Filming Italy, il cinema incontra l’arte: online gratis le masterclass esclusive dei grandi del cinema.

Da Franco Nero e Micaela Ramazzotti fino alle star hollywoodiane Jeremy Piven e Adewale Akinnuoye-Agbaje: disponibili i video-incontri esclusivi della nona edizione.

Sono disponibili dal 7 luglio sul sito www.Mymovies.it/ondemand/filmingitaly le masterclass di Filming Italy: il cinema incontra l’arte: gli incontri si sono tenuti nei giorni scorsi a Roma presso l’Ara Pacis e il Pronao del Pantheon. Le masterclass vedono protagonisti Franco Nero, attore che nel 2026 ha ottenuto la stella sulla Hollywood Walk of Fame; Micaela Ramazzotti, interprete del recente film Elena nel ghetto, e regista di FelicitàAdewale Akinnuoye-Agbaje, interprete della serie tv EuphoriaJeremy Piven, visto di recente in American Night, Francine Maisler, direttrice casting vincitrice del Premio Emmy per le serie tv The Studio e Succession e candidata all’Oscar 2026 per il film I peccatoriCarol Alt, modella e attrice della recente serie tv Paper Empire e del film Improvvisamente a Natale mi sposoMiyako Bellizzi, costumista di The History of Sound e nominata all’Oscar per Marty Supreme.

Ognuno degli intervistati – moderati da Tiziana Rocca e Alvaro Moretti, vicedirettore de Il Messaggero – racconta il suo rapporto con il cinema, svela i segreti del mestiere, e il suo legame con l’arte. L’evento, infatti, sigla il connubio tra il cinema e Roma: organizzato da Associazione Agnus Dei di Tiziana Rocca in collaborazione con la Direzione Musei Statali della Città di Roma diretta dalla Dott.ssa Mariangela Margozzi, la direttrice del Pantheon l’arch. Gabriella Musto, Luca Mercuri – direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – e Monsignor Daniele Micheletti del Capitolo, fa interagire i personaggi del piccolo e grande schermo con l’arte e i beni culturali, artistici e archeologici.

Filming Italy: Il Cinema incontra l’arte è il progetto innovativo che ha come obiettivo di portare il cinema nei luoghi di cultura, alla luce del connubio fra il Cinema e la storia nella città di Roma: le scenografie iconiche in cui si svolge amplificano le parole degli intervistati, in una rara simbiosi tra la bellezza artistica e il mestiere del cinema.

“Se l’arte ispira il cinema, anche il cinema si avvicina all’arte. Così abbiamo aperto le porte di due dei siti storici e museali più rappresentativi di Roma, il Pantheon e l’Ara Pacis, per un evento assolutamente inedito e unico nel suo genere. È affascinante vedere come gli artisti, a cospetto di tanta bellezza, si aprano nel dialogo in maniera più naturale, quasi ammaliati dai due luoghi in cui si trovano. Con la presenza online delle masterclass, il pubblico ha per la prima volta l’occasione di partecipare a dibattiti con esperti di cinema, star internazionali e italiane, all’interno di monumenti mozzafiato”, dichiara Tiziana Rocca, General Director del Filming Italy.

Il cinema incontra l’arte è patrocinato dal MIC, Regione Lazio, Roma Capitale, ANEC, Agiscuola, Anica e CSC.

Info Agnus Deitizianaroccacomunicazione@gmail.com

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Quando le mappe raccontavano il mondo: a Palazzo Poli la mostra sui Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento

Quando le mappe raccontavano il mondo: a Palazzo Poli la mostra sui Principati Romeni
e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento

All’Istituto Centrale per la Grafica, dall’8 luglio al 13 settembre 2026, un viaggio tra carte geografiche originali, incisioni su rame e grandi scuole cartografiche europee. La mostra è organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Romania
e del Presidente della Repubblica Italiana.

Prima di indicare una strada, una mappa racconta un’idea del mondo. Prima di essere uno strumento di orientamento, è una forma di conoscenza, di potere, di immaginazione politica e culturale.

I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento ICG-scaled

Da questa prospettiva nasce la mostra “I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento”, in programma dall’8 luglio al 13 settembre 2026 presso Palazzo Poli, sede dell’Istituto Centrale per la Grafica a Roma.

L’esposizione, realizzata nell’ambito dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, è promossa dall’Istituto Centrale per la Grafica e dall’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, in collaborazione con l’Istituto Culturale Romeno, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e l’Accademia di Romania in Roma.

La mostra propone al pubblico un percorso affascinante attraverso la cartografia europea del XVII e XVIII secolo, mettendo in dialogo le rappresentazioni dei Principati di Valacchia, Moldavia e Transilvania con quelle della Penisola italiana e degli antichi Stati preunitari.

Le carte geografiche esposte non documentano soltanto territori, confini, fiumi, città e rotte. Restituiscono anche il modo in cui l’Europa moderna guardava sé stessa, le sue aree di frontiera, i suoi equilibri politici, le sue relazioni diplomatiche e culturali. I Principati Romeni, crocevia tra Impero Ottomano, mondo asburgico, area danubiana ed Europa occidentale, emergono così come spazi strategici e culturali pienamente inseriti nella storia europea. Il percorso riunisce opere di grandi cartografi e incisori attivi tra Seicento e Settecento, provenienti dalle principali scuole europee: olandese, italiana, francese, tedesca e austriaca. Tra gli autori rappresentati figurano Gerardus Mercator, Willem Blaeu, Johannes Janssonius, Nicolas Sanson, Frederik de Wit, Giacomo Cantelli da Vignola, Nicolas de Fer, Johann Baptist Homann, Matthäus Seutter, Guillaume Delisle, Antonio Zatta, Bartolomeo Borghi e Franz Johann Joseph von Reilly.

