“Piccoli editori, qualità e passione”, l’intervista all’editore di Cultura e dintorni Luca Carbonara pubblicata quattro anni fa sul “Nuovo Corriere Nazionale” edizione digitale

L’intervista pubblicata quattro anni fa sul “Nuovo Corriere Nazionale” edizione digitale a Luca Carbonara editore della casa editrice Cultura e dintorni e dell’omonimo periodico di informazione culturale.

L’intervista all’editore della casa editrice Cultura e dintorni pubblicata quattro anni fa sul “Nuovo Corriere Nazionale” edizione digitale
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Inaugura a Venezia “The Transparent Breath” l’esposizione internazionale che celebra il gioiello artistico in vetro.

25 Agosto – 25 Settembre 2022 

Palazzo Nani Mocenigo – Galleria ADmore, Fondamenta Nani 960 Venezia, Italia

Orario: 10:00 – 18:00 Ingresso libero

L’evento, che si svolgerà dal 25 agosto al 25 settembre nella storica location di Palazzo Nani Mocenigo – galleria ADmore in occasione del Festival “The Italian Glass Week 2022”, è promosso dall’Associazione Culturale Arte Design Venezia.

Venezia, 20 Luglio 2022 – Appuntamento al 18 settembre ore 11:00 al Nani Mocenigo Palace per l’incontro con i designer di The Transparent Breath, l’esposizione che vede protagonisti gli artisti internazionali del gioiello artistico in vetro. The Transparent Breath si inserisce nel contesto di The Venice Glass Week, la declinazione veneziana di The Italian Glass Weeks, festival dedicato al vetro e alle sue applicazioni dall’industria all’arte, organizzato nell’ambito del 2022 United Nations International Year of Glass. La prima settimana della manifestazione, Vision Milan Glass Week, a Milano dal 10 al 18 settembre 2022, sarà dedicata principalmente al vetro industriale. La seconda settimana, The Venice Glass Week, invece, a Venezia dal 17 al 25 settembre 2022, esplorerà le declinazioni del vetro artistico. Il Festival ha l’obiettivo di mostrare, promuovere e sostenere il vetro in Italia a livello nazionale e internazionale. Com’è noto in tutto il mondo, Venezia gode di una millenaria tradizione vetraia. The Transparent Breath celebra così, nella città del vetro, il genio dell’artista, il soffio che plasma la materia e la rende tanto unica quanto eterna. La materia nobile e antica del vetro viene esaltata da entità ancestrali come il fuoco, il respiro e la mano dell’uomo, protagonisti ancora oggi della lavorazione di tale elemento, che viene quindi reinterpretato in chiave contemporanea e presentato agli spettatori nella forma del gioiello artistico in vetro.

L’esposizione dei gioielli d’artista selezionati, a cura di Lisa Balasso ed Eleonora Varotto, trova dimora all’interno di un vero e proprio scrigno: l’antico Palazzo Nani Mocenigo, oggi sede dell’Hotel Nani Mocenigo, poco distante dalla Peggy Guggenheim Collection, Le Gallerie dell’Accademia, e la Basilica di Santa Maria della Salute.

I gioielli in mostra

Le tecniche di lavorazione del vetro utilizzate sono differenti; vetro soffiato, vetro a lume e vetrofusione vengono sapientemente utilizzate dagli artisti a seconda della loro sensibilità e dell’effetto voluto. Tra le creazioni in vetro soffiato troviamo le bolle azzurre di DriftLand (Russia, le forme molecolari dei pezzi di SiO2 Glass Jewelry (Spagna) e le collane di Antonija Gospić (Croazia), che con le loro perle metamorfiche ci invitano ad uscire vittoriosi dal periodo buio qual è stato quello degli ultimi due anni di pandemia.

Le bolle trasparenti di Kopoli (Giappone) accompagnano i visitatori verso gli anelli scultorei e sempre attuali di Agustina Ros (Spagna), le creazioni evocative di Olga Tabakova (Russia), le creature marine di Cecilia López Bravo (USA), le opere sperimentali di Alberto Corte (Italia) e i preziosi riflessi nelle perle soffiate di Muriel Balensi (Italia). L’antica lavorazione del vetro a lume trova forma negli anelli onirico-visionari di Atelier Alessandra direttamente dall’isola di Murano, nelle perle ispirate alla natura e al mondo marino di Móró Barbara Glass (Ungheria), ognuna diversa dalle altre, e i preziosi talismani di Anna Boothe (USA), così come nelle perle dai toni pastello di Amy West. Diverse declinazioni di catene lucenti, inoltre, trovano forma dalle sapienti mani di Minori Takagi (Canada) e Glass Berries (Lettonia). Le creazioni quasi pittoriche di Celina Glass Art (Germania), così come i pendenti fusi di David Melamed (Canada) e quelli più scultorei di Alexandra Mezo (Irlanda,) sono ottimi esempi della tecnica a fusione. Allo stesso tempo, invece, i gioielli cosmici di Ioanna Art Jewelry (Serbia), e le creazioni da indossare di L’Etoile de Verre si configurano come esempio di tecnica di lavorazione Tiffany. Le statuarie sculture luminose di Ana Marìa Reque Sotelo vanno infine a completare l’esposizione.

