La nuova puntata del TgLibri&Cartoons ideata e diretta dal giornalista Rai Gianni Maritati dedicata alla silloge di poesie di Luca Carbonara “Epifanie d’incanti” edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore.

La nuova puntata del TgLibri&Cartoons ideata e diretta dal giornalista Rai Gianni Maritati è stata dedicata alla silloge di poesie di Luca Carbonara Epifanie d’incanti edita per i tipi di Cultura e dintorni Editore nella collana I poeti del Nostro Tempo.

https://youtu.be/f5ECAiLqI5Y?si=GudmdJmpm_b98Ils

per acquistare il volume:

https://www.culturaedintorni.it/wp/negozio/

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Debutta a Fortezza Est dal 5 al 7 marzo “Soli” di Sarah Sammartino, regia di Riccardo Sinibaldi: in scena una commedia ironica e divertente sulla mercificazione dell’affetto e il distacco sentimentale dei nostri tempi.

Soli

di Sarah Sammartino

 con Paolo Giovannucci, Giuditta Pascucci,

Francisco Roca-Rey, Sarah Sammartino, Riccardo Sinibaldi

 Regia Riccardo Sinibaldi

 Illustrazione Laura Riccioli

 Produzione Carpet in collaborazione con Nutrimenti Terrestri

Fortezza Est

 5-6-7-marzo 2026 | h. 20:30

Debutta in prima nazionale a Fortezza Est, dal 5 al 7 marzo 2026, “Soli”, una commedia scritta da Sarah Sammartino e diretto da Riccardo Sinibaldi, entrambi in scena insieme a Paolo Giovannucci, Giuditta Pascucci e Francisco Roca-Rey, protagonisti di un racconto sulla mercificazione dell’affetto e il distacco sentimentale dei nostri tempi.In un luogo futuribile, un uomo dal carattere freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro dove si può affittare affetto. Lui è convinto che possano, così facendo, cambiare il destino dell’umanità̀. Chi non ha tempo o coraggio per trovare un compagno o per rivedere una vecchia amica, può scegliere di affittare mezz’ora di Abbraccio, Carezze o Testa sulle ginocchia. Si possono facilmente ordinare sul menù, come nei ristoranti all-you-can-eat.

L’affetto a pagamento, infatti, è il più̀ puro che si possa ricevere perché́ non condizionato da alcuna implicazione, e viene proposto come pratica spirituale. È usato per assistere le persone, per incoraggiarle a risorgere dopo perdite e traumi relazionali, per aiutarle a ritrovarsi, per insegnargli come amare meglio e in modo più autonomo. Ogni cosa però viene capitalizzata e corrotta, ridotta a mera operazione di marketing per creare profitto, e l’individualismo è venduto come saggezza.Abbiamo un uomo, Andrea, che crede fermamente in ciò che fa, da un punto di vista teorico, ma poi non è capace di essere intimo con i suoi clienti, e una donna, Donna, che ha il cuore spezzato e proprio per questo ha deciso di prendersi cura dell’affettività degli altri. Insieme incontrano una piccola rosa di clienti che cercano consolazione, come il Signor Chiari che sta divorziando, la Signora Falk a cui è morto il marito e Antonio, un ragazzo, che – nella nostra epoca ipertecnologica – non è a suo agio con il proprio corpo. Le sedute cambiano il destino dei personaggi e la razionalità del progetto fallisce di fronte alla complessità e alla fame d’amore del cuore umano.

Viviamo in un mondo in cui tutto è mercificabile e le relazioni interpersonali si perdono dentro i nuovi mezzi di comunicazione, distruggendo e alterando non solo il nostro modo di vivere, ma anche la nostra idea di ciò che è “umano”. L’analisi di questo processo di modificazione del reale viene affrontata in Soli con una base di ironia e delicatezza che evita qualsiasi giudizio, ma allo stesso tempo riesce a porci delle domande a cui dobbiamo trovare delle risposte, perché le categorie che applichiamo alla nostra vita devono cambiare, se vogliamo capire cosa ci sta accadendo.