In mostra si potranno ammirare incisioni originali su matrice di rame, spesso acquerellate a mano all’epoca, che uniscono rigore geografico, eleganza grafica e valore storico-documentario. Tra le opere, la “Descritione delli Principati della Moldavia e Valachia” di Giacomo Cantelli da Vignola, pubblicata a Roma nel 1686 da Giovanni Giacomo De Rossi, e diverse carte dedicate al Danubio, alla Transilvania, alla Valacchia, alla Moldavia, alla regione del Mar Nero e alla Penisola italiana. Il progetto espositivo valorizza inoltre il patrimonio dell’Istituto Centrale per la Grafica, le cui collezioni conservano importanti testimonianze della cartografia e della letteratura di viaggio. Accanto alle mappe dei Principati Romeni e dell’Italia, il percorso richiama opere significative come la Veduta di Roma tratta dal Liber Chronicarum del 1493, la Guida d’Italia di Franz Schott, il Mercurio Geografico dei De Rossi e il Nuovo Atlante Geografico Universale di Giovanni Maria Cassini.

«Questa mostra consente di guardare alla cartografia come a una straordinaria forma di racconto visivo della storia europea», dichiara Fabio De Chirico, Direttore dell’Istituto Centrale per la Grafica. «Le mappe esposte a Palazzo Poli ci parlano di territori, ma anche di relazioni, scambi, visioni politiche e culturali. È particolarmente significativo presentare questo progetto nell’ambito dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026: attraverso le carte geografiche, l’Istituto conferma la propria vocazione a valorizzare il patrimonio grafico come spazio di conoscenza, dialogo internazionale e accesso condiviso alla memoria».

Informazioni

Inaugurazione martedì 7 luglio ore 19. Seguirà vin d’honneur.

Apertura mostra dall’8 luglio al 13 settembre

Sede: Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, via Poli, 54 – Roma

Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00. Ultimo ingresso ore 18:00

Biglietti sul Portale Musei Italiani e dai totem in sede

  • ingresso euro 6,00
  • ridotto euro 2,00

Le gratuità e le riduzioni seguono la normativa vigente al seguente link

Visita la pagina dell’Istituto Centrale per la Grafica per rimanere aggiornato sulle attività in programma
Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Dal 3 luglio a cura di Massimo Osanna e Luca Di Franco la mostra ‘Il Mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026)’.

Capri celebra il proprio mito con una grande mostra allestita negli spazi della Certosa di San Giacomo.Dal 3 luglio al 18 ottobre 2026 i Musei e parchi archeologici di Capri presentano Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826–2026), a cura di Massimo Osanna e Luca Di Franco, un progetto espositivo che racconta la trasformazione di Capri, tra Settecento e Ottocento, da luogo difficilmente accessibile del Golfo di Napoli in una delle mete più celebrate dell’immaginario europeo. Punto di svolta di questa vicenda fu la riscoperta della Grotta Azzurra, avvenuta il 17 agosto del 1826, quando il pittore e poeta tedesco August Kopisch (1799–1853), insieme all’amico e pittore Ernst Fries (1801–1833), entrò nella grotta guidato dal barcaiolo Angelo Ferraro, detto Riccio, e Giuseppe Pagano, proprietario dell’omonima famosa locanda. Un episodio destinato a segnare una svolta decisiva nella fortuna internazionale di Capri, capace di innescare uno straordinario processo di elaborazione culturale, attirando artisti, scrittori e viaggiatori da tutta Europa e contribuendo alla costruzione di un’immagine dell’isola destinata a diffondersi su scala internazionale. Attraverso opere d’arte, documenti, reperti archeologici e fonti letterarie, il percorso espositivo accompagna il visitatore dalle prime testimonianze antiquarie e dagli scavi di età borbonica alla svolta rappresentata dalla riscoperta della Grotta Azzurra, fino alla consacrazione di Capri come luogo simbolo del Mediterraneo nella cultura artistica e letteraria europea.

L’ultima sala propone un’esperienza immersiva dove grazie all’utilizzo di visori di realtà aumentata, i visitatori saranno accompagnati all’interno della Grotta Azzurra, ricostruita sia nella sua dimensione di età imperiale sia nel suo aspetto contemporaneo, offrendo un’inedita chiave di lettura per uno dei luoghi più iconici dell’isola e del Mediterraneo. Un’audioguida digitale e interattiva della mostra è disponibile gratuitamente sull’app Musei Italiani, l’app ufficiale del Sistema Museale Nazionale.

«La mostra ricostruisce il processo storico e culturale che ha portato Capri a diventare uno dei luoghi più emblematici dell’immaginario europeo, meta privilegiata di artisti, scrittori e viaggiatori e punto di riferimento della cultura mediterranea. Attraverso opere d’arte, documenti, reperti archeologici e testimonianze letterarie, il percorso espositivo restituisce la complessità di questa vicenda, nella quale natura, archeologia, arte e letteratura si intrecciano nella costruzione dell’identità culturale dell’isola. Tra i momenti più significativi di questo percorso figura anche la riscoperta della Grotta Azzurra nel 1826, destinata ad accrescere la notorietà internazionale di Capri e ad alimentarne ulteriormente il fascino. Questa mostra rappresenta inoltre un importante momento nel percorso di crescita dei Musei e Parchi archeologici di Capri, chiamati a valorizzare e interpretare l’identità dell’isola attraverso progetti di ricerca, cooperazione e innovazione culturale, in piena sintonia con gli obiettivi del Sistema Museale Nazionale.» dichiara Massimo Osanna, Capo Dipartimento per le attività culturali.

«Le celebrazioni della “scoperta” della Grotta Azzurra offrono la possibilità di riscoprire la straordinaria ricchezza culturale dell’isola, ma anche di comprendere il processo, sviluppatosi nell’arco di oltre un secolo, attraverso cui Capri è diventata uno dei luoghi più emblematici dell’immaginario europeo. Per i Musei di Capri la mostra rappresenta il punto di partenza del nuovo istituto, poiché il percorso espositivo racchiude in sé tutti gli aspetti identitari della cultura e della storia dell’isola», afferma Luca Di Franco, Direttore dei Musei e parchi archeologici di Capri. In occasione della presentazione della mostra, giovedì 2 luglio alle 18.30, si terrà presso il Chiostro piccolo della Certosa il concerto dell’Orchestra Alessandro Scarlatti, realizzato con il sostegno del Goethe-Institut, nell’ambito di un accordo con i Musei e parchi archeologici di Capri, un progetto di collaborazione che contribuisce a rafforzare il dialogo culturale e le relazioni tra Italia e Germania. Contestualmente al concerto, è prevista un’apertura serale straordinaria della mostra dalle ore 18.00 alle 22.00 con visite guidate ogni ora.