About arte design Venezia

L’Associazione Culturale promuove l’arte e  il design, valorizzando nel contempo il patrimonio artistico di Venezia. Tra le attività dell’Associazione vi sono la curatela di esposizioni d’arte e di design e l’organizzazione di visite guidate e di diverse attività culturali che contribuiscono alla creazione di una rete nazionale e internazionale tra persone, artisti e artigiani. Arte e Design Venezia promuove diversi eventi di arte e design, tra cui la Venice Design Week, e prende parte in altre design week durante tutto l’anno.

Press Office Arte Design Venezia

mail@artedesignvenezia.org
Eleonora Varotto tel. +39 3407863695
Instagram: @artedesignvenezia
Sito: www.artedesignvenezia.org

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2021 in crescita per 3DZ SPA: fatturato a +30 %, i ricavi salgono a 20,7 milioni di euro

Continua la crescita dell’azienda distributrice di stampanti 3D. Nel 2021 il gruppo ha assunto trentanove addetti, di cui venti per le sedi presenti nella Penisola. Fuse sotto un’unica spa le sei affiliate italiane. Realizzato un nuovo showroom nel quartier generale di Castelfranco Veneto (TV). Andrea Simeoni (Ceo): “Trend positivo grazie all’impegno di tutto il nostro team”.

Una crescita importante nel 2021, a conferma di un trend positivo e costante ormai decennale. 3DZ spa, azienda italiana tra i principali distributori europei di stampanti 3D con sede centrale a Castelfranco Veneto (TV), ha da poco chiuso il bilancio 2021 con dati a dir poco entusiasmanti. Ricavi netti di 20,7 milioni di euro, con un +30% di fatturato rispetto al 2020. Il fatturato del Gruppo 3DZ worldwide (comprensivo anche delle affiliate internazionali) sale invece a 24 milioni di euro. Sono in tutto 13 le sedi nel mondo, metà delle quali su territorio Italiano.   Ottimi risultati conseguiti grazie al potenziamento della rete vendita 3DZ, che oggi è presente in diverse nazioni per un totale di 105 addetti stampa 3D. Solo nel 2021 sono stato inseriti nelle sedi Italiane oltre 20 nuovi collaboratori, attraverso diverse Academy e piani formativi dedicati. A livello globale le assunzioni del gruppo sono state in tutto 39. A fare da traino, oltre al mercato nazionale sempre in forte crescita, anche quello internazionale, in particolare quello francese (+ 103% 2021 vs 2020; sede a Lione), quello spagnolo (+ 53% 2021 vs 2020; sedi a Barcellona, Madrid e Bilbao) e Dubai (+ 85% 2021 vs 2020; 1 milione di fatturato solamente in questa sede).   Il quartier generale italiano di 3DZ spa si trova a Castelfranco Veneto (TV), le altre sedi italiane si trovano ad Alessandria, Brescia, Arezzo, Roma. Il 2021 ha visto la riorganizzazione dell’assetto aziendale, con la fusione di tutte le succursali italiane in un’unica spa. Nell’headquarter di Castelfranco Veneto è stato inoltre realizzato un nuovo laboratorio digitale e showroom, dove è possibile toccare con mano le migliori tecnologie di stampa e scansione 3D con oltre 15 stampanti presenti.   “3DZ sta crescendo bene e organicamente – commenta il CEO Andrea Simeoni – a livello di offerta prodotti ‘desktop’, ma la più grande crescita si riscontra nel ‘production’ con soluzioni sempre più eco-sostenibili. Nel 2021 importanti aziende nel settore automotive e sport come Novation Tech, ma anche del settore luxury, gioielleria e fashion, hanno scelto di digitalizzare la produzione con la stampa 3D con investimenti importanti e contribuendo a far acquisire valore e quote di mercato al nostro gruppo sia in Italia che all’estero. Con oltre 400 stampanti 3D e oltre 50 scanner 3D industriali solo nel 2021, 3DZ è stata premiata con un podio come Top Partner di @3DSystems Corporation WorldWide e come n.2 @MarkForged Partner in EMEA (Europa e Middle East). Da non dimenticare la stampa del David Michelangelo per Expo2022 di Dubai, che ha dato una ulteriore conferma della professionalità, ma soprattutto del know-how concreto sull’additive manufacturing di 3DZ”.   Tra i più importanti interventi realizzati nel 2021 quello alla NovationTech di Montebelluna (settore automotive), dove è stato realizzato un centro di stampa 3D di ultima generazione. Altra importante installazione di stampante 3D è stata effettuata alla DAB Pumps di Padova, leader nelle tecnologie per la movimentazione e la gestione dell’acqua e nei sistemi di pompaggio. Per l’estero vanno sottolineati i lavori svolti dalla sede di Dubai (1 milione di fatturato nel 2021) e l’installazione alla OroMeccanica in Marocco. Infine, l’istituto Sant’Anna di Pisa a cui è stata fornita una stampante a metallo Metal X. Tra gli oltre 2.000 clienti italiani 3DZ vi sono anche il Politecnico di Milano, l’Università di Brescia e quella di Padova che, assieme a Pisa e Roma, compongono un grosso pool di atenei italiani ad alto livello tecnologico.  

