Mercoledì 14 ottobre comincia a Napoli la Seconda Edizione della PEACE SCHOOL MARIO PACIOLLA.

Quattro giornate di incontri e racconti per spiegare ai nostri giovani che la Pace è un ideale ma anche una professione e per chiedere la riapertura delle indagini sulla morte di Mario Paciolla che attende giustizia da sei anni. Aiutateci a diffondere.

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Al via dal 15 al 24 ottobre a Fortezza Est la fase finale di Blister Festival di teatro in Pillole: in scena quaranta progetti di teatro, danza e teatro ragazzi in formato breve di dodici minuti.

Blister

Festival di Teatro in Pillole

Dal 15 al 24 ottobre 2026

Fortezza Est via Francesco Laparelli, 62 Roma

Al via dal 15 al 24 ottobre a Fortezza Est la fase finale di Blister Festival di teatro in Pillole un progetto a cura de LaRocca E.T.S. che dopo la prima parte dedicata alla formazione e ai laboratori propedeutici, presenta sei serate riservate alla visione di 40 progetti di teatro, danza e teatro ragazzi in formato breve di 12 minuti.

Sweet Mumble – Di e con Beatrice Ieni Blister Festival di Teatro in Pillole

Con Blister Festival di Teatro in Pillole, Fortezza Est celebra i dieci anni di Pillole #tuttoin12minuti rassegna nata nel 2016 con l’intento di creare un modo alternativo alla selezione di spettacoli e favorire una valutazione più approfondita dei progetti teatrali presentati da artisti emergenti e compagnie indipendenti.

Pelle Collettivo Sante Di Lana Blister Festival di Teatro in PiIlole

Blister Festival di teatro in pillole è un nuovo format che partendo dall’esperienza di Pillole #tuttoin12minuti continua a dare spazio alle idee e alle proposte teatrali innovative ma con un focus mirato al coinvolgimento del pubblico e alla formazione di spettatori consapevoli di tutte le età. I partecipanti ai laboratori realizzati tra settembre e ottobre 2026 comporranno la giuria di Blister valutando insieme alla direzione artistica i progetti selezionati che si esibiranno in una performance di massimo 12 minuti davanti a giuria e pubblico, per valutare direttamente sul palco la forza vitale e l’efficacia scenica di un’idea direttamente sulla scena.

I tre progetti vincitori, uno per ogni categoria, verranno finanziati grazie con un cachet di 3000€ e debutteranno a dicembre a Fortezza Est con gli spettacoli in forma completa. L’intento della Direzione Artistica, curata da Eleonora Turco e Alessandro Di Somma resta nel tempo quello di creare un contesto stimolante in cui favorire le occasioni di incontro e sviluppare relazioni tra persone, puntando su un teatro fortemente radicato nella realtà, che parli al presente e alla società circostante, creando momenti di dibattito, riflessione e aggregazione sociale.

Blister festival di teatro in Pillole è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria.

 CALENDARIO COMPLETO

 PILLOLE TEATRO

15 Ottobre ore 20

TRE ONCE DI LANA NERA– con Maria Chiara Tofone, Emanuele Cordeschi Bordera, Francesco Buttironi

UNA QUESTIONE DI VITA E DI MORTE– di e con Riccardo Marotta

IN RAPPRESENTANZA DI PEDRO– con Marco Gualco, Riccardo Cacace

RUMINATION– con Andrea Vallero, Penelope Sangiorgi, Teresa Pasquini

METAMORFOSI DI UNA RANA– Di e con Giulia Pizzimenti

16 Ottobre ore 20

B-Di e con Andrea Ferrara

DOV’E’ CHE CI SIAMO INCONTRATI– Di e con Gianmarco Cro e Cecilia Napoli

LE PIANTE HANNO UN NOME-Compagnia Sezione B

PORTAMI A VEDERE IL MARE-di e con Cristel Caccetta e Chiara Turco

MR TOYBOMB– di e con Pasquale Passeretti

ZANARDI E LE 12 FATICHE– di Rachele Spinozzi e Francesco Terranegra

PILLOLE TEATRO RAGAZZI

17 Ottobre ore 17

IL RACCONTO DELLA PRINCIPESSA GUERRIERA– Con Paola Giglio e Matteo Prosperi

PLASTIC PLANET-di e con Cathal Carroll

ARLECCHINO, PULCINELLA E IL SEGRETO DELLA NATURA– con Giorgia Lunghi, Salvatore Riggi, Carmen Amoroso, Nicolas Varisco.

L’OFFICINA DEI SOGNI– Caterina Ardizzon, Carla Recupero, Elena Stabile

PILLOLE TEATRO

22 Ottobre ore 20

MORGANA MIA NONNA E ALTRE STREGHE– di e con Leonardo Bianchi

GLI STUPIDI SOGNI DI MORGAN-di e con Rita Castaldo e Matteo Sintucci

BASILICATA COSTI QUEL CHE COSTI– Scuro Sperimentale

CAFARNAO IT’S A PARTY-Die con Elisa Menchicchi

38 LUGLIO– di e con Giovanni Andrei e Angela Cicalese

PARACADUTE– Con Daniele Amendola, Daniele Natali, Tiziana Cardella,Ivan Giambirtone

23 Ottobre ore 20

PERFECT DAYS-Con Enrico Ferrari, Michele Lonardi, Nicolò Sordo

UN CASO DA MANUALE– con Giulia Aleandri, Giulia Pietrozzini e Chantal Gori

FUMO NEGLI OCCHI-Con Giuditta Pascucci, Fiammetta Perugi

KURAKARI-UBASUTE-Compagnia Onde d’Urto

DOCG– Compagnia Ceramond

PELLE– Collettivo Sante Di Lana

CANTO PER ANIME SURGELATE– Compagnia Bruzzese/Fochesato

PILLOLE TEATRO RAGAZZI

24 Ottobre ore 17

L’ACCADEMIA DELLE CATTIVE MAESTRE-Con Leonardo Bianchi

TINTA– Compagnia Cicconi/Vono

LA BATTAGLIA DELLE RANE E DEI TOPI-Con Marzia Di Giulio e Tiziana Di Nunno

L’ANTICA LEGGENDA DEL CIELO VERDE-Con Alba Sofia Vella

PILLOLE DANZA

24 Ottobre ore 20

A_DIO– con Francesca Lombardo e Livia Porzio

LA MIA PLAYLIST N42-Con Francesco Alex Petta

BOOMERANG-Con Simona Lobefaro, Lorenzo Giansante, Luca Piomponi, Martina Paci

SLEEP EFFECT-Compagnia 47

ONE ROOM IS NOT ENOUGH– Compagnia Spazio Variabile

STAY IN TOUCH– Compagnia Dog eat wind

HEAVY METAL– Con Benedetta Bonomo, Filippo Brugnola

SWEET MUMBLE– Di e con Beatrice Ieni

Blister

Festival di teatro in Pillole

15 -24 ottobre 2026

Fortezza Est via Francesco Laparelli, 62  Roma

 | Pillole Teatro e danza dalle 20:00

Teatro ragazzi ore 17:00 |

                                                               Ingresso gratuito                                                                PRENOTAZIONI 

prenotazionifortezzaest@gmail.com 

Per info: 3494356219- 3298027943

www.fortezzaest.com

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Alessandra Diodati, la voce come spazio di ricerca e creazione.