Mostra: Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826–2026)

CuratoriLuca Di Franco e Massimo Osanna

RUP e coordinamento scientificoElena Cera

Comitato scientifico: Fabio Mangone, Renata Picone, Carlo Rescigno, Isabella Valente

Sede: Certosa di San Giacomo, Capri

Date: 3 luglio – 18 ottobre 2026

Ingresso: La visita alla mostra è compresa nel biglietto di ingresso alla Certosa di San Giacomo. I biglietti sono acquistabili sul sito www.museiitaliani.it, tramite l’app “Musei Italiani” o direttamente all’ingresso.

Ufficio Stampa

Leeloo Comunicazione

ufficiostampa.leeloo@gmail.com

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Il 4 luglio il recordman Giuliano Calore ospite dell’associazione “I Fiumi di Jane” a Ponte San Nicolò.

Sabato 4 luglio, a partire dalle ore 18:00, il Parco Vita di Ponte San Nicolò (PD) ospiterà un incontro speciale con Giuliano Calore, leggenda del ciclismo estremo e detentore di 13 Guinness dei Primati per le sue storiche imprese su biciclette senza manubrio né freni.L’evento è curato dall’associazione “I Fiumi di Jane”, nata per diffondere la poesia come strumento di ricerca della propria autenticità.Ciclismo estremo e poesia si incontreranno in un dialogo aperto sul superamento dei limiti, la forza di volontà e la ricerca interiore. L’appuntamento, a ingresso libero, offrirà al pubblico l’opportunità di ascoltare dalla voce di Calore la filosofia che ha guidato le sue imprese impossibili.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Fondazione Carla Fendi – Le Mostre di Giuseppe Penone “EPHEMÊRIS” e “ANAFORA” al Festival dei Due Mondi

La Fondazione Carla Fendi, in continuità con il suo ruolo di Main Partner di Spoleto Festival dei Due Mondi e in sinergia con i Musei Civici di Spoleto e il Museo di Palazzo Collicola, partecipa all’omaggio reso dal Festival all’artista Giuseppe Penone, con eventi realizzati in collaborazione con lo Studio Penone e Gagosian.

In stretta connessione con il tema Radici, l’artista si inserisce nel contesto del Festival con una presenza diffusa e di grande forza poetica. Piazza Pianciani, nel cuore del centro storico, accoglierà Le foglie delle radici, una grande scultura che sarà visibile a tutti coloro che attraverseranno Spoleto durante la rassegna, testimonianza en plein air della’inconfondibile poetica dell’artista e immagine utilizzata dal Festival come manifesto di questa edizione.

La presenza dell’artista si estenderà anche ad altre sedi. La Fondazione Carla Fendi presenterà una mostra di video allestita nell’ex Battistero della Manna d’Oro e contribuisce inoltre alla mostra che il Festival realizzerà nel Museo di Palazzo Collicola. Entrambi i progetti espositivi sono a cura di Saverio Verini.

Le opere disseminate in città formeranno un circuito diffuso integralmente dedicato a Penone e alla sua pratica, focalizzata sulla relazione dialettica tra uomo e natura.

EPHEMĔRIS

27 giugno – 2 agosto 2026

(tutti i giorni dal 27 giugno al 12 luglio e nei weekend fino al 2 agosto)

Ex Battistero della Manna dOro

La Fondazione Carla Fendi presenta nell’ex battistero della Manna d’Oro sette video del ciclo Epheměris, a cura di Saverio Verini.

Nelle opere Penone si cimenta in gesti minimi, in cui l’azione fisica sulla materia “libera l’anima delle cose”, rivolgendo l’attenzione non all’opera finita, ma al processo artistico.

Il termine ephemeris (“giornaliero”) deriva dal greco e storicamente si riferisce a diari o tabelle che registrano eventi variabili nel tempo, suggerendo un senso di transitorietà ispirato dalle azioni elementari compiute dall’artista, come raccogliere acqua, dividere l’argilla o lasciare impronte.

Accompagnati dai suoni di fondo del suo lavoro in studio o all’aperto – il fruscio di foglie, il ronzio di insetti – i video di Epheměris mettono in luce una parte meno nota della produzione di Penone, ricontestualizzando le opere nel particolare ambiente della Manna d’Oro.

Nel quadro degli eventi dedicati a Penone, Epheměris si pone in dialogo con la mostra Anafora, presentata a Palazzo Collicola.

È coinvolgente poter entrare nel mondo di Giuseppe Penone attraverso i mezzi espressivi diversi che l’artista utilizza per interpretare il rapporto dell’uomo con la natura e il tempo. L’itinerario tocca alcuni luoghi iconici di Spoleto ricomponendo in senso poetico il suo percorso artistico, tra scultura monumentale, parola scritta e immagini, mezzi che dialogano con il contesto. In particolare penso che il ciclo di video presentato nell’installazione alla Manna d’Oro, una riflessione sui molti risvolti dell’effimero, riesca a trasmettere un immaginario narrativo che mette in relazione il minimalismo gestuale dell’artista con la mistica del Battistero, uno spazio che emana un significato particolare per chi lo visita.  Maria Teresa Venturini Fendi

ANAFORA

27 giugno – gennaio 2027

Palazzo Collicola

Il museo di Palazzo Collicola ospiterà Anafora, mostra personale dell’artista. Prodotta dal Festival di Spoleto con il contributo della Fondazione Carla Fendi, il progetto espositivo presenta una serie di sculture scelte e allestite in risposta alle stanze del Piano Nobile, sottolineandone le qualità architettoniche. La mostra, a cura di Saverio Verini, propone una selezione di opere tra le più significative della produzione di Penone e, insieme, una lettura inedita degli ambienti di Palazzo Collicola. In particolar modo, saranno toccati il Salone d’onore e la Galleria del Piano Nobile, nei quali l’artista installerà otto sculture: nel Salone d’onore sarà l’imponente Albero di 11 metri a dare il benvenuto ai visitatori, mentre la Galleria accoglierà il corpo maggiore di opere, con una serie di sculture allestite in corrispondenza delle grandi finestre presenti in quell’ambiente, instaurando una relazione tra l’interno e l’esterno dello spazio, ma soprattutto creando un ritmo, come suggerisce il titolo dell’intero progetto espositivo, Anafora.