Soli

5-6-7 Marzo h 20:30 

POETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est

via Francesco Laparelli, 62 Roma – Tor Pignattara

Orario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30

biglietto unico 14.00€

Abbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€

www.fortezzaest.com

info e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com

| whatsapp 329.8027943| 349.4356219

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Mercoledì 18 Febbraio 2026 è uscito “The Face of the Bass Clef” di Ornetrio Tangheri e I Lestofanti della 19F

Una rilettura del repertorio di Ornette Coleman per trio basso, violoncello e sax tenore, sospesa tra scrittura cameristica e improvvisazione.

si tratta della 40° produzione per nusica.org, associazione culturale che promuove e supporta artisti innovativi.Paolo Jus – basso
Mariano Bulligan – violoncello
Giorgio Giacobbi – sax tenore

Rileggere Ornette Coleman tra scrittura e improvvisazione

Il progetto Ornetrio Tangheri e i Lestofanti della 19F nasce da una ricerca musicale avviata da Paolo Jus attorno al repertorio di Ornette Coleman, affrontato non come semplice omaggio ma come materiale da rimettere in gioco attraverso la scrittura e l’improvvisazione. Un lavoro che prende forma inizialmente in ambito accademico, all’interno del percorso di studi al Conservatorio di Trieste, e che si sviluppa poi come progetto autonomo, con una fisionomia precisa. Pubblicato da nusica.org, Face of the Bass Clef  è il 40° album della label trevigiana.Il titolo del disco richiama The Face of the Bass, brano di Coleman, e chiarisce la prospettiva del progetto, pensata a partire dalla chiave di basso. Il punto di partenza è l’idea di un trio “da camera” inusuale, costruito su un baricentro timbrico nel registro grave: una scelta che incide direttamente sulla scrittura e sull’equilibrio del gruppo, portando i tre strumenti a condividere lo stesso spazio sonoro e a contribuire in modo paritario alla costruzione dell’armonia. Nella prima idea di organico lo strumento poi diventato sax era un trombone, ma anche dopo questa evoluzione l’impianto resta compatto, concentrato, coerente.

Paolo Jus, musicista eclettico classe ’92, si muove con naturalezza in diversi contesti sonori. Autore di musiche per il teatro e apprezzato bassista friulano, ha dato vita a un progetto originale circondandosi di talenti del territorio che condividono con lui la passione per la sperimentazione e la commistione dei linguaggi musicali. Da questa visione prende forma anche la scelta dell’organico e della scrittura: gli arrangiamenti, firmati da Jus, sono pensati per un organico essenziale e molto caratterizzato – basso, violoncello e sax tenore – in cui Mariano Bulligan, già conosciuto e stimato nel mondo dell’improvvisazione libera, e Giorgio Giacobbi, sassofonista poliedrico capace di sfruttare al massimo le possibilità timbriche e tecniche del proprio strumento, definiscono l’identità del progetto attraverso un dialogo costante tra improvvisazione, scrittura e attenzione al suono come materia espressiva.

«Il mio incontro con Ornette Coleman è stato spiazzante – racconta Paolo Jus – Mi aspettavo un free “estremo”, e invece ho trovato una musica precisa, ritmica, dove ogni gesto ha un peso e una direzione. Da lì è nata una domanda che mi accompagna ancora: come si passa dalla costruzione alla destrutturazione, e come si possono tenere insieme libertà e forma senza che, per chi ascolta, tutto diventi un rumore indistinto. Mi interessa il punto in cui la scrittura si apre e diventa improvvisazione senza perdere coerenza: non libertà come arbitrio, ma libertà come scelta, dentro un linguaggio condiviso. “Face of the Bass Clef “nasce da qui, dal tentativo di mettere in relazione rigore cameristico e improvvisazione libera, lasciando che siano il contesto e la relazione tra i musicisti a tenere insieme la forma.»

Il disco ruota attorno a una tensione costante tra due poli: da un lato una scrittura rigorosa, di impronta cameristica, dall’altro la libertà dell’improvvisazione legata alla pratica del free jazz. È una dialettica che si sviluppa direttamente nella musica, attraversando diversi gradi di relazione tra struttura e libertà e aprendo a più modi di intendere la musica improvvisata.

All’interno del repertorio, i brani assumono forme e funzioni differenti, seguendo una traiettoria che mette in gioco modalità diverse di rapporto tra scrittura e improvvisazione. Si parte con Lonely Woman, riletto con un impianto che richiama l’idea di un quartetto d’archi e con una costruzione, al netto degli spazi solistici,  sostanzialmente scritta dall’inizio alla fine. The Sphinx mette subito in relazione un tema cameristico rigidissimo con una improvvisazione che, proprio perché preparata da una scrittura ferrea, può diventare radicale.