Tra sperimentazione vocale, improvvisazione ed elettronica, l’artista romana porta avanti il progetto solista “To Be Born”. Nel 2027 il suo primo album per Parco della Musica.

“Amorevolmente progredire, amorevolmente regredendo…”
Demetrio Stratos

Alessandra Diodati è cantante, compositrice e musicista, protagonista di un percorso artistico che mette al centro la voce come strumento di ricerca, espressione e sperimentazione.

Alessandra Diodati (Angileri foto)

Jazz, improvvisazione, tecniche vocali estese, canto armonico ed elettronica confluiscono in un linguaggio personale che trova oggi una delle sue espressioni più compiute in To Be Born, il progetto solista con cui Diodati esplora le possibilità della voce umana oltre i suoi confini tradizionali.

https://www.youtube.com/watch?v=SGKnktC0zU0

Crescere, brano in lingua sarda

Alessandra Diodati: voce, composizione, testi

Traduzione di Salvatore Ferrandu

https://www.youtube.com/watch?v=vpFMrgdF4rs&list=RDvpFMrgdF4rs&start_radio=1
Meeting
Alessandra Diodati: voce, composizione, testi 

Nato da una ricerca sulle tecniche vocali estese e sull’opera di Demetrio Stratos, To Be Born indaga la dimensione più fisica, timbrica e primordiale della voce. Suoni preverbali, armonici, frammenti di testo e parola diventano materia sonora e incontrano l’elettronica, dando vita a una performance in equilibrio tra composizione e improvvisazione.

Alessandra Diodati

Il progetto attraversa simbolicamente la nascita e la crescita dell’essere umano. La parola si libera progressivamente dal proprio significato letterale per diventare suono, ritmo, gesto ed emozione: la voce non è più soltanto veicolo del linguaggio, ma uno strumento capace di costruire autonomamente paesaggi sonori.

«La voce è per me uno spazio di scoperta continua. Con To Be Born ho cercato di andare oltre il canto inteso nella sua forma più tradizionale, per esplorare ciò che la voce può diventare quando viene lasciata libera di essere suono, corpo, ritmo e materia. La ricerca su Demetrio Stratos è stata un punto di partenza fondamentale e nel tempo questo percorso si è intrecciato con l’elettronica, dando vita a un linguaggio che continua a trasformarsi insieme a me.»
—
Alessandra Diodati

To Be Born è stato presentato in festival, club e rassegne in Italia e all’estero, tra cui Bird’s Eye Jazz Club di Basilea, Sala Vanni a Firenze per A Jazz Supreme, Ambria Jazz Festival, Miniere Sonore, Jazz Italiano per le Terre del Sisma, Jazzino di Cagliari, UnTubo di Siena e Teatro delle Bellezze di Roma, oltre ad arrivare alla finalissima di LazioSound.

Formatasi tra jazz e ricerca vocale, Alessandra Diodati ha studiato e condiviso esperienze musicali con importanti protagonisti della scena italiana e internazionale. Nel 2025 ha conseguito il diploma accademico di II livello a Siena Jazz con 110/110 e lode, con una tesi dedicata alla voce nel jazz contemporaneo.

Nel corso del suo percorso ha collaborato, tra gli altri, con Greg Osby, Greg Hutchinson, Paolo Damiani, Daniele Roccato, Michele Rabbia, Jacopo Ferrazza, Enrico Zanisi, Achille Succi e Filippo Vignato, prendendo parte anche a diverse produzioni discografiche.

Il percorso di ricerca e composizione di Alessandra Diodati proseguirà nel 2027 con la pubblicazione del suo primo album per Parco della Musica, un nuovo capitolo che porterà su disco l’identità artistica sviluppata negli ultimi anni tra voce, sperimentazione, improvvisazione ed elettronica.


www.alessandradiodati.com

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“SPENDI SPANDI…” HORMUZ. L’epopea del limite nella pittura geopolitica di Francesco Guadagnuolo.

Dall’ironia amara degli anni Settanta all’ombra immobile del presente: quando l’oro nero torna a tracciare i confini del nostro destino.

L’Eco degli Anni Settanta e il Ciclo del Destino nell’Opera di Guadagnuolo

Francesco Guadagnuolo

   L’opera pittorica “Il Sole di Sangue e d’Oro” del M° Francesco Guadagnuolo, realizzata con una tecnica polimaterica che unisce sapientemente olio, acrilico e collage su una tela di 120 x 60 cm, si consacra nel punto esatto in cui la storia smette di scorrere e inizia a ripetersi, implacabile. Visivamente, l’artista impone alla tela una struttura rigorosa a riquadri scuri, simile ad una vetrata monumentale o ad una griglia di monitoraggio globale. Nel riquadro superiore sinistro della tela, Guadagnuolo dipinge grandi petroliere sospese in un mare immobile dalle tonalità metalliche; le navi avanzano e si arrestano in una navigazione congelata che evoca immediatamente lo spettro della crisi energetica del 1973. Con questo espediente pittorico, Guadagnuolo dimostra che l’immagine non rappresenta soltanto un evento contemporaneo, ma un ciclo storico che ritorna sotto nuove forme. In questo scenario visivo risuona, come un’invettiva d’avanguardia, la memoria di Rino Gaetano. Con la sua Spendi Spandi Effendi, il cantautore compì un miracolo intellettuale rarissimo: fu l’unico a trasformare la macroeconomia in canzone d’autore, descrivendo la caccia disperata all’oro nero. Oggi, Guadagnuolo compie lo stesso identico miracolo attraverso la pittura. Nella parte inferiore sinistra del dipinto, l’artista inserisce la figura scultorea di un Atlante dolente e pensieroso che sorregge la curvatura di un globo terrestre. Questa drammatica figura, unita ai frammenti di cartografia e reticoli geografici applicati sulla tela, incarna perfettamente la fatica e la rassegnazione dell’umanità di fronte a questo eterno ritorno della storia. Mentre ‘’arte contemporanea si rifugia nel’’astrattismo o nel concettuale disimpegnato, l’opera di Guadagnuolo rompe il tabù e affronta il genere del dipinto geopolitico, catturando il termometro delle paure collettive globali. Le pennellate materiche testimoniano che cambiano i protagonisti e le aree geografiche coinvolte, ma permane la sensazione che il modello economico globale continui a poggiare su equilibri fragili, strettamente legati al controllo delle fonti energetiche.   