È un vero onore poter ospitare a Palazzo Collicola un ciclo di opere così rappresentative della poetica di un artista del calibro di Giuseppe Penone. Il suo nome è sinonimo di “scultura” a livello internazionale e ritengo particolarmente appropriato che le sue opere trovino posto a Spoleto, città che proprio alla scultura ha legato il proprio nome, grazie alla presenza di artisti come Leoncillo Leonardi e alla mitologica mostra Sculture nella città, curata da Giovanni Carandente nel 1962, in occasione della quinta edizione del Festival dei Due Mondi. Altro aspetto che mi preme sottolineare è la collaborazione tra alcune delle realtà culturali più attive della città: il Festival dei Due Mondi, i Musei Civici di Spoleto e la Fondazione Carla Fendi si sono infatti unite per questo omaggio a Penone, che toccherà diversi luoghi del centro storico”. Saverio Verini

I quattro diversi interventi con cui Giuseppe Penone è presente al Festival dei Due Mondi vogliono rappresentare un omaggio a uno dei più importanti artisti contemporanei, mostrando il rigore e l’eclettismo della sua ricerca. Il programma espositivo verrà inaugurato in concomitanza con l’inizio del Festival e accompagnerà il pubblico per tutta la durata della rassegna e non solo: le mostre di Palazzo Collicola e della Manna d’Oro si estenderanno anche successivamente, abbracciando una varietà di linguaggi artistici e rivolgendosi a un pubblico ampio.

GIUSEPPE PENONE

Nato a Garessio nel 1947, Giuseppe Penone vive e lavora a Torino. Alla fine degli anni Sessanta tiene le sue prime mostre al Deposito d’Arte Presente e alla Galleria Sperone a Torino. In quegli stessi anni si rivela tra i protagonisti dell’Arte Povera e partecipa a rassegne internazionali dedicate alle ricerche d’avanguardia.

Sin dai primi anni Settanta il lavoro di Penone è oggetto di importanti riconoscimenti che dall’Italia si estendono rapidamente all’Europa, agli Stati Uniti e al Giappone. Ha tenuto mostre personali presso numerose istituzioni italiane e straniere, tra cui: Stedelijk Museum, Amsterdam (1980); Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1984); Castello di Rivoli (1991); Toyota Municipal Museum of Art (1997); Centre Georges Pompidou Parigi (2004, 2022); Accademia di Francia a Roma – Villa Medici Roma (2008); MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna (2008); Château de Versailles (2013); Madison Square Park New York (2013); Nasher Sculpture Center, Dallas (2015); MART. Rovereto e Rijksmuseum, Amsterdam (2016); Palazzo della Civiltà Italiana, Roma (2017); Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (2019); Galleria degli Uffizi, Firenze e Bibliothèque Nationale de France, Parigi (2021); Frick Collection, New York e Philadelphia Museum of Art (2022), Galleria Borghese, Roma (2023); Serpentine Galleries, Londra (2025); Gagosian, New York (2026). Penone ha rappresentato l’Italia alla 52a Biennale di Venezia nel 2007. È stato insignito del Præmium Imperiale nel 2014 e, dal 2022, è membro associato straniero (sezione scultura) dell’Académie des Beaux-Arts di Parigi.

SAVERIO VERINI

Saverio Verini è curatore di progetti espositivi, festival, cicli di incontri legati all’arte e alla cultura contemporanea. Ha collaborato con istituzioni quali La Galleria Nazionale, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Accademia Nazionale di San Luca, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, MACRO, Quadriennale di Roma, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, American Academy in Rome, Fondazione Memmo, Fondazione Ermanno Casoli, Civitella Ranieri Foundation, la fiera ArtVerona. Attualmente è direttore dei Musei Civici di Spoleto. Ha curato mostre e pubblicazioni monografiche di artisti di livello internazionale, tra cui William Kentridge e Chiara Camoni. Collabora con la rivista Artribune e scrive testi critici in occasione di mostre personali e collettive in musei, gallerie private e altri spazi espositivi. Nel 2018 ha pubblicato per PostmediaBooks la monografia Roberto Fassone. Quasi tutti i racconti; è inoltre autore de La stagione fatata, edito da Castelvecchi nel 2022, saggio sul rapporto tra infanzia e arte contemporanea italiana

MUSEI CIVICI DI SPOLETO E MUSEO DI PALAZZO COLLICOLA

Palazzo Collicola, la sede più importante dei Musei Civici di Spoleto, è un affascinante edificio settecentesco il cui Piano Nobile conserva gli arredi originali e gli stucchi di una fastosa dimora aristocratica del XVIII secolo. All’interno del palazzo si trova la Galleria d’Arte Moderna Giovanni Carandente, una delle più importanti collezioni contemporanee in Italia, che include un’importante selezione di sculture di Leoncillo Leonardi, opere di maestri internazionali come Calder e Moore e un’iconica stanza dipinta dal minimalista Sol LeWitt. La rete museale di Spoleto comprende inoltre la Casa Romana, un’elegante abitazione del I secolo d.C., con mosaici pavimentali ancora intatti, e la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, un piccolo gioello romanico risalente al 1174.

FONDAZIONE CARLA FENDI

La Fondazione Carla Fendi, di cui dal 2017 è Presidente Maria Teresa Venturini Fendi, promuove residenze e borse di studio e realizza eventi culturali, artistici, scientifici e sociali. Dal 2008 sostiene il Festival dei Due Mondi di Spoleto, di cui è Main Partner dal 2012, commissionando e producendo spesso progetti legati al binomio arte e scienza. È’ sponsor del CERN di Ginevra, di cui ha finanziato nel 2023 la realizzazione del padiglione Back to the Big Bang all’interno di Science Gateway, il nuovo centro per la ricerca e la diffusione scientifica progettato da Renzo Piano.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Quinta settimana di Sile Jazz – Altri Argini!