Il punto di massima apertura è rappresentato da W.R.U., dove il tema funziona come una sorta di “copertina” e il brano si costruisce in tempo reale, guidato dal basso in una logica di ascolto e risposta. Dentro questo arco si inseriscono però due episodi che mettono ulteriormente a fuoco il carattere del progetto: Una Muy Bonita porta in primo piano un’idea quasi teatrale, in cui una “storiella” diventa struttura musicale e l’arrangiamento vive anche di ciò che non è scritto sullo spartito; Human Being – unica composizione non firmata da Coleman – è un brano di Charlie Haden, scelto da Jus come figura chiave e riferimento naturale di quel mondo, in cui l’improvvisazione resta legata allo sviluppo di cellule ritmico-melodiche del tema.

Da qui il disco avvia un movimento di ritorno verso una nuova sintesi: Chanting recupera un lessico più cameristico e chiude di fatto l’album come progetto. Congeniality, ultimo brano, è invece un basso solo con funzione di “riordino delle idee”, un congedo che ribadisce l’idea di improvvisazione come racconto e costruzione nel tempo.

Ne emerge un disco che affronta l’improvvisazione come pratica consapevole e condivisa, lontana dall’idea di casualità, in cui ogni scelta trova senso all’interno di una costruzione collettiva.

Ornetrio Tangheri e I Lestofanti della 19F
Face of the Bass Clef

Tracklist
Lonely Woman
The Sphinx
W.R.U.
Una Muy Bonita
Human Being
Chanting
Congeniality

Produzione
Pubblicato da nusica.org, 2026

Per informazioni
www.nusica.org – info@nusica.org

Ufficio stampa e comunicazione 
Giuseppe Bettiol – comunicati@giuseppebettiol.it –

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Sul colle di San Luca un B&B dove ci si immerge nella storia di Bologna.

Vicinissimo al santuario, il Bed & Breakfast Antico Podere San Luca ospita nella sua villa storica una ricca selezione di stampe antiche proveniente dalla collezione BolognArt

Bologna, 22 febbraio 2026 – Fare colazione al risveglio, sorseggiare un tè nel pomeriggio oppure partecipare a un evento esclusivo riscoprendo accanto a sé la storia della nostra città e del suo territorio. Questo è possibile al B&B Antico Podere San Luca, che ha recentemente ampliato la propria ospitalità nella villa storica in via di Montalbano 14, vicinissima al Santuario.Grazie alla collaborazione con BolognArt – la raccolta privata di Francesco Bonetti di carte geografiche, piante e vedute antiche della nostra città – Antico Podere San Luca offre ai propri ospiti la possibilità di fare un interessante viaggio nel tempo: oltre 50 stampe antiche originali, infatti, decorano le pareti dell’edificio storico.A fianco dell’immancabile San Luca, le Due Torri, la Fontana e Piazza del Nettuno, Piazza Maggiore, San Petronio, Santo Stefano e San Michele in Bosco sono alcuni dei luoghi e monumenti protagonisti nelle vedute antiche BolognArt, insieme alla città nel suo complesso raffigurata in grandi piante topografiche, e al territorio, che si può esplorare attraverso un excursus cartografico che allarga la prospettiva geografica, prima alla provincia/legazione bolognese (e alle limitrofe di Ferrara e Romagna), poi fino all’intero Stato Pontificio.

Oltre alle pareti accanto alle camere, sia al primo piano che al piano terra, e quelle lungo le scale che conducono tra un piano all’altro, le stampe originali di BolognArt ‐ che spaziano temporalmente dal Cinquecento all’inizio del Novecento con il periodo Liberty – arricchiscono la “Sala delle stampe antiche”, come è stata denominata la sala colazioni del B&B, che potrà ospitare anche eventi culturali ed enogastronomici.

Ma non finisce qui. Antico Podere San Luca offre anche altre significative attrazioni paesaggistiche e storico-culturali nella sua proprietà. Il giardino consente infatti agli ospiti del B&B una piacevole passeggiata in ogni stagione dell’anno e, salendo sulla collinetta prospiciente, si può ammirare un panorama suggestivo sul Santuario di San Luca, uno dei simboli più amati dai bolognesi. Non a caso questo punto fu scelto per edificarvi il “Forte Mazzacavallo”, uno dei punti fortificati che costituivano il Campo Trincerato di Bologna (1860-1873).

Accanto all’edificio principale del B&B Antico Podere San Luca sorge anche l’antico Oratorio di Santa Maria della Neve, storicamente appartenente alla parrocchia di San Maria Assunta di Casaglia. Citato nell’opera Le Chiese Parrocchiali della Diocesi di Bologna di metà Ottocento e già oggetto di ricerche da parte di studiosi locali, il piccolo edificio presenta interessanti affreschi storici alle pareti, sull’abside oltre che sul soffitto. Anch’esso sarà aperto a visite guidate e nel corso di eventi che Antico Podere San Luca e BolognArt stanno già progettando.