Francesco Guadagnuolo “Il Sole di Sangue e d’Oro”

    Geopolitica e Guerre: Il Significato dello Stretto di Hormuz sulla Tela di Guadagnuolo.                                                                                                                                Il cuore del significato geopolitico dell’opera risiede nella grande lacerazione di luce incandescente che attraversa verticalmente la composizione. Guadagnuolo usa questa colata cromatica di acrilico luminoso come una metafora visiva delle attuali fratture geopolitiche che attraversano il pianeta. La luce taglia l’orizzonte e precipita verso il basso, dove il maestro dipinge il profilo di una metropoli notturna dominata da grattacieli, circondata da linee curve che evocano flussi finanziari e mercati in bilico. Accanto alla città, l’inserimento di un grafico finanziario in picchiata simboleggia l’instabilità economica causata dai conflitti. Attraverso questa precisa composizione iconografica, Guadagnuolo mostra come le guerre regionali contemporanee non rimangano più circoscritte ai propri confini, ma producano conseguenze che si propagano lungo tutte le reti economiche mondiali. In questo contesto, lo Stretto di Hormuz assume nell’opera una dimensione profondamente simbolica. Dipinto nel riquadro centrale destro come una gola scura racchiusa tra montagne impervie, lo stretto perde la sua natura di mero luogo geografico e si trasmuta, nella visione di Guadagnuolo, in una soglia mitologica dalla quale dipende l’equilibrio dell’intero sistema globale. Le petroliere che attendono nel mare immobile e le porzioni di planisfero che incorniciano i lati della tela – caratterizzate da caldi toni violacei e rosati – evocano la percezione di un pianeta sospeso, frammentato, in attesa di conoscere il proprio destino. Il dipinto di Guadagnuolo richiama le tensioni che attraversano il Medio Oriente e mostra visivamente come i conflitti contemporanei incidano sulla vita quotidiana di nazioni lontanissime dai luoghi della guerra. In un’economia interconnessa, una crisi energetica locale si trasforma rapidamente in un fenomeno mondiale, influenzando i costi della produzione industriale, dei trasporti e dei consumi. La frattura centrale che Guadagnuolo traccia sull’immagine non divide soltanto il mare: divide simbolicamente il presente dall’incertezza del futuro.

Il Significato Economico: Il Disco Aureo e la Spiegazione del Limite oltre la Crisi                                                                                                                                      Accanto alla dimensione storica e geopolitica, emerge il tema economico, risolto magistralmente da Guadagnuolo attraverso l’elemento formale più potente dell’intera opera: il grande disco aureo che domina la parte superiore centrale dell’orizzonte. Questa imponente sfera dorata, tagliata orizzontalmente da linee scure che ne frantumano la superficie geometrica, assume una funzione simbolica decisiva nell’economia visiva del quadro. Esso non rappresenta soltanto il sole o la ricchezza dell’energia, ma è la traduzione pittorica del Price Cap: il limite massimo oltre il quale il prezzo della benzina non può più essere spinto dalle forze speculative dei mercati finanziari. Di fronte alla riduzione dei flussi energetici e alle tensioni internazionali, le compagnie produttrici sono state costrette a frenare una corsa al rialzo divenuta socialmente insostenibile. Guadagnuolo traduce questa misura d’emergenza in un simbolo universale attraverso la perfezione formale del cerchio dorato. Esso appare sulla tela come un nuovo sole economico che stabilisce un confine invalicabile tra speculazione e sostenibilità, ponendosi in netto contrasto con le nubi tempestose di acrilico rosso, giallo e blu che fluttuano sui bordi del quadro. Le petroliere ferme sul mare testimoniano la scarsità fisica della risorsa; il disco aureo testimonia invece la volontà umana e politica di contenere gli effetti della crisi. In questa prospettiva, la spiegazione critica dell’opera di Francesco Guadagnuolo rivela che la tela non parla soltanto di petrolio. Parla della fragilità del mondo contemporaneo, sospeso tra memoria storica, conflitti internazionali e necessità economiche, mostrando magistralmente come ogni crisi energetica sia, in fondo, una crisi dell’equilibrio tra potere, risorse e destino collettivo dell’umanità.

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Accessibilità, non basta parlarne: perché serve una cultura che permetta a tutti di vedere, ascoltare e capire.

da Il Messaggero domenica 4 ottobre 2026, 17:21

Rendere accessibile la cultura implica un cambio di mentalità collettivo e la volontà di abbattere barriere nell’informazione, nell’arte e nell’intrattenimento per coinvolgere pubblici con diverse esigenze sensoriali.

Parlare di accessibilità e inclusività non basta. La vera sfida è costruire una cultura capace di far comprendere all’intera comunità cosa significhi rendere un contenuto realmente fruibile da tutti, comprese le persone con disabilità sensoriali. È il messaggio che Alessandro D’Urbano, delegato all’accessibilità dell’Associazione Nazionale Sordi (ANS), porta avanti da tempo attraverso iniziative rivolte a ascolto, comunicazione e accessibilità nel settore audiovisivo.

Secondo D’Urbano, infatti, termini come accessibilità e inclusività sono ormai entrati nel linguaggio comune, ma il rischio è che vengano utilizzati senza comprenderne pienamente il significato e le conseguenze concrete. Alla base manca ancora una vera cultura dell’accessibilità, capace di andare oltre le dichiarazioni di principio e trasformarsi in strumenti concreti per consentire alle persone di partecipare alla vita culturale e sociale.

Le iniziative recenti per promuovere l’accessibilità

Negli ultimi mesi sono state organizzate diverse iniziative significative. A febbraio, a Siena, è stata realizzata assieme a Med-El e al professor Marco Mandalà la seconda edizione di Sound Sensation, dedicata alla musica accessibile. A marzo, la Camera dei Deputati ha ospitato un simposio in occasione della Giornata mondiale dell’udito, riscuotendo grande partecipazione.

Il lavoro dell’ANS si sviluppa anche in collaborazione con le associazioni delle persone cieche, ampliando il tema dell’accessibilità alle diverse disabilità sensoriali.

Il manuale sull’audiodescrizione e il prossimo appuntamento

D’Urbano è autore di un capitolo nel Manuale di audiodescrizione cinetelevisiva. L’arte di descrivere di Laura Giordani, una delle massime esperte nel settore. Il volume, uscito a fine settembre, è disponibile in libreria e come e-book. Sarà presentato ufficialmente il 9 ottobre 2026 alle ore 16 nella Sala “Caduti di Nassirya” a Palazzo Madama, Roma. L’incontro inizierà con il saluto di Donato Bonanni. Seguiranno gli interventi di Alessandro D’Urbano, Mario Barbuto, Vincenzo Massa, Mara Logaldo, Francesco Vairano, Toni Biocca e Marina D’Aversa.