Giovedì 2 luglio 21:00
Villa Cornér della Regina
Via Corriva, 10, Cavasagra di Vedelago TV

FRANCESCA TANDOI TRIO

Francesca Tandoi – pianoforte
Stefano Senni – contrabbasso
Pasquale Fiore – batteria

Pianista, compositrice e vocalist tra le figure più apprezzate del jazz europeo contemporaneo, Francesca Tandoi arriva a Sile Jazz con il suo trio, formazione con cui negli ultimi anni ha conquistato pubblico e critica internazionale grazie a un pianismo elegante, a un solido senso dello swing e a una forte intensità interpretativa.

Attiva sui palchi di alcuni dei più importanti jazz club internazionali – dal Blue Note di Milano al Bimhuis di Amsterdam – Tandoi sviluppa una musica che intreccia tradizione bebop e sensibilità contemporanea, alternando energia ritmica, lirismo e improvvisazione. Accanto a Stefano Senni e Pasquale Fiore, il trio costruisce un dialogo compatto e dinamico, capace di muoversi con naturalezza tra standard jazz, composizioni originali e sonorità contemporanee.

https://a1fdd.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBo1OxvLfR4OeZL9Eb/rUePr1fm5PuO

Venerdì 3 luglio, 21:00
Giardini di Sant’Andrea
Via Giuseppe Toniolo, 16, Treviso TV

ECHÒRA

Francesca Remigi – batteria
Luca Zennaro – chitarra
Nazareno Caputo – vibrafono

Echòra è un progetto che esplora il rapporto tra musica, spazio e percezione sonora. Nato dall’incontro tra la batterista Francesca Remigi, il chitarrista Luca Zennaro e il vibrafonista Nazareno Caputo, il trio sviluppa composizioni aperte e mutevoli, costruite in relazione all’ambiente acustico della performance e alla presenza del pubblico. Il nome stesso del progetto unisce il concetto di “eco”, inteso come riflessione del suono nello spazio, e quello greco di “chóra”, luogo condiviso e matrice creativa. La musica diventa così materia in continua trasformazione, tra improvvisazione, ascolto collettivo e attenzione al paesaggio urbano.

Biglietti in loco il giorno del concerto a 3 euro.

Venerdì 3 luglio 16:00
Ca’ dei Fiori, Centro Servizi C. Cosulich
Via Bonisiolo, 10, Casale sul Sile TV

JESSICA CUMBE e EDOARDO BRESSAN DUO

Jessica Cumbe – voce
Edoardo Bressan – chitarra

Nato dall’incontro tra la cantante mozambicana Jessica Cumbe e il chitarrista Edoardo Bressan nelle aule del Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto, il duo propone una rilettura personale degli standard jazz e del repertorio di Broadway. La voce di Coumbe, attraversata da sonorità soul e da una forte componente ritmica, si intreccia con la chitarra di Bressan, chitarrista attivo tra jazz e linguaggi contemporanei, attento all’improvvisazione e alla ricerca timbrica.

Il risultato è un concerto essenziale e dinamico, costruito sul dialogo tra voce e chitarra, dove tradizione jazzistica e sensibilità contemporanea convivono in modo naturale.

BIGLIETTO gentilmente OMAGGIATO dal Centro Servizi C. Cosulich di Casale sul Sile. Prenotazione obbligatoria: +39 327 4610693 / info@silejazz.com

Sabato 4 luglio 21:00
Area Golenale del Sile fronte Piazza del Vecchio Passo
Quarto d’Altino VE

LUCIANO BUOSI 4ET – Rainbow

Luciano Buosi – pianoforte
Maurizio Scomparin – tromba e flicorno
Franco Lion – contrabbasso
Luca Colussi – batteria

Con Rainbow, il pianista e compositore Luciano Buosi presenta un progetto costruito interamente su composizioni originali, in cui ricerca armonica, eleganza esecutiva e attenzione al colore del suono diventano gli elementi centrali della scrittura. Il quartetto si muove tra lirismo jazzistico e sonorità contemporanee, sviluppando un linguaggio personale che guarda al jazz europeo senza rinunciare a una forte identità melodica.

Accanto a Maurizio Scomparin, Franco Lion e Luca Colussi, Buosi costruisce un dialogo musicale attento alle dinamiche e all’equilibrio tra improvvisazione e scrittura. Le composizioni alternano momenti rarefatti e aperture più energiche, intrecciando raffinatezza armonica e ricerca timbrica in una musica che privilegia misura, dettaglio e intensità espressiva.

https://a1fdd.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13GADv6VovADxJJRor/SMsb-V9ouDBf

Domenica 5 luglio 10:00

partenza da Piazza dei Signori, TV

PASSEGGIATA SONORA TRA LE FONTANE DI TREVISO

in collaborazione con Rocking Motion

Performance musicali lungo il percorso:

ECHÒRA!

Luca Zennaro – chitarra
Nazzareno Caputo – vibrafono
Francesca Remigi – batteria

Sile Jazz rinnova l’appuntamento con la Passeggiata sonora tra le fontane di Treviso, itinerario urbano realizzato insieme a Rocking Motion che attraversa il centro storico intrecciando musica, movimento e paesaggio urbano. Un percorso a piedi tra piazze, corsi d’acqua e luoghi simbolici della città, pensato per riscoprire Treviso attraverso l’ascolto e la relazione tra suono e spazio pubblico.

Ad accompagnare il percorso sarà Echòra!, trio formato da Luca Zennaro, Nazzareno Caputo e Francesca Remigi. Il progetto nasce dall’idea dello spazio come luogo sonoro vivo e mutevole, dove composizione e improvvisazione si modellano in relazione all’ambiente circostante. Le performance del trio si sviluppano infatti in dialogo con l’acustica dei luoghi, la presenza del pubblico e le caratteristiche dello spazio urbano, dando vita a interventi musicali aperti, dinamici e site-specific.

https://a1fdd.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG7uiJ2sHfyPG3G3HkP7/lByhmfLw-T5l

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

“Il piroscafo ‘Polluce’. Il racconto di un tentato recupero tra storia e leggenda”, il saggio storico documentaristico edito per i tipi di Cultura e dintorni Editore nella Collana di Storia e Società Contemporanea.