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO – 3DZ   3DZ spa ha sede a Castelfranco Veneto, nel Trevigiano. Fondata nel 2011, l’azienda è specializzata nella consulenza sull’adozione della stampa 3D nelle imprese e nella vendita dei più prestigiosi brand mondiali di stampanti e scanner 3D. Una realtà che ha raggiunto una dimensione globale con l’apertura di 13 filiali tra Italia, Europa e Middle East, capace di servire 2.700 clienti con oltre 2.000 stampanti 3D installate, oltre a scanner e software 3D. Si tratta di prodotti molto tecnici, per questo il gruppo, che oggi si basa su un centinaio di dipendenti, ha come fiore all’occhiello la professionalità dei suoi 33 tecnici specializzati nella gestione di stampanti 3D che operano nel territorio e nei più svariati settori: industriale, meccanico, aerospaziale, automotive, beni culturali, formazione, dentale, medicale e gioielleria. L’headquarter si sviluppa su due piani dove le ultime tecnologie in ambito di stampanti 3D sono ospitate su 2.500 metri quadri, una sorta di enorme laboratorio digitale e showroom, dove si possono vedere all’opera le ultime stampanti 3D prodotte nel mondo, da quelle di dimensioni desktop a quelle che hanno quasi le misure di un’automobile; e poi spazi espositivi di pezzi realizzati che rendono lo showroom una sorta di expo delle novità su tutti i miracoli della fabbricazione additiva. Le stampanti 3DZ sono certificate 4.0; 3DZ offre un percorso di digitalizzazione 4.0 aiutando le aziende ad introdurre la stampa 3D all’interno del proprio processo produttivo e di ricerca e sviluppo.

      CONTATTI:  UFFICIO STAMPA VELVET MEDIA press@velvetmedia.it / 351 6896663   © 2022 VELVET MEDIA  
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“Pasolini photo days 2022” un progetto per celebrare attraverso la fotografia l’eredità culturale e iconografica di Pier Paolo Pasolini in occasione del centenario della sua nascita.

Le associazioni dotART e Exhibit Around APS, promotrici del festival Trieste Photo Days, lanciano un’open call gratuita per celebrare attraverso la fotografia l’eredità culturale e iconografica di Pier Paolo Pasolini in occasione del centenario della sua nascita.   Il progetto Pasolini Photo Days 2022 sarà un omaggio che coniugherà fotografia, letteratura, ri-mediazione, divulgazione e momenti d’incontro, nel contesto internazionale del Trieste Photo Days e del Photo Days Tour (la cornice di eventi che si svolgono fuori città durante il festival).   Le migliori foto raccolte tramite l’open call confluiranno in un doppio volume fotografico da cui sarà tratta una mostra collettiva in tributo alla figura di Pasolini, intellettuale e artista totale del ventesimo secolo.   Le selezioni sono aperte dal 29 luglio al 11 settembre 2022 su my.exhibitaround.com. L’iscrizione è completamente gratuita, così come la partecipazione al progetto in caso di selezione.   Pasolini Photo Days 2022 è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione e con la Partnership di CRAF e Pordenonelegge e dei Comuni di Cormons, Grado, Lignano Sabbiadoro, Sacile, San Daniele del Friuli e Sesto al Reghena.
 
INFO E REGOLAMENTO
 
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Osservatorio sull’economia del presente. Secondo il rapporto INPS, i salari in Italia sono troppo bassi

Preoccupanti i dati comunicati dall’INPS sullo stipendio medio dei lavoratori italiani: secondo il 21° rapporto annuale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, circa il 23% degli italiani non percepisce più di 780€ al mese di stipendio. Ma cosa vuol dire questo esattamente? E, soprattutto, quali sono le differenze tra Nord e Sud Italia? 

