Dal 19 al 21 marzo debutta a Fortezza Est “Non è una gara” di e con Ilaria Arnone, regia di Federico Nardoni: in scena un una riflessione sul desiderio, sulla paura e sulla perdita dell’innocenza di una giovane donna che si affaccia alla vita adulta.

Non è una gara

Di e con Ilaria Arnone

Regia Federico Nardoni

Musiche Leonardo Della Bianca

Materiale video Giancarlo Arnone

Residenza artistica Fortezza EST 2026

Fortezza Est

19-20-21 Marzo 2026 | h. 20:30

Debutta a Fortezza Est dal 19 al 21 marzo “Non è una gara” monologo di e con Ilaria Arnone, diretto da Federico Nardoni, che partendo da uno spunto autobiografico mette in scena una riflessione sul desiderio, sulla paura e sulla curiosità di una giovane donna che si affaccia alla vita adulta.

Punto di partenza del lavoro è il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll che offre l’opportunità di ragionare su una serie di domande: Che cosa significa crescere per una bambina? Come siamo diventate quello che siamo? Ma soprattutto, siamo cresciute “bene”? Oppure qualcosa è andato storto?

Quando e come si diventa quel che si è? La protagonista, Ilaria, ancora non lo sa, per questo ha deciso di mettersi in vendita. Dopotutto, chi non si è mai sentito incompreso o sottovalutato? Se il mondo non capisce cosa hai da offrirgli, tanto vale dargli una mano.

Il lavoro raccoglie il caos della struttura Carrolliana, episodica, spezzettata e delirante per usarlo come propulsore di indagine, facendo ripercorrere ad Ilaria parte della sua infanzia. In modo più specifico, per farle ripercorrere le insicurezze, i disagi ed i turbamenti della sua prima adolescenza.

Scavando nei ricordi, emerge il racconto di Ilaria dodicenne che frequentava tutti i giorni delle estenuanti lezioni di nuoto. La cosa che turbava di più la sua routine durante quel periodo era il suo allenatore: un uomo sulla cinquantina, grezzo e con una disturbante propensione per le ragazzine. Tutte le ragazzine del corso, infatti, sembravano attrarlo. Tutte, tranne Ilaria. Come se non bastasse la sofferenza data dalla sensazione di essere invisibile agli occhi del suo allenatore, Ilaria si sente anche sporca nel provare quello che prova.

Il suo senso di colpa la porterà a farsi molte domande ma soprattutto a riceverne altrettante, affrontando un processo. Il capo d’accusa principale? Quello di aver desiderato le attenzioni del suo insegnante. Al risveglio tutto è finito, ma la sensazione di dover affrontare il confronto, il senso di colpa e la vergogna resta.

Ilaria si perde nel suo io più intimo. Qui ha modo di osservare la sua femminilità e il suo rapporto con essa, di fare un salto indietro nel passato a quando praticava nuoto nel periodo della sua prima adolescenza. La sua routine viene a mano a mano interrotta e scombussolata dalla scoperta del proprio corpo, dal confronto con lo sguardo esterno, dalle difficoltà a emergere sia a livello agonistico che come giovane donna.

Partendo da una storia in parte personale, “Non è una gara” si concentra sulla perdita dell’innocenza. Non c’è la presunzione di rispondere a niente, bensì il desiderio di indagare un mondo interno, seppur controverso e complesso, della vita.

Non è una gara

19-20-21 marzo 2026 | h. 20:30

POETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est

via Francesco Laparelli, 62 Roma – Tor Pignattara

Orario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30

biglietto unico 14.00€

Abbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli 70€

www.fortezzaest.com

info e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com

| whatsapp 329.8027943| 349.4356219

Ufficio Stampa: Eleonora Turco eleonoraturco.press@gmail.com 329.80.279.43

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Venerdì 13 marzo al Teatro Paisiello di Lecce debutto nazionale de “Il fuoco” di Gabriele D’Annunzio, adattamento e regia di Andrea Cramarossa

Venerdì 13 Marzo 2026 – ore 21.00
LECCE – Teatro Paisiello
Nell’ambito della Stagione Teatrale 2025/2026 del Comune di Lecce, promossa da Puglia Culture.

