“Storia dello Stato sociale in Italia” di Chiara Giorgi e Ilaria Pavan (Il Mulino, 2021) alla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea

Lunedì 30 maggio, alle ore 17.00, presso la sede della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, nell’ambito del Maggio dei Libri, sarà presentato il volume Storia dello Stato sociale in Italia di Chiara Giorgi e Ilaria Pavan (Il Mulino, 2021). Saluti: Patrizia Rusciani. Introduce e coordina: Manfredi Alberti. Intervengono: Maria Letizia D’Autilia, Giacomo Gabbuti. Saranno presenti le autrici.

Principale strumento di tutela dei diritti di cittadinanza in risposta a rischi e bisogni individuali e collettivi, lo Stato sociale è da anni al centro di un dibattito che tende a ignorarne la storia. È appunto la storia che intende raccontare questo volume che per la prima volta riunisce in una narrazione complessiva l’evoluzione nel corso del Novecento dello Stato sociale visto nei suoi tre pilastri: la previdenza, la sanità e l’assistenza. Con un approccio che combina i processi politici e istituzionali, come anche sociali, economici e culturali, le autrici rintracciano le radici del welfare italiano nell’età liberale, ne seguono la parabola attraverso il ventennio fascista e l’età repubblicana, e ne enucleano gli elementi fondanti, offrendo un importante contributo di conoscenza su un aspetto costitutivo della società italiana contemporanea.

Chiara Giorgi insegna Storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza. Tra le sue pubblicazioni, La previdenza del regime. Storia dell’Inps durante il fascismo (2004).

Ilaria Pavan insegna Storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Tra le sue pubblicazioni, La doppia epurazione. L’Università di Pisa e le leggi razziali tra guerra e dopoguerra.  (con F. Pelini, 2009).

Manfredi Alberti è ricercatore di Storia del pensiero economico presso l’Università di Palermo.

Maria Letizia D’Autilia è ricercatrice Istat presso la Corte dei conti.

Giacomo Gabbuti è assegnista di ricerca presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Patrizia Rusciani è direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea.

Ingresso consentito con mascherina FFP2 fino ad esaurimento posti.

Biblioteca di storia moderna e contemporanea – Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32 – Roma

Per informazioni: b-stmo.info@beniculturali.itwww.bsmc.it – ​

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Puglia sempre più verde: tornano gli incentivi sulle rinnovabili

La Puglia continua a favorire la transizione energetica. In piena linea con gli obiettivi posti dall’UE e dal Piano Nazionale Energetico, diverse sono state le iniziative che hanno portato a investimenti sempre maggiori nell’energia verde.

Proprio in queste ultime settimane abbiamo assistito alla nascita del Beleolico, il maxi parco marino eolico da ottanta milioni di euro, sorto nel golfo di Taranto.
Composto da dieci turbine e ottanta aerogeneratori in un’area di oltre cemtotrentamila metri quadrati, il Beleolico sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico annuo di circa sessantamila persone e consentirà di evitare la produzione di circa settecentotrentamila tonnellate di CO2 nei prossimi venticinque anni.

La Puglia è anche la regione che vanta il più grande parco fotovoltaico del Paese (a Troia, in provincia di Foggia) ed è prima in Italia per potenza installata e produzione di energia da impianti solari, con Lecce, Brindisi e Bari al comando della classifica delle province italiane.

Risultati possibili grazie anche a un’elevata propensione verso la sostenibilità ambientale da parte degli stessi cittadini. Circa il 34% delle famiglie pugliesi, infatti, sottoscrive offerte green e sempre più famiglie scelgono di produrre energia pulita tramite impianti fotovoltaici per la propria casa, grazie anche ai vari incentivi messi a disposizione dalla Regione.

Uno di questi, il “reddito energetico”, venne già introdotto nel 2021 e, a breve, sarà nuovamente disponibile.

Bonus rinnovabili: come funziona

La regione Puglia ha deciso di investire 6.800.000 euro per il nuovo reddito energetico di cui le famiglie potranno beneficiare per l’acquisto e installazione di impianti che permetteranno l’auto produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, come pannelli fotovoltaici, solari termo-fotovoltaici o microeolici.

Questi impianti rappresentano, ormai da anni, le migliori opzioni per la fornitura domestica di energia elettrica: oltre alla totale assenza di emissioni di CO2, garantiscono una vera soluzione per tutti coloro che cercano di risparmiare in bolletta

Ciononostante, molte famiglie italiane ancora non investono su tali impianti a causa di una spesa iniziale, decisamente elevata, da sostenere per il loro acquisto e installazione.