Per maggiori informazioni:

FRANCESCO BONETTI

bolognart@gmail.com

cell. 347 9750024

www.bolognart.com

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Gli studenti riscrivono il “Vocabolario della Fraternità”.

Al via “Parole per l’Umanità”, il concorso nazionale
promosso da Fondazione Fratelli tutti in collaborazione con
Gruppo Spaggiari Parma e ClasseViva EXTRA

23 febbraio 2026 – Rafforzare il dialogo tra scuola e società, portando i valori della fraternità oltre i confini dell’aula. È questa la sfida da cui nasce “Parole per l’Umanità”, il concorso nazionale promosso dalla Fondazione Fratelli tutti in collaborazione con Gruppo Spaggiari Parma e ClasseViva EXTRA.

Rivolta alle scuole secondarie di primo e secondo grado, l’iniziativa è un percorso educativo e creativo. Un laboratorio che invita studenti e insegnanti a riflettere, esprimersi e dare nuovo significato a parole capaci di orientare relazioni, responsabilità e senso di appartenenza. «In un tempo in cui il linguaggio è spesso incanalato in una logica binaria – il sì o il no, l’adesione o il rifiuto – vogliamo offrire ai ragazzi la possibilità di sperimentare parole che mediano, accompagnano processi e costruiscono ponti per comprendere la realtà», spiega padre Francesco Occhetta, segretario generale della Fondazione Fratelli tutti. «Per capire le priorità dei giovani, sarà interessante scoprire come verranno reinterpretate e quali nuovi significati emergeranno dal loro sguardo».

Francesco Occhetta, segretario generale Fondazione “Fratelli tutti”

Il “Vocabolario della Fraternità”, realizzato dalla Fondazione Fratelli tutti, raccoglie 365 lemmi di fraternità illustrati da altrettanti autori. Il concorso invita le classi a scegliere una o più parole contenute nell’opera e ad avviare in aula un percorso di riflessione e rielaborazione. Con la guida dei docenti, gli studenti dovranno realizzare una “definizione” multimediale della parola scelta – attraverso testi, video, podcast, fumetti o illustrazioni – da candidare entro il 31 marzo 2026. Una giuria selezionerà gli elaborati più significativi, con premiazione prevista nel mese di maggio. L’iniziativa può essere integrata nei percorsi di Educazione Civica e nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro, favorendo lo sviluppo di competenze trasversali come il pensiero critico, il dialogo, la collaborazione e la cittadinanza attiva.

Per Gruppo Spaggiari Parma, che quest’anno celebra il traguardo dei 100 anni al fianco della scuola, il progetto rappresenta un modo concreto di accompagnare la comunità educante oltre la dimensione tecnica. «Con ClasseViva EXTRA, parte dell’ecosistema dedicato all’innovazione didattica, proponiamo buone pratiche e iniziative capaci di ispirare studenti e docenti non solo sul piano didattico, ma anche su quello valoriale», spiega Nicola de Cesare, CEO del Gruppo. «Parole per l’Umanità offre alle scuole la possibilità di diventare un laboratorio di riflessione profonda e di dialogo intergenerazionale, creando un ponte tra la conoscenza del passato e la creatività dei giovani di oggi». Più che un semplice concorso, l’iniziativa si configura così come un passaggio generazionale simbolico: dalle parole ricevute alle parole vissute, fino a quelle immaginate dagli studenti per raccontare la fraternità di oggi e di domani. Un esercizio di responsabilità condivisa che affida alle nuove generazioni il compito di abitare e rinnovare un patrimonio linguistico comune.

Le scuole secondarie interessate possono iscriversi e ricevere gratuitamente il Vocabolario della Fraternità e il kit didattico completo a questo link: https://www.spaggiari.eu/parole-per-lumanit%C3%A0-concorso-scuole

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“Sentiment – nel Cuore del Web” Sextorsion, truffe online, Intelligenza Artificiale, linguaggio dell’odio – spettacolo transgenerazionale e interattivo.