Il fuoco
di Gabriele D’Annunzio.
Adattamento per il teatro di Andrea Cramarossa.
Con Rossella Giugliano e Federico Gobbi.
Disegno luci: Roberto De Bellis.
Costumi: Elob Mabby Colucci.
Montaggio video: Vincenzo Ardito.
Riprese Video: Zerottanta Produzioni.
Organizzazione: Maria Panza.
Regia di Andrea Cramarossa.
Casa Madre: Teatro delle Bambole, col sostegno del Comune di Bitonto, Assessorato alla Cultura, in residenza presso il “Teatro Traetta” di Bitonto.
Progetto di ricerca: “Dalla Letteratura al Teatro – Epilogo”.

Nel progetto di ricerca “Dalla Letteratura al Teatro”, il romanzo “Il Fuoco” di Gabriele D’Annunzio, occupa un posto speciale. Nel corso di questi intensissimi cinque anni di ricerca, dove è stato posto al centro del discorso l’opera letteraria, il romanzo o il racconto lungo, in quanto territorio d’elezione per la sperimentazione artistica ed intellettuale, ecco che proprio la parola e l’arte della scrittura, come voleva D’Annunzio, si fanno carico di un processo di trasformazione culturale, artistica e sociale. Più che la musica o le arti performative, la scrittura diviene la pratica quotidiana per trascendere l’umano vivere, per elevare “l’impero dei sensi” ad una costellazione di immagini di enorme intensità vibrante, per creare un “uomo nuovo”, in grado di sconfiggere paure e ansietà, pronto a confrontarsi persino con la morte, conducendosi impetuosamente e orgogliosamente nel gorgo dell’Ignoto. Forte del patto stretto con Eleonora Duse, questo romanzo memoriale, dove molta biografia dell’autore entra e si mischia con quella di altri artisti, determinando neologismi e visioni sullo sfondo di una Venezia incantevole e misteriosa, protettiva e soffocante, “Il Fuoco” si pregia di innovare la struttura del romanzo anche liberandosi dall’eteronomia della trama, per fare del susseguirsi delle parole il canto trasparente di una estetica del sublime. In questa visione si inserisce l’idea nicciana del Superuomo, quella di una figura tutta proiettata e dedita al “sogno d’arte” quale unica finalità di vita.

Informazioni e biglietteria:
Teatro Paisiello
0832 242389
infostagionelecce@gmail.com

Teatro delle Bambole
347 3003359
info@teatrodellebambole.i

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Dal 12 al 14 marzo in anteprima a Fortezza Est il primo studio de “Le Ossa”, il nuovo lavoro di Spartenza Teatro: in scena un racconto orale, custodito e tramandato per tre generazioni e che diventa il punto di partenza per un’indagine più ampia sulla memoria.

Le ossa

un progetto di Spartenza Teatro

co-produzione Fortezza Est

con Sofia AbbatiAndrea Milano e Sofia Ludovica Tangreda

drammaturgia Spartenza Teatro

regia Andrea Milano

puppet Sofia Abbati

supervisione artistica Andrea Cosentino 

selezionato alla IV edizione di Vestiti della vostra pelle

selezionato alla call Umarell

Residenza 2026 Fortezza Est

FORTEZZA EST

12-13-14 marzo 2026 | h. 20:30

 Il 12, 13 e 14 marzo 2026 al teatro Fortezza Est di Roma arriva in anteprima il primo studio de Le Ossa, il nuovo lavoro di Spartenza Teatro. Lo spettacolo nasce da una storia familiare tramandata per tre generazioni, una vicenda reale che si colloca sul confine tra memoria e mito.

In scena tre performer – Sofia AbbatiAndrea Milano e Sofia Ludovica Tangreda – attraverso i linguaggi del teatro fisico e del teatro di figura costruiscono uno spazio di soglia, un luogo in cui i corpi respirano, la materia si muove e il tempo smette di procedere in linea retta. Al centro dello spettacolo c’è la storia di un soldato partito per la Grande Guerra e tornato a casa in fin di vita, e di sua moglie, che tenta di salvarlo compiendo un gesto proibito: raccogliere delle ossa da un cimitero, tritarle e usare la polvere ottenuta per curare le ferite. Una storia vera, “anche se non ci si può credere”. A partire da questo nucleo narrativo, lo spettacolo mette in relazione la storia familiare con elementi lontani nel tempo e nello spazio: fossili, stelle, creature preistoriche. Le Ossa costruisce così un paesaggio teatrale in cui il passato non è mai concluso, ma continua a dialogare con il presente.