Confronto: i salari italiani non raggiungono la media europea

Facendo riferimento a un quadro più ampio, a livello europeo, i Paesi del Nord Europa, come Danimarca, Paesi Bassi e Germania sono quelli in cui i lavoratori percepiscono di più in busta paga. In generale, lo stipendio medio nell’Eurozona nel 2021 è stato di circa 37.380€. Secondo alcuni dati Eurostat, sopra questa media vi sono Paesi come Germania e Francia, con uno stipendio medio rispettivamente di 44.460€ e 40.170€. Sotto la media, invece, troviamo Italia e Spagna, rispettivamente con 29.440€ e 27.400€. 

Nonostante la crescita economica e finanziaria sia stata più veloce nel post pandemia, il Bel Paese rimane una realtà molto poco invitante per i lavoratori e soprattutto per i più giovani. Inoltre, secondo alcuni dati OCSE, lo stipendio medio italiano non varia da circa trent’anni. Anzi, dal 2019 al 2021, lo stipendio medio è variato in negativo dello 0,61%; in Germania, è cresciuto invece del 2,26%.

C’è, tuttavia, da considerare anche il fatto che lo stipendio medio dei singoli Paesi europei deve anche essere commisurato al relativo diverso costo della vita. 

I bassi salari mettono a rischio le spese degli italiani

L’INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, ha recentemente pubblicato il 21° rapporto annuale. Dall’analisi dei dati, nel 2021 in Italia ci sono stati 25.000 lavoratori in più rispetto all’anno precedente. Ma questo trend positivo dell’occupazione non si è registrato anche nel livello degli stipendi medi: circa il 23% dei lavoratori percepisce meno di 800€ al mese. Questi dati devono essere comunque presi con le pinze in quanto non viene fatta distinzione tra i lavori a tempo pieno e quelli part time. Molti sono gli italiani che ritengono che spostarsi in un altro Paese europeo sia più conveniente. In particolare in Germania che ha da poco approvato una nuova misura economica per aumentare il salario minimo a 12€ l’ora. L’attuale livello degli stipendi, inoltre, non permette ai lavoratori e alle famiglie italiane di sostenere le abituali spese: la crescente inflazione dei beni comuni, il rincaro delle bollette di gas e luce e l’aumento del costo del carburante sono ostacoli che diventano sempre più difficili da superare. Per maggiori informazioni sui dati del report INPS, clicca qui.


Nord VS Sud: da cosa dipende la differenza salariale?

I livelli degli stipendi, però,non sono omogenei lungo tutta la Penisola. Ci sono notevoli differenze tra Nord e Sud Italia. Questo dipende da numerosi fattori: 

  • Il costo della vita al Sud è generalmente più basso rispetto al Nord Italia: non solo i beni di consumo, ma anche gli affitti di locali e studi risultano essere più economici nelle città del Sud rispetto a città come Milano e Trento. 
  • Il settore terziario dei servizi è molto più sviluppato al Nord che al Sud. Questo corrisponde a circa il 74% del PIL nazionale e più della metà deriva dalle attività nel Nord Italia. Anche il tessuto industriale è molto più sviluppato al Nord. 
  • La minore disoccupazione nel Nord Italia fa sì che i salari percepiti siano più alti rispetto al Sud: per le leggi della macroeconomia, una maggiore disoccupazione influenza negativamente il livello dei salari poiché indebolisce il potere contrattuale dei lavoratori. 

Ma vediamo meglio, tramite un grafico esemplificativo, quanto detto sulle regioni in cui il salario è più alto. Questi erano i salari medi lordi per regione nel 2020 secondo alcuni studi di JobPricing

(fonte immagine: internet-casa.com)

Per quanto riguarda le singole province, quelle con RGA (retribuzione globale annua) più alta sempre secondo JobPricing sono: 

  • Milano (RGA medio = 35.329€);
  • Trieste (RGA media = 33.358€);
  • Bolzano (RGA medio = 32.605€);
  • Genova (RGA medio = 32.294€);
  • Roma (RGA medio = 32.116€). 

Al contrario, quelle con RGA più bassa sono: 

  • Potenza (RGA medio = 24.785€);
  • Taranto (RGA medio = 24.550€); 
  • Lecce (RGA medio = 24.149€); 
  • Crotone (RGA medio = 24.019€);
  • Ragusa (RGA medio = 23.592€). 

Quali sono i rischi derivanti da salari troppo bassi? 

Come se fosse un effetto domino, i bassi salari causano una serie di svantaggi a livello sia individuale che sociale. Salari più bassi provocano certamente una progressiva diminuzione delle spese da parte dei nuclei familiari. Questo incide anche sulla produttività delle aziende, che inevitabilmente diminuisce. I prezzi dei beni di consumo e d’investimento si abbassano a loro volta, portando quindi ad una regressione economica a livello sociale. Non va dimenticato, inoltre, che basse prospettive salariali incoraggiano i lavoratori più giovani ad abbandonare la propria terra per trasferirsi in centri urbani con un più alto tenore di vita e migliori prospettive lavorative: la principale causa del fenomeno della fuga di cervelli è proprio questa.