L’incontro sarà moderato dal giornalista Rai Alberto Puoti e si concluderà con l’intervento in collegamento video del senatore Maurizio Gasparri.

Audiodescrizione: uno strumento chiave per la fruizione audiovisiva

L’audiodescrizione è uno degli strumenti che rendono accessibili film, serie tv e altri prodotti audiovisivi alle persone cieche e ipovedenti. Il principio: trasformare in parole le informazioni visive essenziali che mancano nei dialoghi e nei suoni, permettendo a chi non vede di seguire ciò che accade sullo schermo. L’appuntamento del 9 ottobre rientra in un progetto più ampio sull’accessibilità del settore audiovisivo portato avanti da Laura Giordani e dalle associazioni coinvolte. L’obiettivo è proseguire con l’organizzazione di un convegno dedicato all’accessibilità previsto in autunno tra Camera e Senato. Il punto centrale resta la necessità di fare dell’accessibilità non un’etichetta, ma un elemento strutturale della produzione culturale e audiovisiva. Sottotitoli, audiodescrizioni e altri strumenti hanno senso solo se pensati fin dall’inizio come parte integrante del contenuto, non come aggiunta finale.

La sfida vera è un cambio di prospettiva: comprendere l’accessibilità significa riconoscere che cinema, televisione, musica, informazione e cultura devono poter raggiungere pubblici con esigenze diverse. Una consapevolezza che, secondo il percorso promosso da ANS e da tutte le realtà coinvolte, deve diventare patrimonio comune. La conferenza stampa di presentazione si terrà venerdì 9 ottobre 2026 alle 16 nella Sala “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama, in piazza Madama 11, Roma. I giornalisti dovranno accreditarsi entro il 7 ottobre 2026 scrivendo a info@puntoeduca.news.

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Lucca Film Festival 2026 XXII Edizione: venerdì 2 ottobre Liliana Cavani riceverà il Premio alla Carriera e presenterà due suoi lavori dedicati a San Francesco con Fabio Ferzetti.

Liliana Cavani riceve il Premio alla Carriera e presenta due suoi lavori dedicati a San Francesco con Fabio Ferzetti, il lungometraggio giapponese IAI in concorso, la seconda giornata di proiezioni dei cortometraggi in concorso e fuori concorso, la masterclass di Valentina Tanni e l’incontro su moda e design Dietro il costume: arte, personaggio e visione con la costumista Premio Oscar Franca Squarciapino.

30/08/2023 Biennale di Venezia, 80 Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica, cerimonia di apertura con il Leone d’Oro alla Carriera alla regista Liliana Cavani nella foto