Le ossa ph Simone Galli

Spartenza Teatro nasce nel 2022 dall’incontro tra Andrea Milano e Sofia Abbati. Ha all’attivo gli spettacoli Ostinato Essere (con il sostegno di Fortezza Est, Rete Almagià, Calpurnia APS, Compagnia BRAT) e Paesaggio con figura verticale – concerto poetico. Ha ideato e promosso Feedback – tavolo di confronto sulla scrittura orizzontale e circolare, che ha coinvolto più di 30 autor3 ed è stato ospitato all’interno di C.ENTRO (a cura di Teatri di Vetro e Teatro Biblioteca Quarticciolo).

Le ossa ph Simone Galli

Le ossa

12-13-14 marzo 2026 | h. 20:30

POETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est

via Francesco Laparelli, 62 Roma – Tor Pignattara

Orario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30

biglietto unico 14.00€

Abbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€

www.fortezzaest.com

info e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com

| whatsapp 329.8027943| 349.4356219

Ufficio Stampa: Eleonora Turco eleonoraturco.press@gmail.com 329.80.279.43

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Da domani Spello torna ad essere Capitale del Cinema: al via il Festival che celebra i mestieri del dietro le quinte.

Il taglio del nastro della XV edizione è in programma per venerdì 6 marzo a Palazzo Comunale. Tra gli ospiti di quest’anno anche Veronica Pivetti e Daniele Silvestri

Spello si prepara a indossare ancora una volta i panni di capitale del cinema. Dal 6 al 15 marzo 2026 torna il “Festival del Cinema Città di Spello e dei Borghi Umbri – Le Professioni del Cinema”, alla sua la XV edizione, rassegna che accende i riflettori non solo sui film, ma su chi li rende possibili: montatori, costumisti, truccatori, scenografi, compositori e professionisti del dietro le quinte. Il taglio del nastro è in programma per venerdì 6 marzo, alle 17, nella Sala dell’Editto del Palazzo Comunale, che per dieci giorni si trasformerà simbolicamente nel “Palazzo del Cinema”. All’inaugurazione interverranno il sindaco di Spello, Moreno Landrini, e Donatella Cocchini, presidente dell’Associazione culturale di promozione sociale “Aurora” Aps. Ideatrice della kermesse insieme al regista Fabrizio Cattani, la presidente Cocchini guida la direzione organizzativa con Francesca Romana Lovelock, mentre la direzione artistica è affidata al montatore Gianluca Scarpa. La cerimonia di apertura sarà seguita dall’inaugurazione di due mostre allestite nella Sala Crispoldi, in piazza della Repubblica. Sempre a partire dalle 17 di venerdì 6 marzo, inoltre, prenderanno il via le proiezioni gratuite al Teatro “Subasio” di Spello, che proseguiranno fino a domenica 15 marzo.

LE MOSTRE

Due, come detto, le mostre che accompagneranno la XV edizione della kermesse cinematografica. La prima è “Arte nel cinema”, a cura di Mara Roscini, che rende omaggio agli artisti che nel tempo hanno raccontato il cinema. In esposizione lastre di terracotta che reinterpretano storie e suggestioni filmiche con un linguaggio visivo originale, dove la materia diventa parte integrante della narrazione.Di taglio diverso ma altrettanto evocativa è, invece, la mostra “Attraverso il nero”, curata dallo storico del costume Luciano Lapadula e dal fashion designer Vito Antonio Lerario. In esposizione un percorso che attraversa due secoli di moda seguendo il filo conduttore del colore nero. Dai capi di alta moda degli anni Venti firmati da Jenny Sacerdote e Jean Patou, fino alle creazioni iconiche di Yves Saint LaurentJean Paul Gaultier e Giorgio Armani, in un viaggio che intreccia eleganza, identità e immaginario cinematografico.

I PRIMI EVENTI

Con il taglio del nastro si entrerà subito nel vivo del Festival. Venerdì 6 marzo torna l’appuntamento “Cioccolato e cinema” alla Casa del Cioccolato Perugina di Perugia, con l’apertura straordinaria, a partire dalle 20, dello stabilimento di San Sisto, con visita guidata e proiezione del film “Il professore e il pinguino” (per info e prenotazioni è possibile contattare il numero verde 800 800 907).

Sabato 7 marzo, alle 17, all’Oratorio del Crocifisso di Foligno, spazio invece all’attualità con il talk “AI e doppiaggio”, dedicato alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nel mondo della voce e dell’interpretazione. Presente l’associazione Anad con Laura Romano, Alessio Cigliano, Davide Lepore e la giovane Giada Fortini, moderati da Marco Garavaglia di Inlusion Creative Hub. Alle 21, il Teatro Subasio di Spello accoglierà l’attrice Veronica Pivetti, protagonista anche della serie Rai 1 “Balene – Amiche per sempre”, per un incontro con il pubblico moderato dal giornalista Simone Pinchiorri. In contemporanea, proiezioni anche a Bevagna con “Come fratelli” e a Costacciaro con “Formula 1”, a conferma della vocazione diffusa del Festival nei borghi umbri.