Tuttavia, grazie alla reintroduzione del bonus rinnovabili, dal 25 maggio in Puglia si potrà avere diritto ad un maxi incentivo per l’acquisto di questi impianti.
Infatti, si potrà nuovamente presentare la domanda per accedere al reddito energetico, un bonus di massimo seimila euro (IVA inclusa) riservato ai nuclei familiari in condizioni di disagio socio economico, il cui reddito ISEE non superi i ventimila euro. Per i condomini, il contributo potrà arrivare fino ad un massimo di ottomilacinquecento euro se utilizzato anche per l’acquisto di impianti con sistemi di accumulo dell’energia elettrica.

La domanda potrà essere presentata fino al 22 agosto tramite la Sezione Politiche Energetiche presente sul sito della Regione.

Dato il vasto consenso ottenuto dal bonus nello scorso anno, ci auguriamo che iniziative del genere vengano estese anche nelle altre regioni e che il processo di transizione energetica sia più breve possibile, soprattutto in considerazione della volontà di minimizzare la dipendenza energetica dalla Russia.


Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/reddito-energetico-puglia/  

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“Il segno come parola” l’installazione site-specific di Franco Nuti a Roma

Venerdì 3 Giugno 2022, alle ore 18.00 il Progetto STORIECONTEMPORANEE, a cura di Anna Cochetti, nello spazio Studio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16/B ospita l’installazione site-specific di Franco Nuti, “Il segno come parola”, che presenta una rilettura, in funzione dello spazio romano, del work in progress “Specula”, iniziato nel 2018, a partire dall’intervento nella Chiesa rupestre di Santa Maria in Grotta, Roncolise (BN).

In “Il segno come parola” Franco Nuti ritorna – per approfondirli alla luce delle riflessioni che i due anni di pandemia hanno reso ineludibili – su alcuni temi nodali della sua ricerca, quali la relazione tra la conoscenza razionale e la conoscenza emotiva nella ricerca e nella tensione verso la “verità”, da esercitarsi intorno alla centralità della Natura Naturans e alla funzione che in essa occupa il genere umano, inteso nelle sue diverse accezioni, religiose, filosofiche, politiche, economiche, sociologiche, psichiche.

“Il punto di osservazione da cui soppesiamo un fenomeno determina la dinamica dello stesso”: così l’artista dichiara a introduzione del suo viaggio di conoscenza sub specie aesthetica, in cui ha scelto di essere accompagnato dalle parole di Epicuro, Lucrezio, Ovidio, ma anche di Marx e Freud. Laddove le parole sono il segno che costituisce il percorso stesso dell’installazione, costruita come una sorta di spazio sacro – in quanto individuato e definito rispetto al resto, a ciò che è intorno – attraverso l’assemblaggio di disegni, carte veline, terrecotte e oggetti, in cui è posto in essere il processo di conoscenza razionale/emozionale.

Il video “Verità” (2022) che accompagna l’installazione ne sottolinea l’incipit concettuale e le scelte linguistico-formali.

Giovedì 16 Giugno, in occasione del finissage, verrà presentato il Libro d’artista, realizzato in edizione limitata, numerato e firmato.