E’ appena uscito per i tipi di Cultura e dintorni Editore nella Collana di Storia e Società Contemporanea il saggio storico documentaristico Il piroscafo “Polluce”. Il racconto di un tentato recupero tra storia e leggenda di Autori Vari. Un’opera strettamente collegata all’ultimo Numero del nostro periodico di informazione culturale “Cultura e dintorni” Numero 38, un numero speciale dedicato al mare nel quale si racconta la controversa vicenda del piroscafo “Polluce” tragicamente naufragato al largo dell’isola d’Elba nel 1841 in circostanze ancora oggi dibattute e il recupero, effettuato con successo nel 2005, di una parte del suo tesoro. Nella prima parte del volume  si ricostruisce minuziosamente la storia della navigazione a vapore nel XIX Secolo nel Mare Mediterraneo a illustrare e introdurre il contesto storico e sociale nel quale maturarono le vicende che avrebbero coinvolto il piroscafo “Polluce”. Nella seconda parte dell’opera si riporta per gentile concessione della Scuola Normale Superiore la riproduzione del libretto scritto dal Comandante napoleonico Cesare De Laugier sul primo tentativo di recupero del relitto avvenuto nel 1841 pochi mesi dopo il suo naufragio.

Per ulteriori info scrivere a: redazione@culturaedintorni.it

Per acquisti: https://www.culturaedintorni.it/wp/negozio/      

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Cinema d’Idea – Miglior lungometraggio documentario “Girls don’t cry”, a “Dear Lara” il Courage Award e a “Run me wild” lo Special Award

Si è conclusa la X Edizione di 

Cinema d’Idea – WOMEN’S INTERNATIONAL FILM FESTIVAL,

Prima kermesse della Capitale dedicata alla Regia delle Donne

L’edizione del Coraggio

18/24 giugno 2025 – Roma

Roma, 25 giugno – “Per il ritratto realizzato, così profondamente umano, onesto e toccante di ragazze adolescenti provenienti da diverse parti del mondo, oltre ad un’esplorazione cinematografica di speranza, identità e resilienza. Attraverso una narrazione semplice ma potente, con immagini evocative, il film crea momenti autentici e ispiratori che riflettono in modo intimo e vivido le esperienze vissute dai suoi personaggi. È un’opera davvero calda, sincera e toccante, di notevole valore emotivo e umano.”

Queste le motivazioni che hanno spinto la Giuria della X edizione di Cinema d’iDEA – Women’s International Film Festival, il primo Festival della Capitale dedicato alla regia delle donne, a premiare il documentario tedesco GIRLS DON’T CRY di Sigrid Klausman con il Premio Best Documentary, al Miglior Lungometraggio Documentario.Ieri, 24 giugno, la serata conclusiva e di premiazioni della kermesse – diretta da Patrizia Fregonese de Filippo e realizzata con il Patrocinio del Municipio I Roma Centro e con il Sostegno di Anac – Associazione Nazionale Autori Cinematografici e di Aut – Federazione Aut Autori – ha visto brillare anche il lungometraggio di finzione RUN ME WILD, opera prima della regista tedesca Catharina Lott, a cui è stato assegnato lo Special Award con le seguente motivazione: “Per la straordinaria delicatezza della regia e una sapiente, intimista direzione delle attrici, capaci di restituire con profonda autenticità la timidezza e la paura iniziale nell’esprimere un amore diverso, che stenta a rivelarsi per il timore di non omologarsi ma che infine esplode con tutta la sua travolgente potenza emotiva; per l’eleganza formale di una fotografia naturale che si fa complice della narrazione, utilizzando la luce per accarezzare i volti e i silenzi, avvolgendo l’intera opera in un’atmosfera sospesa e di rara sensibilità visiva che eleva la narrazione oltre i canoni del genere. La Giuria desidera onorare la memoria della giovane attrice protagonista, recentemente scomparsa, la cui magnetica, coraggiosa e struggente interpretazione rimarrà per sempre impressa sulla pellicola come il cuore pulsante, vitale e indimenticabile di questo film”.La Giuria, presieduta dalla regista iraniana Azadeh Bizargiti , ha consegnato il Courage Award al documentario DEAR LARA, coraggiosissima opera prima della violinista di fama mondiale Lara Saint John che ci rivela come il mondo della musica classica sia purtroppo davvero oscuro e danneggiato e danneggi le giovani donne soprattutto, ma non solo, per colpa di alcuni famosissimi insegnanti, Maestri e Direttori d’orchestra, molestatori e pedofili, di cui nessuno, prima di lei, aveva avuto il coraggio di rivelare nomi e misfatti che non erano mai stati perseguiti. A lei l’onore e l’onere di scoperchiare il vaso di Pandora. Questa la motivazione: “La giuria conferisce questo premio a Dear Lara per la forza cinematografica e per il modo audace e coraggioso in cui affronta un tema delicato e urgente. Attraverso una narrazione precisa e una struttura coesa, il documentario tratta la questione degli abusi sessuali e delle carenze sistemiche nel mondo della musica classica, creando uno spazio profondamente umano e toccante grazie alle testimonianze personali. Dando voce ai sopravvissuti con chiarezza e rispetto, il film si afferma come un’opera potente, necessaria e destinata a lasciare il segno. Un grande riconoscimento alla regista, in questa sua opera prima per aver avuto il coraggio di raccontare e raccontarsi mettendo così anche a rischio la sua carriera, nonostante la fama.”

Il Premio Best Photography è andato al documentario tunisino EXILE diretto da Yesmine FersiLina Hamouda Minyar Mrabti. A detta della Giuria: “Exile è un documentario sperimentale di 45 minuti, autoprodotto da tre giovanissime filmmaker tunisine iscritte al Corso di laurea in cinema alla Hochschule di Darmstadt in Germania, e nato dal dolore di una perdita personale e dalla necessità di gettare luce su un tema tabù nella Tunisia di oggi, come la repressione del movimento LGBTQIA+ e la conseguente difficoltà di fare prevenzione contro la diffusione dell’HIV specie all’interno della comunità gay maschile. Costruito come un racconto a due voci maschili, dall’interno di un mondo segnato dall’interdizione sociale ma anche dalla mancanza di solidarietà all’interno stesso della comunità gay tunisina, Exile ha dovuto rispondere alla sfida di mettere in immagine storie di vita vera attraverso un’estetica di cura, di prossimità ma anche d’urgenza, fatta di volti, corpi e voci sottratti dalla riconoscibilità, per proteggere le persone e gli interpreti coinvolti nella lavorazione. Tutto questo ha prodotto un tour de force in termini di costruzione dell’immagine, sul piano della scelta delle luci e dell’orchestrazione della fotografia cinematografica, che presenta un valore aggiunto importante. Per tutte queste ragioni, il Premio per la fotografia della X edizione del festival Cinema d’iDea va a Exile.