La giornata di domenica 8 marzo si aprirà, alle 10.30 nella Sala dell’Editto di Palazzo Comunale, con la conferenza “Il nero nel cinema”, dedicata a costumi, trucco, acconciature e musica nel cinema noir. Interverranno la make-up artist Chiara Scardaoni, la docente dell’I.S.S. “Cavour-Marconi-Pascal”, Paola Viscuso, e il compositore Fabio Frizzi, moderati dalla storica del costume Arianna Duranti. Nel pomeriggio spazio a dimostrazioni di trucco a cura sempre di Chiara Scardaoni (ore 15.30 nella Sala Crispoldi di piazza della Repubblica) e alla presentazione del libro “L’esistenza del vedere. Il cinema di Béla Tarr” di Amedeo Giulio Proietti Bocchini, dedicato al grande autore ungherese (ore 17 nella Sala dell’Editto di Palazzo Comunale). Sempre domenica, in occasione della proiezione del film “La vita da grandi”, in programma alle 18 al Teatro “Subasio”, sarà presente l’associazione ANFFAS – Per Loro, partner del Festival. Sarà un’occasione per il pubblico di sostenere concretamente l’associazione contribuendo alla raccolta fondi attraverso l’acquisto delle loro tradizionali colombe pasquali artigianali.

Tra gli appuntamenti più attesi, martedì 10 marzo, alle 21.30, al Teatro “Subasio”, poi, l’anteprima nazionale del primo episodio della serie “Pompei”, alla presenza del regista Vincenzo Coccoli e degli attori Federica Santuccio, Ethan Riot, Rosario Terranova, Martina Delle Chiaie e Massimiliano Massa.

Mercoledì 11 marzo sarà, invece, la volta del cantautore Daniele Silvestri, che presenterà il documentario “Fabi Silvestri Gazzè. Un passo alla volta”, insieme al regista Francesco Cordio, in un talk che promette di intrecciare musica, amicizia e racconto per immagini. In programma alle 21.30 al Teatro “Subasio” l’evento sarà moderato da Francesca Romana Lovelock.

Per dieci giorni, dunque, Spello e i borghi umbri torneranno così a essere crocevia di arti e mestieri del cinema, in un’edizione che punta a valorizzare non solo il grande schermo, ma soprattutto le professionalità che ne costruiscono la magia.

I PATROCINI – Il Festival del Cinema di Spello è realizzato con il patrocinio di: Ministero della Cultura, Regione Umbria – Giunta Regionale, Regione Umbria – Assemblea legislativa, Rai Umbria, Comune di Spello, Comune di Perugia, Comune di Assisi, Comune di Gubbio, Comune di Trevi, Comune di Bastia Umbra, Comune di Foligno, Comune di Campello sul Clitunno, Comune di Costacciaro, Comune di Montefalco, Comune di Bevagna, Comune di Todi, Comune di Marsciano, Comune di Deruta, Comune di Città di Castello, Comune di Giano dell’Umbria, Anci Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria, Strade del vino, Strada dell’Olio DOP Umbria, Strada del vino – Cantico. I MAIN PARTNER – Main partner del Festival del Cinema di Spello, realizzato anche con il contributo di Siae, sono: il Centro Sperimentale di Cinematografia, VusCom, l’Associazione dell’autorialità cinetelevisiva, l’Associazione Compositori Musica da Film, l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, l’Associazione Creatori di Suoni, l’Associazione Italia Tecnici del Suono, gli Agenti Spettacolo Associati, l’Istituto Europeo di Design, Premiere Film, Inlusion Creative Hub, B3st Special Effects, l’Associazione Effetti Visivi, la Casa del Cioccolato Perugina, Fria, la Pro loco Iat Spello e Bcc di Spello e del Velino. I MEDIA PARTNER – Media partner, invece, Tgr, Comingsoon.it, Cinemaitaliano.info, Umbria Eventi, Rgunotizie.it e Unica Radio. PARTNER E GEMELLAGGI – Tra i partner e gemellaggi, quelli con il Centro Studi e Ricerche di Storia e Problemi Eoliani, il Festival International de Sfax du Cinéma Méditerranéen, la British Italian Society, la William Penn University, New York Italians Est. 2009, il Pitigliani Centro Ebraico Italiano, il Pitigliani Kolno’a Festival, il Greenwich Village Film Festival e Astarox Production. PARTNER – Partner del Festival sono: Terre Margaritelli, Sportoletti, Fontemaggiore – Centro di produzione teatrale, Nel vicolo dei baci, L’angolo del macramè, In Urbe, Il Terziere, Io&Te e Santi Sicilia.