Fonte:  https://internet-casa.com/news/salari-italia-2022-rapporto-inps/

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In ricordo di quel bambino di nove anni che il 23 marzo 1944 vide per l’ultima volta suo padre che rimase vittima del rastrellamento tedesco dopo l’attentato di Via Rasella.

In ricordo di quel bambino di nove anni che il 23 marzo 1944 vide per l’ultima volta suo padre che rimase vittima del rastrellamento tedesco dopo l’attentato di Via Rasella. Con gli occhi di quel bambino volle raccontare questa tragedia, che divenne collettiva, sulle pagine del nostro periodico “Cultura e dintorni” Numero 23/25 che dedicò anche un ulteriore approfondimento sui luoghi del terrore a Roma durante l’occupazione nazista. Nell’omaggiarlo lo ricordiamo con dolore e con rimpianto

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La nota critica al racconto di Ginevra Amadio “Tanto amore come l’amore (Florentino Ariza e Fermina Daza-Marquez)”, tratto dall’antologia di racconti “Costola sarà lei!” edita da Il Poligrafo.

Costola sarà lei!

Lodevolissimo l’intento della presente antologia, tutta formata da racconti di sole scrittici, perseguendo il progetto di rimarcare l’assoluta preponderanza del sesso femminile nella narrativa universale, facendo parlare con voci di donne le protagoniste di vicende quasi sempre raccontate da maschi nei romanzi dei più famosi autori, quindi in realtà relegate a ruoli di secondo piano, ma finalmente qui dotate di eloquio in prima persona.
Tutte donne le autrici, dunque, e tutte donne le protagoniste che escono dal cono d’ombra di un’alterità spesso subordinata alla descrizione, allo sguardo insomma, degli uomini, ingabbiate nei corsetti di ferro della loro educazione retrograda e patriarcale, sottoposte al desiderio dei padri, dei fratelli, degli zii, dei cugini e anche di tutti coloro che sono estranei alle loro famiglie scombinate e anaffettive. Così accade a Fermina Daza-Marquez, la quale, nel racconto di Ginevra Amadio Tanto amore come l’amore, ispirato al romanzo L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquez, diviene voce narrante della propria storia, colei che nel concatenarsi degli avvenimenti muove i fili di se stessa, non più marionetta nelle mani degli altri, il padre violento e prevaricatore, il marito non amato, lo spasimante che muore d’amore per lei, fedele per quasi cinquantadue anni di vita al suo destino, povero telegrafista scartato a favore del medico stimato e benestante Juvenal Urbino, che riesce a farla sua grazie al volere supremo del genitore.
In realtà, neppure l’innamorato Florentino Ariza avrebbe doti di primo attore del plot se non fosse per la feroce caparbietà del carattere, l’incommensurabile pazienza dimostrata sia nel conseguire uno status sociale prestigioso dal punto di vista sociale ed economico, che lo riscatta dalla sua condizione di figlio naturale di un ricco armatore, sia nel perseverare irrevocabilmente al fine di raggiungere ciò che da una vita si propone, l’unione con la sua adorata Fermina, nonostante le più stravaganti avventure con donne di età e condizione assai differenti che costellano la sua intera esistenza.
Ma è di Fermina qui che si parla, anzi che Ginevra Amadio fa parlare in prima persona, sottraendola alla penosa alterità delle parole altrui e dove si palesa la sua indole perversa, forse, tutt’altro che sottomessa, come la cugina di Florentino, destinata a essere “carne da convento”. Nonostante i privilegi, l’ottima educazione, la bellezza suprema e la squisita eleganza della persona Fermina (e già il solo nome basterebbe a definirla: è colei che è ferma nei suoi propositi, fedele a se stessa, ma non all’amore degli altri) si oppone a suo padre che la vuole concedere come un premio o un gioiello al miglior offerente, “una mula resa cavalla”, “una bestia rara”, desiderata da molti ma amata perdutamente, ossia fin quasi a perdere sé stesso e la ragione, da Florentino, e assume nelle proprie mani il suo destino, istruita non da un maschio ma da una femmina come lei, la cugina e intima amica Hildebranda, la quale prende anche lei la parola per delineare il fato d’amore, quello vero, quello che attende Fermina alla conclusione della vicenda, conoscendolo più di quanto non lo conosca quest’ultima.
Sia Fermina sia Hildebranda sono descritte minuziosamente, creature vive che spiccano nelle pagine grazie alla sapienza intuitiva, all’immaginazione asseverata dal lungo studio e alla capacità critica di Ginevra Amadio, quasi fossero statue di carne e sangue. Così, nel racconto ricreato da Ginevra, Fermina annota tutto, legge tutto, scorre le lettere del suo spasimante lontano, le sue poesie, però intanto sposa un uomo che non ama, “erede di una fortuna, antica stirpe di gente in vista”, seguendo l’orgoglio di classe del padre, viaggiando con lui per il mondo e sottoponendosi al suo piacere, come se al piacere lei non avesse diritto se non per concederlo, mai per pretenderlo, “moglie e donna addomesticata” fino a sfiorare la follia dell’inesistenza, pur sentendosi nel cuore nevralgico dell’esistere.
Per contro, nelle ultime pagine del racconto anche a Florentino è concesso di parlare con la propria voce, esprimendo il suo odio nei confronti dello sposo di Fermina, un odio viscerale che arriva al punto da desiderare la morte di colui che è visto come “grande usurpatore” del suo mondo sognato, voluto, cercato, il mondo dominato da Fermina, la sola adorata a fronte di tante altre donne, possedute per libidine, noia o pietà, un mucchio indistinto di femmine da cui egli estrae, come da un mazzo di carte, tutte uguali e tutte diverse, quelle che gli sono rimaste impresse nella sclerotica come in un dagherrotipo, sebbene anch’esse perdute come fiori spersi in una notte di pioggia, perché restasse nelle sue narici l’odore di Fermina, la cui carne, anche da vecchia settantenne, sa di camelie bianche.
Magistrale ricostruzione di un universo ormai tramontato, benché eternizzato dall’immaginazione esorbitante di Gabriel Garcia Marquez, nelle fitte, dense e concentrate pagine di Ginevra Amadio, assolutamente notevoli sia per l’invenzione, sia per lo stile, in cui ogni nome, ogni aggettivo, ogni verbo, come anche la concatenazione quasi a sussulto delle frasi, costringono il lettore al pensiero, ovvero a riflettere sull’assoluta concretezza di una vicenda, che pure supera ogni realtà nella travolgente fantasia che la sostiene e la invera.