Il Best Medium-Length Doc è stato assegnato a WHERE IS HOME di Lamtiar Simorangkir, “Per il coraggio e la straordinaria costanza registica nel seguire, lungo l’arco di anni, l’evoluzione di una ferita sociale e una tragedia umana; per aver saputo esplorare con assoluta lucidità entrambi i lati del racconto, ponendo la madre e il bambino sullo stesso piano di sofferenza, di evoluzione e di lotta, senza alcuna parzialità e senza giudizio ma evidenziando il comune e disperato tentativo di evadere da una gabbia sociale opprimente; per l’efficacia drammaturgica di una potente ellissi temporale che restituisce il percorso di un’infanzia divisa tra l’amore materno e l’impossibilità di un ritorno alle origini. La giuria esprime profonda ammirazione per un’opera straziante, necessaria e di altissimo valore civile”.

Best International short è il corto iraniano HIDDEN MOON di Mahsa AhmadzadehMiglior Corto per gli studenti della Libera Università del Cinema è lo spagnolo LA CROCE DI ELISA di Arianna Usai.

Tre le Menzioni SpecialiFULL STEAM AHEAD, alla presenza delle due registe islandesi Susan Muska e Greta Olafsdottir, che hanno saputo intrecciare temi diversi e difficili quanto urgenti come l’ambiente e le molestie sessuali riuscendo a rendere straordinariamente le difficoltà ed il lavoro delle donne in campo scientifico,  il documentario iraniano SECOND BREATH di Mojgan Ilanlou , un ritratto esplicito della ferocia del regime iraniano, che le donne sono costrette a subire, e il documentario americano THE KAHIKI 3 AND ME di Amber Monet, per riportare alla luce fatti antichi  di mero razzismo in un percorso personale e  sociale – ahimè – invece, di estrema attualità.

Si è conclusa la X edizione, con le splendide poesie iraniane e palestinesi lette da Rita Pasqualoni e Romano Talevi, accompagnati dalla musica del Maestro Tiziano Novelli. Molti i momenti di commozione di questa edizione. Tra tutti ricordiamo la proiezione di WOMEN WHO SAID NO, film dedicato alle persone, ma soprattutto alle donne di religione Bahai, crudelmente perseguitate, alla presenza del regista iraniano Sepher Atefi e di Yaganeh Agahi, giovane testimone che ha subito ben tre volte il carcere da innocente e che ci ha raccontato la sua terribile esperienza personale: una coraggiosa ragazza, un’eroina moderna che, con la sua testimonianza ci ha toccato il cuore. Un film importante, diciamo un documento di cui si dovrebbe parlare di più, all’interno di una edizione dedicata al Coraggio delle Donne.

Per info:

https://cinemadidea.com/

#CinemaDIDEA #CinemaAlFemminile #DonneNelCinema #Roma #FestivalDiCinema #CinemaAzzurroScipioni #Cinema2025 #FilmAlFemminile

Ufficio Stampa:

Cristina Borsatti

crisborsatti@gmail.com

borsatti.ufficiostampa@gmail.com

Comunicazione Social:

Beatrice Olivari

beatrice.olivari00@gmail.com

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Futurismo a Caorle. Balla, Boccioni, Carrà, Russolo e Depero in una grande mostra in riva al mare.

L’estate futurista sbarca a Caorle

Balla, Boccioni, Carrà, Russolo, Depero, Ambrosi, Fasullo, Tato e molti altri protagonisti della grande avanguardia storica saranno esposti in “Futurism: prophecy and revolution” fino al 6 settembre 2026 al Centro Culturale A. Bafile di Caorle (Ve).

“Per essere futurista

non ci vuole patente.

Per essere futurista

non occorre schedario.

Per essere futurista

basta amare ed odiare:

odiare il conformismo

odiare l’ipocrisia,

amar l’intelligenza

amar la libertà”

Una mostra di oltre sessanta opere, promossa dal Comune di Caorle e curata da Matteo Vanzan di MV Arte, che vuole raccontare il Futurismo come la vera grande rivoluzione che fu, in grado di rinnovare non solamente le arti visive, ma, per certi versi, anche la vita stessa. Le opere, provenienti da prestigiose collezioni private e pubbliche come il Patrimonio artistico Banco BPM e il Museo dell’Aeronautica G. Caproni di Trento, si alterneranno in un percorso di pittura, scultura, fotografia, manifesti e arte applicata con una particolare attenzione per le pubblicazioni futuriste come nel caso di “Mafarka il futurista” del 1911 e “Zang Tumb Tumb” di Filippo Tommaso Marinetti del 1914 oppure “Guerrapittura” di Carlo Carrà del 1915 e “L’Arte dei rumori” di Luigi Russolo del 1916.Nel mezzo opere iconiche o riscoperte come la “Battaglia di Sassabaneh” di Italo Fasolo (Fasullo) esposta nella Biennale di Venezia del 1938, “Scendendo in città dal cielo” di Alfredo Gauro Ambrosi, tra le massime espressioni di aeropittura datato 1933, che si affiancheranno a quelle di Cesare Andreoni, Luigi Bonazza, Bot, Anselmo Bucci, Tullio Crali, Giulio D’Anna, Renato Di Bosso, Michele Falanga, L. R. Johannis, Marisa Mori, Francesco Balilla Pratella, Fides Testi Stagni, Osvaldo Toschi, Tato e molti altri.“La mostra Futurism: Prophecy and Revolution” afferma il Vice  Sindaco e Assessore alla Cultura Luca Antelmo “rappresenta un’occasione preziosa per avvicinarsi a uno dei fenomeni più dirompenti della storia dell’arte contemporanea. Il percorso espositivo invita il pubblico a scoprire la forza visionaria di artisti che seppero anticipare temi ancora attuali: il dinamismo urbano, il rapporto con la tecnologia, la trasformazione dei linguaggi e la continua tensione verso il nuovo. Portare a Caorle un progetto di tale valore significa offrire un’esperienza capace di unire approfondimento scientifico e coinvolgimento emotivo”.