Ufficio stampa:

NowPress
Raffaella Spizzichino +39 338 8800199
Carlo Dutto + 39 348 0646089
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La nuova Pagina Facebook dell’IRESS Lazio

L‘IRESS, l’ Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Lazio molto attiva nella promozione di analisi, eventi e riflessioni su lavoro, diritti, partecipazione sociale e cultura a Roma e nel Lazio apre una nuova pagina su Facebook al seguente link:

https://www.facebook.com/profile.php?id=61588292237676

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Premio Letterario “Giuseppe Di Vittorio” III Edizione. Bando Concorso nazionale per romanzi editi “La chiave a stella”. Tema il lavoro contemporaneo, nelle sue diverse forme di subordinazione diretta.

“Il lavoro contemporaneo, con le sue sfide quotidiane e le nuove forme di subordinazione, torna al centro della scena letteraria con la Terza Edizione del Premio “Giuseppe Di Vittorio”. Promosso dall’Iress Lazio in collaborazione con la CGIL di Roma e del Lazio e la Fondazione Di Vittorio, il concorso si riafferma come un osservatorio privilegiato sulla working class literature, offrendo uno spazio di espressione a chi sa raccontare l’organizzazione del lavoro oggi attraverso la forza della letteratura. Non è un caso, sottolinea il presidente della Fondazione Di Vittorio Francesco Sinopoli, che l’iniziativa nasca proprio in questa fase storica. “Nel momento in cui si cerca di rimuovere il tema del lavoro dalla scena pubblica – afferma – noi intendiamo riporlo al centro anche nella vita culturale del Paese, dando visibilità ai tanti romanzi e racconti che lo ripropongono come elemento centrale della narrazione e che una nuova generazione di autrici e autori sta producendo”.

Il concorso nazionale per romanzi editi “La chiave a stella” è aperto alle opere scritte in italiano e pubblicate nel triennio 2023-2025. Il vincitore riceverà un premio di 2.500 euro. Il concorso nazionale per racconti brevi inediti “Voci dal lavoro” è invece dedicato a testi mai pubblicati (massimo 24 mila caratteri) scritti in italiano: al miglior racconto andrà un premio di 800 euro e la pubblicazione insieme ai successivi nove classificati.

Quest’anno il Premio amplia i propri orizzonti introducendo due menzioni speciali curate dalla Giuria scientifica: una dedicata al Noir sociale e l’altra riservata alle opere capaci di ritrarre le particolarità del mondo del lavoro nella città di Roma. Una scelta che, evidenzia il segretario generale della CGIL di Roma e del Lazio Natale Di Cola “nasce dall’esigenza di restituire centralità alle esperienze reali delle persone. Dare voce attraverso la scrittura alle storie concrete delle lavoratrici e dei lavoratori significa contrastare la rappresentazione di un lavoro spesso ridotto a numeri o reso invisibile e costruire una nuova narrazione delle trasformazioni che attraversano anche la Capitale, rimettendo al centro la dignità del lavoro e il suo valore sociale”.

I romanzi e i racconti saranno valutati da una Giuria popolare, composta da lavoratrici, lavoratori, delegate e delegati, e da una Giuria scientifica formata da scrittori e intellettuali: Simona Baldanzi, Eugenio Ghignoni, Filippo La Porta, Alessandro Pera, Lidia Ravera e Angela Scarparo.

Le autrici e gli autori interessati potranno inviare i propri romanzi entro il 15 maggio 2026, mentre per i racconti inediti la scadenza è fissata al 1° giugno 2026. La premiazione finale, a Roma, prevista entro il 31 dicembre 2026, vedrà la partecipazione del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini.

Il bando integrale, riportato anche di seguito, e le modalità di partecipazione sono consultabili sul sito iresslazio.it.

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La nuova puntata del TgLibri&Cartoons ideata e diretta dal giornalista Rai Gianni Maritati dedicata alla silloge di poesie di Luca Carbonara “Epifanie d’incanti” edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore.