Il 14 marzo alle ore 20:45, presso il Teatro Giulia di Barolo di Torino, va in scena Sentiment – nel Cuore del Web, la produzione divulgativa e interattiva della compagnia torinese “Nuove Forme”, diretta da Sergio Cavallaro con testi di Simone Faraon. Uno spettacolo che unisce teatro, educazione digitale e coinvolgimento diretto del pubblico, proponendo un’esperienza capace di coniugare riflessione, emozione e partecipazione.Lo spettacolo affronta con chiarezza e sensibilità temi di grande attualità: le nostre emozioni vengono manipolate sul Web? In che modo i meccanismi digitali influenzano percezioni, reazioni e comportamenti? Perché un numero crescente di adulti e adolescenti cade vittima di truffe e ricatti online, inclusi fenomeni come la sextorsion? Qual è il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella diffusione e amplificazione del linguaggio dell’odio?

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Al via il bando per cortometraggi della Nona Edizione del “Pop Corn Festival del Corto”.

Scadenza: 2 giugno 2026, riconoscimenti in denaro, tra cui il Premio Raffaella Carrà di quattromila euro all’idea più originale.

IX Edizione – Porto Santo Stefano – Monte Argentario (Gr) – 24, 25 E 26 Luglio 2026

Scadono il 2 giugno 2026 le iscrizioni per partecipare alla nona edizione del Pop Corn Festival del Corto, concorso internazionale di cortometraggi, presentato dall’attore Andrea Dianetti, che si terrà in Piazzale dei Rioni, ad ingresso gratuito, a Porto Santo Stefano Monte Argentario (GR) il 24, 25 e 26 luglio 2026. Il Pop Corn Festival del Corto, diretto da Francesca Castriconi, e organizzato dall’Associazione Argentario Art Day APS, è realizzato con il patrocinio del Comune di Monte Argentario e della Regione Toscana.

Il bando prevede tre categorie: Corti Italiani, Corti Internazionali e Corti d’Animazione. Ogni lavoro dovrà avere una durata non superiore ai 20 minuti, titoli di testa e coda inclusi. Tema: tutti i cortometraggi devono attenersi al tema “Luce e ombra: proiezioni dell’anima”, proposto dal festival. Si accettano tutti i tipi di formato, con estensione MOV, AVI, MP4, BLU-RAY compresi i cortometraggi realizzati con cellulari, smart-phone, go-pro e sono ammessi anche cortometraggi già vincitori o partecipanti ad altri festival. Ogni candidato potrà iscrivere, sulla piattaforma Filmfreeway, una o più opere. La scadenza per la presentazione dei lavori è fissata al 2 giugno 2026. L’iscrizione è gratuita se realizzata entro il 28 febbraio, oltre questa data e fino al 2 giugno l’iscrizione in Regular Deadline ha un costo di 10 euro. Il bando integrale al link: https://www.popcornfestivaldelcorto.it/

Le opere selezionate che parteciperanno al Pop Corn Festival del Corto saranno sottoposte alla valutazione della Giuria Artistica composta da professionisti del settore come lo scrittore, sceneggiatore e regista Federico Moccia, il pluripremiato montatore Marco Spoletini, l’esperta di marketing strategico presso 01 Distribution Manuela Rima, il giornalista e critico cinematografico Carlo Griseri, il direttore artistico del Sudestival, Michele Suma e il costumista e scenografo Stefano Giovani. A scegliere il Premio Panalight Manuela Pasqualetti, Rentale and Sales Manager per Cinecittà Panalight e Panalight Spa e per il Premio Mujeres nel Cinema, la presidentessa Giulia Rosa D’Amico.

Numerosi i premi del festival scelti dalla Giuria. Il Miglior corto nella categoria “Corti Italiani” riceverà un premio di 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival. Anche al Miglior corto nella categoria “Corti Internazionali” andranno 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival, così come al Miglior corto nella categoria “Corti d’Animazione”, cui andrà il premio di 1.000 euro e il trofeo Pop Corn Festival. Al corto con l’idea più originale andrà il Premio Raffaella Carrà di 4.000 euro e sarà proiettato al Sudestival, il Festival del Cinema della città di Monopoli con il quale il Pop Corn Festival è gemellato. Quindi, il Premio Panalight, che consiste in buoni per il noleggio di attrezzatura cine-televisiva del valore complessivo di 8.000 euro. Ancora, il Premio Mujeres del Cinema al corto realizzato da un’autrice o a una storia incentrata su una tematica legata all’universo femminile. Alla sua seconda edizione, i tre Premi Inlusion Creative Hub: per il Miglior Corto Italiano e per il Miglior Corto Internazionale, 3 giorni di color grading con colorist del valore commerciale di circa 3.600 euro a premio, mentre al Miglior Corto d’Animazione andranno 3 giorni di sala mix con fonico del valore commerciale di circa 3.000 euro. Infine, il Premio del Pubblico – Trofeo Pop Corn Festival al miglior corto, scelto da una Giuria Popolare. Al festival saranno anche consegnate le Menzioni Speciali dal Moscerine Film Festival, dal Vision 2030, festival di Cinema Sostenibile della città di Noto e, novità di quest’anno, una Menzione Speciale assegnata dal Popcorn & Podcast, progetto editoriale indipendente dedicato al mondo del cinema e della tv.