“Profezia e rivoluzione”, dichiara il curatore Matteo Vanzan, “intende offrire uno spaccato del Futurismo presentandolo come un movimento coerente e compatto che, dal Manifesto di Marinetti, attraversa la prima metà del Novecento fino al secondo dopoguerra. Il titolo trae ispirazione da una lettera di Umberto Boccioni, esposta in mostra, dal tono sorprendentemente profetico e scritta un anno esatto prima della sua morte. Profezia e rivoluzione sono, del resto, due anime fondative del Futurismo, capaci di intrecciarsi con le visioni e i radicali mutamenti che il movimento introdusse non solo nelle arti, ma anche nella moda, nella musica, nella poesia, nell’editoria e perfino nella cucina”. Più che un’avanguardia artistica, il Futurismo fu infatti una vera rivoluzione culturale: un movimento capace di travolgere persino il modo stesso di vivere la modernità, trasformandosi in una chiamata collettiva all’azione, al cambiamento e alla velocità. «Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità», proclamava Filippo Tommaso Marinetti nel Manifesto del Futurismo, dando voce a una generazione decisa a rompere definitivamente con il passato. Non soltanto una nuova estetica, ma una nuova idea di società, fondata sul dinamismo, sull’energia e sulla volontà di rinnovamento. Con le sue intuizioni radicali, il Futurismo anticipò molti dei linguaggi che avrebbero caratterizzato il secondo Novecento, dalla Pop Art alla poesia sonora, dalla comunicazione pubblicitaria al design contemporaneo. Ancora oggi il movimento appare sorprendentemente attuale nella capacità di interpretare temi come la velocità delle immagini, la contaminazione tra discipline e il rapporto tra arte e vita quotidiana. “Futurism: Prophecy and Revolution” propone così un ampio sguardo sul Futurismo come fenomeno unitario e trasversale, raccontandone non solo la portata estetica, ma soprattutto la forza visionaria e rivoluzionaria che ne fece uno dei movimenti più influenti e controversi del XX secolo.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Caorle (Ve) e organizzata da MV Arte, è aperta tutti i giorni dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 18:30 alle 22:00 con ultimo accesso 30 minuti prima della chiusura.

INFORMAZIONI

Centro Culturale A. Bafile – Rio Terà delle Botteghe, Caorle (Ve)

BIGLIETTO: Intero: 10 euro Ridotto: 6 euro Biglietto gratuito per under 18, studenti universitari fino a 25 anni, portatore di handicap e accompagnatore

WWW.CAORLE.EU / WWW.MVARTE.IT

CONTATTI:
PK COMMUNICATION

press@pkcommunication.it / 351 6896663

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La Poesia si fa Cammino: Grande Emozione nel Parco per il Ritrovo dell’Associazione.

Ponte San Nicolò, 20 Giugno 2026 – Una giornata straordinaria, ricca di spunti di riflessione e intensa commozione, quella che ha visto protagonista la comunità artistica locale in un evento all’aperto, al Parco Vita di Ponte San Nicolò, che ha saputo fondere versi, teatro, pittura e condivisione interiore.Ad aprire l’incontro è stato il poeta Paolo Russo, che ha introdotto il tema portante della manifestazione attraverso un’emozionante riflessione sulla metafora del viaggio nella poesia. Nel suo intervento, Russo ha tracciato un parallelo tra la scrittura e il cammino, partendo dal viaggio di formazione dei grandi classici dell’antichità (come l’Odissea o l’Ulisse dantesco) per arrivare alla capacità dei poeti moderni – da Leopardi a Montale e Ungaretti – di viaggiare dentro se stessi e di abbattere ogni barriera reale con la sola forza dell’immaginazione.Il testimone è poi passato a Dario Codato, che ha trasposto questo cammino nei territori sconfinati del Sudamerica, offrendo una potente riflessione sul rapporto viscerale tra il viaggiatore e la natura. Una natura che ci sovrasta e ci ridimensiona, ma che custodisce quella bellezza universale “che salverà il mondo”.Il tono del ritrovo si è fatto poi intimo e toccante con l’intervento di Michele Ponchia, il quale, visibilmente commosso, ha condiviso la genesi della sua scrittura, nata proprio dal profondo legame con il padre e dal dolore per la sua scomparsa. Il momento è stato impreziosito da una straordinaria commistione di arti: durante la lettura delle poesie di Michele, infatti, Anita ha dato vita a un’intensa performance teatrale, amplificando l’impatto emotivo dei versi con la forza dell’azione scenica.
A seguire, la staffetta lirica ha visto alternarsi le voci e le sensibilità degli artisti Anita Russo, Enrico Corbi, Michele Collareda, Mariya Terzieva, Monica Babolin, Marco Giacomazzi, Marco da Marghera e Maria Tietto, ognuno portatore di una personale e preziosa mappa interiore.
A rendere l’evento un vero e proprio “colpo di scena” visivo e concettuale – una poesia nella poesia – è stata la performance estemporanea posizionata nel cuore del parco. In una sinergia perfetta tra le arti, l’artista padovana Annamaria Olmo ha dipinto dal vivo a un tavolo allocato direttamente tra gli uditori e i poeti, affiancata da Anita, Ginevra e Michele. I colori sulla tela hanno così dialogato in tempo reale con la parola scritta e parlata, eliminando ogni distanza tra creatori e pubblico.
L’appuntamento si è chiuso tra gli applausi e una profonda gratitudine da parte dei partecipanti, confermando come l’arte e la poesia sappiano ancora essere bussole fondamentali per orientarsi nel viaggio della vita.

Contatti:
Paolo Russo Presidente associazione, giornalista tel 3203410730

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento