green per il proprio impegno nella sostenibilità ambientale.

Biglietti: https://a1fdd.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBo1OxvLfR4OeZL9Eb/Nu0zF9gI52SR   Il titolo scelto per il 2026 dice qualcosa di preciso sulla direzione della rassegna: un festival che continua a trasformarsi, cercando nuovi spazi, nuovi pubblici e nuove modalità di incontro tra artisti e territorio. Non una semplice successione di concerti, ma un itinerario che cambia forma seguendo il paesaggio, le collaborazioni e le relazioni costruite lungo il percorso. Sile hazz è organizzato da nusica.org con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, con il patrocinio dei Comuni di TrevisoCasale sul SileCasierIstranaMarconMogliano VenetoMorganoQuarto d’AltinoQuinto di TrevisoSilea e Vedelago.

Main sponsor: CentroMarca Banca.

In collaborazione con Quindici, BHR Treviso Hotel, Degusto, TrevisoStampa, Longato Pianoforti, Stefanato Navigazione, Asolo Musica Veneto Musica, OpenCanoe OpenMind, Rocking Motion, Ground Action, Venice Trail, Scuola di Musica Andrea Luchesi, Oooh.Events, Agenzia Fuoriclasse.

Sile Jazz aderisce alla rete nazionale I-Jazz, a Europe Jazz Network ed è riconosciuto tra i festival del circuito Jazz Takes The Green per il proprio impegno sui temi della sostenibilità ambientale.

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Cinema Azzurro Scipioni presenta “La camera azzurra” – Un ciclo di incontri con i maestri della fotografia cinematografica italiana.

“La camera azzurra”

Un ciclo di incontri con i maestri della fotografia cinematografica italiana

Roma, maggio 2026 — Il Cinema Azzurro Scipioni annuncia La Camera Azzurra, una rassegna inedita dedicata alla fotografia cinematografica: un ciclo di incontri con alcuni tra i più importanti direttori della fotografia del panorama italiano, in dialogo con il pubblico a partire dai film che hanno contribuito a costruire.

Un progetto che nasce dalla convinzione che il cinema non si veda mai abbastanza da vicino. Che la luce, il fuoco, la composizione dell’inquadratura non siano elementi tecnici da relegare ai manuali, ma scelte d’autore, atti poetici, decisioni che definiscono il senso profondo di ogni opera. La Camera Azzurra apre uno spazio raro: la possibilità di incontrare chi quelle immagini le ha pensate, cercate, costruite. «Portare al Cinema Azzurro Scipioni i maestri che hanno dato forma e luce ai film più belli del cinema italiano contemporaneo significa restituire al pubblico uno sguardo più consapevole, più libero. E significa ribadire che una sala cinematografica non è solo uno schermo: è un luogo di cultura viva» dichiara Corrado Azzollini, Presidente dell’Associazione L’Immagine ETS, che gestisce il Cinema Azzurro Scipioni, storico presidio culturale di Roma e punto di riferimento per il cinema d’autore, le rassegne tematiche e gli eventi speciali nella capitale.

I protagonisti

La rassegna vede la partecipazione di alcuni tra i nomi più significativi della fotografia cinematografica italiana: Sandro Chessa, Vladan Radovic, Maurizio Calvesi, Stefano Falivene, Luciano Tovoli, Marco Pontecorvo, Gianni Mammolotti. Ulteriori ospiti saranno annunciati nelle prossime settimane.

I primi appuntamenti

Venerdì 5 giugno ore 21:00 Sandro Chessa in dialogo con il pubblico a partire da ASSANDIRA di Salvatore Mereu. Un film che ha fatto della Sardegna paesaggio dell’anima, dove la fotografia di Chessa trasforma la luce mediterranea in materia narrativa. Alla serata sarà presente anche il regista Salvatore Mereu.

Giovedì 11 giugno ore 21:00 Vladan Radovic in dialogo con il pubblico a partire da SAIMIR di Francesco Munzi nella versione restaurata commissionata da Orisa Produzioni di Cristiano Bortone in occasione della retrospettiva Anni Zero del Bellaria Film Festival. Un cinema che guarda il reale con rigore e misura, e in cui lo sguardo del direttore della fotografia è parte essenziale del racconto. Alla serata sarà presente anche il regista Francesco Munzi.

Giovedì 25 giugno ore 21:00 Perdutoamor, esordio alla regia cinematografica di Franco Battiato, introdotto da Marco Pontecorvo, direttore della fotografia e a sua volta regista, che racconterà i retroscena della sua collaborazione con il grande cantautore siciliano

Gli incontri saranno curati da Ludovico Cantisani, produttore cinematografico, con il supporto di Massimo Righetti, direttore artistico di Azzurro Scipioni.

Ingresso con il biglietto della proiezione. Tutti gli incontri si svolgeranno presso il Cinema Azzurro Scipioni, via degli Scipioni 82, Roma.

Media Partner: Luci sulla Scena Magazine www.lucisullascenamag.it redazione@lucisullascenamag.it

Per informazioni e orari: www.azzurroscipioni.it

Azzurro Scipioni

Via degli Scipioni, 82 Roma

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In occasione dell’infiorata di Genzano torna la voce del sinfonic rock metal.

Genzano di Roma (RM), 31 maggio 2026 – Dopo il prestigioso successo registrato in occasione dell’apertura ufficiale del Natale di Roma, la cantautrice e compositrice symphonic rock metal Selly annuncia la sua partecipazione alla rappresentazione teatrale dedicata a San Francesco d’Assisi. Lo spettacolo si terrà a Genzano di Roma la prossima domenica 31 maggio, in concomitanza con la storica manifestazione dell’Infiorata dei Ragazzi. L’evento segna un importante punto di incontro tra la solennità delle tradizioni dei Castelli Romani e l’innovazione dei linguaggi musicali contemporanei. Selly, reduce dal consenso di pubblico e critica ottenuto sul palco della Capitale, metterà la propria cifra stilistica e la propria vocalità al servizio di un’opera incentrata sulla figura del Poverello d’Assisi, offrendo una rilettura artistica di profonda intensità emotiva e spirituale. La scelta di inserire una figura di rilievo del panorama symphonic rock all’interno del palinsesto dell’Infiorata dei Ragazzi risponde alla volontà di valorizzare il patrimonio culturale locale attraverso contaminazioni artistiche inedite. La potenza espressiva del genere sinfonico si fonderà così con la narrazione teatrale, veicolando i messaggi universali di pace, comunità e rispetto per la natura propri del messaggio francescano. L’Amministrazione locale e la direzione artistica invitano i rappresentanti della stampa e la cittadinanza a prendere parte a questo appuntamento di rilievo per il territorio. Al termine dello spettacolo, l’artista sarà a disposizione dei giornalisti per brevi sessioni di interviste e approfondimenti fotografici.

SCHEDA INFORMATIVA DELL’EVENTO Produzione: Rappresentazione teatrale su San Francesco d’Assisi Ospite d’onore: Selly (Autrice e Cantante Symphonic Rock Metal)
Contesto: Manifestazione ufficiale “Infiorata dei Ragazzi”Luogo: Genzano di Roma (RM) – nell’auditorium dell’ infiorata .Data e Ora: Domenica 31 Maggio 2026 – ore 20
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