Per maggiori informazioni:

www.popcornfestivaldelcorto.it
popcornfestivaldelcorto@gmail.com
cell. + 39 328 8155690
www.instagram.com/popcorn_festivaldelcorto/?hl=it
www.facebook.com/popcornfestivaldelcorto/

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“Una Scienza non ha confini”. Il fondatore Vincenza Palmieri: nasce l’”Associazione Internazionale degli Specialisti Familiari, Pedagogisti Familiari”.

Dopo quarant’anni di ricerca ed esperienza, dopo la definizione di un metodo originale di lavoro, dopo migliaia di Famiglie salvate, dopo il riconoscimento istituzionale della figura del Pedagogista Familiare come professione autonoma, non sovrapponibile a nessun’altra.

Una Scienza non ha confini. Per sua essenza, si struttura come insieme di conoscenze sistematiche, che si riconosce in un metodo rigoroso, replicabile, universale.
Ecco perché la Pedagogia Familiare – Scienza a pieno titolo fondata dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri – ha trovato così ampia applicazione, negli ultimi 40 anni; prima in Italia, poi in Europa e quindi nel mondo. E se, in quanto Scienza, si è sostanziata in un metodo sperimentato che ha fornito soluzioni a migliaia di Bambini e Famiglie, nel corso della sua storia ha disegnato una Figura Professionale – quella degli Specialisti della Famiglia, Pedagogisti Familiari – del tutto originale, autonoma, non sovrapponibile a nessun’altra.La Pedagogia Familiare nasce a Matera, nel sud dell’Italia, luogo in cui Vincenza Palmieri ha compiuto le prime esperienze professionali con le donne vittime del caporalato e in cui ha lavorato alla storica rivoluzione sociale e culturale figlia della chiusura dei manicomi a seguito della Legge Basaglia.
Nel tempo, l’esperienza si è strutturata in prassi e poi in metodo, raccolto all’interno di un Manuale – il primo Manuale di Pedagogia Familiare, aiutare le Famiglie a casa loro, di Vincenza Palmieri (Armando Editore) – che è anche un vero e proprio Manifesto della Pedagogia Familiare.

La Professione – originale, autonoma e non sovrapponibile a nessun’altra – ha visto il riconoscimento istituzionale da parte dell’autorità ministeriale preposta (il MISE) e si è raccolta in una Associazione (ANPEF) che in Italia opera per assicurare a ogni Specialista Familiare formazione, aggiornamento, confronto, supporto e iniziative condivise. La sua espansione in ogni Paese d’Europa e poi del Mondo – a tutela di Bambini e Famiglie in ogni parte del pianeta – è stata rapida, efficace, inarrestabile. In quanto Scienza e Metodo – coperto da copyright – e in quanto lavoro risolutivo all’interno della Famiglia e delle Famiglie, pur con le sue sfumature locali per aderire alle leggi dei singoli Paesi, infatti, la Pedagogia Familiare non può che essere transnazionale. Se le persone, oramai, nella società contemporanea, sono caratterizzate dall’essere “cittadini e cittadine del mondo”, a maggior ragione lo è una Scienza che si occupa del nucleo fondante di ogni società (rurale, industriale così come nella società dell’informazione contemporanea…). Con le sue caratteristiche fondamentali, con il suo cuore, la struttura portante e poi – solo poi – con le declinazioni nazionali. Ecco allora che la Scienza, per sua natura priva di confini, si articola in una Professione altrettanto sconfinata, dal respiro internazionale. Ed ecco perché il 2026 è l’anno in cui la Professione dello Specialista della Famiglia si struttura in una Associazione Internazionale, che raggruppa ogni singolo Pedagogista Familiare sul globo: lo assiste, lo sostiene, si occupa della formazione continua e lo pone in rete.

“Perché solo la rete, la connessione profonda di ognuna delle parti può rendere forte, efficace, invincibile l’azione dell’unica professione al mondo che di fonda sui Diritti Umani e sui Diritti dei Bambini”, sottolinea la prof.ssa Palmieri.“Infatti, nel caso uno Specialista Familiare, Pedagogista Familiare abbia mai un dubbio sulla direzione verso cui operare, troverà la risposta a ogni suo quesito all’interno dei Diritti Umani e dei Diritti dei Bambini.”.