Franco Nuti è nato a Roma e vive e lavora tra Roma e Napoli. Dopo la formazione all’Accademia di Belle Arti di Roma, esordisce, nel 1988, esponendo una serie di lavori all’Accademia di Romania. Di poco successiva è la personale presso il Centro di Ricerca Artistica Luigi di Sarro, in cui l’artista ripropone l’uso di carte veline increspate a creare rapporti di ombra e luce. La partecipazione al progetto “Civitella D’Agliano”, a cura di Massimo Carboni, Beat Streuli e Cristoph Gallioe, che prevedeva una collaborazione tra artisti italiani e stranieri, unitamente ai diversi soggiorni a New York, portano l’artista verso la realizzazione dei primi Assemblaggi, esposti in seguito in una personale a cura di Giuditta Villa. Un’ulteriore indagine sui materiali porterà Nuti a creare involucri trasparenti in PVC contenenti frammenti di pitture, opere che saranno esposte nella rassegna “Sacrifici”, curata nel 1998 da Mario de Candia e Sandro Cappelletto.Nel 1998 inizia ad insegnare presso il Centro di Salute Mentale di Roma, svolgendo un programma riabilitativo sull’uso del colore, esperienza che lo porterà, diversi anni più tardi, alla creazione insieme a Barbara Tosi di un Biennio per la Specialistica in Arte per la Terapia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.Nelle diverse esposizioni personali degli anni successivi, Franco Nuti continuerà a lavorare sui temi della memoria e del vissuto, che ancora caratterizzano la sua ricerca estetica. Unendo ricerca pittorica, installazione, riflessione gestuale, Nuti dà vita ad opere dotate di una particolare risonanza, capaci di esprimere, come ha ricordato Barbara Tosi, “la segretezza” del processo artistico. Tra le mostre più recenti, le personali “Specula”, progetto-mostra work in progress, Chiesa di Santa Maria in Grotta, Roncolise (BN), a cura di Giuseppe Rago, 2018; “La grammatica dell’esistenza” Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino (FR), a cura di Loredana Rea, 2017; “Rimandi”, Biblioteca Nazionale di Napoli – Sezione Papiri – Palazzo Reale, Enywhere Art Company, Napoli, a cura di Marco Amore, 2015; “Il colore e il movimento”, Minigallery, Assisi (PG), a cura di Paolo Dalbasso, 2015.

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Artotek presenta “Pier Paolo Pasolini. Un giorno nei secoli tornerà aprile ” di Luciana Capitolo

“L’associazione culturale ARTOTEK  si propone come un nuovo Cultur Hub sul territorio dell’VIII Municipio a San Paolo. Molteplici sono le attività con nuove sinergie territoriali, uno spazio aperto a proposte e progetti, dedicato all’espressione artistica e culturale contemporanea, un’officina di ricerca e lavoro fra personalità e tendenze diverse, unite nella convinzione che il valore creativo sia la forza motrice del rinnovamento sociale. Mostre, presentazioni, incontri, seminari, scambi artistici e culturali, atelier e molto altro…

ARTOTEK è un’associazione diversa, ha un valore aggiunto che sta nel fare cultura e arte con impegno sociale, “l’Arte Salverà il Mondo” ma rimbocchiamoci le maniche! Noi lo facciamo attraverso scelte mirate su diverse tematiche come difesa dei diritti, integrazione, ambiente, solidarietà. 

Siamo aperti ad accogliere progetti e proposte per il prossimo autunno, scriveteci a: info@artotek.it, veniteci a trovare in associazione per conoscerci meglio e chiedere ogni informazione sulle nostre attività, siamo in Via Laurentina 10A, a due passi dalla metro B – San Paolo e dall’università Roma Tre. www.artotek.it siamo anche sui social FB e Instagram

        Il Team di Artotek

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“DISNEY60 Da Biancaneve a Encanto” a Palazzo Merulana

“Hanno ucciso la madre di Bambi: la difesa dell’ambiente e la salvezza del pianeta come sfide e proposte”
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Rileggendo “L’aiuto a non morire” la silloge poetica di Arianna Vartolo edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore

La postfazione di Luca Carbonara alla silloge poetica di Arianna Vartolo L’aiuto a non morire” edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore

Postfazione

L’aiuto a non morire, silloge poetica che segna l’esordio in ambito editoriale della giovanissima autrice, rivela già nel titolo, che in realtà è un verso, il suo inconscio intento e il suo più nobile desiderio. La specifica aggettivazione riferita all’età non deve però in alcun modo trarre in inganno essendo questa una variabile assolutamente indipendente nonostante troppo spesso sia invece erroneamente ridotta e sostanziata dalla e nella sua mera contabilità con l’inevitabile conseguenza di considerare le persone più o meno sagge o più o meno mature proprio e unicamente sulla base, e sotto l’egida, dell’età che, prescindendo da un più vero e puro significato del tempo, ossia l’interiorità, il vissuto di ognuno di noi, che per ciò stesso è unico e incomparabile, volenti o nolenti, condiziona l’inevitabile giudizio che ne consegue fino a diventare il primo se non l’unico riferimento usato per esaltare, sminuire o giustificare rimandandole o attribuendole meriti e successi, tanto precoci quanto tardivi, o al contrario non del tutto autentici e di conseguenza non pienamente veritieri.  Ciò detto, quel che è certo, e che va sottolineato, è che se da un lato ci troviamo di fronte a un’opera prima, di una giovanissima appunto, dall’altro siamo al contempo al cospetto di un’opera che si caratterizza proprio per la maturità del pensiero e la profondità dell’ispirazione i veri artefici del valore stilistico e contenutistico della presente silloge. Si tratta infatti di una partitura poetica in sé conchiusa costruita sull’archetipo di un versificare solenne che, veridico, scarnifica il verso, e prima ancora la parola, in un’originale quanto ardua corrispondenza tra forma e contenuto, significante e significato. Su una tessitura di versi rapidi e secchi ai quali il sapiente uso dei segni di interpunzione conferisce il carattere apparentemente contradditorio e ambivalente della doppia visione o della duplice interpretazione, dell’antinomia come del sogno, Arianna dà voce a un dialogo anch’esso doppio, a un tempo interiore ed esteriore, animato, ed è questa la cifra identitaria dell’opera magistralmente espressa dall’evocativo titolo, da un insopprimibile sentimento di amore, un amore tanto ideale quanto totalizzante, che tutto imbeve e significa, che è carnale, passionale, di storie senza / una fine e dalla visione, di più, da un sentimento della morte, vinta e avvinta, che si volgeva / ancora pulsante di / vita continuando a inseguire e a cercare racconti al / termine; mai giunto o rievocando ancestrali ossimoriche ultime albe / eterne. Una poesia, dunque, e per estensione una poetica, quella dell’autrice, che con il suo carattere insieme meditato, filosofico, che guarda alla profondità e al senso del Silenzio/ come tempo / di esistenza, sinestetico, di visioni alle prime / luci del vento, i versi come fossero stille, assorto, il ritmo sincopato, traduce il tempo sacro del respiro, respiriamo / per salvarci – noi / due, e dà voce al dialogo con l’altro e con l’altrove interrogandosi sul mistero e sul dilemma esistenziale dell’essere e dell’esserci noi e i nostri / passi / acrobati. Quello stesso dilemma esistenziale che la poesia sostanzia in un continuo stato di sospensione e di conseguente ricerca di equilibrio modulati dal flusso delle emozioni e dei sentimenti, le uniche cartine al tornasole, in bilico tra le false apparenze del certo e la consapevolezza dell’incerto in una costante tensione, una sorta di ascesi dello spirito tutto dedito alla ricerca di verità e di senso, da un lato basculando tra l’essere e l’apparire, tra corrispondenze, trasparenze e rivelazioni, dall’altro vivificando mondi altri e possibili. Ed è allora, quella de L’aiuto a non morire, una poesia di esistenze e di resistenze, di amori che non finiscono, di tratti di colore, / cicatrici, di Tutto ciò che rimarrà, immarcescibile e abitato dal respiro cadenzato del Tempo.  E ancora, tornando al verso del titolo e al suo più recondito possibile significato, è una dichiarazione di intenti, quella che l’autrice vuole esprimere, donare e manifestare attraverso il carattere quasi diafano dei versi di quest’opera, un ulteriore elemento innovativo che evidenzia il talento di Arianna, e la ricerca quasi spasmodica della loro luce, epifanica e indomabile rivelatrice di nuova linfa vitale dove non riesci / a vedere – deve / esistere il / Tutto.

                                                                                                 

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Giornata internazionale delle telecomunicazioni e delle società d’informazione: perché si celebra?

Il 17 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale delle telecomunicazioni e delle società dell’ informazione. Questa è stata istituita dall’ONU nel 1965 e ha oggi come scopo soprattutto quello di sensibilizzare le persone sulle potenzialità e opportunità derivanti dall’utilizzo di internet nella diffusione delle informazioni. 

Il giorno non è stato scelto a caso: questo coincide con la fondazione dell’ITU (International Telecommunication Union), il quale dal 1865 si occupa di gestire gli standard delle telecomunicazioni e delle onde radio in tutto il mondo. 

Questa giornata, inoltre, è stata istituita dall’ONU anche per un altro scopo: quello di ricordare chi ancora non ha la possibilità di accedere ad internet. Secondo una ricerca condotta da Internet World Stats nel 2020, il gap digitale è ancora molto evidente in diverse zone del mondo. Di seguito una grafica che meglio spiega i dati. 

Quali sono le cause e le conseguenze dell’assenza di internet?

Ancora nel 2022 ci sono zone in cui l’accesso a internet è ancora difficile o addirittura impossibile. Le cause possono essere molteplici, ma le più frequenti sono l’assenza di infrastrutture, gli alti costi per lo sviluppo e l’implementazione di queste o ancora la scarsa conoscenza in merito al funzionamento. 