La nuova puntata del TgLibri&Cartoons ideata e diretta dal giornalista Rai Gianni Maritati è stata dedicata alla silloge di poesie di Luca Carbonara Epifanie d’incanti edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore nella collana I poeti del Nostro Tempo.

https://youtu.be/f5ECAiLqI5Y?si=GudmdJmpm_b98Ils

per acquistare il volume:

https://www.culturaedintorni.it/wp/negozio/

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Debutta a Fortezza Est dal 5 al 7 marzo “Soli” di Sarah Sammartino, regia di Riccardo Sinibaldi: in scena una commedia ironica e divertente sulla mercificazione dell’affetto e il distacco sentimentale dei nostri tempi.

Soli

di Sarah Sammartino

 con Paolo Giovannucci, Giuditta Pascucci,

Francisco Roca-Rey, Sarah Sammartino, Riccardo Sinibaldi

 Regia Riccardo Sinibaldi

 Illustrazione Laura Riccioli

 Produzione Carpet in collaborazione con Nutrimenti Terrestri

Fortezza Est

 5-6-7-marzo 2026 | h. 20:30

Debutta in prima nazionale a Fortezza Estdal 5 al 7 marzo 2026, “Soli”, una commedia scritta da Sarah Sammartino e diretto da Riccardo Sinibaldi, entrambi in scena insieme a Paolo Giovannucci, Giuditta Pascucci e Francisco Roca-Rey, protagonisti di un racconto sulla mercificazione dell’affetto e il distacco sentimentale dei nostri tempi.In un luogo futuribile, un uomo dal carattere freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro dove si può affittare affetto. Lui è convinto che possano, così facendo, cambiare il destino dell’umanità̀. Chi non ha tempo o coraggio per trovare un compagno o per rivedere una vecchia amica, può scegliere di affittare mezz’ora di Abbraccio, Carezze o Testa sulle ginocchia. Si possono facilmente ordinare sul menù, come nei ristoranti all-you-can-eat.

L’affetto a pagamento, infatti, è il più̀ puro che si possa ricevere perché́ non condizionato da alcuna implicazione, e viene proposto come pratica spirituale. È usato per assistere le persone, per incoraggiarle a risorgere dopo perdite e traumi relazionali, per aiutarle a ritrovarsi, per insegnargli come amare meglio e in modo più autonomo. Ogni cosa però viene capitalizzata e corrotta, ridotta a mera operazione di marketing per creare profitto, e l’individualismo è venduto come saggezza.Abbiamo un uomo, Andrea, che crede fermamente in ciò che fa, da un punto di vista teorico, ma poi non è capace di essere intimo con i suoi clienti, e una donna, Donna, che ha il cuore spezzato e proprio per questo ha deciso di prendersi cura dell’affettività degli altri. Insieme incontrano una piccola rosa di clienti che cercano consolazione, come il Signor Chiari che sta divorziando, la Signora Falk a cui è morto il marito e Antonio, un ragazzo, che – nella nostra epoca ipertecnologica – non è a suo agio con il proprio corpo. Le sedute cambiano il destino dei personaggi e la razionalità del progetto fallisce di fronte alla complessità e alla fame d’amore del cuore umano.

Viviamo in un mondo in cui tutto è mercificabile e le relazioni interpersonali si perdono dentro i nuovi mezzi di comunicazione, distruggendo e alterando non solo il nostro modo di vivere, ma anche la nostra idea di ciò che è “umano”. L’analisi di questo processo di modificazione del reale viene affrontata in Soli con una base di ironia e delicatezza che evita qualsiasi giudizio, ma allo stesso tempo riesce a porci delle domande a cui dobbiamo trovare delle risposte, perché le categorie che applichiamo alla nostra vita devono cambiare, se vogliamo capire cosa ci sta accadendo.

Soli

5-6-7 Marzo h 20:30 

POETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est

via Francesco Laparelli, 62 Roma – Tor Pignattara

Orario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30

biglietto unico 14.00€

Abbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€

www.fortezzaest.com

info e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com

| whatsapp 329.8027943| 349.4356219

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Mercoledì 18 Febbraio 2026 è uscito “The Face of the Bass Clef” di Ornetrio Tangheri e I Lestofanti della 19F

Una rilettura del repertorio di Ornette Coleman per trio basso, violoncello e sax tenore, sospesa tra scrittura cameristica e improvvisazione.

si tratta della 40° produzione per nusica.orgassociazione culturale che promuove e supporta artisti innovativi.Paolo Jus – basso
Mariano Bulligan – violoncello
Giorgio Giacobbi – sax tenore