Oggi, dunque, con la nascita dell’Associazione Internazionale degli Specialisti Familiari, Pedagogisti Familiari, ciò che si riafferma, con la dovuta forza ed evidenza – al di là dell’aderenza alle norme locali per la tutela dei Minori – è la natura transnazionale e globale di una Scienza, la Pedagogia Familiare, che abbraccia l’intero pianeta e tutela ogni Bambino e ogni Famiglia del Mondo.

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Masseria Creative Hub, dal bene confiscato alla scena artistica.

Il 22 febbraio alla Masseria Ferraioli l’evento finale di “Arte, Natura e Comunità”

Afragola, 18 febbraio – Un bene confiscato alla criminalità che diventa spazio di creazione e crescita professionale. Domenica 22 febbraio la Masseria Antonio Esposito Ferraioli ospita l’evento conclusivo del progetto “Arte, Natura e Comunità: un modello innovativo di professionalizzazione degli artisti”, promosso da Sott’e’ncoppa in collaborazione con il collettivo Blue Art e realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Partner di progetto sono anche la cooperativa sociale TAM, le associazioni ACTA Progettazioni e So.Le. Appuntamento alle 11 con la presentazione del progetto. A seguire il percorso tra le opere, dialogando con artisti e tutor. Alle 12.30 è previsto un momento di incontro con la stampa.

Masseria Creative Hub è stata una residenza artistica, che si è svolta presso il bene confiscato più grande dell’area metropolitana di Napoli lo scorso luglio, che ha coinvolto giovani artisti under 35. Un percorso di 60 ore tra seminari, laboratori e sperimentazioni site-specific, con l’obiettivo di coniugare professionalizzazione, rigenerazione territoriale ed inclusione sociale. A coordinare il percorso l’artista Vincenzo Gallo. Nel team Luigi Vangone, esperto di architettura partecipata, Luigi Giordano, curatore d’arte, Maria Infante, esperta in didattica dell’arte, e Martina Scognamiglio, specializzata in musicoterapia e inclusione.

Il progetto ha impattato sul piano sociale, culturale ed educativo, attraverso l’arte come strumento permanente di rigenerazione territoriale e coesione della comunità. Masseria Antonio Esposito Ferraioli è stata non solo sede del progetto, ma parte integrante del processo creativo. Le opere presentate dialogano con il paesaggio agricolo, la memoria del luogo e la sua nuova identità di presidio culturale e di legalità della città di Afragola, in provincia di Napoli.

Nel corso dell’evento conclusivo del progetto, il pubblico sarà accompagnato in un percorso immersivo tra installazioni e performance diffuse negli spazi verdi e nei cortili della Masseria. I visitatori potranno incontrare gli artisti, conoscere i processi creativi e partecipare a momenti di confronto diretto, in un format pensato per favorire un’esperienza lenta e partecipata.

«Rigenerare un bene confiscato significa creare opportunità concrete per il territorio. Il sostegno di SIAE attraverso “Per Chi Crea” conferma quanto sia strategico investire sulla professionalizzazione dei giovani artisti, soprattutto in contesti complessi. Cultura e legalità possono generare sviluppo reale e valore pubblico». A dirlo Giovanni Russo della cooperativa Sott’e’ncoppa e direttore della Masseria Antonio Esposito Ferraioli.

«Abbiamo lavorato perché le opere nascessero dal luogo. La Masseria non è uno sfondo, ma un elemento vivo del progetto. L’arte qui diventa dialogo con la natura, con la memoria e con la comunità». A dirlo Vincenzo Gallo, direttore artistico del progetto e referente del collettivo Blue Art.

Il finanziamento è stato assegnato nell’ambito del Bando 3 – Professionalizzazione degli Artisti (Edizione 2024), a supporto di percorsi di formazione, produzione e valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee, con particolare attenzione allo sviluppo professionale dei giovani artisti.

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Torna il Roma Whisky Festival – XIV edizione (28 feb / 1 marzo 2026).

Come ormai da tradizione consolidata torna, dal 28 febbraio al 1 marzo presso il Salone delle Fontane, l’appuntamento con il Roma Whisky Festival, il più importante evento dedicato al variegato mondo del whisky, ai suoi appassionati, ai produttori, agli importatori, ai distributori e ai bartender.