Settima giornata, domani – venerdì 2 ottobre – della ventiduesima edizione del Lucca Film Festival, che si tiene fino al 4 ottobre a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – con la direzione artistica di Nicola Borrelli e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La serata del festival sarà illuminata dalla consegna del Premio alla Carriera alla regista e sceneggiatrice Liliana Cavani. La giornata si apre alle ore 10:00 al Complesso di San Micheletto con la proiezione di sette cortometraggi realizzati dagli studenti all’interno del progetto C.I.P.S. 2026. Sempre alle ore 10:00 all’Auditorium Fondazione BDM, per Over The Real, il concorso internazionale dedicato alla videoarte la masterclass di Valentina Tanni. Il pomeriggio si apre alle ore 15:00 al Cinema Centrale con il Concorso Internazionale Lungometraggi, curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino e la proiezione del giapponese IAI, esordio alla regia di Sakai Zenzo, che intreccia horror psicologico e folklore nipponico sospeso fra lutto, maledizioni familiari e soprannaturale. Le inquietanti bambole di cartapesta della protagonista Kana richiamano gli hitogata, figure rituali della tradizione shintoista legate alla purificazione e all’esorcismo.  La giuria del concorso lungometraggi è formata dal regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, dalla costumista Premio Oscar Franca Squarciapino e dall’attore, regista e sceneggiatore Michele Riondino. Alle ore 15:00 al Complesso di San Micheletto continua la rassegna dedicata a Julian Schnabel, ospite in apertura del festival, con il suo Prima che sia notte, del 2000, la vera storia del romanziere cubano Reinaldo Arenas, interpretato da Javier Bardem, che per questo ruolo vinse la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Alle ore 17:00 la regista e sceneggiatrice Liliana Cavani presenta, moderata dal critico cinematografico Fabio Ferzetti, il suo film per la tv Francesco d’Assisi del 1966, all’interno della rassegna dedicata a San Francesco, organizzata e coordinata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca in occasione dell’ottavo centenario della sua scomparsa. Alle ore 17:30  al Complesso di San Micheletto continua l’omaggio al regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, con la proieizone del suo Lontano da Dio e dagli uomini, del 1996. Alle ore 17:00 al Cinema Astra seconda e ultima giornata di proiezioni dei cortometraggi. Si parte con due corti fuori concorso, How to Shoot a Ghost, nuovo cortometraggio diretto dal Premio Oscar Charlie Kaufman, interpretato dalla Premio Oscar Jessie Buckley e Pit (Yama) di Egor Koreshkov.  La selezione di Laura Da Prato e Dario Ricci, curatori del Concorso Internazionale Cortometraggi,  tra gli oltre 700 cortometraggi arrivati da tutto il mondo oggi propone altri sei lavori in concorso. Si parte con  il cinese Kleptomania di Jingkai Qu, vincitore del CUPRA Filmmaker Award alla Berlinale Shorts Competition, quindi  lo spagnolo Dissension, diretto da Alvaro Amate. Dalla Germania Days of Crossing the Border, di Björn Grzemba, che racconta l’emigrazione ai tempi della Germania divisa e dalla Gran Bretagna The Man That I Wave At di Ben S. Hyland, vincitore del Best Short Film SOFC Award al Sitges – International Fantastic Film Festival of Catalonia. Quindi lo statunitense The Grandfather Puzzle di Ora DeKornfeld – vincitore dell’Audience Award al Full Frame Documentary Film Festival e del Best Documentary Short Award al Mountain Film Festival e chiude la selezione del concorso lo statunitense Dear Shop Girl diretto da Nira Burstein e interpretato da Rory Culkin. Chiamata a giudicare e premiare i corti, una giuria internazionale che assegnerà un premio di 1.000 euro al Miglior Corto, presieduta dal regista belga Jaco Van Dormael, con la sceneggiatrice e regista Valia Santella, il regista e documentarista Alex Infascelli e Veronica Lucchesi, cantante e attrice, cofondatrice e voce de La Rappresentante di Lista. Alle ore 18:00 all’Atelier Ricci, uno straordinario incontro su moda e design, dal titolo “Dietro il costume: arte, personaggio e visione“, moderato dal giornalista e docente Andrea Giordano che vedrà gli interventi della costumista Franca Squarciapino già vincitrice del Premio Oscar nel 1991 per Cyrano de Bergerac , di  Daniela Degl’Innocenti, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato e di Simonetta Bigongiari, direttrice del Puccini Museum – Casa Natale. Presso il Puccini Museum – Casa Natale di Lucca è visitabile la mostra “Turandot O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!” aperta fino al 1 novembre, di cui fanno parte due costumi firmati proprio da Franca Squarciapino.  La serata al Cinema Astra si apre alle ore 21:00 con la consegna del Premio alla Carriera a Liliana Cavani e, a seguire, la proiezione del suo film Francesco, del 1989 dedicato alla vita del santo interpretato da Mickey Rourke. Nata a Carpi (Modena), laureata in lettere antiche all’Università di Bologna, diplomata al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Liliana Cavani realizza a partire dal 1962 documentari per la Rai fra i quali Philippe Pétain: processo a Vichy, che ottiene il Leone d’Oro per il documentario alla Mostra di Venezia nel 1965. Esordisce nel lungometraggio nel 1966 con il film per la tv Francesco d’Assisi, protagonista Lou Castel, presentata alla Mostra di Venezia e premiata come miglior film al Festival di Valladolid. Il successo di critica e pubblico mondiale arriva con Il portiere di notte (1974), interpretato da Dirk Bogarde e Charlotte Rampling, storia del rapporto fra un ufficiale delle SS e una giovane prigioniera. Altro film di interesse internazionale è Interno berlinese (1985), dal romanzo di Tanizaki Jun’ichirō, presentato al Festival di Berlino del 1986. In seguito è ancora al Lido con Dove siete? Io sono qui (1993) per cui Anna Bonaiuto riceve la Coppa Volpi come  migliore attrice non protagonista, sempre a Venezia nel 2002 con il thriller Il gioco di Ripley, con John Malkovich. Sulla figura di Francesco torna nel 1989 con il film Francesco interpretato da Mickey Rourke, presentato a Cannes e nel 2014 un nuovo film su Francesco per la Rai. È del 2012 la partecipazione alla Mostra di Venezia con il cortometraggio Clarisse, che vince il Premio Pasinetti. Nello stesso anno ottiene un David di Donatello speciale. Nel 2023 iniziano le riprese del film L’ordine del tempo alla cui sceneggiatura partecipa il fisico Carlo Rovelli. Liliana Cavani riceve il Leone d’Oro alla carriera nel 2023 alla 80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Negli anni, il Lucca Film Festival ha ospitato grandi nomi del cinema internazionale, ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Ethan Hawke e Susan Sarandon a Isabelle Huppert, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe, da Chiara Mastroianni e Paul Schrader a Matthew Modine e Ruben Östlund ma anche Aleksandr Sokurov e Gaspar Noè, diventando un punto di riferimento culturale in Italia. L’evento è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i main sponsor della manifestazione. Con la partecipazione del Ministero della cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Lucca e Vivi Lucca Eventi e con la compartecipazione di Lands of Giacomo Puccini e Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest. Il festival si avvale inoltre del supporto di Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, Sofidel, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum – Casa Natale, Farmacia Maffei, Unicoop Firenze, Audi Center Terigi, Tenuta del Buonamico, Martinelli Luce, Naturanda, Futuro3D, e si avvale della coproduzione di Tecno Servizi, Ristorante Giglio, Palazzo Pfanner, Over The Real, Teatro del Giglio di Lucca, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Accademia di Belle Arti di Carrara, Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia, Liceo Classico N. Machiavelli, ISIS Pertini, Associazione 50&PIÙ, ACLI Lucca. Si ringraziano anche ANSA, Rai Toscana, Rai Radio 3, Movieplayer.it, Radio Incontro, Film4Life,  Festival Scope, A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani, Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), Trenitalia, Fic, Uicc, Cinit, Ucca, Arci, Fedic, Corte Tripoli, Circolo del Cinema di Lucca,  Cineforum Ezechiele 25:17, Cinema Centrale, Astra e Moderno, Università di Pisa, Università degli Studi Firenze, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Pisa al Cinema, Cineteca Bologna, Cineteca Nazionale, Istituto Musicale Luigi Boccherini, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Associazione Donne all’Ultimo Grido, SPAM! Rete per le arti contemporanee, Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Classica Music Festival.

Per maggiori informazioni
www.luccafilmfestival.it
segreteria@luccafilmfestival.it
www.facebook.com/luccafilmfestival
www.instagram.com/luccafilmfestival/?hl=it www.youtube.com/c/LuccaFilmFestivalEuropaCinema
https://twitter.com/LuccaFilmFest
www.linkedin.com/company/lucca-film-festival/

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Il valore culturale della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici.

Dall’esplorazione del mondo esterno all’osservazione di quello interno.: la dottoressa Carmen Fortunato ospite della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici.

Il grande merito della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici è stato quello di aver saputo indagare la realtà circostante come il mondo interiore dell’individuo, in un percorso che ha messo in relazione esperienze e discipline diverse, accomunate da una stessa domanda: quanto possiamo conoscere di ciò che ci circonda e, allo stesso tempo, di noi stessi? L’esplorazione può infatti assumere forme differenti: può essere il viaggio geografico di chi, come Giuseppe Tucci, attraversa territori lontani per incontrare civiltà, lingue e tradizioni diverse; può diventare un percorso spirituale, come nella precedente esperienza tra Zen e Vangelo; oppure può rivolgersi verso il corpo e la persona, cercando nuove modalità di osservazione e interpretazione. Ed è questo il passaggio che avvia l’incontro con la dottoressa Carmen Fortunato. Infatti, dopo aver guardato verso l’Oriente e alle grandi esperienze dell’uomo di fronte all’ignoto, la rassegna porta l’attenzione su qualcosa di apparentemente molto più vicino: i nostri occhi. L’iride diventa il punto da cui partire per interrogarsi sul rapporto tra ciò che vediamo e ciò che siamo, tra osservazione esteriore e conoscenza di sé. La serata sarà dedicata all’iridiologia, una pratica che, attraverso l’osservazione dell’iride, cercherà di individuare corrispondenze tra caratteristiche dell’occhio e aspetti dello stato generale della persona. L’iridiologia appartiene all’ambito delle pratiche olistiche e l’incontro sarà anche un’occasione per conoscere meglio questa disciplina, comprenderne l’approccio e approfondire il particolare rapporto che essa stabilisce tra osservazione dell’iride, corpo e persona. L’interesse non risiede soltanto nella pratica, ma anche nella possibilità di riflettere sul gesto stesso dell’osservare. Guardare significa scegliere cosa vedere, come interpretarlo e quali domande porci. In questo senso, l’occhio diventa anche una metafora della conoscenza: uno strumento attraverso il quale entriamo in relazione con il mondo, ma che può diventare anche il punto di partenza per rivolgere lo sguardo verso noi stessi. L’iride come luogo di osservazione, il corpo come territorio da conoscere e l’ascolto di sé come possibile forma di consapevolezza, saranno questi alcuni dei temi al centro del prossimo appuntamento di Indipendenti Ribelli e Mistici, l’apprezzata rassegna culturale ideata e promossa da Mara e Mario Vespasiani, che sabato 3 ottobre alle ore 18.30 ospiterà presso lo Studio d’Arte Mario Vespasiani di Ripatransone la dottoressa Fortunato, protagonista dell’incontro dal titolo “Cosa raccontano i tuoi occhi”.