Rileggere Ornette Coleman tra scrittura e improvvisazione

Il progetto Ornetrio Tangheri e i Lestofanti della 19F nasce da una ricerca musicale avviata da Paolo Jus attorno al repertorio di Ornette Coleman, affrontato non come semplice omaggio ma come materiale da rimettere in gioco attraverso la scrittura e l’improvvisazione. Un lavoro che prende forma inizialmente in ambito accademico, all’interno del percorso di studi al Conservatorio di Trieste, e che si sviluppa poi come progetto autonomo, con una fisionomia precisa. Pubblicato da nusica.org, Face of the Bass Clef  è il 40° album della label trevigiana.Il titolo del disco richiama The Face of the Bass, brano di Coleman, e chiarisce la prospettiva del progetto, pensata a partire dalla chiave di basso. Il punto di partenza è l’idea di un trio “da camera” inusuale, costruito su un baricentro timbrico nel registro grave: una scelta che incide direttamente sulla scrittura e sull’equilibrio del gruppo, portando i tre strumenti a condividere lo stesso spazio sonoro e a contribuire in modo paritario alla costruzione dell’armonia. Nella prima idea di organico lo strumento poi diventato sax era un trombone, ma anche dopo questa evoluzione l’impianto resta compatto, concentrato, coerente.

Paolo Jus, musicista eclettico classe ’92, si muove con naturalezza in diversi contesti sonori. Autore di musiche per il teatro e apprezzato bassista friulano, ha dato vita a un progetto originale circondandosi di talenti del territorio che condividono con lui la passione per la sperimentazione e la commistione dei linguaggi musicali. Da questa visione prende forma anche la scelta dell’organico e della scrittura: gli arrangiamenti, firmati da Jus, sono pensati per un organico essenziale e molto caratterizzato – basso, violoncello e sax tenore – in cui Mariano Bulligan, già conosciuto e stimato nel mondo dell’improvvisazione libera, e Giorgio Giacobbi, sassofonista poliedrico capace di sfruttare al massimo le possibilità timbriche e tecniche del proprio strumento, definiscono l’identità del progetto attraverso un dialogo costante tra improvvisazione, scrittura e attenzione al suono come materia espressiva.

«Il mio incontro con Ornette Coleman è stato spiazzante – racconta Paolo Jus – Mi aspettavo un free “estremo”, e invece ho trovato una musica precisa, ritmica, dove ogni gesto ha un peso e una direzione. Da lì è nata una domanda che mi accompagna ancora: come si passa dalla costruzione alla destrutturazione, e come si possono tenere insieme libertà e forma senza che, per chi ascolta, tutto diventi un rumore indistinto. Mi interessa il punto in cui la scrittura si apre e diventa improvvisazione senza perdere coerenza: non libertà come arbitrio, ma libertà come scelta, dentro un linguaggio condiviso. “Face of the Bass Clef “nasce da qui, dal tentativo di mettere in relazione rigore cameristico e improvvisazione libera, lasciando che siano il contesto e la relazione tra i musicisti a tenere insieme la forma.»

Il disco ruota attorno a una tensione costante tra due poli: da un lato una scrittura rigorosa, di impronta cameristica, dall’altro la libertà dell’improvvisazione legata alla pratica del free jazz. È una dialettica che si sviluppa direttamente nella musica, attraversando diversi gradi di relazione tra struttura e libertà e aprendo a più modi di intendere la musica improvvisata.

All’interno del repertorio, i brani assumono forme e funzioni differenti, seguendo una traiettoria che mette in gioco modalità diverse di rapporto tra scrittura e improvvisazione. Si parte con Lonely Woman, riletto con un impianto che richiama l’idea di un quartetto d’archi e con una costruzione, al netto degli spazi solistici,  sostanzialmente scritta dall’inizio alla fine. The Sphinx mette subito in relazione un tema cameristico rigidissimo con una improvvisazione che, proprio perché preparata da una scrittura ferrea, può diventare radicale.

Il punto di massima apertura è rappresentato da W.R.U., dove il tema funziona come una sorta di “copertina” e il brano si costruisce in tempo reale, guidato dal basso in una logica di ascolto e risposta. Dentro questo arco si inseriscono però due episodi che mettono ulteriormente a fuoco il carattere del progetto: Una Muy Bonita porta in primo piano un’idea quasi teatrale, in cui una “storiella” diventa struttura musicale e l’arrangiamento vive anche di ciò che non è scritto sullo spartito; Human Being – unica composizione non firmata da Coleman – è un brano di Charlie Haden, scelto da Jus come figura chiave e riferimento naturale di quel mondo, in cui l’improvvisazione resta legata allo sviluppo di cellule ritmico-melodiche del tema.