Francesca Farina, poeta, scrittrice e critica letteraria

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Recensione al romanzo di Saveria Chemotti “Ci darà un nome il tempo” edito da Iacobelli Editore

La copertina del romanzo di Saveria Chemotti Ci darà un nome il tempo

Passo dopo passo. La vita è un procedere lento lungo i percorsi del destino, tutto sommato. Aggrovigliati, tumultuosi, malinconici, a volte insidiosi. Si intrecciano così nell’ultimo romanzo di Saveria Chemotti le esistenze delle due protagoniste nel farsi cammino di esitazioni e speranze, dubbi e certezze, dolori e rimpianti.
Le figure femminili che Chemotti intaglia nel legno dell’esistenza escono dalle pagine scheggiate da sapienti colpi di scalpello. Se Claudia, docente di letteratura severa e indomabile, appartiene ai paesaggi liquidi del Delta del Po, infuocato d’estate e pallido d’inverno tra l’ondeggiare del fiume e il librarsi in arie limpide degli uccelli migratori, Marta, l’allieva attenta e curiosa, s’impasta con le montagne del suo Trentino, ne accoglie le brezze leggere che sanno di alberi profumati e gli inverni freddissimi tagliati da venti sferzanti.
Due donne a loro modo singolari e alla ricerca di un “plurale” che non arriva mai. Nell’esistenza di Claudia un evento terribile che le porta via gli affetti più cari, lasciando un incolmabile e angoscioso vuoto dentro al quale si perde persino ogni possibilità di parola, sembra preludere ad uno smarrimento della coscienza che lascia increduli e incapaci di reagire. In quella di Marta, la voglia indomabile di cambiare le prospettive del futuro rompe con tradizioni millenarie, incise quasi tra quelle valli silenziose e verdeggianti nelle quali il sovrapporsi delle stagioni non sembra lasciare altra possibilità che il ripetersi inderogabile di giorni che diventeranno presto terribilmente uguali a se stessi.
Pure, nel gioco riflettente di specchi della memoria che fanno rimbalzare un dialogo sincopato tra Claudia e Marta sempre più profondo e per certi aspetti “tragico” per come si insinua nei pensieri liberando energie sconosciute e affrontando tematiche scottanti, la fede, la religione, la politica, il rapporto vischioso con il contesto sociale che gravita attorno, danzano, a volte incerte, le rappresentazioni del mondo che ci diamo e che chiediamo, che vorremmo salde e che spesso rivelano invece tutta la loro fragilità.
Per questo le due “danzatrici del tempo” procedono in un viatico fatto di molte domande che si pongono spesso a vicenda nel corso di un dialogo elettronico via mail e tutto sommato di poche risposte che faticosamente tentano di fornire a sostegno delle loro rispettive posizioni.
Ci darà un nome il tempo indaga luci e ombre dell’anima con una sorta di spietata consapevolezza, vale a dire l’impossibilità assoluta di trovare soluzioni certe a problemi che molte e molti di noi lasciano sospesi sulle labbra in attesa di un fiato di voce risolutivo che spazzi ogni compressione, ogni fastidioso riproporsi di oscurità che ci minacciano.
Attraverso l’esperienza del dolore, un altro dei nodi essenziali della narrazione dell’autrice, più di quanto forse lei stessa non ammetterebbe, si coagula in certo qual modo la materia del sogno; sogno di una vita diversa, di una vita appagante, declinazione di sentimenti veri che nascono da dentro e non vengono colonizzati da un esterno per lo più incomprensibile. Probabilmente per questo, alla ricerca del tempo che non è stato e che non sarà mai, Marta si fa suora e trova rifugio nel convento di clausura, ristabilendo un rapporto ordinato con i propri giorni, chiedendo conforto al divino, qualunque cosa esso rappresenti, e inverandolo nelle realtà di misurate ore al servizio della preghiera, della riflessione, della pratica dell’orticoltura. Tutte cose incomprensibili a Claudia, generosamente irritata contro ogni forma di Dio in terra, o nei cieli, in tutta evidenza, a parere suo, una incomprensibile deformazione della ragione e della storia, un’irritante oscurità dell’intelligenza che per Marta è, al contrario, luce sul mondo e sulle cose del mondo.