La rassegna costruisce così una sorta di mappa del viaggio umano, nella quale il fuori e il dentro non sono dimensioni separate. Lontano e vicino, territorio e corpo, cultura e individuo, esperienza e riflessione possono diventare tappe di uno stesso percorso. L’esploratore che attraversa una terra sconosciuta e la persona che cerca di comprendere meglio se stessa compiono, in fondo, un gesto simile: si confrontano con qualcosa che non conoscono completamente e accettano di mettersi in discussione. L’iride, con i suoi colori, le sue caratteristiche e i suoi segni, diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sul modo in cui osserviamo noi stessi. “Cosa raccontano i tuoi occhi” invita infatti a spostare lo sguardo dal semplice dato estetico dell’occhio alla possibilità di considerarlo come una sorta di mappa da interpretare, secondo i principi propri dell’iridiologia. L’appuntamento con Carmen Fortunato si inserisce in una programmazione di grande originalità, che ha saputo mettere in relazione le arti, la spiritualità, la ricerca e la conoscenza, generando un percorso di grande interesse, nel quale discipline e personalità differenti vengono messe in aperto dialogo.

Dopo l’appuntamento dedicato alla spiritualità con padre Mazzocchi, tra Zen e Vangelo, e quello dedicato all’esplorazione con Maurizio Serafini, Indipendenti Ribelli e Mistici prosegue con un incontro che porta l’attenzione sull’individuo e sulla possibilità di leggere attraverso gli occhi una dimensione più profonda della persona. In linea con la direzione della rassegna: creare connessioni tra mondi apparentemente distanti, lasciando che siano le esperienze e le persone invitate a suggerire nuovi percorsi di riflessione. In questo senso lo studio di Mario assume un ruolo fondamentale: lo spazio non è soltanto la sede degli incontri, ma diventa parte integrante dell’esperienza, un luogo nel quale l’arte convive con il dialogo, la curiosità e il confronto, dove pubblico può “vivere” un ambiente che favorisce una partecipazione più diretta e personale. È proprio questa capacità di trasformare un centro d’arte in un punto d’incontro tra linguaggi differenti a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’impegno di Mario Vespasiani come promotore umano e culturale, ed Indipendenti Ribelli e Mistici ne è espressione concreta: un vero e proprio laboratorio di idee, aperto all’incontro tra persone, esperienze e saperi, dove la cultura diventa occasione di dialogo, scoperta e relazione.

Informazioni e Contatti

  • Evento: Sesta edizione della rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici

  • Ospiti: Carmen Fortunato

  • Quando: sabato 3 ottobre, ore 18:30

  • Dove: Studio d’Arte Mario Vespasiani – Corso Vittorio Emanuele II, 32-34 – Ripatransone (AP)

  • Ingresso: gratuito con prenotazione obbligatoria tramite messaggio al 333.6361829

  • Web: www.mariovespasiani.it

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A Roma la II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina.

Dal 2 ottobre al 5 novembre 2026

La manifestazione si inaugura a Palazzo Merulana con

The World of the Stage II – Una mostra personale di Yuan Gong

Conferenza stampa

2 ottobre, ore 11, Via Merulana 121

Una manifestazione che non vuole soltanto raccontare due culture, ma creare lo spazio in cui possano incontrarsi, trasformarsi e generare nuove possibilità. Si apre il 2 ottobre a Roma con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma Capitale, Regione Lazio, Fondazione La Quadriennale di Roma e FICLU – Federazione Italiana dei Club e Centri per l’UNESCO la II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina, in programma fino al 5 novembre 2026.A partire dall’esperienza della prima edizione nel 2024, la manifestazione, promossa da LIAO – Laboratorio Incontro Asia Occidente in collaborazione con Associna, si amplia attraverso un programma interdisciplinare che mette in relazione arte contemporanea, performance, poesia, video, musica e moda. Mostre, performance urbane, progetti di poesia e suono, iniziative pubbliche e pratiche artistiche interdisciplinari trasformano musei, istituzioni culturali e spazi della città in luoghi di incontro e scambio tra Italia e Cina.

La II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina si apre venerdì 2 ottobre, alle 11 a Palazzo Merulana, nel cuore dell’Esquilino, con la conferenza stampa di presentazione dei principali appuntamenti della manifestazione e di The World of the Stage II – Una mostra personale di Yuan Gong, aperta al pubblico dal 3 ottobre fino al primo novembre 2026. L’iniziativa, nata dalla collaborazione quindicennale tra l’artista Yuan Gong e la curatrice Liliana Liao, si articola in tre progetti complementari, The World of the Stage II, The Birth of the Jester e The Labyrinth, capitoli di un’unica ricerca artistica che trova nella Settimana della Cultura Italia-Cina il proprio naturale spazio di sviluppo, dialogo e restituzione al pubblico. Attraverso video art, performance e opere multidisciplinari, la mostra approfondisce la ricerca di Yuan Gong sul rapporto tra identità, rappresentazione e trasformazione nella società contemporanea. La ricerca dell’artista, sviluppata da oltre quindici anni attorno al concetto di Qi come principio estetico e filosofico, trova in questo nuovo capitolo un ulteriore sviluppo, mettendo in dialogo arte contemporanea cinese, patrimonio culturale italiano e pubblico internazionale. Accanto alla mostra, il progetto di performance partecipativa The Birth of the Jester estende la ricerca artistica nello spazio urbano.

La II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina si chiuderà il 5 novembre prossimo nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. L’evento non sarà soltanto il momento conclusivo della manifestazione, ma una festa dedicata all’amicizia e alle relazioni culturali tra Italia e Cina, Roma e la comunità cinese.

Programma II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina  

Ufficio Stampa Palazzo Merulana 

Leeloo Comunicazione

ufficiostampa.leeloo@gmal.com 

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GEP 2026, Alessandro Preziosi torna al San Michele con “Restauro in scena”, e parte la campagna #PROTEGGEREILPATRIMONIO

Per le Giornate Europee del Patrimonio 2026, il Complesso monumentale del San Michele, sede dell’Istituto Centrale per il Restauro, ospita un’edizione speciale e rinnovata di “Restauro in scena. Arte, scienza, meraviglia”, con Alessandro Preziosi. Dopo il grande successo della prima edizione, lo spettacolo torna dal 28 settembre con un nuovo allestimento sviluppato intorno al tema scelto per le GEP, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Nella stessa cornice, il 26 settembre ha preso il via #ProteggereIlPatrimonio, la campagna social promossa dal Ministero della Cultura e dall’Istituto Centrale per il Restauro per ampliare sui canali digitali il racconto della tutela e del lavoro dell’ICR.

Torna presso la sede dell’Istituto Centrale per il Restauro, nel Complesso monumentale del San Michele di Roma, “Restauro in scena. Arte, scienza, meraviglia”, il progetto che unisce spettacolo dal vivo, storia della tutela e ricerca scientifica per raccontare al grande pubblico il valore e il significato del restauro.

Alessandro Preziosi

Il 28 e il 29 settembre, Alessandro Preziosi dà voce a Pasquale Rotondi, lo storico soprintendente protagonista durante la Seconda guerra mondiale di una delle più straordinarie operazioni di salvataggio del patrimonio artistico italiano: lo spettacolo, scritto da Tommaso Mattei, viene riproposto in una veste rinnovata e ampliata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, dedicate quest’anno al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Un tema che trova nell’attività dell’Istituto Centrale per il Restauro e nella storia raccontata da Restauro in scena una declinazione particolarmente significativa. La vicenda di Rotondi attraversa infatti alcuni dei passaggi cruciali della storia italiana della tutela: il salvataggio di migliaia di opere durante la guerra, la nascita e l’affermazione di una moderna cultura del restauro, l’alluvione di Firenze del 1966, i terremoti e le grandi emergenze che hanno richiesto nel tempo nuove conoscenze e nuovi strumenti per difendere il patrimonio. Nel monologo, Rotondi torna idealmente nei laboratori dell’Istituto e ripercorre la propria vita, accompagnando lo spettatore tra opere salvate, restauratori, emergenze e grandi intuizioni che hanno segnato la storia della conservazione italiana, a partire dalla necessità – oggi più che mai viva – di fare squadra a livello internazionale per rafforzare le azioni che proteggono il patrimonio. Il racconto restituisce anche la particolare identità del San Michele, un luogo che da antico carcere è diventato spazio di studio, formazione e cura del patrimonio. Nel testo, questa trasformazione viene descritta come il passaggio da un luogo nel quale «regnava la condanna» a uno nel quale «risplende metodica la cura». Ad accompagnare l’interpretazione di Alessandro Preziosi sono i materiali audiovisivi realizzati dalla regista Linda Tugnoli, che portano lo spettatore all’interno dell’attività dell’ICR e dei suoi laboratori, costruendo un dialogo tra linguaggio teatrale, video, arte e ricerca scientifica.

«Le “Giornate Europee del Patrimonio” rappresentano un appuntamento di assoluta importanza al fine di diffondere la conoscenza del nostro patrimonio culturale, migliorarne l’accessibilità e favorire la partecipazione delle comunità alle attività di tutela e di valorizzazione messe in campo dal Ministero. In questo senso l’apertura straordinaria di monumenti e siti, i cantieri aperti e le numerose iniziative promosse dai nostri Istituti su tutto il territorio nazionale, sono occasioni importanti per comunicare e promuovere ad un pubblico più ampio il lavoro che ogni giorno i professionisti della cultura svolgono per conservarlo, tutelarlo e valorizzarlo.

La conoscenza e la disseminazione dei saperi sono parte essenziale di questo impegno e trovano nella ricerca, nella conservazione e nel restauro strumenti fondamentali per conservare e trasmettere i beni storico artistici, archeologici, i monumenti, alle future generazioni in condizioni migliori di come le abbiamo ricevute. Un impegno che, attraverso competenze specialistiche e una responsabilità culturale condivisa, contribuisce a mantenere viva la memoria e l’identità delle nostre comunità.

È attraverso la partecipazione, alimentata dalla conoscenza e dal confronto, che possiamo rafforzare la capacità del patrimonio di affrontare le trasformazioni e continuare a essere una risorsa viva per le comunità. In questo senso iniziative come Restauro in scena. Arte, scienza, meraviglia organizzata dall’ICR sono fondamentali perché offrono l’occasione di entrare nei nostri laboratori, che non sono santuari inviolabili aperti ai soli addetti ai lavori, ma centri di ricerca, incubatori di conoscenza, sperimentazione, innovazione al servizio della salvaguardia del bene comune» dichiara Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale.

«Il restauro non è soltanto un insieme di tecniche finalizzate alla conservazione delle opere. È un esercizio di conoscenza, un dialogo continuo tra il passato e il presente del cambiamento. Trasformazione è anche la condizione propria della materia e quindi del restauro, tra metodo e lavoro: uno degli esempi più alti della migliore manifattura italiana. In questo incontro tra arte, ricerca e il linguaggio contemporaneo dello spettacolo dal vivo c’è il valore di un’iniziativa che rende visibile al pubblico un lavoro silenzioso ma essenziale, riaffermando il ruolo della tutela come forma concreta di responsabilità civile e come investimento nel patrimonio culturale quale bene condiviso della collettività», dichiara Fabrizio Magani, Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

«”Restauro in scena” è una iniziativa realizzata con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura e rientra tra le azioni dedicate alla valorizzazione dello spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura statali. Sin dal 2022, la Direzione Generale Spettacolo promuove e sostiene questa linea di intervento per rafforzare l’integrazione tra le arti performative (teatro, musica, danza, circo) e gli spazi museali e monumentali. L’obiettivo è considerare detti luoghi non soltanto come cornici per gli eventi, ma come parte fondamentale dell’esperienza artistica e culturale offerta al pubblico, rispondendo così all’esigenza di renderli fruibili in modo nuovo e innovativo. Il percorso sviluppato in questi anni ha confermato la validità di tale impostazione. Lo spettacolo dal vivo si è dimostrato un efficace strumento di valorizzazione, capace sia di restituire la storia e l’identità dei siti culturali, sia di avvicinare pubblici nuovi e differenti grazie all’apertura verso linguaggi e artisti eterogenei. Questa esperienza nata in ambito amministrativo e condivisa dal Ministro della cultura, ha trovato formale recepimento e consolidamento nel quadro normativo vigente ad opera della recente riforma “Italia in Scena” di cui alla legge 17 marzo 2026, n. 40, che consente di potenziare l’assetto strategico dell’integrazione tra le attività di spettacolo e i beni culturali. In questo senso, il progetto “Restauro in scena. Arte, scienza, meraviglia” ha messo in relazione il linguaggio dello spettacolo con i contenuti scientifici e culturali dell’Istituto, valorizzandone gli spazi e le attività e favorendo una partecipazione particolarmente significativa da parte del pubblico», dichiara Antonio Parente, Direttore Generale Spettacolo.

«Con “Restauro in scena” abbiamo scelto di raccontare il restauro attraverso un linguaggio capace di raggiungere pubblici diversi, facendo incontrare la storia della tutela, la ricerca scientifica e lo spettacolo dal vivo. Il grande riscontro della prima edizione ci ha spinto a sviluppare ulteriormente il progetto proprio in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio e ad affiancarlo con la campagna #ProteggereIlPatrimonio, pubblicata sui canali social del Ministero della Cultura e dell’ICR, per portare anche nel racconto digitale le competenze, la ricerca e il lavoro quotidiano dell’Istituto. Proteggere il patrimonio significa assumersi una responsabilità verso ciò che abbiamo ricevuto e verso le generazioni alle quali siamo chiamati a trasmetterlo. Attraverso la campagna social l’Istituto si apre per dialogare e coinvolgere in questa impegnativa missione, svelando il lavoro dei laboratori e della Scuola di Alta Formazione, dove una costante ricerca sulle tecnologie più avanzate guida la cura di capolavori in tutto il mondo», dichiara Luigi Oliva, Direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro.

«Sono molto felice di tornare negli spazi del San Michele nei panni di Pasquale Rotondi, che si potrebbe dire precursore di eventi come le Giornate Europee del Patrimonio, perché mosso dall’intuizione che lavorare per la tutela a livello transnazionale fosse indispensabile. Grazie a Rotondi, questo luogo, che nasce come uno spazio di reclusione e sofferenza, è diventato un grande arsenale di pace e di bellezza per opere di ogni provenienza. Portare il teatro qui dentro, tornandoci nei panni di quest’uomo che ha rischiato la sua stessa incolumità per salvaguardare capolavori, restituisce voce alla materia dell’arte e a chi ha dedicato la vita a proteggerla. Rivivendo Rotondi attraverso i suoi passi, ho scoperto con emozione che le operazioni di restauro non sono solo tecnica, ma storie di dedizione straordinaria: “ ’, ’è , , ” dichiara l’attore Alessandro Preziosi.

A completare il progetto, proprio in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il 26 settembre ha preso il via #ProteggereIlPatrimonio, la campagna social che estende sui canali social del MiC e dell’ICR il racconto avviato con Restauro in scena. Un video manifesto e una serie di pillole dedicate al restauro accompagnano il pubblico dentro il lavoro quotidiano dell’ICR, raccontando le competenze, le tecniche e le conoscenze che rendono possibile la conservazione dei diversi materiali dell’arte: con due uscite a settimana, l’Istituto si apre in una visita virtuale completa ai laboratori e ai progetti ICR.

La campagna nasce per rendere visibile ciò che spesso resta dietro le quinte: la ricerca, la sperimentazione, le competenze specialistiche e i gesti che consentono di intervenire sulle opere rispettandone la materia, la storia e l’identità, raccontando un lavoro profondamente attuale, chiamato a confrontarsi con condizioni di rischio e trasformazioni sempre più complesse e a sviluppare strumenti e conoscenze capaci di rispondere alle sfide della contemporaneità. Dal palcoscenico ai laboratori, il restauro emerge così come un’attività viva, fatta di conoscenza, responsabilità e cura, che permette di comprendere il patrimonio, proteggerlo e trasmetterlo al futuro con la consapevolezza etica del suo valore e del suo potere di creare per tutti emozione e benessere. Ulteriore tassello dell’iniziativa è la prima edizione di un laboratorio teatrale, che si svolgerà inizialmente a porte chiuse presso l’ICR, coordinato da Tommaso Mattei con la partecipazione di Marco Zadra e Roberto Manzi. Il laboratorio sarà rivolto al personale dell’Istituto e avrà l’obiettivo di affinare le capacità di comunicazione, relazione e apertura al pubblico, rafforzando gli strumenti utili a raccontare in modo sempre più efficace il lavoro, le competenze e la missione dell’ICR.

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Brindisi, domenica 27 settembre la Marcia per la Pace: «Diciamo no alla guerra!».

Alle ore 18.00 l’iniziativa promossa dai Missionari del Preziosissimo Sangue nell’ambito della Missione popolare presso la parrocchia San Vito Martire. Un cammino insieme per una pace «disarmata e disarmante».

Alle ore 18.00 l’iniziativa promossa dai Missionari del Preziosissimo Sangue nell’ambito della Missione popolare presso la parrocchia San Vito Martire. Un cammino insieme per una pace «disarmata e disarmante»

Domenica 27 settembre 2026, alle ore 18.00, si terrà a Brindisi la Marcia per la Pace. Il ritrovo è previsto in piazza Tirolo (liscio). Da qui partirà la marcia che, attraversando le vie della città, si concluderà nella Cattedrale di Brindisi con un omaggio floreale sulla tomba del Venerabile Matteo Farina.

«L’iniziativa nasce dalla convinzione che il dialogo possa e debba avere la meglio sui conflitti e che la comunione possa prevalere sulla divisione. È inaccettabile nel 2026 assistere a questi disastri umanitari. In un tempo segnato da tensioni e conflitti noi gridiamo NO alla guerra!» ‒ affermano don Flavio Calicchia e don Vito Veneziano Broccia coordinatori del Centro per l’Evangelizzazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Questa iniziativa si inserisce nel solco degli appelli alla pace che attraversano oggi la Chiesa e la società civile. In particolare, risuonano le parole di Papa Leone XIV: «Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore!» e ancora: «Tutti abbiamo paura della morte e per paura ci voltiamo dall’altra parte, preferiamo non guardare. Non possiamo continuare a essere indifferenti! E non possiamo rassegnarci al male!».

«La Marcia per la Pace – sottolineano i due missionari ‒ vuole essere un segno concreto di unità e di speranza, aperta a tutti. È possibile camminare insieme a prescindere dalla propria appartenenza sociale, culturale e religiosa. La comunione è il messaggio più eloquente e profetico per esprimere il desiderio di pace in un contesto sempre più segnato da divisioni, conflitti e individualismo. Partecipare alla marcia significa non restare indifferenti, ma scegliere di testimoniare insieme il valore della pace, affidando alla preghiera e all’impegno comune il desiderio di un mondo riconciliato».

Roma, 25/09/2026

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