Allo stesso modo, le conseguenze dell’impossibilità di accesso al mondo digitale possono essere molte e gravi se non prese in considerazione: 

  • le persone che vivono nelle aree extra-urbane e che non hanno accesso ad internet sono maggiormente disconnesse. La mancanza di comunicazione e di informazioni li rende isolati. 
  • l’impossibilità di accedere ad internet può rappresentare una barriera anche per lo studio e per il lavoro, come si è potuto ben vedere a causa del Covid-19: il lockdown ha abituato tutti allo studio e lavoro in modalità “smart” ma sono rimasti penalizzati invece coloro i quali non avevano gli strumenti giusti per accedere alle piattaforme online.
  • Aumenta il gap di genere anche: alcune ricerche di Iberdrola hanno infatti dimostrato che il 52% delle persone senza connessione ad internet sono donne, il 48% uomini. 
  • Ancora, accentua ancora di più le differenze sociali: per esempio, per trovare lavoro oggigiorno è necessario avere una connessione internet e accesso a piattaforme in particolare come LinkedIn e altri jobteaser. 

Insomma, chi ancora non ha una connessione internet oggigiorno è fortemente penalizzato

Certamente, ci sono lati positivi e negativi di internet: grazie ad esso riusciamo a gestire con più facilità le nostre giornate quotidiane, avere intrattenimento di qualsiasi tipo e informazioni in tempo reale. 

Ma bisogna sempre fare attenzione all’altra faccia della medaglia, ossia a tutti i pericoli nascosti dietro l’utilizzo sbagliato e non etico di internet: fake news, attacchi hacker, truffe ed inganni online sono tutti fenomeni da non sottovalutare mai, soprattutto quando si è poco esperti in materia digitale. 

Perché l’ONU istituisce le giornate internazionali?

Ogni anno, l’ONU celebra circa 140 giornate internazionali. Se il 17 maggio si celebra la giornata internazionale delle telecomunicazione, il 16 maggio invece si celebra la giornata internazionale della luce: in particolare, si celebra l’utilizzo della luce in vari campi e settori della nostra vita, come l’arte, la musica ma anche la scienza, la medicina e l’energia

Il 20 maggio, invece, si dedica alle api la loro giornata internazionale: questo per rendere consapevoli tutti noi che l’attività di impollinazione delle api è vitale per le nostre vite. 

L’obiettivo di queste giornate è quello di sensibilizzare le persone in merito a tematiche sociali e rilevanti che meritano appunto la nostra attenzione. Queste sono solitamente organizzate e approvate dall’ONU in collaborazione con altri enti no profit, come ONG, Unesco e Onlus. Se sei curioso di scoprire quali sono le altre giornate internazionali istituite dall’ONU, clicca qui!

fonte: https://internet-casa.com/news/giornata-internazionale-telecomunicazioni/

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Con Lino Capolicchio alla Casa del Cinema di Roma

L’indelebile ricordo di un pomeriggio speciale alla Casa del Cinema di Roma in occasione della presentazione del saggio sul cinema edito da Cultura e dintorni Editore Il giardino dei Finzi Contini. Un viaggio tra Storia, Cinema e Letteratura di Gerry Guida. Il libro è impreziosito dalle note critiche di Lino Capolicchio, magistrale interprete maschile del capolavoro di De Sica che gli valse il David Speciale ai David di Donatello. Un privilegio averlo conosciuto, un grande onore per la casa editrice. Ciao Lino

da sinistra Gerry Guida, Lino Capolicchio e Luca Carbonara
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Cultura e dintorni Editore esamina nuove proposte editoriali per la pubblicazione e l’inserimento nelle proprie collane

La casa editrice Cultura e dintorni esamina e valuta nuove proposte editoriali per la pubblicazione e l’inserimento nelle proprie collane di narrativa, poesie, saggistica e manualistica. Per info scrivere a: redazione@culturaedintorni.it

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Cultura e dintorni ospite di “AMICO LIBRO” di TELE DEHON

Cultura e dintorni sarà ospite con alcune sue pubblicazioni nella rubrica settimanale “AMICO LIBRO” di TELE DEHON nei giorni 17 aprile 2022 ore 22:10; 19 aprile ore 23:50; 21 aprile ore 09:15; 22 aprile ore 15:15
http://www.teledehon.it

Le puntate della trasmissione sono visibili in streaming

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