Il romanzo di Chemotti possiede una densità culturale di indubbio rilievo se soltanto ci disponiamo a leggere tra le righe cercando tra vocali e consonanti, e tra una punteggiatura sempre appropriata che si prende le pause giuste, il suono del silenzio, la rappresentazione plastica di intenti che vanno ben oltre la forma narrativa pura e semplice diventando spunti, se volete, per un saggio sul rapporto tra maschile e femminile, tra verità e menzogna, tra forma e sostanza, tra natura e cultura.
Sul palcoscenico di questa “avventura nella vita” entrano e escono molti altri comprimari, scandendo il ritmo del racconto secondo una formula che Chemotti ben conosce e di cui ha già dato prova in altre sue fatiche letterarie. L’universo maschile, per dire dell’innesto più importante, è misurato nell’alternarsi di figure d’uomini che sanno interpretare ruoli positivi per quanto sempre un po’ al margine, quasi faticassero a prendere possesso di una funzione determinante. Del resto, come potrebbero dinnanzi alla tempesta emotiva che Claudia e Marta incessantemente fanno scoppiare attorno a loro, impegnate in ben altre questioni che mettono a margine volontà piuttosto deboli come solo quelle del maschio occidentale sanno essere?
Passo dopo passo le due donne si avvicinano alla meta di un tanto invocato incontro. E sembra quasi di essere lì con Claudia, nella frescura del convento tra echi antichi che rimbalzano sulle pietre, mentre i passi sempre più veloci di Marta si avvicinano. Nel contatto tra i corpi ogni velo si strapperà, forse. A riconciliare sentimenti sconosciuti cui verrà, prima o poi, dato un nome.

Mario Coglitore

                                                                                                           
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“I racconti del lunedì. Antologia di racconti degli allievi dei corsi di Scrittura Creativa”, l’antologia di racconti edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore al Villino Orsini di Roma

Un’opera collettanea, come l’antologia di racconti I racconti del lunedì. Antologia di racconti degli allievi dei corsi di Scrittura Creativa curata da Patrizia Cotroneo Trombetta ed edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore, è soprattutto l’incontro- confronto di una pluralità di voci, di stili, di sensibilità. È un fitto e mutuo dialogo di anime perennemente in cerca, è l’asilo della parola cercata e bramata, è il leggersi, negli occhi e nell’anima. È il non smettere mai di cercare, di cercarsi… La presentazione che si è tenuta a Roma il 28 giugno u.s. presso il Villino Orsini è stata proprio all’insegna dello spirito di unione e della ricerca come dello studio della parola e delle sue trame, un amore sentito e con-diviso da tutti gli autori: Elisabetta Ceravolo, Paola Crisostomidis Gatti, Alessandra Ferrero, Catia Lupinetti, Samantha Marenda, Maria Luisa Natale, Furio Panizzi, Maria Ramicone, Maria Luisa Rivosecchi, Silvia Rosati, Alessandro Seveso, Vincenza Zanchelli.  La presenza di una rappresentante delle Istituzioni, la consigliera regionale Valentina Grippo, ha corrisposto poi a un bel momento di comunanza e partecipazione rimanendo le stesse istituzioni troppo spesso lontane e sorde, sia in termini di presenza che in termini di aiuto e sostegno fattivi, da eventi e iniziative che sono sempre il frutto di tanto lavoro e di enormi sacrifici….