Da qui il disco avvia un movimento di ritorno verso una nuova sintesi: Chanting recupera un lessico più cameristico e chiude di fatto l’album come progetto. Congeniality, ultimo brano, è invece un basso solo con funzione di “riordino delle idee”, un congedo che ribadisce l’idea di improvvisazione come racconto e costruzione nel tempo.

Ne emerge un disco che affronta l’improvvisazione come pratica consapevole e condivisa, lontana dall’idea di casualità, in cui ogni scelta trova senso all’interno di una costruzione collettiva.

Ornetrio Tangheri e I Lestofanti della 19F
Face of the Bass Clef

Tracklist
Lonely Woman
The Sphinx
W.R.U.
Una Muy Bonita
Human Being
Chanting
Congeniality

Produzione
Pubblicato da nusica.org, 2026

Per informazioni
www.nusica.org – info@nusica.org

Ufficio stampa e comunicazione 
Giuseppe Bettiol – comunicati@giuseppebettiol.it –

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Sul colle di San Luca un B&B dove ci si immerge nella storia di Bologna.

Vicinissimo al santuario, il Bed & Breakfast Antico Podere San Luca ospita nella sua villa storica una ricca selezione di stampe antiche proveniente dalla collezione BolognArt

Bologna, 22 febbraio 2026 – Fare colazione al risveglio, sorseggiare un tè nel pomeriggio oppure partecipare a un evento esclusivo riscoprendo accanto a sé la storia della nostra città e del suo territorio. Questo è possibile al B&B Antico Podere San Luca, che ha recentemente ampliato la propria ospitalità nella villa storica in via di Montalbano 14, vicinissima al Santuario.Grazie alla collaborazione con BolognArt – la raccolta privata di Francesco Bonetti di carte geografiche, piante e vedute antiche della nostra città – Antico Podere San Luca offre ai propri ospiti la possibilità di fare un interessante viaggio nel tempo: oltre 50 stampe antiche originali, infatti, decorano le pareti dell’edificio storico.A fianco dell’immancabile San Luca, le Due Torri, la Fontana e Piazza del Nettuno, Piazza Maggiore, San Petronio, Santo Stefano e San Michele in Bosco sono alcuni dei luoghi e monumenti protagonisti nelle vedute antiche BolognArt, insieme alla città nel suo complesso raffigurata in grandi piante topografiche, e al territorio, che si può esplorare attraverso un excursus cartografico che allarga la prospettiva geografica, prima alla provincia/legazione bolognese (e alle limitrofe di Ferrara e Romagna), poi fino all’intero Stato Pontificio.

Oltre alle pareti accanto alle camere, sia al primo piano che al piano terra, e quelle lungo le scale che conducono tra un piano all’altro, le stampe originali di BolognArt ‐ che spaziano temporalmente dal Cinquecento all’inizio del Novecento con il periodo Liberty – arricchiscono la “Sala delle stampe antiche”, come è stata denominata la sala colazioni del B&B, che potrà ospitare anche eventi culturali ed enogastronomici.

Ma non finisce qui. Antico Podere San Luca offre anche altre significative attrazioni paesaggistiche e storico-culturali nella sua proprietà. Il giardino consente infatti agli ospiti del B&B una piacevole passeggiata in ogni stagione dell’anno e, salendo sulla collinetta prospiciente, si può ammirare un panorama suggestivo sul Santuario di San Luca, uno dei simboli più amati dai bolognesi. Non a caso questo punto fu scelto per edificarvi il “Forte Mazzacavallo”, uno dei punti fortificati che costituivano il Campo Trincerato di Bologna (1860-1873).

Accanto all’edificio principale del B&B Antico Podere San Luca sorge anche l’antico Oratorio di Santa Maria della Neve, storicamente appartenente alla parrocchia di San Maria Assunta di Casaglia. Citato nell’opera Le Chiese Parrocchiali della Diocesi di Bologna di metà Ottocento e già oggetto di ricerche da parte di studiosi locali, il piccolo edificio presenta interessanti affreschi storici alle pareti, sull’abside oltre che sul soffitto. Anch’esso sarà aperto a visite guidate e nel corso di eventi che Antico Podere San Luca e BolognArt stanno già progettando.

Per maggiori informazioni:

FRANCESCO BONETTI

bolognart@gmail.com

cell. 347 9750024

www.bolognart.com

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