La due giorni dedicata a “re” dei distillati conferma il suo spirito di celebrazione e divulgazione della cultura del whisky con stand e spazi espositivi delle più importanti aziende del settore; imbottigliamenti ed etichette che raccontano la ricchezza e la varietà del settore, da quelle perfette per chi si avvicina per la prima volta al mondo del whisky a quelle più ricercate per grandi intenditori. A loro è sicuramente dedicata l’area vintage, realizzata in collaborazione con Oro Room, un angolo di fiera ricercato in cui sarà possibile degustare malti rari e preziosi. E sempre al bar di Viale Giotto 1/A sarà affidata l’area miscelazione del festival, con un drink list creata appositamente per valorizzare la ricchezza del distillato. Oro Room sarà inoltre protagonista dell’unica guest-night di questa edizione, sponsorizzata da Brown Forman, domenica 1 marzo a partire dalle 23.00, per la presentazione di “Ceralacca”, il nuovo locale di Simone Onorati e Raimonda Basso Bondini.“Il Roma Whisky Festival è diventato negli anni il punto di riferimento per chi ama ed apprezza il mondo del whisky, accogliendo nella due giorni di manifestazione i grandi appassionati di questo magnifico distillato, mantenendo però sempre un occhio attento anche a chi si avvicina per la prima volta ad una degustazione” afferma Andrea Fofi, fondatore ed organizzatore della manifestazione, “una sfida a rinnovarsi di anno in anno, proponendo sempre nuovi spunti ed attività, come l’apertura della fiera agli altri Brown Spirits come Rum, Cognac, Armagnac e Brandy o il sempre maggiore spazio per le etichette vintage”.

Un’edizione, questa XIV, che vedrà il whisky come protagonista anche al di fuori del bicchiere. Il Salone delle Fontane sarà infatti il palcoscenico, il 1 marzo alle 17.00, per l’esibizione della Old No.7 B(r)and. Il progetto, nato alla volontà del famoso marchio di celebrare l’eredità di Mr. Jack Daniel e della sua leggendaria Silver Cornet Band, unisce la passione per il rock ed il mondo dei bartender . La formazione della Old No.7 B(r)and è infatti composta interamente da bartender e professionisti del settore: Livio Morena (NUCLEO) al basso, Ivano Gambacorta (Argot Prati) e Daniele Savo (Jigger) alla chitarra, Giuseppe Prosperi (Banana Republic) e Massimo Pollio (bartender freelance) alla batteria e Chiara Graziano (Blind Pig) alla voce. A ricoprire il ruolo di manager della band è Francesco Spenuso, advocacy manager di Jack Daniel’s.

Non poteva inoltre mancare l’attesissimo imbottigliamento ufficiale del Roma Whisky Festival, un Ardmore 17yo, 2008 Bourbon cask. Gioiello dello Speyside, questo Ardmore non filtrato si caratterizza per la sua screziata ricchezza, arricchita dalla lunga maturazione in botti di ex Bourbon.

Fra le molte attività della manifestazione, come ogni anno, spiccano fra le più attese le masterclass, in particolare quella di Laphroaig, dall’evocativo titolo “Tra mare e torba”, e quella di House of Suntory, emblematicamente chiamata “L’arte del whisky giapponese”. Non mancheranno inoltre seminari dedicati agli imbottigliatori indipendenti e agli original bottiling, pensati per i grandi appassionati di settore, sempre alla ricerca di novità.

Anche l’area birra trova in questa edizione 2026 un partner di grande importanza, il Morrison Pub, storica insegna del quartiere prati e punto di riferimento per gli amanti della birra. Così come maggior risalto nella XIV edizione del Roma Whisky Festival avrà anche l’area food che si arricchisce di un ape Car che servirà Pulled pork aromatizzato al whisky, accanto all’ormai tradizionale offerta di crudi o ostriche e di cioccolato, quest’ultimo a cura del marchio Fonderia & Design.

Per celebrare le eccellenze di questo distillato, anche quest’anno, si terrà il premio inoltre “Whisky & Lode”, che eleggerà i migliori whisky del salone valutati, come di consueto, da una giuria di esperti secondo la regola del blind tasting, in quattro diverse categorie: Best Scotch Whisky, Best Cask Strength, Best World Whisky e Best American Whiskey.

La manifestazione aprirà le porte sabato 28 febbraio dalle ore 14.00 alle 21.00 e proseguirà nella giornata del 1 marzo con gli stessi orari. I biglietti sono disponibili online attraverso il sito ufficiale https://romawhiskyfestival.it/

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