Per info su ordini e disponibilità scrivere a: redazione@culturaedintorni.it

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Osservatorio sull’economia del presente. I costi dell’inflazione italiana. La situazione alle dimissioni del Presidente del Consiglio

In Italia i costi dell’energia stanno facendo aumentare, in larga parte,  i prezzi di tutti i prodotti consumati in Italia. Questo porta a una situazione di inflazione, con l’aumento dei tassi di interesse e dei costi per i consumi base.

Questa situazione crea un circolo vizioso che peggiora lo stesso andamento dei costi. L’inflazione attuale sale a un livello che non si vedeva dal 1986, e, a oggi, secondo gli ultimi dati ISTAT, si attesta a un +8,0%.

L’inflazione in Italia, cosa significa?

L’Italia sta vivendo una crescita dell’inflazione tra le più galoppanti degli ultimi decenni. Secondo i dati ISTAT, infatti, per Giugno 2022 i prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) sono arrivati a un +8% su base annuale. È la crescita più alta dal 1986, quando si registrò un +8,2%.

Ma cos’è l’inflazione?

Di fatto si ha inflazione quando si registra un indifferenziato e prolungato aumento dei prezzi per i beni e i servizi di consumo. La conseguenza dell’inflazione è una diminuzione del potere di acquisto da parte della popolazione, perché se da un lato i prezzi aumentano di giorno in giorno, gli stipendi e i risparmi familiari non crescono alla stessa velocità. A livello economico questo porta, inoltre, a una diminuzione del valore della moneta in quanto, in parole povere, a oggi, con l’Euro servono più soldi per comprare lo stesso prodotto, mentre ciò non avviene in altre realtà economiche con monete differenti.

Quali sono le cause possibili? In condizioni standard, l’inflazione nasce per:

  • Aumento della domanda di beni
  • Eccesso di moneta stampata dalla Banca Centrale
  • Aumento dei costi di produzione

ed è proprio quest’ultima la casistica di questo periodo. L’aumento del costo dell’energia, causato dalla guerra russo-ucraina, e la conseguente tensione diplomatica tra Europa e Russia, hanno amplificato i costi e reso più complicato l’approvvigionamento della stessa energia.

Aumento dei prezzi per i consumatori:

Quasi tutti i beni hanno subito un aumento dei prezzi, dai beni alimentari all’energia. Gli aumenti sono stati registrati soprattutto nell’ambito dei servizi energetici. In particolare sono aumentati  i prezzi della luce e  del gas

Aumento dei prezzi rispetto all’anno scorso giugno
Beni energetici +48,7%
Beni energetici non regolamentati +39,9%
Beni alimentari lavorati +8,2%
Beni alimentari non lavorati +9,6%
Servizi Ricreativi e per la cura della persona +5,0%
Trasporti  +7,2%

Va sottolineato, inoltre, che questa inflazione non è stata causata solo dal più recente aumento dei costi di produzione. Anche prima della guerra in Ucraina, infatti, i prezzi sono stati soggetti ad aumento in seguito all’incremento dei consumi immediatamente successivo alla crisi economica del Covid. 

Inflazione: come cambierà il futuro?

Ma oltre all’aumento dei costi per i consumatori italiani, che cosa comporta il fatto che la moneta diminuisca di valore? Semplice! In un periodo di inflazione come quello attuale i risparmi accumulati a oggi non avranno lo stesso valore nel futuro. Ad esempio, se ad oggi si possiedono cento euro e, sempre a oggi, un litro di latte costa un euro, è possibile acquistare cento litri di latte. 

Ipotizzando allora che dopo un lungo periodo di inflazione il latte iniziasse a costare due euro,  quei medesimi cento euro risparmiati, permetteranno di comprare solo cinquanta litri! E questo potrebbe essere ancora più complesso per il prezzo kWh dell’energia elettrica a causa della situazione in Ucraina.

Per dare una maggiore idea di questo processo gli esperti di weareclimb.it hanno creato un simulatore dell’inflazione che potrete trovare qui.

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Ecco, quindi, come, stanti queste condizioni economiche, i prezzi continuano a salire e, a meno di insorgenze di cambi di tendenza o aumenti di stipendio, la capacità di acquisto di ogni italiano sarà destinata a scendere.

Dimissioni del Presidente del Consiglio. Perché può essere pericolosa in questo periodo?

A questa situazione già complessa si sono aggiunte le dimissioni del Presidente del Consiglio, in un momento in cui più che mai sarebbe stato necessario garantire una salda guida economica, ancor più che politica! Nei prossimi mesi, infatti, il governo, attuale o nuovo che potrà essere, sarà chiamato a scrivere la legge finanziaria entro dicembre, provvedimento con cui il governo stabilirà come suddividere i fondi statali. Un governo nuovo farebbe però molta difficoltà a mettere mano a questa legge entro dicembre. Tutto ciò aggravato da una crisi energetica senza precedenti e dall’inflazione più galoppante degli ultimi quattro decenni.

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Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/costi-inflazione-italia-dimissioni-draghi/

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